Tra gli attivi di più recente interesse per la cosmetologia, il PDRN (polidesossiribonucleotide) si è affermato nella cosmesi rigenerativa e antiaging grazie alle evidenze maturate in dermatologia e medicina rigenerativa.

Che cos’è il PDRN

Dal punto di vista strutturale, il PDRN si ottiene mediante estrazione e frammentazione controllata del DNA da gonadi maschili di salmonidi, seguita da purificazione e standardizzazione, risultando in una miscela altamente purificata di DNA a doppia elica con peso molecolare compreso tra 50 e 1.500 kDa.

L’attivo conserva l’integrità dei legami fosfodiesterici del DNA, elemento chiave della stabilità chimica, mentre il peso molecolare ne condiziona la viscosità in soluzione e la compatibilità con i sistemi formulativi[1].

Accanto al PDRN di origine ittica, la ricerca cosmetologica sta esplorando strategie alternative per la produzione di polinucleotidi attraverso processi biotecnologici e matrici non animali. Tra queste rientrano la fermentazione microbica e lo sviluppo di polinucleotidi di origine vegetale con proprietà biologiche simili al PDRN. Ad esempio, polinucleotidi ottenuti da Paeonia lactiflora hanno mostrato, in modelli sperimentali su cellule cutanee, effetti di stimolo sulla sintesi di collagene ed elastina, con evidenze ancora preliminari rispetto al PDRN standardizzato di derivazione marina[2].

Come funziona il PDRN sulla cute: meccanismi d’azione

Il razionale biologico del PDRN si basa su due principali meccanismi d’azione, descritti in letteratura soprattutto in studi su colture cellulari e in applicazioni di tipo iniettivo. Il primo è la modulazione della via dell’adenosina mediata dal recettore A2A, espresso su fibroblasti, cellule endoteliali e cheratinociti, con effetti sulla risposta infiammatoria cutanea, sulla microcircolazione e sui processi riparativi, inclusa la sintesi di collagene.

Il secondo meccanismo è rappresentato dal salvage pathway nucleotidico, attraverso il quale i frammenti di DNA vengono degradati e riutilizzati come precursori nella sintesi di nucleotidi, supportando i processi di proliferazione cellulare e riparazione cutanea.

PDRN in medicina estetica

Le evidenze più robuste riguardano tuttavia l’impiego medico-estetico iniettivo del PDRN, mentre i dati relativi all’applicazione topica in ambito cosmetico restano ancora limitati. In questo contesto, alcuni studi su formulazioni contenenti polinucleotidi di origine vegetale hanno riportato miglioramenti della funzione barriera cutanea e dell’elasticità dopo alcune settimane di utilizzo, sebbene il corpus di evidenze cliniche resti ancora preliminare.

PDRN nelle formulazioni cosmetiche: applicazioni e prospettive

Lo sviluppo di formulazioni cosmetiche a base di PDRN è condizionato dalla sua natura macromolecolare. Le dimensioni della molecola ne limitano la capacità di attraversare lo strato corneo, rendendo complessa la veicolazione topica. Per questo motivo, la ricerca cosmetologica si concentra su strategie di ottimizzazione della permeazione cutanea, attraverso l’impiego di frazioni a diverso peso molecolare e sistemi di delivery avanzati come liposomi, nanoparticelle lipidiche e vescicole extracellulari, oggetto di crescente interesse per il potenziale ruolo nel trasporto e nella protezione dell’attivo[4].

Un ulteriore aspetto critico riguarda la stabilità del PDRN nelle formulazioni cosmetiche che richiede condizioni di processo e sistemi di veicolazione adeguati per limitarne la degradazione enzimatica e strutturale. In questo senso risultano rilevanti emulsioni stabilizzate, sistemi di packaging barriera e tecnologie di incapsulamento[3].

In ambito applicativo, il PDRN cosmetico viene riportato in etichetta come Sodium DNA (INCI) ed è impiegato in sieri, creme, maschere e trattamenti a supporto della barriera cutanea e della qualità della pelle. Le alternative vegan rispondono a una crescente domanda di sostenibilità nel settore cosmetico, ma richiedono ulteriori conferme cliniche specifiche per l’uso topico[2,3].

Bibliografia:
[1] Akaberi SM, Sharma K, Ahmadi-Ashtiani HR, et al. Polydeoxyribonucleotide in Skincare and Cosmetics, J Skin Stem Cell 2025; 12(1):e159728;
[2] Bak SU, Jung MS, Kim DJ, et al. Anti-Aging Efficacy of Low-Molecular-Weight Polydeoxyribonucleotide Derived from Paeonia lactiflora, Int J Mol Sci 2026; 27(1):220;
[3] Nguyen TH, Wang SL, Nguyen VB. Recent advances on polydeoxyribonucleotide extraction and its novel application in cosmeceuticals, Int J Biol Macromol 2024; 282(Pt 3):137051;
[4] Chang Y, Park JY, Hwang D, et al. A novel method to encapsulate polydeoxyribonucleotides extracted from trout into exosomes and applications in skin recovery, BMC Biotechnol 2026; 26:52.

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