L’artocarpina, un flavonoide prenilato isolato dal durame di Artocarpus altilis, si è affermata come promettente composto bioattivo multi-target per contrastare l’invecchiamento cutaneo indotto dalle radiazioni ultraviolette (UV).

Comunemente noto come albero del pane, Artocarpus altilis (sinonimo: Artocarpus incisus) appartiene alla famiglia delle Moraceae. Questa specie è ampiamente distribuita nelle regioni tropicali, inclusa la Thailandia, dove è localmente conosciuta come Sa-Ke e il suo frutto funge da fonte alimentare tradizionale.

Il presente lavoro, pubblicato su Cosmetics, prende in esame i meccanismi sfruttati dall’artocarpina isolata dal durame di Artocarpus altilis per prevenire e/o invertire l’invecchiamento cutaneo indotto dai raggi UV, esplorando anche strategie per migliorarne la penetrazione cutanea e ottimizzarne l’efficacia nelle formulazioni cosmetiche.

Artocarpina: proprietà antiage

L’artocarpina ha dimostrato effetti antiossidanti sia attraverso la rimozione diretta dei radicali liberi sia mediante l’attivazione del pathway Nrf2-ARE, fornendo una difesa cellulare sostenuta. In virtù delle sue proprietà antinfiammatorie, ha agito su molteplici cascate di segnalazione, tra cui i pathway NF-κB e MAPK, mitigando efficacemente la risposta infiammatoria indotta dalle radiazioni UV.

Il composto ha mantenuto l’omeostasi della matrice dermica inibendo l’espressione della metalloproteasi-1 della matrice (MMP-1), preservando al contempo la sintesi del collagene e la funzione meccanica dei fibroblasti.

L’artocarpina ha, inoltre, modulato selettivamente l’apoptosi, esercitando un’azione citoprotettiva nei cheratinociti normali e pro-apoptotica nelle cellule danneggiate o anomale, supportando così l’omeostasi tissutale.

Ha poi inibito la melanogenesi attraverso meccanismi antinfiammatori, piuttosto che attraverso l’inibizione diretta della tirosinasi. In aggiunta, lo studio ha confermato che è in grado di indurre la morte cellulare autofagica in alcune linee cellulari. Il ruolo dell’artocarpina nei danni cutanei indotti dai raggi UV resta, tuttavia, da chiarire.

Strategie per una miglior penetrazione cutanea

Nonostante le promettenti attività biologiche, la scarsa solubilità in acqua (<0,1 mg/mL) e l’elevata lipofilia (log P≈5) dell’artocarpina ne limitano significativamente la penetrazione cutanea. I sistemi di veicolazione a base lipidica, tra cui liposomi, transferosomi, etosomi e trasportatori lipidici nanostrutturati (NLC), sono presentati come strategie efficaci per ottimizzare la veicolazione transepidermica, con ciascun sistema che offre distinti vantaggi meccanicistici.

Ulteriori ricerche dovrebbero dare priorità alla sicurezza dell’artocarpina all’interno di ciascun sistema di veicolazione, nonché al co-incapsulamento sinergico con antiossidanti naturali complementari per agire simultaneamente sui molteplici meccanismi coinvolti nel danno cutaneo indotto dai raggi UV, ampliandone così l’applicazione cosmeceutica.

Charoensit P, Luangpraditkun K, Mahasaranon S, Jongjitwimol J, Ross GM, Ross S, Viennet C, Higuchi Y, Viyoch J. Artocarpin: Multi-Targeted Mechanisms Against UV-Induced Skin Aging and Its Skin Penetration Enhancement Strategies. Cosmetics. 2026; 13(2):61. https://doi.org/10.3390/cosmetics13020061

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here