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Ilaria Borgna

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Le mille sfumature del servizio

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Manuela Truppi
Manuela Truppi

Fashion e qualità, sicurezza per la pelle e per l’ambiente ma anche risposte e coinvolgimento è ciò che oggi il consumatore cerca nei prodotti e soprattutto nel rapporto con le marche e con i canali distributivi. Nel mercato italiano dei prodotti per le mani, gli smalti per unghie vendono per un valore di poco inferiore ai 127 milioni di euro nel 2014, secondo quanto riportato da Cosmetica Italia, e detengono oltre il 54% delle vendite di questa categoria di prodotti, che arriva a sfiorare il 70% e quasi 170 milioni di euro se si considerano anche i solventi. Il canale di riferimento è costituito dalla grande distribuzione, con il 67% del mercato, seguita dalla profumeria, che ha una quota del 18,5% delle vendite, e dalla farmacia, terzo canale con il 14,7%. Dopo il boom del biennio 2010/2011, gli anni della crisi hanno visto una contrazione di questo mercato, che per il 2014 Cosmetica Italia quantifica nel -3%. Di tendenze e di sfide per agganciare un consumatore sempre a caccia di novità frizzanti ma attento alla qualità parliamo con Manuela Truppi, che in Mavala, dal 2008, è responsabile della formazione nonché della gestione della promozione in store, per questa casa svizzera che si rivolge al canale selettivo e alla farmacia.

Quali tendenze stanno guidando lo sviluppo delle vostre linee? Ci sono esigenze specifiche nel mercato italiano rispetto a quello europeo?
Il mercato italiano del make-up delle unghie si sta muovendo sempre più verso un ampliamento della gamma di proposte per il permanente ed effetto gel. Mavala ha sempre offerto soluzioni a favore del trucco tradizionale, rispettoso del benessere dell’unghia se non protettivo. Uno dei nostri prodotti storici, Bouclier de l’Ongle, nasce proprio anche per rimediare ai danni delle prime applicazioni di smalti permanenti, troppo aggressivi per le unghie. Le nostre proposte su questo trend offrono le caratteristiche più apprezzate di questo tipo di trucco: lunga durata e tenuta del colore, accessori che donano l’aspetto dell’applicazione gel – quindi più spessa e consistente, sempre lucida, come nel caso del nuovo Top coat Gel Finish. In generale, notiamo anche una sempre più esplicita sensibilità alle tematiche degli ingredienti, sempre selezionati con cura, anche dal punto di vista ambientale. A settembre abbiamo proposto il nuovo Solvente Crystal, il primo delicato per l’unghia e il contorno, ma anche per la natura grazie a un INCI facilmente biodegradabile.

Come state affrontando il mercato della profumeria e della farmacia nella presente congiuntura? Costruite una comunicazione e/o un approccio differenziato per questi due canali commerciali in Italia?
Il settore profumeria, sia come punto vendita specializzato che come reparto delle farmacie, soffre sicuramente e decisamente questa crisi. La nostra politica prevede un approccio comunque uniforme per entrambi i canali, con iniziative parallele e attività promozionali che si rivolgono principalmente al consumatore.

GAMMA ROSSETTI COLOURSforLOVECome dovrebbe reinventarsi il canale profumeria per superare questa fase di flessione?
La profumeria dovrebbe fare un passo indietro: nei periodi di crisi, i tagli e i risparmi hanno coinvolto pesantemente gli investimenti sul personale, con l’evidente diminuzione di formazione, aggiornamenti e corsi. Questo tipo di strategia non solo non risolve e «difende» dalla crisi, anzi è estremamente controproducente: non investire sul personale di vendita produce criticità facilmente percepite dal consumatore, con evidenti conseguenze nel breve e medio termine per quanto riguarda la creazione di un rapporto di fiducia da parte del consumatore. A mio parere, la differenza vera e quindi la capacità di resistere nei periodi di crisi del settore si ottiene puntando sulla qualità del servizio e quindi sulla forza vendite. Il canale farmacia, al contrario, ha sempre più aumentato l’attenzione sulla scelta dei collaboratori, acquisendo competenze e fiducia sul settore cosmetico.

Ci sono canali diversi da farmacia e profumeria a cui guardate con interesse, in Italia e in Europa?
In altri paesi Mavala sta cominciando a rivolgersi a centri estetici e istituti di bellezza, ma non in Italia.

GAMMA SMALTI iMiniCosa significa oggi per Voi coltivare il rapporto con il consumatore, quali sono le strategie più efficaci per accompagnarlo nell’acquisto e per costruire la shopping experience?
Sicuramente stiamo implementando la strategia dei social network: i nostri canali – facebook, twitter, pinterest e youtube – sono sempre aggiornati sulle novità, quindi collezioni e prodotti, ma anche curiosità, spiegazioni, spunti e suggerimenti. L’attività non è solo un piano di comunicazione che si riflette in contenuti e pubblicazioni, ci impegniamo a fornire, anche tramite questi canali digital che ormai vanno sempre più sostituendosi ai classici canali di customer care, risposte e soluzioni a chi si rivolge a noi per segnalare esigenze, criticità o un consiglio su un acquisto. Componente fondamentale per la shopping experience rimane comunque la scelta di canali di vendita selezionati per competenza, sia profumerie che farmacie, che sono spesso location di incontri organizzati con la nostra clientela: le consulenti aziendali sono sempre disponibili per consigli e informazioni.

Mavala punta fra l’altro sul valore del Made in Switzerland: quali riscontri avete dai consumatori per questo specifico claim in un mercato sempre più globalizzato? Quali strategie per valorizzare la qualità svizzera in Europa?
Made in Switzerland significa da sempre, in Italia e nel mondo, qualità e affidabilità, attenzione al dettaglio. Qualsiasi marchio che possa vantare questa origine si pone sul mercato con una marcia in più, soprattutto di recente nel settore cosmetico, con una sempre maggiore ricerca d’informazioni, selezione degli ingredienti, conoscenze del panorama e comparazione con gli altri brand, da parte del consumatore finale. Per Mavala, si traduce in efficacia e mantenimento delle promesse, a prescindere da strategie puramente di marketing che riguarda il packaging, lo slogan, il nome…Siamo arrivati a un punto in cui addirittura determinati claims sono abusati, per catturare l’attenzione. La bandiera svizzera, la croce e il pantone del rosso che condivide con il nostro logo sono ormai praticamente imprescindibili e contengono tutti i valori di questo «made in».

 

TENDENZE: SALUTE DELLE UNGHIE E ATTENZIONE ALL’AMBIENTE
Per le consumatrici contagiate dalla febbre della manicure gel, Mavala propone Top Coat Gel Finish: una finitura brillante e duratura, che protegge l’unghia facendola respirare grazie a una resina speciale. Non più centro estetico e lampada UV, ma un’applicazione pratica a casa, che protegge e lucida lo smalto lasciando le unghie sane e forti e che si rimuove con un normale solvente. La salute dell’unghia è ancora al centro dell’attenzione nel lancio del solvente di nuova concezione Dissolvant Crystal, inodore e senza acetone, che rimuove lo smalto ma non irrita la pelle e le cuticole ed è adatto anche alle unghie più fragili. La formula è biodegradabile al 100% e anche il packaging è pensato per il rispetto dell’ambiente, per la confezione primaria totalmente in plastica riciclabile e priva di imballo secondario.

AMORI DI PRIMAVERA: INTRAMONTABILE ROSSO
Raccontare il rosso dell’amore in sei tonalità: è la primavera degli smalti ispirati al sentimento più bello. Rosso lacca o rosa bubblegum per quello che fa battere il cuore; caldo dal mattone al bordeaux per quello che ti scalda in famiglia o con il partner di una vita; fino all’innocenza maliziosa del frutto di bosco o del fuxia per una passione improvvisa e imperiosa. Un nome evocativo per intrigare e un formato mini da 5 ml, pratico e accessibile, per farsi acquistare. Il tutto in abbinamento con il best of dei lipstick dalle tonalità cult dei rossi Mavala.

 

di E.Perani

Meccanismo di protezione contro i raggi UVA dell’estratto di Aloe Vera

aloe veraL’invecchiamento precoce (fotoinvecchiamento) della pelle caratterizzato da rughe, una texture coriacea e pigmentazione a chiazze, è una conseguenza ben documentata dell’esposizione alla luce solare; inoltre la radiazione UVA è un importante fattore di rischio per il cancro umano, anche associato con l’induzione di infiammazione, immunosoppressione, fotoinvecchiamento e melanogenesi. È noto che diversi composti a base vegetale sono comunemente usati come fotoprotettori, contro gli effetti nocivi dei raggi UVA, ma i meccanismi coinvolti nel fotodanneggiamento non sono noti con precisione. In questo studio, sono stati studiati gli effetti dell’Aloe Vera sulla protezione nei confronti degli UVA. I risultati mostrano che l’Aloe Vera possiede la notevole capacità di ridurre sia in vitro sia in vivo il fotodanneggiamento, anche se non possiede proprietà anti-radicaliche. È interessante notare che la protezione conferita da questa pianta è associata al mantenimento dell’integrità della membrana, anche per gli organelli intracellulari; infatti, la maggiore stabilità lisosomiale porta a una diminuzione della morte cellulare. Questo studio spiega perché l’estratto di Aloe Vera è in grado di offrire protezione contro il fotodanneggiamento cellulare, e spiega quindi l’uso benefico di tale pianta in formulazioni dermoprotettive.
Photochemical & Photobiological Sciences – DOI:10.1039/C5PP00409H (2016)
di C. Lacapra e S. Rum

Filtri solari e produzione di vitamina D

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Sunscreen containers in a tropic ambiance on white background.
Sunscreen containers in a tropic ambiance on white background.

Un team di ricercatori in Germania e USA sostiene di aver scoperto un sistema per modificare gli ingredienti in un prodotto solare per permettere alla pelle di produrre vitamina D, meccanismo indotto dai raggi solari sulla pelle, e senza alterare il fattore di protezione solare. Il prodotto solare sperimentale chiamato Solare D è disponibile in Australia e sarà probabilmente negli Stati Uniti nel 2016. Ci sono vari ingredienti chimici che rendono il prodotto solare efficiente per assorbire le radiazioni UVB. Eliminando tali ingredienti e testando il fattore di protezione solare, i ricercatori hanno trovato che il solare D mantiene il medesimo SPF e permette una penetrazione del 50% in più di raggi solari (test in vitro)

Valutazione del bisogno di protezione dalle radiazioni IR nei prodotti solari

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女性と直射日光Molti filtri solari incorporano agenti definiti utili per proteggere dalle radiazioni IR la pelle, ma non sono disponibili dati reali sul loro beneficio, in riferimento al normale comportamento umano al sole. L’obiettivo di questo studio è stato quello di esaminare i livelli tipici di esposizione IR rispetto al sole e alle fonti industriali, al fine di stabilire se vi è la necessità, per i filtri solari, di contenere agenti in grado di proteggere dai raggi IR, in particolare la banda IR-A. Nel lavoro sono state esaminate le indicazioni fornite dai prodotti che offrono protezione contro le radiazioni IR, rispetto ai livelli di esposizione. È risultato che i livelli annui di esposizione risultanti dal comportamento tipico al sole, sono commisurati con quelli sperimentati professionalmente dai lavoratori esposti a sorgenti industriali di IR, come forni di acciaio e vetro. Eppure, questi lavoratori sembrano soffrire poco in termini di danni cronici cutanei. In conclusione non sono state, nel presente lavoro, rilevate prove convincenti per dimostrare che ci siano effetti cutanei deleteri osservabili a dosi normali di esposizione alle radiazioni IR solari, e per questo motivo sembra essere prematuro l’inserimento di una protezione specifica IR nei filtri solari per uso topico.
Photochemical &Photobiological Sciences – DOI:10.1039/C5PP00451A (2016)
di C. Lacapra e S. Rum

Parere sulla sicurezza dell’uso della deossiarbutina nei prodotti cosmetici

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DSCN4610Sebbene, sulla base dei dati scientifici a disposizione l’uso della deossiarbutina come tale può essere considerato sicuro per i consumatori nei prodotti cosmetici in concentrazioni fino al 3% in creme per il viso, i livelli di idrochione che ne scaturiscono sollevano preoccupazioni per la sicurezza di tali prodotti durante il ciclo di vita (per esempio le condizioni di conservazione). Pertanto, la conclusione generale del CSSC (Comitato Scientifico Sicurezza Consumatori) è che l’uso di deossiarbutina fino a 3% in creme per il viso non è considerato sicuro.
Regulatory Toxicology and Pharmacology (2016), 74, 77-78
di C.Lacapra e S.Rum

Composizioni cosmetiche e dermatologiche contenenti acidi dicarbossilici insaturi

shutterstock_113936206L’ingrediente trattato nel presente lavoro si riferisce a una miscela di acidi dicarbossilici insaturi comprendenti gli isomeri Z ed E di almeno un acido mono-insaturo dicarbossilico C12- C24, con concentrazione dell’isomero di almeno il 25% in peso sulla base del peso totale dei due isomeri Z ed E. L’ingrediente può essere incorporato in un prodotto cosmetico, in particolare uno schiarente cutaneo, migliorando la chiarezza e l’unificazione del colorito. L’effetto di queste sostanze sulla pelle viene identificato come una diminuzione della pigmentazione, accompagnata da un tasso di alterazione dell’invecchiamento cutaneo, e un miglioramento della funzione barriera della pelle. Nello studio sono state messe a punto formulazioni galeniche che utilizzano, quindi, acidi dicarbossilici insaturi per la produzione di crema da giorno (4%), shampoo anti-forfora (1- 4%) e prodotti anti-ancne (1- 4%).
Fr. Demande (2016), FR 3024037 A1 20160129
di C. Lacapra e S.Rum

Cosmetici bifasici contenti enzimi

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29049Il presente studio riguarda una formulazione bifasica contenente composti aromatici e comprendente enzimi; in particolare un sistema bi-fasico per applicazione cutanea comprendente una fase liquida idrofoba e un fase liquida idrofila. Una o entrambe le fasi possono comprendere principi attivi utili per applicazioni cosmetiche e, quando il composto viene agitato, si ottiene una miscela temporanea delle due fasi contenente globuli di una delle fasi sospesi nell’altra. Così, la fase idrofoba viene creata aggiungendo 1-10 g di un estratto di alghe in trigliceridi caprico/caprilico con 90-99 g di squalano; la fase acquosa, invece, viene formata aggiungendo da 0,1 a 0,4 g di gomma sclerotium in 75 ml di acqua calda (80 °C) e omogeneizzata per ottenere una soluzione uniforme; la soluzione viene poi raffreddata a 50 °C e 3 mL di Lactobacillus fermentato filtrato viene aggiunto in sequenza, seguito da una soluzione tamponata di poli ε-lisina. Infine, viene regolato il pH per l’ottenimento di un valore compreso tra 6.5 e 7.
From PCT Int. Appl. (2015), WO 2015175333 A1 20151119
di C.Lacapra e S.Rum

Dermatite allergica al viso: methylchloroisothiazolinone e metilisotiazolinone

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Negli utimi anni è stato rilevato un aumento nella dermatite allergica da contatto in seguito a esposizione a methylchloroisothiazolinone (MCI) Methylisothiazolinone (MI). Il lavoro ha previsto lo studio tramite patch tests, di 80 pazienti con dermatite al viso, nel periodo tra gennaio 2012 e marzo 2014. Tutti i pazienti erano di sesso femminile e l’età media era di 53,8 anni. Le fonti degli allergeni in esame erano prodotti cosmetici e prodotti per la cura della pelle. Nel lavoro vengono riportate le % di risposta, e viene valutata l’incidenza delle reazioni da contatto per il MCI e il MI.
Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology- Volume30- Issue1; Pages60-62 (2016)
di C.Lacapra e S.Rum

FDA Taiwan vieta l’utilizzo di estrogeni in cosmetica

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Due mesi fa la Taiwan FDA ha vietato l’utilizzo di specifici estrogeni nei prodotti cosmetici sia importati che prodotti localmente. Gli attuali prodotti presenti sul mercato possono essere venduti entro e non oltre il 1 maggio 2016. Gli ormoni in oggetto del divieto sono i seguenti: estradiolo, estroni e etinilestradiolo. L’Unione Europea, Canada e i paesi membri dell’Association of Southeast Asian Nations (ASEAN) hanno già vietato l’uso di questi tre ingredienti chimici nella cosmesi, mentre il Giappone li ha inclusi nelle liste di controllo, per cui la produzione e l’importazione di tali ingredienti e di prodotti che li contengono non sono consentite senza autorizzazione.

Emulsioni contenenti saccarosio come «agente di ponderazione»

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L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’uso del saccarosio come «agente di ponderazione» in emulsioni W/O/W; infatti il posizionamento del saccarosio nella fase acquosa interna potrebbe aumentare il diametro della gocciolina di olio. Nello studio è stata utilizzata una soluzione di saccarosio al 60% in peso, con o senza gelatina come fase acquosa interna (W). Orange oil terpenes (OT) e Miglyol 812 (MCT) sono stati confrontati come fase oleosa (O). Diverse concentrazioni di poliglicerolo poliricinoleato (PGPR) sono statievalutate come emulsionante lipofilo, mentre Gomma arabica (GA), amido modificato (MS), e / o Tween 20 sono stati valutati come emulsionanti idrofili. Nello studio sono misurate la media dei diametri delle gocce (MDD) e l’efficienza di incapsulamento (EE). I risultati hanno dimostrato le potenzialità e le sfide nella creazione di emulsioni che utilizzano il saccarosio come «agente di ponderazione naturale».
Flavour and Fragrance Journal- Volume31- Issue1; Pages51-56 (2016)
di C. Lacapra e S. Rum

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...