Thierry Bertrand Souleau, nuovo Dg Italia di Sephora, annuncia l’arrivo di Monica Cigognini in qualità di direttore vendite Italia. Monica è laureata in Economia presso l’Università Bocconi di Milano. Dopo una breve esperienza presso IBM nell’ambito direct marketing, approccia il mondo retail, diventando Product Country Manager presso Promod Italia, contribuendo alle creazioni delle collezione e analizzando le vendite e le categorie merceologiche. Restando nell’ambito prodotto/categoria nel 1999 entra a far parte di Etam e nel 2004 assumerà il ruolo di Retail Manager. Nel 2006 coglierà l’opportunità di lanciare lo sviluppo di Imaginarium diventando Responsabile Sud Europa e gestendo la Direzione Commerciale di Spagna, Italia, Portogallo e Svizzera e in contemporanea la Direzione Generale di Italia e Svizzera. Nel dicembre del 2014 raggiunge il Gruppo Beaumanoir in qualità di Direttore Generale della filiale italiana e Direttore Commerciale dei marchi Cache Cache –Bonobo – Breal e Morgan De Toi. Monica riporterà direttamente a Thierry Bertrand Souleau e sarà membro del Comitato di Direzione di Sephora Italia.
Ilaria Borgna
Nuovo direttore vendite Sephora
Sviluppo test d’efficacia su ingredienti
Dal 1998, il laboratorio BIO-EC (Centre de Recherche Biologiques et d’Expérimentations Cutanées) è specializzato nello sviluppo di test per studiare l’efficacia di ingredienti attivi e prodotti finiti a uso cosmetico e dermatologico. Il laboratorio BIO-EC ha costruito la propria notorietà grazie a l’ottimizzazione e l’utilizzo del modello d’espianto di pelle umana e, al giorno d’oggi, ha consolidato e esteso il proprio settore di competenza nel campo dei test per prodotti dermo-cosmetici. In effetti il centro di ricerca propone differenti tipologie di analisi che permettono di caratterizzare la totalità delle rivendicazioni nel campo della cosmetologia:
- dei test ex-vivo effettuati sul modello d’espianto di pelle umana, grazie allo sviluppo di numerosi protocolli e alla visualizzazione di marker molecolari specifici, frutto della nostra esperienza pluriennale in istologia. Il laboratorio BIO-EC vi permette di dimostrare l’attività biologica dei vostri prodotti nel cuore della pelle (effetto idratante, anti-invecchiamento, protezione solare, anti-smog, depigmentazione e tantissimi altri.)
- dei test in-vivo, sul nostro panel di volontari: le misure biometrologiche e l’analisi di prelievi di superficie permettono di mettere in evidenza l’efficacia dei vostri prodotti e di osservarne il risultato finale.
- delle analisi tramite la spettroscopia Raman, su espianti di pelle o direttamente in-vivo, per determinare per esempio la stato d’idratazione della pelle oppure l’organizzazione dei lipidi e delle proteine del tissuto cutaneo.
- Dei test di penetrazione cutanea su celle di Franz, per caratterizzare la penetrazione dei vostri prodotti cosmetici attraverso la pelle.
- Delle analisi di cosmetogenomica, tramite una collaborazione con il laboratorio Genex, per analizzare il profilo d’espressione genica in risposta a una molecola attiva o un prodotto finito.
Il laboratorio BIO-EC assicura lo sviluppo di test pertinenti e di qualità per l’analisi dell’efficacia di proncipi attivi e prodotto cosmetici e dermatologici, di dispositivi medicale (cerotti, iniezioni d’acido ialuronico). Inoltre, il laboratorio BIO-EC è un organismo riconosciuto dal Ministero della Ricerca e dall’Agenzia Nazionale della sicurezza dei Medicinali e prodotti per la salute.
Univar: apertura del nuovo centro d’eccellenza a Versailles
Si è inaugurato a Versailles, il 30 giugno, il nuovo Laboratorio d’eccellenza UNIVAR. Matthew Ottaway, direttore dell’Industria EMEA Personal Care ha dichiarato «siamo molto contenti di rafforzare la nostra presenza nel mercato grazie a questo Centro d’eccellenza, situato strategicamente presso il campus ISIPCA, il cuore dell’innovazione cosmetica». Questo centro si occuperà della parte formulativa dello skin care, solari e igiene personale.
«La presenza di UNIVAR in questo campus permetterà di lavorare in team tra azienda e università, al fine di anticipare le tendenze grazie a nuove tecnologie e ingredienti di prima qualità. Una visione globale a 360 gradi sulle dinamiche di mercato, per poter comprendere e sostenere al meglio i nostri clienti» spiega Arnita Wafford, Responsabile Ufficio Marketing personal Care EMEA.
di Ilaria Borgna
Acido peracetico
Approvato l’acido peracetico come principio attivo esistente destinato a essere utilizzato nei biocidi dei tipi di prodotto 1, 2, 3, 4, 5 e 6. Dal momento che l’acido peracetico è presentato in soluzione acquosa contenente acido acetico e perossido di idrogeno, fra le condizioni specifiche dell’approvazione si pone l’accento sul fatto che a causa della presenza di perossido di idrogeno, le autorizzazioni dei prodotti biocidi lasciano impregiudicato il Reg. (UE) n. 98/2013. Questo significa che tali prodotti dovranno essere conformi non solo al BPR ma anche al Reg. 98/2013 riguardante l’immissione sul mercato e l’uso di precursori di esplosivi. Fra le altre condizioni specifiche dell’approvazione ricordiamo che i PT 4 (settore dell’alimentazione umana e animale) non potranno essere incorporati in materiali e oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari ai sensi dell’art. 1.1 del Reg. (CE) n. 1935/2004, a meno che la Commissione non abbia determinato limiti specifici di cessione di acido peracetico nei prodotti alimentari o che non abbia stabilito, in conformità al BPR, che tali limiti non sono necessari.
Prodotti biocidi e Reg. (UE) 528/2012 (bpr)
Come stabilito dall’art. 93, entro il 1° settembre 2016 dovrebbero essere presentate le richieste di approvazione per quelle sostanze attive che non rientravano nel precedente quadro normativo sui biocidi (Dir. 98/8/CE) ma che ricadono ora in quello del BPR (BPR – art. 93). La scadenza riguarda due gruppi di sostanze attive: sostanze utilizzate nei materiali a contatto con alimenti come biocidi di superficie; i biocidi di superficie utilizzati per la fabbricazione di oggetti in materiale plastico sono degli additivi a tutti gli effetti per la normativa dei materiali a contatto con gli alimenti e quindi soggetti ad autorizzazione. Sostanze generate in situ (una sostanza biocida è definita «generata in situ» se è generata da un’altra sostanza denominata «precursore» al momento del suo utilizzo. Nell’ambito del BPR, dovranno essere valutati i potenziali rischi sia dei precursori che della sostanza attiva da essi generata) con precursori che non ricadevano nel campo di applicazione della direttiva in quanto non erano immesse sul mercato, o perché nessun claim è mai stato formulato per evidenziare che tali precursori potevano essere utilizzati a scopo biocida. Esempio per questo gruppo è l’ozono generato dall’ossigeno dell’aria che se utilizzato per la disinfezione dell’acqua potabile. Le imprese interessate a sostenere le loro combinazioni di sostanza attiva/tipo di prodotto dovranno presentare a ECHA un dossier sulla sostanza attiva utilizzando il Registry for Biocidal Products (R4BP). Se la richiesta non verrà effettuata entro il 1° settembre 2016 il prodotto biocida potrà essere mantenuto sul mercato solo fino al 1° settembre 2017.
Non solo rassodanti
Obiettivo dei prodotti per il trattamento della cellulite è quello di garantire ai loro utilizzatori un aspetto tonico e snello ma i più recenti dati mostrano come a dimagrire per il momento siano le vendite, in discesa su tutti i principali mercati. Fra i canali di vendita la farmacia guadagna terreno. Appartenente a quella galassia della dermocosmesi che secondo Euromonitor International nel 2014 ha generato a livello mondiale un volume d’affari da 111 miliardi di dollari in attesa di toccare quota 131 miliardi nel 2019, il settore dei prodotti anti-cellulite attraversa oggi una fase di impasse. È questa l’impressione che si ricava dalla lettura dei numeri sulle performance dell’industria fra il 2014 e il 2015 messi a disposizione di Kosmetica dalla stessa multinazionale delle ricerche di mercato con sede centrale a Londra. Su scala globale i fatturati hanno infatti messo in evidenza un moderato miglioramento ma è nelle tradizionali regioni-traino dell’Europa Occidentale e degli Stati Uniti che le vendite hanno invece segnato un rallentamento più o meno vistoso a seconda dei casi. Nel corso dell’ultimo biennio il business internazionale dei prodotti rassodanti e tonificanti è cresciuto passando dai 2.298 miliardi di dollari registrati nel 2014 ai 2.308 miliardi dello scorso anno. Il passo avanti è dovuto in maggiore misura al buon andamento delle categorie merceologiche Premium che hanno portato in dote consegne complessive per 889,1 milioni contro gli 865,6 del 2014. Significativa e indice di una forte polarizzazione della clientela, non dissimile da quella che sta da tempo caratterizzando anche altri panorami, è da questo punto di vista la flessione patita nel periodo dal mass market, dati i suoi incassi in via di ridimensionamento da 1.433 a 1.419 miliardi. Pur con qualche differenza fra l’una e l’altra fascia di offerta, negli Stati Uniti la lotta alla cellulite, problema che secondo alcune stime riguarda addirittura l’85% delle donne oltre i 18 anni, sembra avere perso slancio. In linea generale i trattamenti relativi sono stati oggetti di acquisti per 61,8 milioni di dollari nel 2015, contro i 64 milioni della stagione precedente. Lieve la variazione in area Premium, da 24,2 a 24,1 milioni di dollari; più marcata (da 39,9 a 37,8 milioni) quella degli articoli più economici. Anche nell’Ovest europeo le soluzioni di lusso hanno dato prova di una resistenza maggiore, lasciando sul terreno meno di un milione di dollari, da 325,6 a 324,8 milioni di dollari. Tuttavia il comparto è stato protagonista di una prestazione davvero poco incoraggiante, visti i quasi sette milioni in meno di ricavi calcolati dai principali canali di distribuzione, da 975,1 a 968,6 milioni. E il mercato di massa ha guidato lo sboom, scivolando da 649,6 a 643,7 miliardi di dollari.
Spiragli di risalita per l’Europa
Sotto l’aspetto percentuale perciò la proposta di dermocosmesi rappresentata dagli anti-cellulite ha osservato un incremento dello 0,4% dei suoi valori ma questo è dovuto in misura preponderante alle gamme di lusso, responsabili di un exploit da 2,7 punti. Nulla di sensazionale ma in ogni caso meglio di quanto ottenuto sul piano del mass market le cui perdite sono state stimate attorno all’1%. Il segno meno è predominante anche negli Stati Uniti, dove gli analisti di Euromonitor International hanno riportato un calo complessivo della categoria pari a 3,5 punti percentuali. La fascia alta ha contenuto nel periodo l’emorragia arretrando fra il 2014 e il 2015 dello 0,4% solamente. Al contrario l’offerta dai prezzi più popolari ha assistito a un autentico crollo della richiesta evidenziando un sonoro -5,3%. Dall’altra parte dell’Atlantico e cioè in Europa Occidentale si è potuto notare come a cavallo degli ultimi due anni la discesa dei fatturati sia stata sì generalizzata, ma anche meno marcata di quel che si è visto altrove. Il mercato dei rassodanti ha perduto lo 0,7% ma è pari soltanto allo 0,9% il decremento del mass market, laddove i prodotti Premium hanno limitato i danni scendendo dello 0,2%. Pure, il Vecchio Continente ospita Stati nei quali il business della cosmesi dimagrante ha dimensioni importanti visto che autorevoli fonti di stampa britanniche stimano in 30 mila sterline l’anno la spesa pro-capite delle over-30 del Regno in questo ambito. Non a caso è alla Gran Bretagna che Euromonitor International ha attribuito un potenziale di crescita dell’1% annuo nel campo della cura della pelle, verso un totale di 2,3 miliardi di sterline nel 2019, del quale è prevedibile che possano beneficiare anche le formule anti-cellulite. Un «forte interesse» verso il benessere della pelle è atteso anche in Germania, dove la clientela continuerà a privilegiare, analogamente a quel che succede in altre aree del beauty, le produzioni naturali e bio. Allo stesso modo, mentre si ritiene che i trend demografici possano seguitare a impattare in negativo sul fronte spagnolo, con fatturati in calo del 2% nel 2014 a quota 1,3 miliardi, in Francia i prodotti multifunzione e quelli anti-età, in fase di slancio, offriranno opportunità agli anti-cellulite.
Italia: la bellezza è in farmacia
Come hanno certificato le cifre della Congiunturale relativa al secondo semestre del 2015 redatta da Cosmetica Italia, che ha integrato l’analisi con proiezioni al 2016, dopo oltre un quinquennio di tenuta nel nostro Paese la cosmesi è tornata a salire, benché soprattutto grazie al traino dell’export. Su uno scenario improntato all’ottimismo, poiché i pronostici della sigla confindustriale di categoria lasciano intravedere ulteriori margini di miglioramento, la classe merceologica degli anti-cellulite ha lanciato segnali contraddittori. I prodotti per la cellulite assicurano nella Penisola un volume d’affari da 83,4 milioni di euro, ai quali vanno sommati gli oltre 60 di rassodanti, zone specifiche e anti-età per il corpo. Ma mentre a cavallo fra il 2014 e il 2015 questi ultimi non hanno fatto registrare alcuna variazione, i primi hanno salutato una riduzione del venduto da oltre sette punti. La diminuzione della domanda ha interessato trasversalmente tutti i canali di distribuzione abituali ma i consumatori sembrano comunque dare la loro preferenza a quelli specializzati. Tanto per gli acquisti di anti-cellulite in genere quanto per quelle di rassodanti & Co. la farmacia resta la vetrina privilegiata. Nel primo caso può contare su vendite per 55,1 milioni di euro a dispetto della flessione da 9,4 punti percentuali archiviata nel biennio. Nel secondo su valori inferiori, e pari cioè a 35,3 milioni, ma anche su un modesto incremento, da 1,2 punti. È, almeno in parte, testimonianza della rivincita degli specialisti, poiché molto più pesanti sono gli scivoloni compiuti dai canali generalisti e in particolare da parte della Grande distribuzione organizzata. Sui prodotti per la cellulite gli ipermercati hanno evidenziato una contrazione del 7,2% dei loro valori; e al contempo hanno commercializzato il 6,9% in meno di creme rassodanti o anti-età e per zone specifiche. Basandosi sulle evidenze di Nielsen Market Track Healthcare la federazione che riunisce i fornitori di prodotti salutistici e integratori ha messo in luce come quasi il 60% delle soluzioni per il controllo del peso e degli inestetismi sia veicolata dalle farmacie. A seguire, in Italia, i supermercati con il loro 30% circa; e le parafarmacie, con un market share inferiore al 10%. La quota attribuibile ai punti vendita di queste due ultime tipologie è però in ascesa, stando ai report di Nielsen e Federsalus. Al di là dell’emisfero nordoccidentale del pianeta è in America Latina che i prodotti per la cura del corpo, inclusivi anche delle formule anti-cellulite, potrebbero godere delle più interessanti prospettive di espansione. Fra il 2009 e il 2014, il mercato di riferimento è cresciuto del 10,5% in Brasile; del 7,9% in Cile e del 10,2% in Colombia, transitando per il 6,1% del Messico, e la tendenza è destinata a consolidarsi entro il 2019. È quanto sostengono i ricercatori di Mintel. Dal canto suo poi l’organizzazione di In-Cosmetics 2015, fiera tenutasi a San Paolo accogliendo lo scorso settembre un totale di 2.760 visitatori da 40 nazioni (il 27% in più rispetto al 2014) ha mostrato come i prodotti per la cellulite si confermino attraenti. Il 26% dei partecipanti si è dichiarato attirato, nei successivi sondaggi, soprattutto da queste famiglie di prodotto, classificatesi 21esime su 71 classi merceologiche trattate, per l’interesse del pubblico.
In Europa Occidentale
Le formule anti-cellulite hanno calcolato quasi 7 milioni in meno di ricavi nei principali canali di distribuzione, da 975,1 a 968,6 milioni. Il mercato di massa ha guidato lo sboom, scivolando da 649,6 a 643,7 miliardi di dollari
In Italia
Ai prodotti specifici per la cellulite può essere attribuito un volume d’affari da 83,4 milioni di euro, ai quali vanno sommati gli oltre 60 riconducibili a rassodanti e anti-età per il corpo.
Bibliografia
– Euromonitor International: www.euromonitor.com/
– Mintel (www.mintel.com/) citato in: news.in-cosmetics.com/2014/08/the-latin-american-body-care-market/
– Federsalus: www.federsalus.it/news.php?id=1204
– Cosmetica Italia: www.unipro.org/home/
di R. Carminati in collaborazione con Euromonitor International
Rilevazione simultanea di glabridina, (-) – alfa-bisabololo, e ascorbil tetraisopalmitato in formulazioni cosmetiche
Questo lavoro descrive una metodica per quantificare tre composizioni lipofile ossia glabridina (isoflavoni isolati da liquirizia), (-) – α-bisabololo (alcool sesquiterpene ottenuto da estratto della pianta di camomilla), e ascorbil tetraisopalmitato (molecola derivata dalla vitamina C) in un emulsione cosmetica funzionale, utilizzando HPLC accoppiata con rivelazione a serie di fotodiodi. I campioni di emulsione sono stati analizzati con un miscela di acetonitrile e alcol isopropilico (45:55, vol./vol.). Le lunghezze d’onda del rivelatore utilizzate erano 228, 202 e 221 nm, rispettivamente per glabridina, (-) – α-bisabololo, e ascorbile tetraisopalmitato. Le curve di calibrazione hanno mostrato una buona linearità con coefficiente (R2) ≥ 0,999. I recuperi medi sono stati compresi tra l’89,8 e il 103,9% con deviazione standard relativa (RSD) <5%. Il metodo è stato applicato con successo per il monitoraggio di 11 campioni presenti sul mercato, in cui la glabridina è stata quantificata nell’intervallo 17.5-25 mg 100 g-1, l’(-) – α-bisabololo nell’intervallo 25,1-677 mg 100 g-1, e l’ascorbile tetraisopalmitato 140,6-291,5 100 g-1 per. L’analisi proposta è sensibile e versatile, e può essere utilizzata per la quantificazione delle composizioni lipofile.
Chromatographia (2016), Ahead of Print.
di C. Lacapra e S.Rum
CPRS e profilo tossicologici
La stesura di un buon CPRS dipende dalla qualità e completezza dei dati tossicologici delle materie prime. Fondamentale è avere il valore di esposizione alle sostanze (SED) per determinare la quantità di ciascuna sostanza che entra in contatto con la cute, i denti e la mucosa della cavità orale, nelle condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili. Ricordiamo inoltre che: NOAEL – N(o) O(bserved) A(dverse) E(ffect) L(evel) è il più alto livello di dose (esposizione) in cui si osserva assenza di effetti e il LOAEL – L(owest) O(bserved) A(dverse) E(ffect) L(evel) è il più basso livello di dose (esposizione) in cui si osserva un effetto. Se utilizzata per il calcolo del MoS si applica un ulteriore fattore di sicurezza pari a 3 [SCCS/1501/12] NOAEL e LOAEL si esprimono generalmente come mg/kg peso corporeo/giorno MoS = NOAEL / SED. Un prerequisito per un’appropriata valutazione dei rischi è la disponibilità di dati adeguati e da fonti attendibili che sono: http://chem.sis.nlm.nih.gov/chemidplus/chemidlite.jsp; http://chem.sis.nlm.nih.gov/chemidplus; http://www.cor-safety.org IPCS; http://www.inchem.org/pages/jecfa.html; http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed; http://toxnet.nlm.nih.gov; http://www.efsa.europa.eu; http://www.nicnas.gov.au; http://www.epa.gov; http://www.epa.gov/iris/index.html; http://esis.jrc.ec.europa.eu/
Skin Summer School 2016- Pavia
Si è tenuta presso il Polo Tecnologico di Pavia la”Skin Summer School” organizzata dal Master in Scienze Cosmetologiche dell Università di Pavia, sponsorizzata da Agenov, Alfa Test, Eurofins e PCP e promossa da SICC e Cosmetica Italia.
Tre giorni di full immersion focalizzato su argomenti strettamente legati al mondo della cosmesi. Dagli ingredienti al packaging, dalla parte regolatoria alla ricerca e tests. Il seminario era rigorosamente in inglese. Tra i vari relatori di spicco, erano presenti la dott.ssa Gribaldo di ECVAM, il dott. Renner di Cosmetic Europe in Bruxelles, la dott. ssa Rosado dell Università di Lisbona, il dott. Landa di TRI Pricenton USA., dott.Dayan LLC USA., dott. Carapella del Ministero della Salute.
Proprietà reologiche di un esopolisaccaride prodotto dallo Pseudomonas stutzeri

Nel presente lavoro sono state studiate le proprietà funzionali di un innovativo esopolisaccaride (EPS22) prodotto dallo Pseudomonas stutzeri AS22, esibente comportamenti predominanti non newtoniani, e caratterizzato da buona stabilità al pH, supportato dall’aggiunta di sali bivalenti e cicli di riscaldamento e raffreddamento consecutivi. Per quanto riguarda la sua attività emulsionante, la EPS22 mostra eccellente capacità stabilizzante delle emulsioni, ed è risultato capace di emulsionare diversi oli di grado alimentare e composti idrofobici, in particolare olio di oliva ed esano, rispettivamente, con indici di emulsione del 100%, a una concentrazione ottimale dello 0,6%. Sottoposto a temperature nel range 20-100°C, e a variazioni di pH tra 4.0 e 10.0, manteneva la sua piena attività emulsionante. Le proprietà funzionali descritte rendono questo esopolisaccaride un buon candidato per l’uso come addensante e agente emulsionante per la formulazione di emulsioni a lungo termine per alimenti, prodotti farmaceutici e cosmetici, così come per il biotrattamento di inquinanti ambientali.
Food Hydrocolloids– Volume 52, January 2016, Pages 634–647
di Chiara Lacapra e Silvia Rum








