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Ilaria Borgna

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Seppic apre il suo account Pinterest

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SeppicA beneficio degli addetti ai lavori del mondo della cosmesi alla ricerca di nuove tendenze in giro per il mondo, sia per essere di ispirazione ai cosmetici del futuro e per condividere il proprio know-how nella creazione di concept di bellezza, Seppic è presente su Twitter dal 2011 e più recentemente su Linkedin, per parlare di tendenze cosmetiche e di innovazione. L’azienda lancia ora il proprio account su Pinterest. «Le nostre tavole sono fonti di ispirazione in cui i nostri clienti possono trovare un punto di vista differente e pensare «out of the box» prendendo spunto da altri settori non sempre connessi al mondo del cosmetico» afferma l’azienda. Siete in cerca di nuovi trend di consumo? Cliccate su Xperience board. Stimolate i vostri sensi con formule Cosmetofood con texture che assomigliano alla realtà! Siete più focalizzati sulla sostenibilità? Le tavole Ecodesign sono lo strumento adatto a voi. «Innova risparmiando acqua» con la nostra formula per la rasatura 4-in-1 o scopri la nostra gamma di emollienti EMOGREEN™ di originale naturale biodegradabili. https://fr.pinterest.com/seppic0155/pins/

Packaging Premiére, un’edizione di lusso

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Packaging PremiéreLa qualità dei profili professionali dei visitatori della prima edizione di Packaging Première\shaping luxury è stata davvero eccezionale: manager specializzati in brand management, marketing manager, buyer della filiera del packaging, art director, packaging designer. In totale 3.026 persone hanno visitato la fiera dal 16 al 18 maggio e hanno preso parte alle molte conferenze: quelle tecniche offerte dalle aziende e quelle di approfondimento dove noti docenti universitari hanno esaminato insight e dato una interpretazione delle tendenze. Gli espositori complessivi sono stati 96 in rappresentanza di 100 aziende di cui il 25% dall’estero. Un’ottantina i giornalisti di testate specializzate nazionali e internazionali.

Packaging Première\shaping luxury ha mantenuto la sua promessa d’essere una esposizione selettiva che valorizza l’innovazione formale e sostanziale delle aziende che operano nella filiera del packaging: dalle materie prime, ai semi-lavorati ai contenitori finiti, alle decorazioni, alle chiusure, etichette e ogni altro elemento che caratterizza il packaging per i brand del lusso.

Milano si è rivelata la sede ideale poiché già accoglie i quartier generali dei grandi brand del lusso ed è una città facilmente raggiungibile dall’Europa e non solo. Inoltre, la scelta del mese di maggio si è mostrata strategica per offrire alle aziende l’opportunità di conoscere per tempo le novità da includere nella progettazione di nuovi packaging.

Packaging Premiére

«Packaging Première ha offerto un palcoscenico di grande visibilità ai produttori di packaging e un marketplace efficiente per interagire proficuamente con i grandi brand del lusso globale. La manifestazione ha effettivamente rappresentato l’anello di congiunzione fra la creazione di prodotti di elevata qualità e la confezione in cui sono custoditi. Packaging Première è la fiera che mancava e ora sia avvia a diventare la piattaforma ideale dove brand del lusso e produttori di packaging possono dialogare e fare business» spiega Pier Paolo Ponchia, organizzatore di Packaging Première, la società che gestisce l’omonima fiera.

L’appuntamento è per maggio 2018 nella nuova e molto più ampia sede del MiCo a Milano

TiO2 nano: uno studio di tossicità

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tossicitàIl biossido di titanio nano è sempre più presente in prodotti cosmetici e anche se parecchi studi ne sottolineano la sicurezza, ve ne sono altri che sollevano dubbi sulla stessa. Ecco dunque che i ricercatori Kuku G. e Culha M. hanno indagato con la Spettroscopia di Raman amplificata da superfici (SERS) l’origine della risposta tossica delle nanoparticelle di biossido di titanio. La scelta del metodo è legata al fatto che questo tipo di spettroscopia fornisce maggiori informazioni sulle dinamiche della singola cellula senza doverla fissare. Nello studio sono state utilizzate tre linee di cellule: HUVEC (endotelio venoso), A549 (carcinoma del polmone) e L929 (pelle), tutte messe a contatto con dosi a crescere di nanoparticelle di biossido di titanio per 24 ore: 20, 40, 80 and 160 µg/mL. La linea L929 si è dimostrata la più resistente allo stress ossidativo dato dal composto. Invece nella linea HUVEC si è osservata una deformazione del collagene, mentre nella linea A549 una deformazione dei lipidi. Lo studio sembra suggerire che la cute abbia una certa resistenza al biossido di titanio nano.
Kuku G. e Culha M. Investigating the Origins of Toxic Response in TiO₂ Nanoparticle-Treated Cells. Nanomaterials 2017, 7(4), 83; doi:10.3390/nano7040083.
http://www.mdpi.com/2079-4991/7/4/83

Il premio dei tubetti

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cliniqueIn Nord America esiste il Tube Council, un’associazione che rappresenta tutte le aziende statunitensi produttrici di tubetti, compresi fornitori di componenti e aziende partner. La missione dell’associazione è quella di promuovere questo particolare settore del packaging e comunicare agli addetti ai lavori le sue caratteristiche peculiari. Ogni anno il Tube Council indice un concorso – il Tube-of-the-Year – per decretare i tubi più innovativi in diverse categorie di mercato (personal care, oral care, household e i settori farmaceutico, alimentare e industriale). La giuria, composta da grandi aziende di beni di consumo e professionisti del settore, ha già nominato i vincitori del concorso, anche se la premiazione avverrà a luglio durante il Cosmoprof di Las Vegas. Il vincitore della competizione (nonché gold award nella categoria Personal Care), è risultato il tubetto fornito dalla divisione americana di Albéa a Clinique (Estée Lauder) per il suo prodotto Pep Start Eye Cream: un flacone di color arancione-mandarino dotato di un applicatore a forma sferica ideato per un uso «a mani libere».

di A.Virgili

La chimica dell’assorbimento della pelle e la cosmetica

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L’obiettivo principale di questo studio è stato lo studio dell’assorbimento percutaneo di composti vegetali comunemente utilizzati in medicina e cosmetica. Gli autori hanno determinato tramite analisi in vitro e in silico i più importanti parametri dell’assorbimento percutaneo di acidi grassi e polifenoli, cioè logKp (logaritmo del coefficiente di ripartizione acqua/pelle) e logJmax (logaritmo del flusso massimo di soluti che penetrano nella pelle). La determinazione in vitro consisteva in una cromatografia micellare liquida a base di esadeciltrimetilammonio bromuro, sodio dodecil solfato e poliossietilene (23) lauril etere. L’assorbimento percutaneo umana è stato descritto in silico con nuovi modelli QSAR/QRAR, elaborati sulla base dei dati chimico-fisici delle molecole in esame. Grazie a questi strumenti i ricercatori hanno stabilito delle correlazioni tra l’assorbimento da parte della pelle e svariati parametri: per esempio il valore di logKp è stato messo in relazione con il parametro di ritenzione logkw (R2 = 0.92). Inoltre, è stata presa in considerazione l’influenza della lipofilia sull’assorbimento percutaneo. La correlazione ottenuta è stata eccellente (R2 = 0,95).

Stepnik et al., 2017. Biomedical Chromatography, DOI: 10.1002/bmc.3922

Il profumiere del mese: Abdul Karim El Faransi

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profumiere
(Instagram)

Con la recente presentazione della creazione Oud Borneo, la maison dell’omonimo profumiere Abdul Karim El Faransi ha aggiunto un altro prezioso tassello alla sua breve ma sfolgorante storia, con numerosi profumi di successo realizzati dalla nascita del gruppo nel 2013. Nata in Francia, la maison è diventata in breve tempo un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti della profumeria araba, ponendosi a un livello di nicchia caratterizzato da composizioni di altissima qualità e con materie prime ricercate e di grande prestigio. Particolarità di El Faransi è l’utilizzo di diversi tipi di Oud, la famosa resina tanto costosa quanto amata nel Middle East grazie alla sue note terrose, animali ma anche con sfaccettature gourmand e cuoiate, abbinata al sapiente utilizzo di molecole ambrate di sintesi sempre nuove che caratterizzano le creazioni in modo univoco dando alle stesse un impatto incredibile che si unisce alla capacità fissativa sui muschi della pelle, anche quest’ultimi cavalli di battaglia del profumiere arabo, naturalizzato francese. La caratteristica della casa essenziera El Faransi è da sempre quella di creare spesso profumazioni strettamente legate a culture e civiltà presenti nell’area medio-orientale, come nel caso del capolavoro Baghdad, fragranza legnosa orientale unisex creata nel 2013 per celebrare la capitale con i suoi contrasti, il suo traffico disordinato e la voglia di scappare di parte della popolazione. La grande civiltà persiana è olfattivamente raccontata dal profumo Mukhallat Al Tabari, creato nel 2015 giocato su un delicato equilibrio tra la rosa, simbolo dell’eterna ricchezza e importanza persiana, oud e legni preziosi come il patchouly. Gli store principali in cui si possono trovare le creazioni della casa essenziera sono nel Regno Unito a Birmingham, in Norvegia nella tranquilla Oslo e nella caotica e disordinata Mumbai, simbolo di un’India in continua evoluzione e dinamica come sono solo i profumi di Abdul Karim El Faransi.

di L.Ilorini

Un unico modello per predire la tossicità: possibile?

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QSARE se i modelli computazionali, tipo QSAR, potessero essere utilizzati per valutare la tossicità delle sostanze chimiche utilizzate in cosmesi, in agricoltura e in farmaceutica? Questa la domanda che ha dato il via al lavoro di un gruppo di ricercatori brasiliani e statunitensi, uscito in aprile sulla rivista Food and Chemical Toxicology. Nello studio sono stati costruiti dei modelli al computer in grado di effettuare valutazione di tossicità su 20 differenti endpoint: si è poi osservato che questi modelli hanno un’alta copertura, superiore al 90%. per tutte e tre le classi di composti analizzate. Questa analisi ha dimostrato che i modelli storici QSAR, costruiti con dati disponibili per diversi endpoint di tossicità, possono essere utilizzati in modo efficiente anche per valutare la tossicità di nuove sostnze chimiche. Perché il tutto funzioni bisogna però ricordarsi di applicare la restrizione AD, ovvero Applicability Domain, che indica le caratteristiche chimico-fisiche, strutturali e biologiche su cui il modello QSAR è stato costruito.
Alves V.M., Muratov E.N., Zakhariv A. et al. Chemical toxicity prediction for major classes of industrial chemicals: Is it possible to develop universal models covering cosmetics, drugs, and pesticides?. Food and Chemical Toxicology. aprile 2017. doi: 10.1016/j.fct.2017.04.008
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691517301771

di S.Somaré

Acquisizione negli USA

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Dal New Jersey al confinante stato di New York il passo è breve: un’azienda di packaging situata a Union (NY) ha acquisito completamente un’altra azienda del medesimo settore e situata nello stato vicino, assorbendone tutta la linea di prodotti e servizi. La società acquisitrice è la O.Berk, compagnia fondata nel 1910 che possiede tre stabilimenti nella East Coast, con una lunga tradizione nel fornire soluzioni complete di packaging per diversi mercati, dal cosmetico al food & beverage. La società acquisita è invece la VPI Packaging, specializzata soprattutto nella produzione di bottiglie e contenitori in PET. La compagnia newyorchese ha annunciato che l’operazione fa parte di una strategia di crescita aziendale mirata a migliorare ed estendere la fornitura per il mercato Personal care.

T-cell: l’importanza per gli screening in vitro

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T-cellLe recenti normative che chiedono la riduzione/eliminazione dell’uso di test animali in ambito cosmetico, e non solo, richiedono di trovare valide alternative in vitro per determinare alcuni tipi di tossicità, come quella data da dosi ripetute e che puà portate a sviluppare dermatite allergica da contatto. Due ricercatori americani hanno recentemente pubblicato un articolo sulla rivista Critical Review in Toxicology in cui propongono una revisione delle alternative già sviluppate, prendendo in considerazione differenti meccanismi di azione nello sviluppo della dermatite allergica da contatto e i loro legami con gli Adverse Outcome Pathway (AOP) e sui test in vitro che dovrebbero essere preferiti nella ricerca di allergenicità. Gli autori propongono inoltre un proprio modello integrato per l’ambito cosmetico in cui si utilizzano: test biochimici di composti che legano HLA, modelli computazionali e reazioni che coinvolgono il sistema immunitario (alloreattività). Questo test, insieme a quelli già esistenti, possono favorire una valutazione del potenziale sensibilizzante di sostanze chimiche animal-free.
Stanislav Vukmanović e Nakissa Sadrieh. Skin sensitizers in cosmetics and beyond: potential multiple mechanisms of action and importance of T-cell assays for in vitro screening. Critical Review in Toxicology: 1-18. Doi 10.1080/10408444.2017.1288025.
http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10408444.2017.1288025?journalCode=itxc20

Cosmeceutici: acido idrossicinnnamico e derivati

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I composti bioattivi da fonti naturali, a causa dei loro benefici ampiamente riconosciuti, sono stati sfruttati come ingredienti cosmeceutici. Tra questi, gli acidi fenolici emergono con un potenziale molto interessante. In questo contesto, questo studio analizza gli acidi idrossicinnamici e i loro derivati ​​come ingredienti multifunzionali per applicazione topica, nonché le limitazioni associate al loro uso in formulazioni cosmetiche. Gli acidi idrossicinnamici e i loro derivati ​​mostrano attività antiossidanti, anti-collagenasi, anti-infiammatorie, antimicrobiche e anti-tirosinasi, nonché effetti protettivi verso la radiazione ultravioletta (UV), suggerendo che essi possano essere sfruttati come agenti anti-invecchiamento e anti-infiammatori, conservanti e come ingredienti per la correzione dell’iperpigmentazione. A causa della loro scarsa stabilità, facile degradazione e ossidazione, sono state impiegate tecniche di microincapsulazione per applicazione topica, impedendone il degrado e consentendo un rilascio prolungato. Sulla base delle risultanze di cui sopra, gli acidi idrossicinnamici presentano un elevato potenziale estetico, ma gli studi che riguardano la convalida dei loro benefici in formulazioni cosmetiche sono ancora scarsi. Concludendo occorre sottolineare che gli studi che trattano la permeazione cutanea di questi ingredienti sono scarsamente disponibili e devono essere realizzati in modo da prevedere la biodisponibilità topica di questi composti dopo l’applicazione.

Molecules. 2017 Feb 13;22(2). pii: E281. doi: 10.3390/molecules22020281.

di C. Lacapra e S. Rum

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...