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Ilaria Borgna

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Cosmeceutici per tutti i tipi di pelle

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Multi-ethnic group of young women: African, Asian, Indian and Caucasian.I pazienti con pelle di colore hanno esigenze simili ai pazienti con fototipi più bassi per la cura della cute, tuttavia, sono meno soggetti a utilizzare la protezione solare su base giornaliera. Questo articolo discute l’importanza di un corretto e coerente regime di cura della pelle, e le varie problematiche cutanee che dovrebbero essere considerate quando si prescrive un regime di cura, anche per i pazienti con fototipi più scuri. L’idea di partenza risulta essere la necessità di adozione di una metodologia standardizzata, per identificare prodotti efficaci a prezzi accessibili, semplificando il processo di diagnosi basato sul tipo di pelle, la cura della cute e il relativo regime di prescrizione, anche in un’ottica di efficace comunicazione con il paziente, e formazione del personale. Questo processo si tradurrà in un miglioramento dei risultati del paziente, e una maggiore soddisfazione del consumatore.

Semin Cutan Med Surg. 2016 Dec;35(4):233-237. doi: 10.12788/j.sder.2016.056

di C.Lacapra e S.Rum

Shiseido investirà € 24.8 milioni in start up

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Kosmetik ArtikelShiseido, al fine di mantenere il suo vantaggio competitivo, è pronta a investire 3 miliardi di Yen (€ 24.8 milioni) in start up innovative. Shiseido prediligerà start up che utilizzino tecnologie beauty-creating, che propongano idee e business model innovativi negli ambiti salute e bellezza. A tal fine nascerà un dipartimento dedicato, Shiseido Venture Partners, che opererà secondo lo schema Open Innovation, per cui Shiseido fornirà supporto sia economico sia organizzativo alle start-up. Quest’operazione ha una duplice valenza per Shiseido: permettere agli inventori il raggiungimento concreto dei propri obiettivi e di instaurare nuove relazioni di business. Il primo investimento di Shiseido è stato Dricos, una start-up che sta sviluppando una nuova tecnologia per creare integratori personalizzati raccogliendo e analizzando dati biometrici dai polpastrelli delle dita. Il colosso cosmetico giapponese crede che questa nuova divisione aiuterà l’intero gruppo a perseguire gli obiettivi di crescita sostenibile della Vision 2020, assorbire giovani energie, multietniche e a rivolgersi al meglio a una società sempre più attenta alla salute e sempre più anziana, con proposte mirate ai bisogni delle diverse categorie di consumatori. Inoltre Shiseido sarà interessata a innovazioni negli ambiti della logistica, e-commerce e altre operazioni legate all’intera la supply chain.

di D. Storni

Colmar Korea Co. acquisisce la maggioranza della canadese CSR Cosmetics

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L’azienda sud coreana Kolmar Korea Co., sviluppatrice e produttrice di prodotti cosmetici conto terzi, ha acquisito canadese CSR Cosmetic Solutions Inc. anch’essa produttrice per l’industria cosmetica. Mercoledì 30 novembre, Kolmar Korea ha ufficializzato l’acquisto dell’85% delle quote della società canadese CSR inclusi impianti e sede: un affare stimato intorno ai 25 miliardi di Won (21 milioni di dollari). CSR, fondata nel 1953 con il nome Kolmar Canada, filiale interamente controllata da Kolmar USA, fu rinominata CSR Solutions nel 2008. L’attività CSR è costituita per il 66% da prodotti skincare, 33% make up e, grazie a contratti di fornitura con i principali player internazionali e con i maggiori marchi statunitensi, nel 2015 CSR ha raggiunto il fatturato di 30 miliardi di Won. L’industria cosmetica sud coreana, ormai da anni trend setter delle tendenze beauty internazionali, sta imponendo la sua superiorità anche fuori dai confini nazionali. Kolmar Korea Co., lo scorso settembre aveva già acquistato Process Technologies & Packaging (PTP), azienda statunitense specializzata in cosmetici decorativi; con l’acquisto di CSR, l’offerta in nord America è completa. Inoltre Kolmar Korea ha annunciato la propria intenzione di investire 14.8 miliardi di won (€11.9 miliardi) nella creazione di una nuova filiale interamente controllata, ha riportato Reuters. La filiale faciliterebbe le attività di acquisiti e stock sul suolo nord americano.

di D. Storni

 

Air Liquide acquisisce Serdex puntando sugli attivi naturali

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close-up of a facial cream (2)Air Liquide annuncia l’acquisizione di Serdex, divisione di Bayer di attivi naturali, che verrà integrata a Seppic, sua controllata, ponendo l’accento sull’intenzione di «migliorare l’impatto di Seppic nell’ambito degli attivi naturali eco sostenibili». Serdex è un’azienda specializzata in attivi botanici per uso cosmetico sin dal 1978, con un fatturato di €8 milioni nel 2015, ha basato la usa innovazione sulla profonda conoscenza delle piante del Madagascar, sull’estrazione di attivi puri e conoscenza dei loro meccanismi di azione. È membro della Union for Ethical Bio Trade (UEBT), associazione non profit che promuove l’estrazione rispettosa» di ingredienti per la tutela delle biodiversità autoctone. Il rispetto del sapere tradizionale, il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni autoctone e lo sviluppo dei produttori locali nei luoghi di origine delle piante, sono da sempre al centro dello sviluppo sostenibile di Serdex sin dalla sua creazione e incontrano gli attuali standard dei consumatori cosmetici. Serdex apporta a Seppic expertise e anche i 40 dipendenti dello stabilimento di Pau in Francia. Parlando dell’acquisizione, Francois Jackow, membro dell’executive Commitee di Air Liquide ha dichiarato «La complementarietà di Serdex e Seppic ci permette di allargare il nostro know-how per servire al meglio i nostri consumatori e proseguire nella ricerca di ingredienti attivi naturali eco sostenibili».

di D. Storni

 

Confermata validità dei simulatori e dei test in vitro per la formulazione dei solari

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Sunscreen containers in a tropic ambiance on white background.

La miglior strategia da utilizzare nella ricerca di nuovi prodotti solari è quella di utilizzare misure in vitro della capacità della formulazione di difendere la cute dai raggi UVA (UVA-PF) e l’uso di simulatori teorici per valutare il fattore SPF, che considera solo i raggi UVB, e la capacit di proteggere dai raggi UVA. Partendo da qui, alcuni ricercatori brasiliani hanno condotto uno studio allo scopo di definire una correlazione tra i valori di SPF e UVA-PF ottenuti attraverso il simulatore teorico e quelli osservati in vivo (SPF e UVA-PF) e in vitro (UVA-PF) in differenti prodotti, caratterizzati da diverse forme galeniche, in alcuni casi con pigmenti e in altri senza. Il tutto per riconfermare l’efficacia della strategia. Nello studio è stato utilizzato un BASF Sunscreen Simulator software. I risultati hanno dimostrato che i valori di SPF e UVA-PF ottenuti attraverso il simulatore teorico e in vitro sono molto vicini a quelli ottenuti in vivo: i due strumenti possono dunque essere considerati valide risorse nallo sviluppo di solari.
Santos Caetano, Abarca et al. «SPF and UVA-PF sunscreen evaluation: are there good correlations among results obtained in vivo, in vitro and in a theoretical Sunscreen Simulator? A real-life exercise». International Journal of Cosmetic Science, 38 (6), 576–580. http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/ics.12322/full

di S.Somaré

Scarti agroalimentari: sfida per il settore cosmetico

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olive oilI frutti dell’olivo (Olea europea L.) sono utilizzati per la produzione dell’olio d’oliva, in particolare nei paesi del Mediterraneo, tuttavia l’estrazione dell’olio produce sottoprodotti, che possono diventare un grave problema ambientale. Recentemente, sono stati effettuati su questi residui alcuni studi, in particolare relativi all’identificazione fitochimica e alla valutazione biologica e tossicologica. I composti bioattivi contenuti in questi sottoprodotti presentano un’elevata attività antiossidante (soprattutto l’oleuropeina), un caratteristico profilo di acidi grassi e una composizione minerale interessante. Perciò, tenendo conto dei problemi di composizione e di sostenibilità, il riutilizzo di questi residui al posto dello smaltimento è consigliabile, e questi sottoprodotti agro-industriali presentano diversi potenziali applicazioni, fornendo un elevato vantaggio economico. In particolare, il settore dei prodotti per la cura della pelle potrebbe utilizzare tali composti bioattivi, utilizzandoli per la loro funzione cosmetica.

Industrial Crops and Products, Volume 70, 2015, Pages 116-124

di C.Lacapra e S.Rum

Sviluppo di una pelle vascolarizzata

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Human skin anatomy. Digital illustration.Un team di ricercatori tedeschi ha recentemente sviluppato un tessuto cutaneo ingegnerizzato, dotato di vascolarizzazione, combinando una struttura biologica vascolarizzata basata su un segmento di intestino suino decellularizzato (BioVaSc) e un bioreattore su misura. Il BioVaSc è stato quindi seminato con fibroblasti, cheratinociti e cellule endoteliali della microcircolazione umana. Dopo 14 giorni il tessuto era pronto, con un’architettura istologica fatta da derma, epidermide, giunzioni dermo-epidermiche, barriera cutanea e vasi, formati dalle cellule endoteliali. I vasi si potevano perfondere con volumi fisiologici di liquido. Questo tessuto può quindi essere considerato un modello sofisticato per la ricerca in vitro in vari settori.
Florian Groeber, Lisa Engelhardt, Julia Lange et al. A first vascularized skin equivalent as an alternative to animal experimentation. Altex, ALTEX 33(4), 2016: 415-422.
http://www.altex.ch/Current-issue.16.html?aid=4

di S.Somaré

Il perché dei capelli «fini» nelle donne caucasiche

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毛根の説明をする医師Tre approcci complementari sono stati utilizzati per eseguire l’auto-valutazione da parte di volontari, la valutazione da parte di un esperto sensoriale e misurazioni strumentali, al fine di determinare alcuni dei possibili parametri presi in considerazione da parte delle donne caucasiche quando descrivono la nozione di capelli fini. Più di cento donne di origine caucasica, di differenti età, hanno partecipato allo studio e in particolare alcune consideravano di avere i capelli fini, e altre no. Le misurazioni strumentali effettuate hanno compreso la misurazione del diametro dei capelli, misurazioni della densità dei capelli, test di rottura, di flessibilità, e l’analisi dei livelli di sebo del cuoio capelluto. Dei sei parametri definiti inizialmente, quattro parametri sono risultati essere in comune tra i tre approcci: abbondanza dei capelli (densità), spessore dei capelli, resistenza e volume dei capelli. Il termine corpo comunemente usato era comune solo per le autovalutazioni e le valutazioni dell’esperto, mentre l’influenza del curliness era comune solo tra la valutazione degli esperti e le misure strumentali. Questo studio ha dimostrato un accordo tra i risultati sensoriali e quelli strumentali, e illustra anche come le donne possono descrivere adeguatamente i propri capelli; è importante, però, notare come il termine «capelli fini» descriva molto più di fibre capillari solo fisicamente sottili. L’invecchiamento è stato un ulteriore fattore che ha mostrato evidenti ripercussioni su alcuni parametri associati con «i capelli fini», tra i volontari.
International Journal of Cosmetic Science, December 2016 – Volume 38, Issue 6- 10.1111/ics.12323

di C.Lacapra e S.Rum

Cina: apertura ai test animal-free

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robot used in drug discoveryFino a poco tempo fa la Cina era chiusa nei confronti dei test alternativi alla sperimentazione animale e richiedeva di effettuare test di sicurezza ed efficacia dei prodotti cosmetici su animali. Le cose stanno iniziando a cambiare: la Cina ha infatti aperto al 3T3 NRU Phototoxicity Test, che può ora essere utilizzato per valutare la sicurezza dei cosmetici prodotti in questa grande nazione. La notizia è stata data dopo il IV Corso annuale del CFDA – China Food and Drug Administration da scienziati dell’ Institute for In Vitro Sciences. Subito dopo l’annuncio, il National Institute for Food and Drug Control (NIFDC) ha postato sul proprio sito Web i video di formazione prodotti dall’Institute for In Vitro Sciences relativi al 3T3 NRU Phototoxicity test: in questo modo intende aiutare gli utenti a utilizzare questo metodo.
http://myemail.constantcontact.com/IIVS-e-News–December-2016.html?soid=1102918552623&aid=rumTs1TcUZA

 di S.Somaré

Strategia olandese per la transizione da metodi animali a quelli animal-free

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1Negli ultimi mesi del 2016 i Paesi Bassi hanno dichiarato di voler eliminare i test animali in tutti i laboratori scientifici entro il 2025. A seguito di questa decisione, la Commissione Nazionale per la Protezione degli animali utilizzati per scopi scientifici ha pubblicato una corposa opinione in cui viene spiegata, tra le altre cose, una possibile strategia per raggiungere questo obiettivo, strategia che si basa innanzitutto su una forte collaborazione tra tutti gli stakeholder, nazionali e internazionali. Secondo la Commissione i Paesi Bassi potrebbero essere il leader in questo passaggio che si potrebbe definire epocale, divenendo quasi uno sprono per gli altri Stati europei, ma perché la transizione possa avvenire è fondamentale che ci sia un forte intervento politico. Ecco dunque che, la Commissione fornisce alcuni suggerimenti anche ad alcuni ministeri, tra cui anche quello dell’Agricoltura, che dovrebbe lavorare in primis a livello internazionale per modificare la regolamentazione relativa ai processi di risk assessment. In contemporanea. Lo stesso ministero dovrebbe favorire il mutamento della comunicazione del rischio e dell’accettazione dello stesso. Altro step è diffondere la cultura dei metodi alternativi a quelli animali, favorendone l’accettazione da parte della comunità scientifica e assicurarsi che i dati ottenuti dalla ricerca su soggetti umani siano utilizzati sempre meglio. Secondo la commissione, inoltre, l’innovazione dovrebbe essere stimolata attivamente anche dal Ministero degli Affari Economici che dovrebbe stimolare la collaborazione multidisciplinare e il passaggio dalla ricerca e messa a punto di nuovi metodi al loro utilizzo operativo.

https://www.ncadierproevenbeleid.nl/documenten/rapport/2016/12/15/ncad-opinion-transition-to-non-animal-research

pdf scaricabile: dutch-transition-to-non-animal-research

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...