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Ilaria Borgna

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Agente antimicrobico per formulazioni cosmetiche

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DSCN4610Nel presente lavoro è descritto un agente antimicrobico che comprende derivati del tetraidrossibenzene selettivi, con spettro di efficacia contro i microrganismi cosmeticamente rilevanti, e formulazioni cosmetiche comprendenti aliquote dello stesso anche in combinazione con altri agenti per la cura della cute o del capello. In termini di «costi effettivi», composto utilizzabile in preparazioni cosmetiche o dermofarmaceutiche, per applicazioni esterne, è previsto che sia efficace contro il cattivo odore, nel controllo dei brufoli, nel campo dell’igiene orale e preferibilmente attivo contro il Malassezia furfur; ottenuto sinteticamente/in modo semi-sintetico o da fonti vegetali rinnovabili di ribes Embelia.
Indian Pat. Appl. – 39pp.-Patent 2014 -CODEN:INXXBQ- Patent N° IN 2012CH03626

di C. Lacapra e S. Rum

Certificazione RSPO Mass Balance

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A Seppic è stata assegnata la certificazione Mass Balance supply chain per il suo principale sito produttivo di Castres (Francia). Questa certificazione di conformità allo standard RSPO (Round Table on Sustainable Palm Oil) permette all’azienda di fornire ai propri clienti ingredienti ecologicamente responsabili. Fornitore di emulsionanti glucolipidici (composti da zuccheri e sostanze e grasse), Seppic sceglie di utilizzare diverse materie prime di origine vegetale per questa tecnologia (palma, colza, ricino ecc.). Si ottiene così una gamma di emulsionanti che offrono una varietà di texture e di esperienze sensoriali. L’olio di palma, grazie alla sua elevata resa di produzione per ettaro, è una delle attuali materie prime pregiate della chimica verde.
Membro della RSPO dal 2010, Seppic si è impegnata a utilizzare olio di palma sostenibile. Con la certificazione Mass Balance del suo principale sito produttivo di glucolipidi, Seppic sta facendo la sua parte per promuovere la produzione di olio di palma che protegge l’ecosistema. Tutti i derivati dell’olio di palma utilizzati per la produzione di principi attivi Seppic sono infatti coperti dalla certificazione RSPO Book & Claim.

di Benedetta Briasco

Mascara in gel volumizzante, composto da una miscela ricca in cere e ossido di ferro

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itf142070In questo lavoro sono descritte realizzazioni inventive riferite a mascara in gel volumizzante. Il mascara generalmente è composto da acqua in concentrazione di almeno circa il 45% in peso, etilendiamminatetraacetato disodico, Polisorbato 20, ossido di ferro nero, uno o più cere scelte da un gruppo consistente di cere d’api, cera carnauba (Copernicia Cerifera), paraffina in concentrazione 15-20% in peso; e uno strato sintetico di siliconi, insolubile in acqua, in una concentrazione efficace per formare una dispersione colloidale con l’acqua stessa.
PCT Int. Appl. (2015), WO 2015026721 A1 20150226

di C. Lacapra e S. Rum

Pilot Italia: un’esperienza per raccontarsi, un’occasione per conoscersi

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PilotAzienda di riferimento nel settore delle etichette autoadesive, da oltre trent’anni Pilot Italia è presente nel modo dei motori e sostiene due piloti ed amici: Marco Spinelli e Ivan Capelli. Dalle categorie dilettantistiche fino alla Formula 1, molte sono state le soddisfazioni, fino al Monza Rally Show di novembre 2014, una nuova occasione per vivere insieme le emozioni adrenaliniche delle macchine da corsa. Nel 2015 Pilot Italia vuole comunicare i suoi valori a EXPO e IPACK IMA, e sceglie di farlo condividendo la passione per il motorsport proponendo un’esperienza su una macchina Nascar. Nascar è la specialità motoristica più popolare al mondo. Le gare su circuito ovale sono occasioni davvero spettacolari, con duelli al cardio palma, sportello contro sportello. L’avventura Champions Race di Pilot Italia, prevede l’equipaggiamento della macchina Nascar con un sedile di destra per chi preferisce farsi guidare dalle mani esperte di Ivan Capelli o di Marco Spinelli, ma, per chi se la sente, c’è la possibilità di sedere al posto di guida con tuta e casco (sempre affiancato dai piloti) per mettersi in gioco fino in fondo.

di D.J.Brodzik

Packaging e-commerce: i 4 trend del 2015

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BB2_FigQuesto rinnovato strumento commerciale sta offrendo alcune interessanti opportunità nel mercato del packaging secondario per la spedizione del prodotto. Sempre più aziende stanno elevando la loro attenzione a questo primissimo elemento di contatto con il cliente. Un interessante articolo di Maria Haggerty, fondatrice e Amministratore Delegato della Dotcom Distribution, ci riporta i 4 trend chiave del 2015 nella costruzione del packaging per la spedizione da e-commerce. Innanzitutto packaging di marca (il pack diviene un prodotto se stesso) come per esempio Birchbox, per non sminuire il prodotto nella fase propositiva. Inoltre, deve contenere elementi di personalizzazione ed deve essere chiaramente a basso impatto ambientale. Infine, deve essere economico e occupare poco spazio. Elementi che parrebbero scontati, ma che in realtà semplici non sono da far convivere tutti in un pack da spedizione. Quindi un ottimo esercizio di packaging engineering di scopo.

di D.J.Brodzik

Il lato nobile del cartoncino

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MKTG INDMktg Industry, giovane realtà nella filiera del packaging cosmetico, lancerà al Cosmoprof/Cosmopack 2015 una serie di packagings e decorazioni ispirati alle ultime tendenze cosmetiche e make-up. Avranno ampio spazio in particolare la nuova Linea PBB: Petite Boîte à Beauté, dei compact cases e delle palettes standard in cartone interamente Made in Italy, così come la nuova Linea Allumée, Astucci cosmetici standard e custom, espositori, labels & sleeves. Il progetto di riposizionamento del cartone è ambizioso e presenta dei solidi fondamenti strategici per poter avere successo. Sostenibilità, elevata possibilità di personalizzazione, costi contenuti, leggerezza, ampie possibilità decorative e di finiture superficiali, ne fanno un materiale molto flessibile i cui limiti di impiego sono superati grazie all’apporto delle nuove tecnologie. Lo sviluppo del canale e-commerce costituisce inoltre un sicuro stimolo all’impiego del cartone sia come packaging secondario che per la spedizione del prodotto acquistato online. Si aprono quindi nuove sfide possibili anche nel segmento premium, tipicamente più chiuso verso questo materiale.

di M. Piacentini

Un nuovo antimicrobico sostenibile

Carlo SessaIsca UK Ltd ha cercato una soluzione per permettere ai clienti di acquistare prodotti che allo stesso tempo non siano conservanti chimici – elencati nell’allegato VI della direttiva sui biocidi – e abbiano proprietà antimicrobiche intrinseche. Il risultato di questa ricerca è Iscaguard SAP, un conservante naturale al 100% che contiene ingredienti certificati Ecocert: si tratta di una miscela sinergica di Propandiolo ed estratto di Salice Bianco (Salix Alba). Il Propandiolo prodotto con risorse rinnovabili, è realizzato con un processo unico più sostenibile. Iscaguard SAP è arricchito con aminoacidi L (+), sostanze con notevoli effetti antimicrobici. È basato su composti presenti in natura che hanno proprietà antimicrobiche naturali, presenta elevata purezza, mancanza di irritazione cutanea o sensibilizzazione ed elevata capacità umettante. I livelli tipici di utilizzo vanno dal 0,125% al 1,0%, la Minima Concentrazione Inibitoria di Microorganismi è di 0.125% per batteri (es. Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli, Staphylococcus aureus) e di 0.5% per funghi, muffe e lieviti (es. Candida albicans, Aspergillus niger). Iscaguard SAP è distribuito in Italia da Carlo Sessa S.p.A.

 

di B. Briasco

Complessi di oli vegetali per restituire luminosità e vigore a pelle e capelli

Health spaQuando pelle e capelli richiedono un aiuto in più per tornare agli «antichi splendori», gli oli preziosi ricavati da alcuni frutti e fiori, come per esempio avocado o argan, possono senz’altro darci una mano. Provital Group ha saputo bilanciare le proprietà cosmetiche di diversi oli vegetali in tre linee per la cura di pelle e capelli. VITA combina le proprietà lenitive, riparatrici, idratanti, antiossidanti e antimicrobiche di macadamia, avocado, cocco, girasole, semi di lino, argan, monoi, quinoa. È ricca di acidi grassi insaturi, vitamine (A, B1, B2, C, D, E), minerali, acidi grassi essenziali (omega), tannini. Specifica per i capelli, MYSTIC con olio di monoi, argan, macadamia, mirra e palma, è un complesso ricco in acidi grassi, vitamina A, B1, B2, D ed E, minerali e omega 6, 7 e 9, oltre a squalene, coenzima q, tocoferoli e fitosteroli. Sensorial Touch risveglia i sensi grazie alla combinazione di olio di camomilla, monoï, acini d’uva, macadamia, cocco, semi di lino, rosa canina. È ricca in acidi grassi, vitamine, minerali, flavonoidi, tannini, acidi essenziali. Vita, Mystic e Sensorial Touch sono distribuite in Italia da Giusto Faravelli SpA.

di B. Briasco

Risorse genetiche: strategie di approccio alle autorità nazionali e alla filiera a valle

Frog in labIl Regolamento UE 511/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio sulle misure di conformità per gli utilizzatori risultanti dal protocollo di Nagoya relativo all’accesso alle risorse genetiche e alla giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione nell’Unione -Regulation on Access and Benefit Sharing o ABS- è lo strumento con cui l’Europa applica il Protocollo di Nagoya. Il Regolamento si applica trasversalmente a tutte le risorse genetiche su cui venga effettuata una ricerca, in particolare se collegata alla tradizione d’uso locale, richiedendo agli utilizzatori di documentare di aver assolto agli obblighi previsti dalle rispettive legislazioni nazionali dei paesi da cui proviene la risorsa, che su di essa hanno sovranità e diritto di stabilire le condizioni per l’accesso e la condivisione dei benefici che ne derivano (ABS).  Valerio Bombardelli, della Commissione Direttiva di Mapic rileva alcune criticità ed elementi da considerare per le aziende che debbano approcciare le autorità dei paesi che detengono risorse genetiche di interesse. «Nei paesi che hanno una legislazione che implementa il Protocollo di Nagoya, le disposizioni non sono sempre chiare. L’India, ad esempio pone una serie di condizioni per l’accesso alle proprie risorse genetiche indipendentemente dal fatto che l’utilizzo sia legato alla tradizione locale. La grossa difficoltà per le aziende che operano in questo campo è che ogni paese esprime a proprio modo la sovranità sulle proprie risorse genetiche, senza possibilità di uniformità».
Cosa e quanto condividere è materia di contrattazione con l’autorità nazionale, che autorizza l’accesso attraverso un PIC (Prior Iinformed Consent, consenso informato preventivo) sulla base di termini preconcordati in un MAT (Mutually Agreed Terms, condizioni reciprocamente concordate). «Il PIC e il MAT non sono immutabili, anzi, verranno nel tempo precisati -spiega Bombardelli, –anche perché non si possono stabilire a priori i risultati degli studi su una certa risorsa genetica, e quindi le conseguenti applicazioni e benefici economici. Non bisogna pensare che la condivisione debba essere limitata ai benefici finanziari, del tipo royalty sul prodotto finito, ma potrebbe essere anche relativa al potenziamento di conoscenze e know-how a livello locale, produzioni o parte della ricerca svolte con partner locali ecc. Sono tutti aspetti che entrano nel MAT concordato con il National Focal Point».

Criteri di valutazione
Non sempre è immediato comprendere in quali casi si rientri negli obblighi di Nagoya, considera Bombardelli, «il caso più semplice è quello di una pianta mai studiata: Nagoya si applica senza dubbio. Diverso è sviluppare e magari brevettare un nuovo uso per una risorsa nota: apparentemente gli obblighi non ci sono, anche se l’ultima parola potrebbe dirla la legislazione locale. Si tratta di verifiche da fare caso per caso. Alcune risorse, infine, possono essere presenti in paesi diversi, con diverse legislazioni nazionali sul Protocollo di Nagoya, molti in totale assenza di legislazione quindi di obblighi per l’utilizzatore: al momento non è possibile comprendere le conseguenze di questa disomogeneità. Un’area in cui ancora non c’è chiarezza, anche sull’applicazione del Regolamento ABS, è l’utilizzo delle collezioni, in quanto raccolta di campioni che hanno ottemperato a Nagoya, quindi dotati di PIC e MAT. La discussione è aperta su come utilizzare la collezione, infatti, se il campione è stato acquisito con una certa finalità e quella dell’azienda che lo intende utilizzare è diversa, con ogni probabilità l’azienda avrà la necessità di ricontattare le autorità locali per adempiere agli obblighi di Nagoya».
L’incertezza sul concetto stesso di ricerca rappresenta un problema concreto per le aziende. «In teoria, anche la semplice purificazione di un estratto può essere considerata ricerca -riflette l’esperto di Mapic, -perché porta ad ottenere un prodotto diverso da quello originario. In pratica, però, è necessario capire quanto il problema sia concreto. Ad esempio, nel momento in cui un ingrediente non abbia una visibilità reale può esserci la tentazione di non fare nulla». Emblematico su questo aspetto che la legislazione indiana abbia rilasciato dal 2002, anno di implementazione della normativa nazionale, un numero di PIC e MAT esiguo se confrontato all’accesso piuttosto rilevante al materiale genetico di questo paese da parte delle aziende nei vari settori. Quali valutazioni strategiche nell’approcciare le autorità locali? «In linea di principio, l’approccio migliore è su progetti nuovi che abbiano prospettive di business, impostando una cooperazione con le autorità per svilupparli -risponde Bombardelli. –Su ricerche già in corso, invece, soprattutto se c’è la possibilità di ricadere in una attività di sola produzione che escluda gli obblighi di Nagoya, l’approccio alle autorità dovrà essere cauto, perché a livello delle nazioni che hanno sviluppato una legislazione a protezione dell’utilizzo delle risorse genetiche, come India, Brasile e Sudafrica, le sanzioni possono essere pesanti».
Rassicurare la propria filiera a valle rispetto all’accusa di biopirateria, in questa fase, è un aspetto da non sottovalutare. «È necessario essere chiari sul fatto che il campo di applicazione di Nagoya è limitato alle attività di ricerca: nel momento in cui la ricerca sia stata realizzata si parla di produzione, che non ricade in queste prescrizioni -sottolinea Bombardelli.-Soprattutto, è l’approccio generale che deve essere sostenibile, un impegno che ha ritorni importanti in primo luogo per l’azienda: intrattenere un rapporto di cooperazione e di partnership con le popolazioni locali e con le autorità significa assicurarsi una filiera di approvvigionamento consolidata e continua. È questo ciò che rassicura i propri clienti e, infine, anche i consumatori circa la sostenibilità dell’approccio aziendale. Un approccio di cooperazione deve sempre esserci, anche in un ambito in cui l’azienda non abbia obblighi normativi ai sensi di Nagoya. Nei casi di incertezza, peraltro, permette all’azienda di avere un buon dialogo con le autorità senza necessariamente esporla a obblighi normativi di cui non conosce l’esatta portata».

di E. Perani

Tensioattivo a base aminoacidica SLES-free

Prodotti GianniAMILITE ACS-12 è un tensioattivo anionico non etossilato delicato, derivato da L-alanina e acidi grassi del cocco (INCI: Sodium Cocoyl Alaninate) è un prodotto adatto per la formulazione di shampoo per capelli, che presenta una buona capacità condizionante grazie alla presenza di un polimero cationico, in grado di conferire una piacevole sensazione di idratazione dopo l’asciugatura. Questo prodotto ha un ottimo potere schiumogeno: la schiuma è cremosa e resistente in ambiente debolmente acido o neutro, anche in presenza di sostanze oleose o di acque dure. AMILITE ACS-12 è un prodotto di Ajinomoto Omnichem, distribuito in Italia da Prodotti Gianni S.r.l.

di B. Briasco

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...