Gli estratti di Salix × fragilis hanno recentemente attirato l’attenzione dei ricercatori per il loro potenziale come ingredienti bioattivi per formulazioni cosmetiche fotoprotettive.
Salix × fragilis L. (salice fragile) è una specie altamente adattabile e a crescita rapida della famiglia delle Salicaceae. Originario dell’Europa meridionale e centrale e di alcune zone dell’Asia occidentale, prospera negli ambienti ripariali ed è in grado di propagarsi vegetativamente attraverso la frammentazione del fusto.
Salix × fragilis presenta un profilo fitochimico diversificato e ricco di composti bioattivi – in particolare nella sua corteccia, nelle gemme e nelle foglie – che contengono alti livelli di flavan-3-oli (catechina, epicatechina), flavonoli (quercetina, rutina), acetofenoni (piceina, piceolo) e acido salicilico. Tali composti contribuiscono alle sue rilevanti attività antiossidanti, lenitive e antimicrobiche. Gli estratti polari della corteccia di Salix × fragilis hanno, inoltre, dimostrato una forte capacità antiossidante in vitro (valori IC50 di 10–23 µg/mL) e una buona biocompatibilità con cheratinociti e fibroblasti a concentrazioni inferiori a 1250 µg/mL.
In aggiunta, l’estrazione ultrasonica delle foglie di Salix × fragilis consente di ottenere quantità significative di rutina, acido clorogenico e catechine, con l’estratto di foglie che ha mostrato la più alta capacità di neutralizzazione dei radicali idrossilici tra diverse specie di salice. Queste bioattività rafforzano il potenziale di Salix × fragilis come ingrediente multifunzionale per le applicazioni dermocosmetiche, in particolare per la fotoprotezione.
Estratti di Salix × fragilis a confronto
Il presente lavoro, pubblicato su Applied Sciences, prende in esame gli estratti acquosi, idroalcolici (etanolo al 50%) ed etanolici (etanolo al 96%) di Salix × fragilis come potenziali ingredienti multifunzionali per formulazioni cosmetiche fotoprotettive.
Nello specifico, gli estratti sono stati analizzati per quanto riguarda la loro composizione fitochimica, l’attività antiossidante, il profilo di sicurezza, il potenziale fotoprotettivo e l’applicabilità in formulazioni topiche.
Il contenuto totale di fenoli e flavonoidi è stato determinato spettrofotometricamente, mentre la profilazione fitochimica è stata effettuata mediante spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier (FT-IR) e cromatografia liquida ad altissime prestazioni accoppiata alla spettrometria di massa ad alta risoluzione (UHPLC-HRMS).
L’attività antiossidante è stata vagliata utilizzando i test DPPH (2,2-difenil-1-picrilidrazile), ABTS (acido 2,2’-azino-bis(3-etilbenzotiazolin-6-solfonico)) e CUPRAC (CUPric Reducing Antioxidant Capacity). La potenziale tossicità è stata valutata preliminarmente tramite test di tossicità acuta ed embrionale su Daphnia magna, adoperata come modello alternativo di screening per una valutazione precoce della sicurezza.
L’attività fotoprotettiva è stata stimata con il metodo spettrofotometrico di Mansur e, infine, gli estratti selezionati sono stati incorporati in formulazioni cosmetiche, sottoposte a caratterizzazione fisico-chimica e alla determinazione in vitro del fattore di protezione solare (SPF).
Caratterizzazione fitochimica, attività biologica e determinazione dell’SPF
L’estratto idroalcolico ha mostrato il più alto contenuto fenolico e attività antiossidante, mentre l’estratto etanolico ha evidenziato la maggiore capacità fotoprotettiva, raggiungendo un fattore di protezione solare (SPF) di 70,0 a 2,0 mg/mL. Gli estratti studiati hanno mostrato un profilo di sicurezza preliminare favorevole nel modello Daphnia magna, con il solo estratto idroalcolico in grado di produrre una LC50 misurabile a 48 ore (576,5 μg/mL), senza che siano stati osservati effetti embriotossici o teratogeni evidenti, a supporto di ulteriori indagini mediante modelli di sicurezza complementari.
Gli estratti selezionati sono stati incorporati con successo in formulazioni cosmetiche, successivamente caratterizzate dal punto di vista fisico-chimico. L’incorporazione dell’estratto etanolico ha aumentato il fattore di protezione solare (SPF) della formulazione contenente filtro UV da 25,82 a 30,01 (circa il 16%).
Sono auspicabili ulteriori ricerche che si concentrino sulla valutazione completa della sicurezza dermatologica, inclusi studi di citotossicità in vitro su modelli di cellule cutanee umane pertinenti (ad esempio, cheratinociti e fibroblasti), nonché ulteriori valutazioni di sicurezza ed efficacia delle formulazioni sviluppate.
Fonte: Pasitoniu AM, Nitulescu G, Gird CE et al. Development of Photoprotective Cosmetic Formulations Containing Salix × fragilis Extracts: Phytochemical Characterization, Biological Activity, and In Vitro SPF Evaluation. Applied Sciences. 2026; 16(17):8576. https://doi.org/10.3390/app16178576.












