Con la crescente attenzione nei confronti della salute cutanea, dei tumori della pelle e dell’invecchiamento precoce che possono essere generati dall’esposizione alle radiazioni solari, aumenta anche la consapevolezza dell’importanza della protezione solare quotidiana. L’SPF diventa così sempre di più parte integrante della routine skincare quotidiana.
«La domanda di prodotti cosmetici con SPF dipende sempre meno dal sole e dalle condizioni meteo ed è sempre più legata alle abitudini di skincare preventiva, alla cultura del benessere e alla consapevolezza degli effetti cumulativi dell’esposizione quotidiana ai raggi UV, anche durante i mesi più freddi o nuvolosi», sottolinea Larissa Jensen, SVP Global Beauty Industry Advisor di Circana.
La protezione solare sta diventando a livello globale una priorità quotidiana di skincare. I dati di vendita al dettaglio nei mercati globali di Circana riflettono già il cambiamento di atteggiamento dei consumatori nei confronti di SPF e protezione solare.
Il caso Australia
In Australia, Paese che registra il tasso di tumori della pelle più alto al mondo, le vendite di prodotti per la protezione solare sono cresciute di quasi del 60% negli ultimi quattro anni, passando da 64,4 milioni di dollari australiani nell’estate del 2022 a 102,7 milioni di dollari australiani nell’estate del 2026. Nello stesso periodo, i prezzi medi sono aumentati in modo marcato, con il prezzo per unità salito del 35%, da circa 11 dollari australiani a oltre 15 dollari australiani.
Le vendite a volume sono cresciute molto più lentamente rispetto a quelle a valore, aumentando del 18% nello stesso arco di tempo. Questo riflette uno spostamento verso prodotti a prezzo più elevato e formati più piccoli, insieme a una più ampia dinamica di premiumizzazione e alle pressioni inflazionistiche all’interno della categoria.
Guardando avanti, è probabile che la crescita futura sia trainata da innovazione, prodotti per la protezione solare regolamentati, formati premium e strategie di pricing più evolute, man mano che i consumatori diventano più selettivi rispetto ai prodotti con SPF che acquistano.
Nei Paesi EMEA
Nei sei principali mercati europei di Circana (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito), il valore totale dei prodotti di protezione solare nel retail è oggi pari a circa 1,6 miliardi di euro (1,8 miliardi di dollari), con vendite in crescita dell’11,6% anno su anno, nelle 52 settimane terminate il 29 marzo 2026. La crescita è stata sostenuta dalla continua domanda di prodotti per la protezione solare e di skincare stagionale, con unità vendute in aumento dell’8% nell’intera regione.
Il Regno Unito ha sovraperformato il più ampio mercato EU6, registrando una crescita del 16,3% a valore e dell’11,5% a unità nello stesso periodo. I prodotti a forte identità di brand hanno contribuito in modo significativo alla crescita della categoria, contribuendo al 69% della crescita totale a unità nel Regno Unito (+6,4 milioni di unità, 57,3 milioni di euro o 68,0 milioni di dollari) e al 92% della crescita totale a unità in Spagna (+1,8 milioni di unità, 28,2 milioni di euro o 33,5 milioni di dollari), a conferma della continua domanda dei consumatori per marche di protezione solare affidabili e riconoscibili.
Gli ultimi dati Circana sulle vendite beauty prestige nei principali centri commerciali, nei retailer specializzati in bellezza e nei canali e-commerce del Regno Unito e dell’Europa mostrano che i prodotti prestige In-Sun con SPF nei cinque principali mercati UE (Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna) sono cresciuti del 20% a valore nel primo trimestre del 2026, nonostante questo sia in genere uno dei periodi meno soleggiati dell’anno. I dati evidenziano una crescente domanda durante tutto l’anno di prodotti premium per la protezione solare.
Nel complesso, nel mercato beauty prestige europeo, la protezione solare in questo segmento ha generato 239,7 milioni di euro di vendite nei 12 mesi terminati a marzo 2026, in aumento del 17% anno su anno, con oltre 10,2 milioni di unità vendute. I prodotti viso con SPF sono stati tra i segmenti più performanti, con le vendite dei solari per il viso in crescita del 26% a valore nello stesso periodo.
L’influenza dei social media
La comunicazione guidata dai dermatologi, le campagne di salute pubblica e le piattaforme social come TikTok e Instagram stanno contribuendo a normalizzare l’uso quotidiano dell’SPF, soprattutto tra i consumatori più giovani e i pubblici più attenti alla skincare.
Anche la crescita dei brand K-Beauty, ovvero della cosmetica coreana, e dei prodotti skincare ibridi sta accelerando l’innovazione nella categoria, in particolare nei prodotti viso con SPF.
Negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, il valore complessivo della categoria sun care ha raggiunto 2,7 miliardi di dollari nei 12 mesi terminati a marzo 2026, in crescita del 6% anno su anno. I brand SPF di fascia media, o masstige, hanno nettamente sovraperformato i tradizionali prodotti mass market, crescendo del 23% e generando 323 milioni di dollari di vendite a valore.
I consumatori statunitensi continuano a spendere di più in prodotti per la protezione solare, con una spesa media annua per acquirente salita a 44,24 dollari, in crescita del 2% anno su anno, mentre la frequenza d’acquisto è rimasta stabile intorno a tre acquisti per persona all’anno. Anche il prezzo medio dei prodotti è aumentato, raggiungendo 13,15 dollari.
Il mass retail è il canale principale per le vendite di prodotti sun care negli Stati Uniti, seguito da e-commerce, drugstore, retailer specializzati in bellezza e canali grocery tradizionali.
Anche le vendite di protezione solare prestige negli Stati Uniti si sono mantenute solide, raggiungendo 774,9 milioni di dollari, in crescita dell’11% anno su anno nello stesso periodo. Parallelamente al crescente focus dei consumatori sugli ingredienti, la crescita della protezione solare a base minerale sta superando in modo significativo quella dei filtri chimici.
Paesi LATAM
In America Latina, la protezione solare ha generato 76 milioni di dollari di vendite nei 12 mesi terminati a marzo 2026, pari al 9% delle vendite totali di skincare e in crescita dell’11% anno su anno. I brand di fascia media e mass market continuano a dominare la categoria, con i marchi beauty coreani e giapponesi che contribuiscono a trainarne la crescita.
L’e-commerce rimane il canale principale, rappresentando quasi tre quarti delle vendite e crescendo cinque volte più rapidamente rispetto al retail fisico. Nonostante la crescente consapevolezza dell’importanza della protezione solare durante tutto l’anno, la categoria resta fortemente stagionale, con quasi la metà (47%) delle vendite concentrate nei mesi estivi.
Nel mercato retail prestige del Brasile, le vendite di protezione solare hanno raggiunto 10 milioni di dollari nello stesso periodo, in crescita del 12% anno su anno e con performance superiori rispetto al più ampio mercato skincare. Sebbene i marchi di fascia media e mass market venduti in questi punti vendita abbiano rappresentato la maggior parte delle vendite, sono stati i brand prestige a crescere più rapidamente, trainati in parte dai marchi beauty asiatici.
Anche il retail digitale sta assumendo un ruolo sempre più importante nella crescita della categoria. In Brasile, le vendite online hanno rappresentato il 63% delle vendite SPF prestige e sono cresciute tre volte più velocemente rispetto ai negozi fisici.
In Cina
In Cina, la categoria suncare prestige ha generato 287 milioni di dollari di vendite e-commerce nel 2025, pari al 3% del mercato skincare prestige complessivo. Nonostante la quota ancora contenuta, il suncare è stato il segmento prestige skincare a più rapida crescita, con vendite in aumento del 32% anno su anno.
La crescita è stata trainata dalla forte domanda sulle principali piattaforme di marketplace online del Paese. Gli acquisti restano fortemente stagionali, con maggio e giugno che rappresentano i mesi di picco per le vendite di prodotti per la protezione solare.
«Sebbene la stagionalità continui a influenzare la domanda, le evidenze indicano sempre più chiaramente che l’SPF sta diventando una componente permanente delle routine quotidiane di skincare dei consumatori, piuttosto che un acquisto reattivo legato all’estate», conclude Jensen.











