L’obiettivo, come da titolo dell’evento, era guardare Oltre lo specchio, Beyond the mirror: ebbene, facendo come l’Alice di Lewis Carroll i partecipanti al Kosmetica Forum 2026 hanno trovato un mondo di ricerca scientifica e tecnologia, in linea con le evoluzioni dell’industria e del mercato. Giovanni D’Agostinis, direttore scientifico della rivista del gruppo Helyx e ideatore dell’evento, lo ha evidenziato sin da subito, dopo l’introduzione della giornalista e direttrice di Mark up e GdoWeek Cristina Lazzati. Oltre a essere un settore in costante crescita, ha evidenziato D’Agostinis, la cosmesi è ormai nutricosmetica e neurocosmetica, è un supporto terapeutico e ha immense potenzialità nell’ambito della cura della persona.

Sostenibile e sicura

R&D e partnership con le università sono i motori di un comparto che abbraccia l’innovazione e l’AI in primo luogo, tenendo sempre lo sguardo puntato sulla sicurezza e la trasparenza oltre che sull’efficacia dei prodotti. L’attenzione all’ambiente, alla sostenibilità e alla circolarità fa sì che i player della cosmetica siano a tutti gli effetti «attori civili e non solamente economici», guidati dall’etica e dal senso di responsabilità come tasselli del mosaico del benessere.

Qui sta il punto anche nella visione dell’imprenditore e senatore Renato Ancorotti, intervenuto con un video per sottolineare la continua volontà e necessità di reinventarsi nella convinzione che lo star bene coincida con l’essere in armonia con sé stessi e, pertanto, anche con l’altro. Oltre lo specchio, e per il made in Italy a maggior ragione, c’è l’autenticità e la capacità di coniugare l’innovatività con l’artigianalità e la creatività, per il vicepresidente di Cosmetica Italia Simone Dominici. Tratto distintivo della cosmetica italiana (che vale 18 miliardi di euro, 41,2 includendo l’indotto) è dar vita al bello fatto bene «valorizzando la confidence di ognuno senza inseguire la perfezione a ogni costo.

Galileo vs ChatGPT

Dominici ha ricordato che il settore cosmetico impiega oltre 440 mila addetti nella Penisola e cresce con il traino dell’export, al quale si deve il 50% circa del business; più d’ogni altro segmento investe il 6% dei fatturati in R&D e sostenibilità ma deve ora guardarsi dai concorrenti asiatici e mediorientali.

La sua crucialità dev’essere chiara in primis alle istituzioni cui si chiede (più) supporto, anche in vista di un migliore posizionamento dele imprese nei territori dove la domanda si sta consolidando. La cosmetica «entra nel quotidiano favorendo l’autostima» e quella tricolore ha il tocco in più dell’unicità, stando al saggista, sociologo e fondatore di Future Concept Lab Francesco Morace. Questa unicità le deriva e deve continuare a derivarle dall’abilità nel «pensare localmente e agire in modo global» e le consente di presentarsi come «un’isola di certezze nell’oceano dell’incerto». Ecco perché pure in un futuro «gassoso ed esplosivo» la cosmesi seguiterà ad affermarsi, supportata dalle intelligenze artificiali o persino malgrado l’AI. È una risorsa, certo, ma per Morace la strategia deve privilegiare quel che gli algoritmi non fanno. È emersa, perciò, nella sua relazione la centralità del pensiero creativo umano di Leonardo da Vinci e Galileo Galilei; è emerso il ruolo fondamentale dell’empatia: quest’ultima rappresenta il valore aggiunto che i brand possono cavalcare, più di qualunque trend.

Uno shot di salute

La nutricosmetica è una delle numerose declinazioni del beauty cui ha fatto riferimento D’Agostinis in apertura: è la bellezza (della pelle) che viene dalla salute interiore ed è fonte di un volume d’affari che nel 2030 potrebbe toccare i 14 miliardi di dollari. Ne ha argomentato la consulente in cosmetologia Sonia Cudrig, evidenziando il ruolo di interfaccia biologica della pelle e la comprovata esistenza di un asse intestino-pelle-cervello che è alla base degli approcci olistici inside-out. Oggi le aree di maggiore appeal per il nutricosmetico sono collagene, capelli, microbiota e unghie; e l’approccio, nato in Asia e di successo mondiale, si articola in forme sempre diverse. Si va dagli shot ai liquidi bevibili e dagli stick pack miscelabili alle gomme da masticare, ma quel che è necessario è far sì che ogni effetto benefico promesso dai claim corrisponda a realtà. Vitamine e minerali hanno vantaggi provati dalle evidenze; la loro complementarità coi topici è indiscussa. Pure, il regolatorio pare in tanti casi una selva oscura dalle molteplici zone d’ombra e gli equivoci, con le conseguenze legali del caso, sono dietro l’angolo. Della distinzione fra dispositivi, farmaci e cosmetici hanno discusso citando casi reali e sentenze i rappresentanti dello studio legale Stefanelli&Stefanelli. Punto di riferimento nonché base di sanzioni anche ai danni di grandi multinazionali resta però il regolamento CE 1223/2009, hanno ricordato gli avvocati Gaspare Castelli e Giulia Pieruccini.

Belli (se) addormentati

Una vision olistica della cura di sé l’ha offerta l’amministratore delegato di Eurofins Cosmetics & Personal Care Italy, Marco Piacentini, sottolineando la natura pensante e autonoma della pelle come «organo bio-chimicamente reattivo alle emozioni negative quali lo stress sociale».

La bellezza (della pelle) è un sistema complesso che subisce le aggressioni dello smog in ambienti urbani e della carenza o dell’irregolarità del riposo, il quale al contrario è un autentico toccasana. Proprio la urban skin e l’asse pelle-cervello sono le aree nelle quali è oggi più interessante fare valutazione dei claim, e a dirlo è stato un esperto della materia, dal momento che la sicurezza è il core business di Eurofins.

È questione di fiducia o meglio dell’instaurazione di un rapporto fiduciario fra sviluppatori e vendor, farmacie e clienti, anche per l’amministratore delegato di Cantabria Labs Difa Cooper Stefano Fatelli. Significa che «i prodotti debbono dimostrarsi in grado di fare quel che promettono» facendo tesoro delle evidenze che solo il dato scientifico e la sperimentazione clinica rigorosa possono fornire. Il dato si trasforma in decisione, fra la visita medica e le croci verdi, e deve essere spiegato in modo coerente.

Terra di confine

Senza semplificazioni, però, tutt’altro: formazione e cultura sono e devono essere moltiplicatori di evidenze che orientano decisioni, comportamenti corretti e in ultima istanza l’aderenza. Olistica, in fondo, è la strategia di marchi come L’Oreal, al Forum con la Cio italiana Giorgia Russo e forte degli otto award vinti allo show internazionale dell’elettronica di consumo Ces, a Las Vegas. Coi suoi database integrati, la multinazionale è esempio dell’efficacia del connubio fra cosmetica e AI ma anche di come l’hi-tech possa sposarsi alla magia del beauty e non da ultimo alla sostenibilità. Già, perché sul primo gradino del podio in Nevada la casa ci è arrivata di recente con la speciale Led face mask basata su diodi a emissione luminosa dall’azione dermatologica benefica; ma pure con le tecnologie di risparmio idrico-energetico per i coiffeur, con consumi d’acqua ridotti del 69%. Il riuso di scarti dell’agroalimentare è stato il pilastro per la scoperta di nuove molecole e filtri UV nel quadro del programma paneuropeo safe & sustainable by design del quale ha parlato il docente di Chimica farmaceutica e tossicologia dell’Università di Ferrara Stefano Manfredini. Questi si è richiamato ai concetti chiave della skin longevity formulati dal fondatore di Aveda Host Rechelbacher: un nutriente biologico è un ingrediente sicuro che può tornare alla biosfera senza lasciare traccia; e la longevità così intesa è misura dell’efficacia dei cosmetici. Nel segno dell’etica e dell’efficacia, biotech e IT creano prodotti che nutrono la pelle così come nutrirebbero il pianeta.

L’interpretazione dei (bi)sogni

Osservare e interpretare l’evoluzione dei bisogni delle persone e delle pelli sempre più spesso esposte a inquinamento e agenti stressanti dev’essere ed è mission di fornitori tecnologici come Basf, rappresentata dall’operative marketing manager personal care per Italia e Grecia Laura Savoldi. Questa è l’idea di bellezza oltre lo specchio da sposare, senza negare o occultare le imperfezioni, ma tramutandole, anzi, in valori aggiunti. Il punto, nelle parole della technical director di Biobasic Europe Chiara Pecoraro, è comprendere come il consumatore viva l’esperienza personale della bellezza e rispondervi con la ricerca. Nel caso di Biobasic quella, per esempio, su attivi che interagiscono coi meccanismi cellulari per creare texture inedite ed effetti particolari. Non solo: si fa largo la collaborazione con gli psicologi, si approfondisce la dimensione sensoriale con strumenti psicometrici, nel tentativo di convertire la percezione individuale in un dato oggettivo. In gioco, per il R&D manager di Complife Vincenzo Nobile, è la certezza di ottenere in laboratorio evidenze misurabili di efficacia che si spingano ben oltre le semplici promesse. E che anzi vadano al di là delle norme e le anticipino: questa è innovazione e a ostacolarla sono la volatilità e la scarsa visibilità presenti. Reattività e intuito sono armi decisive per gestire il futuro esplosivo e gassoso.

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