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Ilaria Borgna

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P&G brevetta la composizione di un prodotto contenente un agente prebiotico

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Procter&Gamble ha ricevuto un brevetto per la composizione di un prodotto a uso topico contenente un agente prebiotico che agisce migliorando lo stato generale della pelle e in particolare il suo microbioma. Il brevetto, originariamente schedato oltre due anni fa, è stato garantito dalla World Intellectual Property Organization a seguito della consultazione anche di autorità Europee, Eurasiatiche e Africane. Esso fa riferimento alla composizione di un prodotto cosmetico a uso topico che include un carrier dermatologicamente accettato e una quantità effettiva di un agente prebiotico che agisce sulla cute migliorando il benessere del microbioma, migliorando quindi il suo aspetto globale. Tale composizione può essere utilizzata per prodotti di skin care o cosmetici colorati, che possono quindi entrare a far parte della routine quotidiana di make-up o di cura della pelle in generale.

di B. Briasco

Digital e Social Media Marketing: strategico in cosmetica

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Fotolia_59089849Intervista a Enrico Giubertoni, Social Media Strategist specializzato nel settore della cosmesi, divulgatore digitale e blogger su www.buzzes.eu

Il settore cosmetico sta iniziando a comprendere l’importanza del digital & social media marketing.
In Italia c’è stata in passato un po’ di diffidenza nel rapportarsi al digital, non solo da parte dell’industria ma anche dei consumatori e delle istituzioni. Oggi tuttavia questa evoluzione è in atto e i consumatori stanno mutando rapidamente, e in certi casi radicalmente -come per esempio per l’ecommerce, le loro abitudini condividendo le loro esperienze d’uso dei prodotti sui Social addirittura fotografandosi con i prodotti. In marketing, questo fenomeno viene definito come User Generated Content (contenuto generato dagli utenti, UGC): lo UGC è particolarmente sentito dai consumatori di prodotti cosmetici che stanno sempre più condividendo le loro foto di prodotti sui canali social, sia per bisogno di relazione e autoaffermazione, sia per il bisogno di scambiarsi consigli sulla cosmetica, imparando gli uni dagli altri attraverso l’imitazione e la ricerca di nuovi spunti ottenuti appunto tramite le fotografie di altre persone. Per questo motivo, da parte dell’industria cosmetica, il social media marketing va affrontato attraverso un piano strategico integrato con i piani di marketing e comunicazione non digital.

Quali sono le priorità per affrontare efficacemente questa parte?
In questo senso si parla di “Trans-medialità”, ovvero di integrazione piena e totale tra media differenti (carta, radio, televisione, cartellonistica, digital, social, email marketing e ogni altro media).
Nel caso della cosmesi vi sono diversi esempi di strategie di marketing e comunicazione con un approccio basato sull’integrazione del contenuto generato dagli utenti. I casi più frequenti si trovano nella generazione di contest (concorsi) nei quali si chiede agli utenti di scattare selfie o foto tematizzate su prodotti, ma vi sono anche casi di piattaforme di e-commerce che hanno introdotto nelle loro strategie di marketing contenuti generati dagli utenti incrementando sia il branding e nel contempo favorendo la vendita.

Perché lavorare con lo UGC è così importante?
Lo User Generated Content è molto importante per il settore della cosmesi poiché è uno degli strumenti più autentici per generare fiducia sulle promesse di un prodotto. Lo UGC è, infatti, efficace poiché rappresenta il miglior sistema per comunicare in modo vero ai prospect la veridicità della promessa data dal prodotto, poiché a comunicarlo sono i loro pari, ovvero i clienti che già hanno fatto l’acquisto. È utile e importante farlo poiché il 64% dei millennials e il 53% dei baby boomers vogliono condividere esperienze, fatti e opinioni sui propri brand (fenomeno fotografato già nel 2012 da un interessante Whitepaper a cura di bazaarsvoice.com) e vogliono in questo senso appartenere e partecipare, non banalmente essere informati.

di E.Perani

Determinazione degli acidi abietico e deidroabietico nei cosmetici

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Gli acidi abietico (AA) e deidroabitico (DHAA), presenti talvolta nei prodotti cosmetici possono provocare allergie o toxicoderma ma sono, a oggi, erroneamente indagati a causa della loro labilità. In questo lavoro è stato messo a punto un metodo accurato, sensibile, efficiente e conveniente, che utilizza un’estrazione in siringa assistita da ultrasuoni e una derivatizzazione (UCSED) prima della cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC) accoppiata alla rilevazione a fluorescenza (FLD) e agli spettri di massa (MS / MS). In particolare, gli analiti vengono estratti con acetonitrile in una siringa sigillata in condizioni di sicurezza (60 °C, 15 min; atmosfera di azoto) e poi derivatizzati. È stato riscontrato che la derivatizzazione contribuisce ad aumentare sia la sensibilità analitica sia la stabilità degli analiti in esame. Questo metodo è stato applicato all’analisi di vari campioni cosmetici, tra cui strisce contenenti cera depilatoria, fondotinta liquidi, mascara, eyeliner, matite per gli occhi e balsami per le labbra, dimostrando evidenti vantaggi rispetto al trattamento convenzionale, come l’estrazione in fase solida (SPE). Precisione, recupero e ripetibilità risultano notevolmente migliorate.
J Chromatogr A. 2014 Dec 5;1371:20-9
di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Etichette a Bruxelles

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LE20130003639Labelexpo Europe è un’importante fiera su etichettatura e stampa di packaging che si svolge ogni due anni. L’ultima edizione si è svolta a Bruxelles dal 29 settembre al 2 ottobre 2015, ed ha rappresentato il 35esimo anniversario della kermesse; per l’occasione ha sfoggiato numeri da record: più di 650 espositori, più di 34000 mq di superficie coperta, e circa 35700 visitatori provenienti da ogni parte del mondo (4000 in più rispetto ai visitatori del 2013). I fornitori leader del settore hanno mostrato le più recenti soluzioni in ambito etichettatura e stampa e hanno presentato al pubblico i loro nuovi prodotti (Gallus DCS 340, Soma Optima 820 e HP Indigo 20000 solo per citarne alcuni). Si sono svolti anche interessanti laboratori educativi e dimostrativi: il Packprint Workshop ha illustrato la stampa digitale su imballaggi flessibili, mentre lo Smart Packaging Lab ha spiegato le tecnologie future per un packaging «intelligente». Gli organizzatori hanno confermato l’edizione del 2017, che si svolgerà ancora a Bruxelles, location dell’evento dal 1985.

Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti

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29123Sulla G.U.C.E. del 14 novembre 2015 (Serie L 298/1) è stato pubblicato il Reg.(UE) 2015/2030 recante un emendamento all’All. I al Reg. (CE) 850/2014. Entrando più nello specifico, il Reg. 2015/2030 prevede una modifica della voce relativa agli alcani, C10 – C13, cloro (paraffine clorurate a catena corta) (SCCP). Nel Reg. 850/2004 il punto 2 di tale voce prevedeva le deroghe relative alla produzione, commercializzazione e uso delle SCCP nei nastri trasportatori per il settore minerario e nei sigillanti per dighe. Tali deroghe sono state riesaminate dalla Commissione europea, affinché l’uso delle SCCP sia gradualmente abbandonato, dal momento che sono attualmente disponibili «nuove informazioni concernenti modalità d’uso nonché sostanze e tecnologie alternative più sicure». Infatti, proprio nel 2010, l’Olanda aveva presentato un fascicolo, sulla base dei risultati finali di una consultazione pubblica, («Evaluation of Possible Restrictions on Short Chain Chlorinated Paraffins») in cui venivano indicate le paraffine clorurate a catena media e lunga (MCCP e LCCP) come possibili alternative alle SCCP. Tuttavia «per garantire la piena conformità, sotto l’impulso fornito dagli accordi internazionali per eliminare l’uso di inquinanti organici persistenti», è necessaria la soppressione di suddette deroghe. Il Reg. 2015/ chiarisce che è consentito commercializzare e utilizzare articoli contenenti SCCP in concentrazioni inferiori allo 0,15 % in peso, poiché si tratta del quantitativo di SCCP eventualmente presente come impurità in un articolo prodotto con MCCP.

Un anniversario livornese

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17Grafiche Favillini è una realtà produttiva italiana di packaging farmaceutico. L’azienda livornese, distribuita su una superficie di 7500 mq, opera nel settore cartotecnico con l’ausilio di apparecchiature e tecnologie all’avanguardia. Il 17 febbraio 2016 ricorre il suo 130° anniversario di attività: era infatti il 1886 quando il Sig. Eugenio Favillini inaugurò la propria tipografia a Livorno. I bombardamenti americani sulla città distrussero gran parte delle attrezzature, ma i figli non si persero d’animo: nel 1976 decisero di dedicarsi alla sola cartotecnica, acquistando macchine fustellatrici e incollatrici semiautomatiche, e nel 1986 aprirono la nuova sede nella zona industriale livornese, conlinee produttive tecnologicamente aggiornate. I continui investimenti aziendali hanno portato all’ampliamento dei magazzini nel 2014 e alla ristrutturazione della palazzina uffici nel 2015. Ma Alberto ed Eugenio (la quarta generazione) non vogliono fermarsi qui: nel corso del 2016 è previsto l’aggiornamento tecnologico del reparto stampa.

Riduzione dello stress ossidativo verso i capelli

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long brown hair style on white isolated background
long brown hair style on white isolated background

La salute dei capelli è globalmente un importante attributo per le donne, nello specifico per quanto riguarda splendore, punte sane, riccioli definiti e forza. I danni dei capelli spesso sono causati da abitudini come lavaggio, pettine e spazzola, e uso di «attrezzi» riscaldati. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di investigare due meccanismi di danno, la colorazione dei capelli e l’esposizione ai raggi UV, dove sono coinvolti i processi ossidativi. Vengono quindi valutati i processi ossidativi nei capelli e l’impatto sul conseguente danno verso gli stessi. Nel lavoro è analizzato il ruolo di chelanti come l’N, N – acido di disuccinico di diammine di etilene (EDDS) e l’istidina, nel prevenire la formazione dei radicali liberi, per migliorare la salute dei capelli.
International Journal of Cosmetic Science (2015), 37(S2), 16-24
di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Idratazione cutanea nei diversi gruppi etnici

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shutterstock_144915253Lo scopo di questo studio esplorativo è stato quello di sviluppare un approccio per visualizzare e interpretare la complessità dell’idratazione della pelle del viso, e le proprietà di barriera in 4 gruppi etnici (caucasico, indiano, cinese e africano) che vivono a Pretoria, Africa Meridionale. Nello studio è stata misurata la traspirazione cutanea (TEWL) e la capacità della pelle su 30 zone pre-definite su fronte, guancia, mascella e aree attorno agli occhi di sedici donne (quattro per gruppo etnico). Lo studio è stato condotto raccogliendo immagini digitali dei volti mediante, mappe di colore continue, e sovrapponendo i valori delle immagini digitali stesse che hanno mostrato, appunto, la complessità di idratazione cutanea facciale e le proprietà di barriera della cute. I soggetti caucasici in generale, hanno mostrato le migliori proprietà di barriera rispetto ai soggetti africani, cinesi e indiani. Nonostante ciò, i due gruppi etnici scuramente pigmentati mostravano proprietà di idratazione della pelle superiori. Tuttavia va sottolineato che i valori dipendono anche dalle diverse zone analizzate nei 4 gruppi etnici.
International Journal of Cosmetic Science (2015), 37(6), 595-605
di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Indagine GfK: italiani e il proprio aspetto

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GfK-Infographic-Looking-good-Countries-Web-RGBGli italiani dedicano 5 ore e mezza a settimana alla cura della persona. Secondo un sondaggio condotto da GfK in 22 Paesi, gli italiani sono al primo posto per tempo dedicato al proprio look. Per il 69% degli intervistati curare il proprio aspetto serve innanzitutto per sentirsi meglio con se stessi. Italiani popolo di vanitosi? Secondo un’indagine online GfK – che ha coinvolto oltre 27.000 consumatori in 22 Paesi – il nostro Paese è al primo posto per tempo dedicato alla cura della persona. In media, ogni italiano impiega oltre 5 ore e mezza a settimana in attività finalizzate a migliorare il proprio look (6,2 ore nel caso delle donne, 5 ore gli uomini). Seguono in classifica argentini e americani, che dedicano al proprio aspetto circa 5 ore e un quarto a settimana. In fondo alla graduatoria troviamo i cinesi, che dichiarano di spendere meno di tre ore a settimana per la cura della persona, seguiti dai sudcoreani con poco più di 3 ore e un quarto e dai giapponesi con 3 ore e mezza.

Per quali ragioni le persone vogliono migliorare il proprio aspetto?
Sentirsi bene con se stessi: questa la ragione principale – citata dal 69% degli intervistati – per cui gli italiani curano il proprio look e cercano di apparire al meglio. Nella classifica delle motivazioni, seguono nell’ordine la volontà di avere il controllo della situazione (39%) e quella di dare il buon esempio ai propri figli (30%). La classifica varia leggermente a seconda della classe di età considerata. Infatti, se le prime 2 posizioni rimangono stabili, la terza è un specchio delle preoccupazioni tipiche di ciascuna fase della vita: gli intervistati tra i 15 e i 19 anni citano al terzo posto la volontà di esprimere la propria personalità; tra i 20 e i 40 anni emerge la volontà di compiacere il partner mentre dopo i 40 diventa più importante diventare un esempio per i propri figli. La fascia di età che dedica più tempo alla cura della persona è quella compresa tra i 50 e i 59 anni, seguita da quella tra i 20 e i 29 anni.

I risultati della ricerca a livello globale
Andando a vedere i risultati complessivi della ricerca, emergono alcune differenze rispetto all’Italia. La volontà di sentirsi bene con se stessi rimane al primo posto, citata dal 60% degli intervistati a livello globale. Al secondo posto c’è il desiderio di fare una buona impressione sulle persone che si incontrano per la prima volta (44%) e al terzo dare un buon esempio ai propri figli (40%). Queste motivazioni vengono citate ai primi tre posti sia dagli uomini che dalle donne, ma la volontà di sentirsi bene con se stessi risulta molto più importante per le donne, che la citano nel 67% dei casi (contro il 52% degli uomini). Al contrario, fare una buona prima impressione ed essere di esempio per i figli vengono menzionati da una percentuale quasi identica di uomini e donne.

GfK-Infographic-Looking-good-Total-Web-RGBUomini e donne si tengono curati per gli stessi motivi?
Andando a vedere le altre motivazioni citate, emergono alcune differenze a seconda del genere dell’intervistato. Nel caso degli uomini, al quarto e quinto posto si trovano spiegazioni legate alla sfera dei sentimenti e della seduzione. Infatti, essi vogliono apparire al meglio per compiacere il coniuge o il partner (37%) oppure per fare una buona impressione sulle persone che trovano attraenti (36%). Al contrario, le donne sono più motivate dal desiderio di esprimere la propria personalità e dall’idea di avere il controllo della situazione (entrambe queste ragioni vengono citate dal 40% delle intervistate). Andando a vedere il tempo riservato alla cura personale, le donne intervistate dichiarano di impiegare quasi cinque ore a settimana, mentre gli uomini dedicano al proprio look poco più di tre ore.

Le motivazioni per apparire al meglio cambiano a seconda dell’età
Tutte le classi di età concordano sul fatto che sentirsi bene con se stessi è la motivazione più importante per prendersi cura del proprio aspetto. Emergono però delle sfumature diverse a seconda dell’età considerata. Ad esempio, non stupisce che le persone con meno di 30 anni diano particolare importanza alla possibilità di fare una buona impressione con le persone che incontrano per la prima volta (secondo posto) e con quelle che trovano attraenti (terzo posto). Tra i 30 e i 50 anni, rappresentare un buon esempio per i figli si posiziona sempre al secondo posto, mentre dopo i 50 anni compiacere il partner diventa la terza motivazione più comunemente citata.

A proposito della ricerca
GfK ha condotto un sondaggio online in 22 Paesi, coinvolgendo oltre 27.000 consumatori con più di 15 anni. La ricerca ha avuto un inizio sfalsato nei fari Paesi e si è conclusa nel mese di giugno 2015. I dati sono stati ponderati in modo da riflettere la composizione demografica della popolazione di età superiore a 15 anni presente in ciascun mercato. I paesi coinvolti nella ricerca sono: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Hong Kong, Italia, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti d’America.

Sistema di applicazione tridimensionale per prodotti cosmetici e dental care

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Questo lavoro descrive un sistema gel contenente un ingrediente attivo per il trattamento dei denti. Il sistema applicativo comprende una sbarra applicativa per i denti appropriata per l’arcata superiore e/o inferiore, con caratteristiche preferibilmente di deformabilità. Il soggetto dell’invenzione comprende il processo per la produzione del sistema applicativo e dell’equipaggiamento per il sistema applicativo stesso; questi sono usati secondo l’invenzione per un periodo di sonno notturno o durante il giorno, e contengono apaptite e fluoroapatite, che possono depositarsi sulle parti porose del dente. Il kit di ri-mineralizzazione comprende 29.5 g di NaH2PO4, 33 g di Olaflur e 27.0 g di acido lattico e ioni calcio.
Eur. Pat. Appl. (2015), EP 2845579 A2 20150311
Di S.Rum e C. Lacapra

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...