Il Profumiere del Mese: Dominique Ropion

Dominique Ropion
Dominique Ropion

Euphoria di Calvin Klein, Alien di Thiery Mugler, Pure Poison di Christian Dior, Costume National Homme for Man, Acqua di Gioia per Giorgio Armani sembra un semplice elenco, ma potrebbe diventare una lista interminabile con i più grandi successi firmati Dominique Ropion. Profumiere francese, con trascorsi prestigiosi agli inizi della carriera in società come Roure Bertrand Dupont e Florasynth per poi approdare in Dragoco, prima di entrare in International Flavours and Fragrances (IFF) nel 2000 e di vincere nel 2008 il prestigioso premio Francois Coty, per altro uno dei suoi principali maestri.

Tra le sue note preferite rientrano i fiori che ha saputo utilizzare ed equilibrare mirabilmente in molti dei suoi principali successi, unendoli spesso a note animali, fondamentali secondo Ropion per donare sensualità alla composizione, e al legno sandalo, suo primo e indimenticato amore dei primi corsi di profumeria in Roure dopo gli studi in cromatografia ai tempo universitari.

Tra le sue collaborazioni più apprezzate e di successo c’è quella con Frederic Malle, casa essenziera di nicchia nata nel 2000 a Parigi, per cui Ropion ha creato una decina di fragranze di grande impatto, tra cui meritano una citazione Veitver Extraordinarie for Men del 2000 e Portrait of a Lady, sublime fragranza lanciata nel 2010 sul mercato internazionale. Brand importanti come Givenchy, Lancome e Yves Saint Laurent si sono avvalsi della firma olfattiva di Ropion per alcuni dei loro lanci più significativi e il grande fascino del naso francese lo porta a essere considerato da molti come il miglior profumiere contemporaneo.

Gli inizi condivisi con grandi profumieri come Pierre Bourdon e Jean-Louis Siezac ha caratterizzato la formazione di Ropion permettendogli di applicare sul campo il suo talento in una delle più grandi maison profumiere del tempo dove il contorno di altri grandi nasi professionisti gli ha permesso di diventare il riconosciuto artista dei giorni nostri.

di L.Ilorini

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