La patata dolce (Ipomoea batatas L.) è coltivata in tutto il mondo e apprezzata principalmente per le radici da conservazione, ampiamente consumate come alimento base. Oltre alle radici commestibili, durante la coltivazione e la lavorazione si generano notevoli quantità di tessuti aerei, tra cui foglie e steli, nonché radici di scarto non commercializzabili. Queste parti della pianta sono sempre più riconosciute come riserve di composti fenolici e altri costituenti bioattivi con potenziale rilevanza funzionale.

Sebbene la capacità antiossidante delle foglie di patata dolce sia stata descritta in studi precedenti, le valutazioni comparative dirette di diversi tessuti di patata dolce sottoutilizzati, condotte in identiche condizioni sperimentali, rimangono limitate.

Composizione fenolica e attività antiossidanti nei fibroblasti dermici umani

Il presente lavoro, pubblicato su Applied Sciences, prende in esame estratti acquosi preparati da foglie, steli e radici di patata dolce non commercializzabili, concentrandosi sulle differenze nella composizione fenolica e nelle attività antiossidanti. Attraverso questo approccio comparativo, lo studio mira a chiarire le caratteristiche funzionali tessuto-dipendenti e ad esplorare il potenziale utilizzo dei sottoprodotti della patata dolce come ingredienti funzionali.

La composizione fenolica e le proprietà biologiche degli estratti sono state analizzate comparativamente. La capacità antiossidante è stata esaminata utilizzando il test DPPH (2,2-difenil-1-picril-idrazile), il test ABTS (2,2’-azino-bis (acido 3-etilbenzotiazolina-6-solfonico)), il test FRAP (potere antiossidante riducente ferrico), nonché test associati alle attività simili alla superossido dismutasi (SOD) e correlate alla catalasi.

Le risposte biologiche connesse alla pelle sono state ulteriormente valutate misurando l’inibizione dell’elastasi e della collagenasi, la sintesi del procollagene di tipo I e la secrezione della metalloproteasi-1 della matrice (MMP-1) nei fibroblasti dermici umani CCD-986Sk.

Patara dolce: una risorsa funzionale a valore aggiunto

Tra i campioni testati, l’estratto acquoso derivato dalle foglie di patata dolce ha mostrato un contenuto fenolico totale più elevato, un maggiore accumulo di acido clorogenico e risposte antiossidanti più forti rispetto agli estratti di fusto e radice di scarto. Per l’estratto di foglie sono stati, inoltre, riscontrati effetti più pronunciati sul metabolismo del collagene, tra cui una più cospicua sintesi di procollagene e una ridotta secrezione di metalloproteasi-1 della matrice (MMP-1), pur mantenendo una vitalità cellulare accettabile nell’intervallo di concentrazione testato.

Nel complesso, i risultati ottenuti confermano chiare differenze funzionali tessuto-dipendenti tra i residui di patata dolce e indicano che gli estratti derivati dalle foglie rappresentano un promettente materiale funzionale per applicazioni cutanee e cosmetiche.

Sebbene siano necessari ricerche aggiuntive, tra cui indagini meccanicistiche e validazione in vivo, lo studio soprariportato evidenzia l’applicabilità tecnologica e il potenziale d’uso dei sottoprodotti delle foglie di patata dolce come risorsa funzionale a valore aggiunto.

Park M, Kim J-S. Functional Evaluation of Sweet Potato Processing Residues for Antioxidant-and Skin-Related Activities in Human Dermal Fibroblasts. Applied Sciences. 2026; 16(5):2491. https://doi.org/10.3390/app16052491

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