I sottoprodotti agroindustriali possono contribuire alla transizione del settore cosmetico verso modelli più sostenibili e circolari, ma la loro applicazione industriale presenta ancora numerose sfide.
L’industria cosmetica rappresenta uno dei settori più grandi e in più rapida espansione dell’economia globale. Il mercato globale dei cosmetici registra un tasso di crescita annuo composto di circa il 4-7%, con proiezioni che superano gli 800 miliardi di dollari entro il 2030. La sola Europa rappresenta un mercato del valore di oltre 66 miliardi di euro, configurandosi come il principale mercato mondiale per il consumo di prodotti cosmetici.
Questa continua espansione comporta inevitabilmente un aumento della pressione ambientale in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto cosmetico, che comprende l’approvvigionamento delle materie prime, la produzione, il confezionamento, la distribuzione, l’utilizzo da parte del consumatore e lo smaltimento post-consumo.
In risposta a tali sfide, le aziende cosmetiche stanno sempre più orientando i propri sforzi verso l’identificazione e l’attuazione di strategie per la riduzione dell’impatto ambientale.
Per quanto riguarda la fase di approvvigionamento delle materie prime, si sta dedicando notevole attenzione alla sostituzione degli ingredienti convenzionali con alternative sostenibili dal punto di vista ambientale. Tra le soluzioni, ci sono la valorizzazione dei sottoprodotti agroindustriali, l’adozione dei principi della chimica verde e l’impiego di ingredienti di origine naturale e biologica.
Materie prime, scalabilità e LCA in un’ottica di economia circolare
Nonostante il crescente corpo di studi sui sottoprodotti agroindustriali per applicazioni cosmetiche, la letteratura disponibile rimane frammentata. La maggior parte dei contributi si concentra sull’estrazione e la caratterizzazione dei composti bioattivi, mentre solo un numero esiguo affronta in modo integrato la scalabilità, la fattibilità normativa e la valutazione ambientale.
In particolare, risultano ancora carenti gli studi che valutano simultaneamente la maturità tecnologica, la fattibilità industriale e le prestazioni di sostenibilità attraverso approcci standardizzati, come la valutazione del ciclo di vita (LCA) e l’analisi dei costi del ciclo di vita (LCCA) dei prodotti ottenuti. Questa frammentazione ostacola la trasposizione dei risultati di laboratorio ad applicazioni industriali e riduce la rilevanza pratica della ricerca attuale.
Il presente lavoro, pubblicato su Cosmetics, si propone di fornire un’analisi completa del livello di maturità tecnologica, dei processi di scale-up e della valutazione del ciclo di vita dei cosmetici basati su sottoprodotti agroindustriali.
Pratiche sostenibili per le aziende cosmetiche
La revisione intende supportare le aziende nella transizione verso pratiche sostenibili, diminuendo l’impronta di carbonio e limitando l’estrazione intensiva di materie prime vergini. Discute, inoltre, diversi approcci e metodologie proposti per lo sviluppo e la scalabilità di cosmetici sostenibili a partire da sottoprodotti agroindustriali, esaminando le relative valutazioni del ciclo di vita, ove disponibili.
Da ultimo, identifica i modelli di business più idonei, intesi come catene del valore innovative e sostenibili in grado di generare benefici economici, promuovere lo sviluppo locale e migliorare l’efficienza delle risorse e la sicurezza dell’approvvigionamento.
Favorire la transizione verso sistemi sostenibili e circolari
Malgrado il notevole potenziale dei sottoprodotti agroindustriali per applicazioni cosmetiche, il loro sviluppo rimane in gran parte limitato a studi su scala di laboratorio. I sottoprodotti derivati dall’uva e dalle olive rappresentano i sistemi più avanzati, mentre molti altri sono ancora in una fase iniziale di maturità tecnologica.
Le principali sfide all’implementazione industriale includono la mancanza di processi scalabili, la limitata considerazione normativa e l’assenza di valutazioni di sostenibilità complete. In particolare, l’applicazione della valutazione del ciclo di vita rimane frammentata e spesso limitata a singole fasi del processo.
La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull’integrazione dello sviluppo tecnologico, della conformità normativa e della valutazione ambientale ed economica all’interno di un quadro unificato. Un simile approccio è essenziale per colmare il divario tra ricerca sperimentale e applicazione industriale, consentendo una transizione efficace verso sistemi di produzione cosmetica sostenibili e circolari.
Hoxha M, Malaj V, Manconi M, Manca ML. Agro-Industrial Side Streams in Cosmetics: From Raw Materials to Scale-Up and Life Cycle Assessment Within a Circular Economy Framework. Cosmetics. 2026; 13(3):109. https://doi.org/10.3390/cosmetics13030109











