Il cannabidiolo (CBD) è un importante cannabinoide non psicotropo presente nella pianta di Cannabis sativa L. Esercita i suoi effetti attraverso molteplici meccanismi, tra cui la modulazione del sistema endocannabinoide.
Interagisce con i recettori cannabinoidi CB1 e CB2, sebbene con bassa affinità, e influenza vari recettori non cannabinoidi come il recettore della serotonina 1A, il recettore 5-HT1A e i canali del potenziale recettoriale transitorio (TRP). L’integrazione del cannabidiolo (CBD) nei cosmetici sta riscuotendo crescente interesse grazie ai potenziali benefici per la pelle.
Vanta infatti proprietà:
- lenitive: la capacità di modulare le risposte infiammatorie lo rende adatto al trattamento di condizioni cutanee come acne, eczema e psoriasi;
- antiossidanti: protegge la pelle dai danni causati dai radicali liberi e dai raggi ultravioletti UVA e UVB, rallentando il processo di invecchiamento e contrastando la formazione di rughe e linee sottili;
- seboregolatrici: può influenzare la produzione di sebo, aiutando nel preservare un’idratazione cutanea equilibrata e prevenendo la comparsa di acne;
- di mantenimento della funzione di barriera cutanea: migliora la funzione di barriera cutanea, fondamentale per mantenere l’idratazione e proteggere dagli stress ambientali, concorrendo alla salute generale della pelle.
Potenzialità cosmetiche e sfide legislative
Il presente lavoro, pubblicato su Plants, sintetizza la letteratura attuale che esplora il ruolo del cannabidiolo (CBD) come ingrediente cosmetico antiossidante e lenitivo e il suo impatto sulla salute cutanea.
I motori di ricerca utilizzati sono stati Google Scholar, Scopus e PubMed. L’indagine è stata effettuata usando le parole chiave principali “CBD liposomiale e cheratinociti”, “proprietà antiossidanti di CBD e cheratinociti”, “attività lenitiva di CBD e cheratinociti”, “CBD e cosmetici”, “CBD e prodotti skincare” e “regolamentazione di CBD e prodotti cosmetici” per il periodo 2018-2025. La tempistica di analisi bibliografica è stata scelta considerando la legalizzazione della cannabis terapeutica.
Nello specifico, la revisione si apre con una panoramica sugli effetti antiossidanti e lenitivi del cannabidiolo (CBD) sui cheratinociti. Ne sono dunque discussi i sistemi di somministrazione, con un focus particolare sul meccanismo di trasporto dai liposomi alla membrana cellulare. Termina con uno sguardo alle normative legislative nei vari continenti e paesi.
Opportunità e sfide future
La natura non psicoattiva e il favorevole profilo di sicurezza rendono il cannabidiolo (CBD) un candidato interessante per l’inclusione in formulazioni skincare, alla ricerca di soluzioni antiossidanti naturali ed efficaci.
Per quanto riguarda il cannabidiolo (CBD) liposomiale, in primo luogo, aggira i problemi di insolubilità dei radicali liberi e, in secondo, protegge la materia prima dagli agenti ossidanti esogeni, salvaguardandone l’attività.
Nonostante gli innumerevoli benefici, l’uso dell’ingrediente in questione nei cosmetici non è però privo di sfide. Il differente status giuridico del cannabidiolo (CBD) nelle diverse giurisdizioni crea confusione sia per l’industria cosmetica che per i consumatori.
Alcune ne consentono l’estrazione dalla canapa, altre ne vietano l’uso. Lo status legale e normativo del cannabidiolo (CBD) è una questione in continua evoluzione.
Nel complesso, sebbene il cannabidiolo (CBD) mostri un forte potenziale meccanicistico nella gestione dello stress ossidativo e dell’infiammazione nella pelle, sono necessari ulteriori studi standardizzati e controllati sull’uomo per confermarne il valore cosmetico.
Fafaliou M, Papadopoulos A, Pavlou P, Varvaresou A. Cannabidiol’s Antioxidant Properties in Skin Care Products and Legislative Regulations. Plants. 2025; 14(22):3521. https://doi.org/10.3390/plants14223521











