Nel panorama della profumeria di nicchia o artistica, Esxence continua a rappresentare uno dei principali appuntamenti internazionali per marchi, distributori, buyer e appassionati.
La sedicesima edizione della manifestazione, intitolata Sensing the World, dal 3 al 6 giugno ha riunito al MiCo di Milano operatori provenienti da oltre 40 Paesi. L’evento ha accolto 108 nuovi marchi all’interno di uno spazio espositivo ampliato a 20.000 metri quadrati, confermando la crescita di un comparto che continua ad attirare nuovi protagonisti e investimenti.
Profumeria di nicchia: un mercato in evoluzione
L’espansione dell’offerta è stata uno dei temi più discussi dell’edizione 2026. L’aumento del numero di marchi e di nuove fragranze rende il panorama della profumeria artistica sempre più articolato e competitivo, spingendo le aziende a definire con maggiore precisione la propria identità.
In questo contesto, il prodotto non è più l’unico elemento della proposta. A Esxence 2026 è emersa con forza l’importanza dello storytelling esperienziale, con numerosi brand impegnati a costruire percorsi che coinvolgono più sensi e ampliano la narrazione attorno alla fragranza. Installazioni, degustazioni e attività immersive sono state utilizzate per creare connessioni più dirette con il pubblico.
Tra i casi più osservati figura Born To Stand Out, che ha affiancato ad alcune fragranze una selezione di caffè sviluppata per dialogare con le composizioni olfattive. Altri marchi hanno trasformato i propri stand in spazi narrativi o interattivi, confermando una tendenza che vede il profumo inserirsi all’interno di un ecosistema più ampio fatto di cultura, rituali e momenti di consumo.
Il patrimonio storico torna protagonista a Esxence 2026
Accanto alle novità, l’edizione 2026 ha evidenziato una rinnovata attenzione verso la storia della profumeria. Tra le presenze più significative figuravano Farina, la maison fondata a Colonia nel XVIII secolo e legata alle origini dell’acqua di Colonia, e l’Osmothèque, il conservatorio internazionale del profumo che conserva e ricostruisce formule storiche provenienti da diverse epoche.
L’evento ha inoltre ospitato realtà che recuperano patrimoni olfattivi del passato, come Parfums Ciro, marchio nato negli Stati Uniti negli anni Venti e rilanciato in tempi recenti. Accanto a queste presenze, diversi brand contemporanei hanno presentato progetti ispirati alla ricerca storica, all’artigianato e alla valorizzazione delle materie prime, confermando l’interesse crescente verso il dialogo tra memoria e creazione contemporanea.
Più che una semplice operazione nostalgica, il recupero dell’heritage appare oggi come uno strumento per costruire identità e contenuti culturali all’interno di un mercato sempre più ampio.
Tendenze olfattive a Esxence 2026: il gourmand cambia forma
Tra le principali tendenze emerse a Milano, una delle più evidenti riguarda l’evoluzione della famiglia gourmand. La vaniglia continua a occupare una posizione centrale nella profumeria contemporanea, ma viene interpretata in modo diverso rispetto al passato. Se per anni il gourmand è stato associato soprattutto a dessert, caramello e zucchero, oggi molte composizioni introducono elementi che ne attenuano la dolcezza e ne ampliano le sfaccettature.
In questo scenario, le note di latte rappresentano uno dei filoni più visibili dell’edizione 2026. Latte fresco, crema, latte di riso e accordi che richiamano bevande a base di latte compaiono in numerose fragranze. Più che una singola nota, il latte diventa un elemento strutturale capace di conferire morbidezza e texture alle composizioni.
Parallelamente, cresce l’influenza del mondo delle bevande sulla creazione olfattiva. Caffè, matcha, chai, cocktail e liquori sono tra i riferimenti più frequenti osservati in fiera. In molti casi non si tratta semplicemente di riprodurre un aroma, ma di evocare rituali e momenti della quotidianità, in linea con l’attenzione crescente verso la dimensione esperienziale del profumo.
Anche la frutta continua a occupare un ruolo importante, ma con un approccio diverso rispetto al passato. Pesca, albicocca, ciliegia e frutti tropicali vengono reinterpretati attraverso accordi più succosi, polposi e realistici, che richiamano la sensazione del frutto maturo piuttosto che quella della confettura o della caramella.
Un’altra direzione emersa a Esxence 2026 riguarda il ritorno degli agrumi, proposti attraverso costruzioni bittersweet nelle quali freschezza e amarezza convivono all’interno della stessa fragranza. Bergamotto, pompelmo e arancia amara vengono spesso associati a ingredienti aromatici, erbacei o legnosi, dando vita a composizioni che giocano sul contrasto anziché sulla sola luminosità.
Esxence come osservatorio del settore
Più che indicare una singola direzione dominante, Esxence 2026 ha mostrato una profumeria di nicchia sempre più diversificata. Da un lato, cresce il numero di marchi e di nuove proposte; dall’altro, emerge la necessità di costruire identità riconoscibili attraverso contenuti culturali, storytelling ed esperienze immersive.
Il ritorno dei riferimenti storici, l’evoluzione delle famiglie gourmand, l’influenza del mondo delle bevande e la ricerca di nuove sfumature olfattive raccontano un settore in trasformazione, nel quale il profumo continua a essere il punto di partenza di una narrazione più ampia.
In un mercato che si espande anno dopo anno, la capacità di creare significato attorno alle fragranze sembra destinata a diventare importante quanto la composizione olfattiva stessa.











