La buccia di melograno fermentata ha attirato l’attenzione come materia prima promettente per lo sviluppo di ingredienti cosmetici di origine naturale dalle capacità antiossidanti e anticollagenasiche.

Il melograno (Punica granatum L., famiglia Lythraceae) è ricco in ellagitannini, in particolare punicalagina, che può essere idrolizzata per rilasciare acido ellagico, un composto polifenolico con proprietà antiossidanti e anticollagenasiche ben documentate, che lo rendono un candidato promettente per applicazioni per la salute cutanea.

Mentre il succo di melograno e gli estratti di semi sono stati ampiamente studiati e impiegati nelle formulazioni cosmetiche, la buccia rimane sottoutilizzata nonostante sia un importante sottoprodotto della lavorazione della frutta e un’abbondante fonte di tannini idrolizzabili.

Substrati fermentati e non fermentati a confronto

La fermentazione microbica rappresenta una strategia sostenibile ed efficace per migliorare la biodisponibilità dell’acido ellagico dalla buccia di melograno. Studi precedenti hanno dimostrato che Lactiplantibacillus plantarum e Saccharomyces cerevisiae sono in grado di convertire gli ellagitannini in acido ellagico, con miglioramenti significativi nell’attività antiossidante rispetto ai substrati non fermentati. I confronti diretti di diversi ceppi microbici nella fermentazione della buccia in condizioni identiche rimangono, tuttavia, scarsi.

Il presente lavoro, pubblicato su Cosmetics, indaga l’effetto della fermentazione microbica con Lactiplantibacillus plantarum e Saccharomyces cerevisiae sulle proprietà fisico-chimiche e sulla bioattività del succo di buccia di melograno.

Per la valutazione comparativa sono stati utilizzati succo non fermentato (NFJ), succo fermentato con L. plantarum (LFJ) e succo fermentato con S. cerevisiae (SFJ). Le attività antiossidanti e anticollagenasiche degli estratti fermentati sono state quindi valutate in vitro utilizzando il test 2,2-difenil-1-picrilidrazile (DPPH) e un kit di inibizione della collagenasi.

Buccia di melograno, fonte sostenibile di bioattivi naturali

La fermentazione (LFJ e SFJ) ha portato a una diminuzione del pH e del contenuto di zuccheri, insieme a incrementi significativi della concentrazione di acido ellagico, dell’attività antiossidante e dell’inibizione della collagenasi rispetto al succo non fermentato (NFJ).

Dopo sette giorni, i livelli di acido ellagico sono aumentati a 329,87 µg/mL nel succo fermentato con L. plantarum (LFJ) e 341,41 µg/mL in quello fermentato con S. cerevisiae (SFJ), rispetto a 263,86 µg/mL nel succo non fermentato (NFJ). Anche l’attività antiossidante è aumentata al 73,82%, 83,25% e 82,70% rispettivamente per il succo non fermentato (NFJ), per il succo fermentato con L. plantarum (LFJ) e per quello fermentato con S. cerevisiae (SFJ).

L’inibizione della collagenasi è stata del 67,43%, 71,81% e 73,66% rispettivamente per il succo non fermentato (NFJ), per il succo fermentato con L. plantarum (LFJ) e per quello fermentato con S. cerevisiae (SFJ).

In conclusione, la fermentazione microbica migliora la bioattività del succo di buccia di melograno, dimostrandone il potenziale come fonte sostenibile di ingredienti naturali per future applicazioni cosmetiche. Sono auspicabili ulteriori studi su formulazione, stabilità e sicurezza per tradurre i risultati in prodotti skincare di uso pratico.

Faizatun F, Miftahurrohmah N, Rosmawati R. Antioxidant and Anticollagenase Activities of Fermented Pomegranate (Punica granatum L.) Peel Juice. Cosmetics. 2026; 13(2):73. https://doi.org/10.3390/cosmetics13020073

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