Le fibre capillari sono altamente vulnerabili all’inquinamento atmosferico. La composizione chimica favorisce l’adesione di particelle sospese nell’aria, che possono penetrare nella struttura cheratinica e innescare stress ossidativo e apoptosi cellulare nel follicolo pilifero.

I danni contribuiscono all’irritazione del cuoio capelluto, con forfora, arrossamento, sensibilità, secchezza e degradazione del pigmento, con chiome di conseguenza secche e opache.

I capelli sono poi esposti a diversi agenti ambientali, tra cui umidità, temperatura, vento, particolato e radiazioni solari. L’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) accelera l’invecchiamento delle fibre capillari e la degradazione della melanina.

La presenza di idrocarburi policiclici aromatici, combinata con l’esposizione al sole, intensifica la produzione di specie reattive dell’ossigeno all’interno della fibra, compromettendo l’integrità del complesso della membrana cellulare e della cuticola del capello.

Non avendo un metabolismo attivo, le fibre capillari non sono in grado di rigenerarsi in seguito ai danni degli aggressori esterni, con successiva degradazione di corteccia e cuticola, che conduce a fibre porose, rigide e prive di lucentezza.

Efficacia filmogena, proprietà reologiche e texture

L’integrazione di biopolimeri di tara e alghe rosse nei prodotti haircare potrebbe rappresentare una strategia promettente per la protezione quotidiana dagli aggressori ambientali. Oltre alla funzione protettiva, i consumatori richiedono prodotti che favoriscano la districabilità e migliorino l’aspetto e la lucentezza delle chiome.

Per soddisfare queste duplici aspettative, è essenziale condurre test fisici, meccanici e biofisici completi sulle ciocche per vagliare le caratteristiche dei preparati e i loro effetti sulle fibre capillari.

Il biopolimero derivato dalla tara (Caesalpinia spinosa) e dall’alga rossa Kappaphycus alvarezii può essere impiegato come ingrediente in cosmetici haircare grazie alle capacità filmogene.

Il presente lavoro, pubblicato su ACS Omega, prende in esame lo sviluppo di formulazioni haircare contenenti il biopolimero in questione e ne valuta le proprietà reologiche e la texture, nonché l’efficacia filmogena per la protezione dei capelli.

A tal proposito, sono state sviluppate formule di shampoo, balsamo e leave-in. Il profilo di texture e reologia è stato valutato per 28 giorni. L’efficacia è stata analizzata in termini di pettinabilità, morbidezza, proprietà meccaniche, diametro e aspetto visivo prima e dopo il trattamento.

Potenzialità contro i danni da aggressori ambientali

Le formulazioni con il biopolimero hanno mostrato una riduzione dell’area di isteresi (del 48,17% per il balsamo e dell’88,09% per il leave-in), un parametro reologico direttamente associato alla formazione del film.

I parametri di texture sono diminuiti, con un impatto positivo sulle proprietà sensoriali. Il biopolimero ha interagito con la cheratina del capello tramite legami a idrogeno, determinando una riduzione del 10,40% della resistenza alla trazione e un aumento del 15,85% del diametro della fibra. Le interazioni hanno contribuito alla formazione di un film sulla superficie del capello, incentivando lucentezza (del 29,42%) e morbidezza (del 21,84%).

In virtù dei risultati ottenuti, il biopolimero ha il potenziale per essere adoperato come sostanza filmogena nelle formulazioni haircare, favorendo il decremento dell’interazione capelli-ambiente.

Rafaela A. Zito, Rafaela B. Zanin, Leticia Kakuda, and Patricia M. B. G. Maia Campos, Tara and Red Algae Biopolymer as a Film-Forming Substance for Hair Protection, ACS Omega 2026, 11 (2), 2832-2841, DOI: 10.1021/acsomega.5c08778

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