L’invecchiamento cutaneo dipende da numerosi fattori interni ed esterni, tra cui genetica, variazioni ormonali, radiazioni UV, inquinamento e stress ossidativo. Uno dei meccanismi principali è l’eccessiva produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), che danneggiano la pelle e attivano enzimi responsabili della degradazione di collagene, elastina e acido ialuronico.In questo studio, i ricercatori hanno valutato il potenziale cosmetico del kratom (Mitragyna speciosa), pianta medicinale tropicale del Sud-Est asiatico nota per la presenza di polifenoli, flavonoidi e alcaloidi, tra cui la mitraginina. L’obiettivo dello studio era quello di sviluppare dei gel topici da estratti etanolici di quattro varietà di kratom, ovvero, Kan Daeng (KD), Hang Kang (HK), Tai Bai-yao (KY), e Kan Keaw (KG).
Le proprietà biochimiche degli estratti di kratom.
Nonostante le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, l’uso topico del kratom risulta limitato dalla scarsa solubilità in acqua, dall’instabilità fisico-chimica e dalla ridotta permeabilità cutanea. Per superare questi limiti, il team ha incapsulato diversi estratti di kratom in nanoparticelle micellari a base di poloxamer, con l’obiettivo di migliorarne solubilità, stabilità e biodisponibilità cutanea. Le nanoparticelle ottenute hanno mostrato dimensioni comprese tra 201,9 e 256,2 nm, buona uniformità e carica superficiale stabile. Le analisi fitochimiche hanno evidenziato che gli estratti KG e KY possiedono il più alto contenuto di fenoli e flavonoidi, in gran parte conservato anche dopo la formulazione nanotecnologica, mentre l’estratto HK si è distinto per il maggiore contenuto di mitraginina. I test biologici hanno mostrato che le formulazioni in nanoparticelle potenziano l’attività antiossidante e migliorano l’inibizione di enzimi chiave dell’invecchiamento cutaneo. In particolare, tutte le formulazioni hanno ridotto in modo significativo l’attività di collagenasi, elastasi e ialuronidasi, con risultati superiori rispetto agli estratti grezzi. I test su cheratinociti HaCaT hanno inoltre confermato un’elevata biocompatibilità, soprattutto per le nanoparticelle KD e KG.
Preparazione e caratteristiche dei gel.
I ricercatori hanno preparato un lotto da 100 g di gel contenente nanoparticelle di kratom utilizzando una formulazione a base di carbomer. Successivamente, hanno aggiunto glicerina per migliorare le proprietà idratanti e ha regolato il pH con trietanolamina fino alla formazione di un gel trasparente e viscoso. A questo punto, gli autori dello studio hanno incorporato la sospensione di nanoparticelle di kratom precedentemente preparata con i metodo della sostituzione del solvente, mescolando il sistema fino a ottenere una distribuzione omogenea degli attivi. Infine, hanno aggiunto fenossietanolo come conservante, continuando la miscelazione fino alla formazione del gel definitivo. Il prodotto finito è stato quindi trasferito in contenitori adatti alla conservazione. I ricercatori hanno osservato che le formulazioni in gel contenenti nanoparticelle di kratom mantengono caratteristiche fisiche stabili nelle condizioni analizzate. Le formulazioni hanno conservato un aspetto uniforme, valori di pH compatibili con l’applicazione cutanea e una viscosità costante, dimostrando una buona idoneità come sistemi per il rilascio topico di attivi vegetali.
Conclusioni.
Secondo gli autori dello studio, la combinazione di stabilità visiva, consistenza adeguata e proprietà fisico-chimiche controllate rende questi gel candidati promettenti per future applicazioni cosmeceutiche. Nel complesso, gli estratti KG e KY sono emersi come i candidati più promettenti per applicazioni cosmeceutiche multifunzionali, grazie alla loro attività antiossidante, anti-aging e potenzialmente rigenerante. Restano però necessari ulteriori test di stabilità accelerata e a lungo termine per confermare la reale applicabilità commerciale delle formulazioni.











