Formulazione di prodotto, industrializzazione, marketing, macchine, sicurezza, risorse umane: sono alcuni degli ambiti del settore cosmetico nei quali l’intelligenza artificiale è ormai pienamente entrata. L’argomento è stato al centro del convegno Intelligenza artificiale e cosmetica: persone e macchine che creano bellezza organizzato da SICC (Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche) con il patrocinio dell’Università Statale di Milano e tenutosi a Milano lo scorso 11 marzo.
Il supporto dell’AI: il beauty intelligent system
Nel futuro deciderà la persona o la macchina? Entrambi, grazie ai beauty intelligent system, che integrano modelli matematici e metodi computazionali per fornire un supporto quantitativo per decisioni difficili. Sono complesse, ad esempio, le decisioni di prodotto (trovare la formulazione giusta), di packaging (la scelta del più efficace), di logistica (nella gestione della supply chain), di regolatorio, di marketing e di gestione finanziaria.
Le strategie aziendali per ottenere un supporto quantitativo alle decisioni difficili si basano prevalentemente su sistemi di business intelligence. Alcuni esempi di casi d’uso riguardano L’Oréal (2021) e Shiseido (2023) e si basano su tipologie di prodotti informatici simili, che prevedono uno strato di gestione dei dati e un buon livello di analytics in gradi di fornire indicatori interessanti per i processi di business dell’azienda per poi essere sintetizzati, visualizzati e presentati ai decisori.
Dal visuale al coversazionale
L’interfaccia tipica di questo strato di analytics era di tipo visuale, ma si è passati oggi a una interfaccia conversazionale in cui l’utente scrive in linguaggio naturale una richiesta di analisi, gestita da una collezione di agenti, ovvero di software con compiti specifici e differenti, quali l’esplorazione di dati, i product recommendation, la gestione finanziaria, in grado di reagire alle richieste dell’utente, di interagire con i dati aziendali e con una conoscenza di contesto, quindi con gli strumenti per una autonomia di esecuzione.
L’AI generativa
L’avvento dei sistemi di AI generativa ha favorito il cambiamento di scenario, operato soprattutto dagli LLM (Large Language Models).
Le ricerche evidenziano una fase di picco dell’hype, seguita da una fase di disillusione che porta a rendersi conto delle potenzialità e dei limiti della tecnologia, e un plateau di produttività in cui si raggiungono livelli di applicazioni rilevanti, stabili, robuste e affidabili.
La curva 2025 relative alla AI mostrano che questa non è vista non come una tecnologia monolitica, ma come un ecosistema di tecnologie di cui alcune parti sono ancora in fase di hype, altre sono già in fase di disillusione. Ed è un’ottima notizia, nonostante le apparenze, poiché indica che ci si sta spostando già verso applicazioni industrialmente stabili.
Business intelligence in ambito cosmetico
Vari sono i modi per arrivare a sistemi di business intelligence ritagliati per il supporto di decisioni in ambito cosmetico. Ad esempio, presso l’OptLab del dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano guidato dal professor Alberto Ceselli, tra i relatori dell’appuntamento SICC, si sta progettando e sperimentando un sistema di supporto che consenta al formulatore di sostituire ingredienti inclusi in black list con valide alternative. Un sistema, dunque, human-in-the-loop, strutturato ad agenti che operando con compiti diversi (ad esempio, agenti che si occupano della raccolta di dati storici, di funzioni di similarità fra formule, di selezione delle preferenze fornite dal formulatore per la creazione di ranking di possibili formule e agenti che esplorino in maniera intelligente le alternative di sostituzioni a specifici ingredienti), pensato per supportare il formulatore non per automatizzarne il lavoro.











