Mercato dei capitali per le PMI

PMI

Dopo la crisi sistemica del 2008, che ha colpito l’economia globale nel suo complesso, ha costretto le imprese manifatturiere, dei servizi e finanziarie a ripensare il loro modello di business e i loro rapporti reciproci. In particolare, la struttura finanziaria dell’economia è in mutamento grazie allo sviluppo di fonti di finanziamento alternative e, in un paese dove le banche sono al centro di ogni rapporto economico come l’Italia, è una piccola rivoluzione.

Se ne è discusso all’ottava edizione del Focus PMI, l’Osservatorio sulle Piccole e Medie Imprese, organizzato dallo Studio LS Lexjus Sinacta che ha presentato, in collaborazione con Prometeia, i risultati della ricerca sulle PMI e le loro prospettive sul mercato. La chiave è l’accesso ai capitali per investire in quegli elementi che determineranno il percorso strategico delle imprese nel futuro, come la digitalizzazione, internazionalizzazione, Internet delle cose che permetteranno di continuare a competere sui mercati internazionali e non subire la concorrenza nel mercato interno.

Il bacino delle imprese interessate ai nuovi canali di finanziamento non bancari, caratterizzati da emissioni a medio lungo termine, è possibile collocarla nella fascia di imprese tra 50 e 500 milioni di fatturato. Aprirsi al mercato dei capitali impone un cambiamento che deriva dalla cultura d’impresa e si configura come una leva competitiva, in quanto l’azienda deve mettere in pratica una gestione trasparente con un controllo di gestione efficiente e una governance appropriata. Il mercato globale è sempre più dominato dalle grandi aziende che investono milioni di euro in tecnologia, pertanto non aprirsi al mercato, con tutto ciò che ne consegue per l’impresa, significa perdere in competitività e non crescere.

Per l’industria del risparmio gestito si tratta di veicolare il risparmio degli investitori istituzionali e retail nell’economia reale, con opportuni prodotti strutturati ad hoc, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di capitali per il fabbisogno delle imprese, in particolare le PMI innovative, che hanno un beneficio fiscale consistente sull’investimento, in fase di quotazione o di aumento di capitale.

di Marco Colombini

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