Spesso nota come rosa canina o rosa selvatica, la Rosa canina L. è un arbusto perenne della famiglia delle Rosaceae che cresce principalmente in Europa, Medio Oriente e alcune parti dell’Asia. La pianta ha un portamento rampicante o strisciante, fusti spinosi e fiori che variano di colore dal bianco al rosa pallido. Le foglie sono seghettate e complesse, composte da cinque a sette foglioline. I piccoli frutti sono carnosi con semi conosciuti come cinorrodi, che variano di colore dal rosso all’arancione, preziosi per l’elevata concentrazione di minerali ed elementi bioattivi quali vitamine, flavonoidi e acidi grassi.
Grazie al ricco profilo aromatico e ai benefici terapeutici, la Rosa canina ha guadagnato popolarità come ingrediente per tisane. Così impiegata, favorisce l’idratazione fornendo, al contempo, minerali e fitochimici che migliorano la funzione immunitaria e riducono l’infiammazione.
Recuperare composti fenolici con tecniche di estrazione ecocompatibili
La crescente domanda di approcci sostenibili e circolari nel settore agroindustriale ha generato interesse nel riutilizzo dei residui delle tisane come fonti di bioattivi di alto valore.
Il presente lavoro, pubblicato su Processes, prende in esame il recupero di fitochimici dalla buccia e dalla polvere dei semi di Rosa canina (sottoprodotti della lavorazione delle tisane in bustine da tè con filtro) impiegando tecniche di estrazione ecocompatibili.
Nello specifico, i ricercatori hanno utilizzato due tecnologie ecocompatibili: l’estrazione assistita da ultrasuoni (UAE) con un sonotrodo e l’estrazione con fluidi subcritici (SBFE). Gli estratti sono stati caratterizzati qualitativamente mediante LC-ESI-QToF-MS/MS (cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa tandem con ionizzazione a electrospray e analizzatore quadrupolo tempo di volo) ad alta risoluzione (HRLC-ESI-QToF-MS/MS) e quantificati mediante HPLC-PDA (cromatografia liquida ad alte prestazioni con rivelatore a matrice di fotodiodi).
In entrambi i sottoprodotti sono state riscontrate sostanze fenoliche, tra cui derivati dell’acido gallico, acido ellagico e flavonoidi quali la quercetina e la quercetina-3- O -glucoside (solo nella buccia). È stato poi adoperato il test di Folin-Ciocalteu per determinare il contenuto di fenoli totali. L’efficienza di estrazione è stata valutata in termini di recupero dei composti fenolici e di contenuto fenolico totale ottenuto nelle rispettive condizioni sperimentali.
Il valore massimo di fenoli totali per l’estrazione con fluidi subcritici (SBFE) è stato riscontrato in campioni estratti con etanolo-acqua (48:52) a 180 °C, producendo 3876,67 mg GAE/L per la buccia e 1648,57 mg GAE/L per i semi. L’estrazione con etanolo-acqua (48:52) per dieci minuti ha prodotto un valore massimo di fenoli totali (TP) pari a 2773,81 mg GAE/L per la buccia e 957,86 mg GAE/L per i semi.
Il valore dell’upcycling
I risultati ottenuti evidenziano il potenziale dei sottoprodotti dell’infuso di Rosa canina come fonti a lungo termine di bioattivi per l’uso nei settori nutraceutico e cosmetico.
In aggiunta, incoraggiano ulteriori ricerche volte ad ottimizzare i processi di estrazione per un miglior recupero di bioattivi di valore.
Da ultimo, sottolineano l’importanza della polvere vegetale, storicamente considerata un sottoprodotto di lavorazione, in qualità di ingrediente potenziale e sostenibile abbondante in composti fenolici, peculiarità che ne rimarca il potenziale d’uso nell’ambito dell’economia circolare e delle strategie di riduzione dei rifiuti.
Masala V, Tuberoso CIG, Aladić K, Pavičić E, Keleković S, Kopić V, Jokić S. Screening of Bioactive Compounds from Rosa canina L. Peel and Seed Herbal Dust Using Eco-Friendly Extraction Techniques. Processes. 2026; 14(7):1086. https://doi.org/10.3390/pr1407108











