È stato presentato la mattina di lunedì 13 aprile a Palazzo Lombardia a Milano il Cluster Tecnologico Lombardo del Made in Italy – Sistema Cosmetico, ufficialmente riconosciuto da Regione Lombardia come decimo cluster tecnologico.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato Alessandro Fermi, assessore all’Università, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia, Ilaria Massari, presidente dell’Associazione Cluster Tecnologico Lombardo del Made in Italy – Sistema Cosmetico, Graziano Fumarola, chief operating officer di Ancorotti Cosmetics, Matteo Moretti, presidente di Lumson, Alessandro Ratini, presidente di REGI Group, Fabio Bergamaschi, sindaco di Crema (per conto di Reindustria Innovazione), Marco Emilio Orlandi, rettore dell’Università degli Studi Milano – Bicocca, Monica Diluca, prorettrice alla ricerca dell’Università degli Studi di Milano, Paola Perugini, professoressa associata dell’Università degli Studi di Pavia, e Luca Fumagalli, professore associato del Politecnico di Milano.

Un momento di forte valore simbolico e strategico, che segna l’ingresso della cosmetica lombarda in una nuova fase di sviluppo: più integrata, più innovativa e sempre più protagonista anche a livello europeo.

Il riconoscimento regionale, infatti, sancisce il ruolo dei cluster come strumento strategico per lo sviluppo della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, in linea con le politiche europee e con la Strategia di Specializzazione Intelligente S3.

Rafforzata una leadership consolidata

Con oltre 230 mila addetti, considerando l’indotto, e oltre 500 aziende (pari al 79,3% del totale in Italia) concentrate nel “quadrilatero della bellezza” tra Crema, Milano, Bergamo e Monza-Brianza, la Lombardia è uno dei principali hub europei della cosmetica. Si tratta di una filiera ampia e articolata che unisce ricerca scientifica, capacità manifatturiera, innovazione tecnologica e design.

Il settore genera 11,2 miliardi di euro di fatturato, di cui 6,5 miliardi dall’export (il 76% del totale italiano). A questo si aggiunge un dato distintivo: il 54% dell’occupazione è femminile, oltre il doppio della media del manifatturiero.

Un’altra particolarità del comparto è che investe circa il 6% del fatturato in ricerca e innovazione, più del doppio della media nazionale. Con la nascita del cluster della cosmesi, dunque, questo patrimonio si struttura in un ecosistema riconosciuto e organizzato, capace di mettere a sistema competenze, infrastrutture e progettualità.

Tale filiera trova nel cluster, ovvero nel riconoscimento del distretto industriale dedicato alla cosmesi, una nuova capacità di connessione e coordinamento, grazie anche alla presenza di una forte compagine universitaria. Dalla ricerca di base allo sviluppo industriale, dalla produzione al packaging, fino ai servizi avanzati, il cluster si propone di fatto come piattaforma in grado di:

● favorire la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca;

● accelerare i processi di innovazione;

● sostenere la crescita delle PMI;

● promuovere modelli di sviluppo sostenibile;

● valorizzare le eccellenze del territorio.

Un approccio che mette al centro non solo la competitività, ma anche il benessere delle imprese, dei lavoratori e dei cittadini, rafforzando il legame tra innovazione e qualità della vita.

L’ingresso sulla scena europea della cosmetica

Con questo riconoscimento, il Cluster Cosmetico Lombardo entra ufficialmente nella rete dei principali distretti europei del settore, affiancandosi a realtà consolidate come la  Cosmetic Valley in Francia e il Beauty Cluster di Barcellona.

Un passaggio fondamentale che consente alla Lombardia di partecipare in modo strutturato al dialogo europeo sulla cosmetica: un riconoscimento che apre nuove opportunità in termini di progettazione, networking e accesso a programmi di finanziamento, rafforzando il posizionamento internazionale dell’intero sistema.

«È il risultato di un percorso condiviso e molto atteso – ha dichiarato Ilaria Massari – perché oggi diamo forma a un sistema capace di unire competenze, visione e progettualità, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione del settore e rafforzarne il ruolo a livello nazionale ed europeo».

Fondamentale il ruolo delle università. «L’unica innovazione possibile – ha spiegato il rettore Marco Emilio Orlandi – è quella che avviene in collaborazione tra imprese e atenei, visto che la cosmesi non riguarda solo la bellezza ma il benessere di tutti noi. La ricerca rende più sani i prodotti cosmetici che utilizziamo quotidianamente per la pelle, i capelli, il corpo, grazie all’utilizzo di formule avanzate».

Un progetto consolidato ma aperto

Il cluster nasce con una base già solida di imprese, università ed enti di ricerca che collaborano tra loro, e si configura come un modello aperto e inclusivo, pronto ad accogliere nuovi soggetti e a rappresentare l’intera filiera cosmetica lombarda. L’obiettivo è costruire nel tempo una piattaforma stabile di cooperazione, capace di generare valore condiviso e di sostenere lo sviluppo di nuove progettualità ad alto contenuto di innovazione e ricerca industriale.

 

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