Da ingredienti naturali bio-attivi nasce Bio Clarine di Bottega di Lungavita di OFI, una linea di prodotti antirughe 100% da agricoltura biologica. Una innovativa crema viso e una soffice maschera anti età sono mirate a contrastare i segni della stanchezza, l’invecchiamento precoce e il rilassamento cutaneo. La crema viso contiene estratti di sesamo, ad azione ristrutturante, ridensificante e rimpolpante, latte di fico, idratante e emolliente per contrastare la perdita di acqua transepidermica, olio di melograno ad azione protettiva e anti radicali liberi e acqua di fiordaliso, dalle proprietà rinfrescanti e purificanti. La maschera viso antiage è formulata per distendere i tratti dell’ovale. Contiene acqua attiva di mora, per ridurre la microrugosità diffusa, burro di pistacchio, ad alta emollienza, per elasticizzare e ridefinire il viso, e purissimo olio di oliva, per contrastare la secchezza cutanea. Tutti i prodotti della linea sono realizzati senza parabeni e petrolati, coloranti sintetici, allergeni e alcool. L’azienda si impegna a utilizzare materiale riciclabile e ridurre il volume e l’impatto ambientale degli imballaggi. Le formulazioni sono senza glutine, adatte ai vegani e certificate ICEA. Tutti i prodotti sono dermatologicamente testati e nichel tested, <0,1 ppm.
Ilaria Borgna
Novità antiage bio-chic
Una linea chiavi-in-mano
Il Gruppo IMA, fornitore italiano di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici e alimentari, ha presentato all’evento The Look Forward 2016 una linea completa chiavi-in-mano per il confezionamento di prodotti per la tintura dei capelli, dal riempimento di flaconi fino alla palletizzazione. La linea, commissionata da un’importante multinazionale cosmetica, è stata sviluppata in continua collaborazione con il cliente in modo da fornire una soluzione altamente personalizzata. La linea raggiunge una velocità massima di 200 ppm e rappresenta il frutto dell’interazione tra tre aziende del Gruppo (IMA BFB, IMA Safe e IMA Fillshape) e della partnership con altre aziende italiane. All’inizio troviamo le due macchine riempitrici-tappatrici PRIME 200, che riempiono il flacone per il colorante e il flacone per la crema rivelatrice basata su acqua ossigenata. Una volta riempiti e tappati, i flaconi vengono inviati alle rispettive etichettatrici lineari, che applicano le etichette per roto-traslazione del flacone e controllano il processo con telecamere. I flaconi arrivano quindi all’astucciatrice orizzontale DYNAMICA, e i risultanti astucci vengono fardellati con film bilaccato dall’avvolgitrice A100 AM. I fardelli sono poi inseriti dall’incartonatrice WA30 in scatole wrap-around, le quali vengono infine prelevate dal robot del palletizzatore FLEX PALLETIZER.
di A.Virgili
Innovativi filtri UV minerali
I nuovi sistemi di filtri minerali UV di Hallstar, HallBrite® EZ-FLO TDX e HallBrite® EZ-FLO TDX Plus, utilizzano un rivestimento brevettato C3+ che elimina i problemi comuni alla maggior parte dei prodotti solari, come la presenza di particelle granulari e la scia bianca. Le dispersioni sono clinicamente testate per ridurre la formazione di scie bianche più di qualsiasi altro filtro minerale UV. Entrambi i prodotti vengono formulati in una dispersione liquida molto scorrevole che promuove la facilità di versamento e la stabilità, attraverso l’aiuto della tecnologia solare HallBrite® BHB. HallBrite® EZ-FLO TDX Plus contiene anche SolaStay® S1, prodotto foto-protettivo molto diffuso sul mercato, che lo rende ideale per alte protezioni solari. Infatti, gli ossidi metallici con grande band gap, come, ad esempio, il biossido di titanio (TiO2), o con un band gap diretto, come l’ossido di zinco (ZnO), assorbono e riflettono l’energia UV proveniente dalle radiazioni solari. Questo li rende utili come filtri UV e come pigmenti nell’industria cosmetica. Purtroppo, sono anche molecole foto-attive, in quanto promuovono la formazione di specie reattive dell’ossigeno e catalizzano la decomposizione di materiali organici. Questo costituisce un effetto indesiderato in tutti i prodotti destinati alla cura della persona, dove le funzioni di protezione di questi composti organici sono necessarie. Il nuovo mezzo di protezione sviluppato dall’azienda ha eliminato questo problema, creando una soluzione ottimale per chi desiderasse imporsi nel mercato dei solari.
Packaging online
Vendere packaging di qualità online senza minimi d’ordine: è questa l’idea dei professionisti italiani che hanno creato Stocksmetic, un sito e-commerce che si rivolge principalmente al mercato B2B, e che offre la possibilità di acquistare packaging primario di design anche in piccole quantità, a partire da una scatola (circa 50-100 pezzi). Il sito offre un’ampia selezione di articoli suddivisi in 4 linee di prodotto. La linea Fragrance offre una vasta scelta di flaconi in vetro, sampling in vetro o in plastica e flaconi roll-on, a cui abbinare capsule e accessori. Nella sezione Skin Care è possibile scegliere tra flaconi airless, in plastica, in vetro, vasetti in vetro o plastica, ciascuno abbinabile a una vasta gamma di accessori. La linea Farma presenta invece flaconi e pilloliere per linee farmaceutiche, mentre la sezione Deo Ambiente offre contenitori per i profumatori d’ambiente. A breve verrà inserita anche una linea Make-Up. Una volta scelti gli articoli e i relativi accessori intercambiabili, il sito mette a disposizione del cliente un ampio network di partner esperti (ed italiani), ciascuno nel proprio settore di competenza per il packaging secondario (astucci, etichette, grafica, render ecc…).
di A.Virgili
Studiare la tossicità di un cosmetico su un chip
Un team di ricerca coreano ha recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Report uno studio relativo alla realizzazione in un nuovo modello di cute umana su chip, chiamato «skin-on-a-chip» appunto, che può fornire indicazioni più precise dei modelli di cute umana già esistenti. Si tratta di un dispositivo microfluidico che consente di coltivare contemporaneamente tre strati di cellule, separati tra loro da una membrana porosa che permette loro di comunicare. I ricercatori hanno testato il modello inducendo una situazione infiammatoria, correlata da edema, valutandone la risposta adeguata e funzionale. I risultati dello studio suggeriscono che il modello possa però essere utilizzato, in futuro, anche per valutare la tossicità di sostanze cosmetiche o farmacologiche sulla cute.
Wufuer, M. et al. Skin-on-a-chip model simulating inflammation, edema and drug-based treatment. Sci. Rep. 6, 37471; doi: 10.1038/srep37471 (2016)
Cura delle labbra: formula e packaging innovativi
La presente invenzione riguarda una formulazione cosmetica, e in particolare un’emulsione, per la cura delle labbra, comprendente: a) almeno il 5% in peso, rispetto al peso totale della composizione, di uno o più oli non volatili; b) 1-30% in peso di attivo, rispetto al peso totale della formulazione, e di almeno un agente filmogeno scelto tra i polimeri vinilici c) almeno il 10% in peso di acqua rispetto al peso totale della composizione, d) almeno un materiale colorante. Nel lavoro è descritto anche il metodo di preparazione della formula, e viene selezionato un packaging ben preciso, che presenta un dispositivo d’applicazione con una superficie porosa.
United States Patent Application 20160038402
di C. Lacapra e S. Rum
Microplastiche
Le microperle o microgranuli, sono piccoli pezzetti di plastica simili ai granelli di sabbia (il polyethylene) usati nei detergenti, scrubs esfolianti e dentifrici e la notizia che lo Stato dell’Illinois abbia appena deciso di bandirli per preservare i propri laghi a partire dal 2018 rimbalza, in questi giorni, sulle principali testate giornalistiche americane. Il Canada ha appena trasmesso all’WTO una proposta di regolamento volto a vietare la fabbricazione, importazione, vendita o offerta in vendita di articoli da toeletta che contengono microsfere di plastica. Il testo dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2018. Idem Taiwan che ha comunicato al comitato Technical Barrier to Trade (TBT) dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC/WTO) il provvedimento con cui le autorità intendono vietare la particelle di microplastica nei cosmetici. Anche la Korea del sud ha trasmesso la medesima informazione al WTO.
Responsabilità sociale come valore aggiunto
Preoccuparsi delle ricadute delle proprie attività sull’ambiente e sugli stakeholder, dipendenti, fornitori, consumatori, collettività e ambiente è ormai irrinunciabile per tutte le imprese.
«La prosperità del business non può essere in antitesi con le esigenze degli stakeholder –riflette Claudia Strasserra, Social Responsibility Sector manager di Bureau Veritas, -ma dovrebbe essere collegata alla capacità di rispettare e soddisfare i propri interlocutori. A tutti serve una nuova consapevolezza del ruolo delle imprese. Questo non solo per motivi etici, ma anche perché i consumatori sono sensibili a questi temi e disponibili a premiare con le loro scelte chi riesce a distinguersi in tal senso». L’impegno nella responsabilità sociale non è in contrasto con gli obiettivi di profitto. «La responsabilità sociale, come definita dalle norme internazionali, parte dall’analisi del contesto in cui l’organizzazione opera e considera tutti i soggetti interessati dalle sue attività, puntando alla soddisfazione di tutte le parti coinvolte attraverso un approccio sistemico –evidenzia Armando Romaniello, direttore Marketing, Industry Management e Certificazione di Prodotto di Certiquality. -Attenuare o eliminare i conflitti esistenti o potenziali con il contesto è certamente un obiettivo compatibile con la prosperità del business. Il concetto di profitto, infatti, si è evoluto, riconoscendo che esistono valori non negoziabili in funzione del profitto, come la salute dei lavoratori, la tutela dei minori, il preservare la biodiversità e l’ambiente nonché il benessere della collettività. Questa è anche la logica verso cui si stanno orientando sempre di più le legislazioni dei paesi sviluppati, che ormai richiedono alle aziende un impegno sistematico nel prevenire gli incidenti e le malattie professionali nonché l’inquinamento e il degrado ambientale, ecc.»

Nei rapporti con la filiera
In effetti un numero sempre maggiore di imprese è impegnato nella responsabilità sociale, con anche percorsi di certificazione, comprese le PMI. «Tutte le imprese hanno fornitori, hanno dipendenti, sono collocate in un contesto ambientale e sociale -considera Romaniello. -L’idea proposta dalla Linea Guida ISO 26000 è di partire da una analisi della propria attività e dei propri interlocutori: da questo emerge che addirittura ci sono aree in cui è subito possibile intervenire. Gli sprechi, la sicurezza, l’impatto sull’ambiente e sulla collettività, la selezione dei fornitori in base a criteri anche etici. Tra il fare tutto e il non fare nulla ci sono tanti gradi intermedi, che messi in opera porterebbero un enorme miglioramento. Questa è la logica e il punto di forza del miglioramento continuo». Questo impegno è particolarmente spendibile per i terzisti, rimarca il direttore Marketing di Certiquality «che all’interno di questi sistemi saranno in grado di dare le maggiori garanzie ai propri committenti. Le politiche di responsabilità sociale da parte di moltissimi brand, infatti, prevedono una scelta dei fornitori sia di beni sia di servizi anche in base a criteri etici, che valutano l’approccio responsabile dei propri partner produttivi rispetto alle condizioni di lavoro, all’impatto ambientale ecc. Il mondo del terzismo potrà quindi proporsi ai propri interlocutori con il valore aggiunto dei comportamenti responsabili».

Parlare al consumatore
La crescente sensibilità del consumatore rispetto ai temi della responsabilità sociale e ambientale ancora non corrisponde a una completa conoscenza degli standard armonizzati, sia quelli riguardanti i sistemi di gestione aziendali sia quelli relativi alle certificazioni di prodotto, questi ultimi proprio rivolti a guidare il consumatori in una scelta consapevole. A proposito del ruolo degli enti certificatori, commenta Armando Romaniello «l’organismo di certificazione pone estrema attenzione alla correttezza e trasparenza con cui le organizzazioni certificate comunicano il significato della certificazione. Questo aspetto fa parte degli accordi contrattuali, a garanzia di un uso leale del marchio, nell’ambito della comunicazione, per non dare a intendere al mercato cose non vere introducendo quindi fattori di concorrenza sleale. Mentre nei rapporti B2B il senso delle certificazioni è chiaro, c’è ancora molto da fare per la comunicazione al consumatore. Quando le certificazioni coinvolgono la catena di fornitura, con ricadute in diversi paesi, l’ente di certificazione è organizzato per effettuare controlli, per la parte che gli compete. Gli standard però sono moltissimi e, soprattutto quelli che si propongono al consumatore, non sempre sono del tutto trasparenti, giocando a volte sul meccanismo del controllo di parte terza con attori non ufficialmente accreditati». «Il tema nodale è mettere il consumatore nelle condizioni di scegliere chi gli dia le maggiori garanzie –afferma Claudia Strasserra di Bureau Veritas,-per innescare un circolo virtuoso in cui un’azienda che investe sulla responsabilità sociale sia riconoscibile». A tale scopo alcuni organismi di certificazione, tra cui Bureau Veritas e Certiquality, hanno elaborato lo standard Social Footprint, uno schema di certificazione che realizza a vantaggio del consumatore una etichetta narrante. «Questo strumento –sottolinea Strasserra -fornisce informazioni su tutto il percorso del prodotto lungo la filiera, a partire dalle materie prime, e le opportune garanzie che lungo i passaggi siano assicurate condizioni di lavoro dignitose ed effettuate le necessarie attività di monitoraggio». Tutto il mercato si sta rivolgendo a un’attenzione fortissima ai temi della responsabilità sociale. «Lo standard del mercato si sta alzando –ribadisce Romaniello, -e le aziende che si distinguono sono proprio quelle che su questi aspetti stanno lavorando da più tempo. Questo significa che i comportamenti scorretti si pagano sempre più cari nel momento in cui vengono smascherati, soprattutto in termini di credibilità». www.socialfootprint.it
Polvere micronizzante innovativa
HeroCARE è la linea di polveri micronizzate a base di Politetrafluoretilene (PTFE) Vergine al 100% creata da Heroflon per il settore della cosmesi e del make-up e distribuita in Italia da Luigi e Felice Castelli. Questi prodotti trovano applicazione in diverse formulazioni cosmetiche, come fondotinta, terre, blush, ciprie, ombretti, mascara, lucidalabbra e rossetti, eyeliner, matite, lozioni, creme, detergenti, esfolianti, solari e molto altro. Svolgono differenti funzioni, tra cui quella di legante, di additivo lubrificante, di potenziatore degli SPF. Sono personalizzabili, per incontrare ogni specifica esigenza applicativa. Migliorano lubrificazione, scorrevolezza e uniformità delle texture, svolgono un’azione opacizzante e di assorbimento olii e incrementano la durata sulla pelle e la resistenza delle formule waterproof. Offrono il vantaggio di ottimizzare l’esperienza di applicazione del prodotto in tutte le possibili texture. Nei prodotti solari e nei trattamenti viso con protezione UV potenziano SPF. Le polveri micronizzare HeroCARE sono in grado di aumentare l’effetto allungante e voluminizzante delle basi mascara e di minimizzare la formazione di grumi. Svolgono un’azione riempitiva di rughe e linee d’espressione nei trattamenti anti-age. La linea si compone di 4 prodotti, HeroCARE P500, HeroCARE P800, HeroCARE 500F e HeroCARE 2000F, tutti al 100% PTFE vergine con diverse densità apparenti, odore neutro e colore bianco per soddisfare ogni esigenza formulativa.
The Perfume Factory
L’edizione 2017 di Cosmoprof Worldwide Bologna sarà sicuramente più “profumata”: Accademia del Profumo, Cosmetica Italia e BolognaFiere Cosmoprof collaboreranno infatti alla realizzazione di The Perfume Factory, un viaggio alla scoperta dei diversi passaggi della produzione di una fragranza.
L’installazione rientra nel piano di attività per la celebrazione della 50esima edizione della kermesse bolognese e sarà allestita all’interno di COSMOPRIME, una preview di Cosmoprof Worldwide Bologna che sarà aperta ai visitatori in concomitanza con Cosmopack dal 16 al 19 marzo 2017.
The Perfume Factory sarà inoltre un palcoscenico ideale per celebrare i finalisti del Premio Accademia del Profumo 2017 che potranno essere votati anche durante la kermesse utilizzando le postazioni presenti in fiera. Queste iniziative contribuiranno così a esaltare le unicità e le straordinarietà dell’intera filiera della profumeria, valorizzando il profumo quale elemento essenziale del benessere, ma anche come sinonimo di creatività.
In omaggio al cinquantenario di Cosmoprof, le case essenziere di Accademia del Profumo hanno collaborato alla definizione di una fragranza che è stata realizzata dal naso profumiere Luca Maffei. Si tratta di una colonia che, rivisitata in chiave contemporanea e sofisticata grazie ai toni eleganti dell’iris fiorentina, si ispira all’immagine e alle caratteristiche dell’italianità.
«The Perfume Factory è solo la prima di una serie di attività che vedranno la fiera e l’associazione fianco a fianco nel celebrare i rispettivi cinquant’anni – ha commentato Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia – Si tratta di un percorso di successo che nel tempo ha consentito di consolidare la reputazione del settore cosmetico, sia in Italia che all’estero, attestandolo quale comparto di punta per fatturato, qualità dei prodotti, livelli di occupazione e investimenti in ricerca e innovazione del comparto manifatturiero Made in Italy».
«Cosmoprof e Accademia del Profumo sono di nuovo fianco a fianco, in occasione del 50mo anniversario di Cosmoprof – ha dichiarato Antonio Bruzzone, Direttore Generale di BolognaFiere – Per noi significa riannodare un legame storico e attivare una nuova stagione di progettualità comune. Insieme presenteremo The Perfume Factory, una installazione che porterà i visitatori a scoprire l’intera supply chain per la produzione di una fragranza e che darà vita a un profumo “limited edition” per celebrare Cosmoprof 50. Siamo orgogliosi di essere di nuovo insieme ad Accademia del Profumo, in un dialogo che punta alla valorizzazione del profumo e alla promozione della sua cultura in tutti i suoi aspetti creativi»









