Le materie prime con nomi contenenti la parola “drago” o “del drago” hanno attirato l’attenzione dei consumatori non solo per le proprietà uniche, bensì anche per le forti connotazioni culturali: esotismo, forza, mistero e rigenerazione. Rappresentano, di conseguenza, un elemento attraente, spesso utilizzato nelle strategie di brand building per cosmetici naturali e di lusso.

Appartenente alla famiglia dei cactus, il frutto del drago o pitaya (Hylocereus undatus) è un frutto tropicale originario dell’America centrale, apprezzato per il contenuto di vitamine, antiossidanti e pigmenti naturali, principalmente betacianine. I suoi estratti mostrano potenziale per applicazioni cosmetiche, soprattutto in prodotti idratanti e antiage.

I cosiddetti alberi del drago includono diverse specie vegetali completamente diverse provenienti da varie parti del mondo, accomunate dalla capacità di secernere una resina di colore rosso intenso chiamata sangue di drago. Tra queste rientrano Dracaena draco delle Isole Canarie, Dracaena cambodiana del Sud-est asiatico e Croton lechleri ​​delle regioni amazzoniche.

Pitaya e sangue di drago a confronto: la review

Il presente lavoro, pubblicato su Cosmetics, analizza e confronta il potenziale cosmetico del frutto del drago (pitaya, Hylocereus undatus) e della resina dell’albero del drago (Dracaena draco), nota come sangue di drago.

La review include una revisione della letteratura sulle sostanze biologicamente attive e sui prodotti cosmetici disponibili sul mercato contenenti questi ingredienti, che consentirà di determinare l’effettivo potenziale della pitaya e del sangue di drago nel campo della cosmetologia moderna.

Materie prime di massa e di nicchia

Sia il frutto del drago o pitaya (Hylocereus spp.) sia la resina di Dracaena draco (sangue di drago) sono preziose fonti di sostanze bioattive con potenziali applicazioni cosmetiche. I loro ruoli e le possibilità di utilizzo pratico differiscono, tuttavia, significativamente.

Le proprietà cosmetiche del pitaya

Grazie alla disponibilità e alle proprietà idratanti, lenitive, antiage e di supporto al microbioma cutaneo, il frutto del drago o pitaya ha un ampio potenziale d’uso nelle formulazioni cosmetiche.

La sua polpa contiene fino a 40-60 mg di betacianine per 100 g di peso fresco, mentre la buccia (attualmente considerata materiale di scarto) ha concentrazioni di pigmenti due-tre volte superiori, raggiungendo 100-150 mg/100 g. Questi pigmenti mostrano una forte attività antiossidante, con capacità di neutralizzazione dei radicali DPPH (2,2-difenil-1-picrilidrazile) pari al 70-80%, paragonabili agli antiossidanti sintetici d’interesse cosmetico.

Le betacianine potrebbero trovare applicazione in nei prodotti make-up naturali. Allo stato attuale, il loro impiego è limitato dall’instabilità: le betacianine possono, infatti, perdere il 30-50% dell’intensità cromatica entro sette-quattordici giorni se esposte a luce, calore o fluttuazioni di pH. Sono, pertanto, necessarie ulteriori ricerche sia sui pigmenti stessi sia su sostanze in grado di stabilizzarne il colore e consentirne l’applicazione pratica su larga scala. Ciò contribuirebbe alla produzione di cosmetici zero waste, poiché le bucce del frutto del drago, che costituiscono circa il 30-35% della massa totale del frutto, potrebbero essere sfruttate anziché scartate.

Le proprietà cosmetiche del sangue del drago

Il cosiddetto sangue di drago si distingue per il ricco profilo fitochimico, che esibisce forti proprietà rigenerative, antiossidanti, antinfiammatorie e antibatteriche e lo rende un ingrediente prezioso in dermocosmetici e formulazioni specializzate.

La resina contiene fino al 90% di composti fenolici, tra cui il 10-20% di dracorodina, un potente pigmento rosso. La Dracaena draco è, però, una specie protetta e la resa della resina in questione è estremamente bassa (in genere solo 5-10 ml per albero all’anno), peculiarità che rende la raccolta su larga scala insostenibile.

Il “sangue di drago” rimane dunque una sostanza di nicchia ed esclusiva, da adoperare in modo sostenibile per evitare di compromettere la sopravvivenza della specie. Ciononostante, i coloranti in esso contenuti possono servire da modello per composti sintetici per formulazioni cosmetiche.

Il valore della complementarità

Entrambe le materie prime analizzate svolgono un ruolo complementare in cosmetologia. Il frutto del drago si allinea alle esigenze della cosmesi quotidiana, in linea con le tendenze della clean beauty e degli ingredienti naturali, mentre il “sangue di drago” rimane una materia prima altamente attiva ma di nicchia, destinata a formulazioni specializzate.

Il frutto del drago può essere considerato una direzione per lo sviluppo della cosmetologia naturale e di massa, mentre la resina di Dracaena draco rappresenta un esempio di ingrediente esclusivo dal potenziale unico, la cui fruizione richiede un equilibrio tra innovazione e tutela ambientale.

Żwawiak J, Czemerzyńska W, Zaprutko L, Pawełczyk A. Characteristics and Comparison of the “Dragon” Plants as Potential Cosmetic Ingredients. Cosmetics. 2026; 13(2):56. https://doi.org/10.3390/cosmetics13020056

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