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Ilaria Borgna

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Halal e Haram

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Nella lavorazione dei prodotti cosmetici, le sostanze o materie prime derivate da fonti animali possono portare a dei problemi. Un prodotto Halal munito di certificato significa che non è stato utilizzato nessun alcool o sostanza Haram

Il concetto Halal nell’ Islam significa preservare la purezza di religione e la vita, salvaguardare la mentalità islamica, la proprietà e le generazioni future e mantenere l’amore proprio e l’integrità.

Opposto ad Halal è Haram che vuole dire proibito o illegale. I giuristi nella luce del Corano e della Sunnah del Profeta Mohammad hanno categoricamente elencato come Haram: maiale, sangue, animali carnivori, quasi tutti i rettili e insetti, i corpi di animali morti (carcasse), animali Halal che non sono macellati secondo la Legge islamica e il vino. Questi elementi e ogni cosa ritenuta Haram, dovrebbero essere evitati da tutti gli islamici. Tuttavia, ci si può imbattere nel dubbio o nel sospetto, Mashbuh, che non sia proprio così. Di fronte al dubbio: Halal o Haram? Dovremmo evitare di consumare o di usare il prodotto. Sono considerati Mashbuh la gelatina (è Halal se la sua fonte è Halal), enzimi (gli enzimi microbici sono Halal), gli emulsionanti e glicerolo/glicerina. Pertanto nella lavorazione dei prodotti cosmetici, oggi non possiamo eludere il problema degli ingredienti che originano da animali e delle fonti Haram.

Non poteva non essere coinvolta nelle leggi islamiche la cosmetica, che può essere definita come una serie di prodotti per il corpo umano per pulire, abbellire, promuoverne l’avvenenza, o modificarne l’aspetto senza per altro alterare il corpo dentro e fuori. Nei prodotti cosmetici, le sostanze o materie prime derivati da fonti animali possono portare a dei problemi, è l’esempio del collagene e della gelatina, usati nelle preparazioni cosmetiche. Le fonti principali sono la pelle e le ossa di animali. La produzione derivata dalle pelli comporta fondamentalmente un processo di estrazione di molti stages a elevate temperature, la filtrazione e la concentrazione in un evaporatore ad aspirazione. Un altro ingrediente è l’alcool. Prodotti alcol-free sono prodotti che fondamentalmente non contengono alcol etilico, ma possono contenere altri alcoli come cetyl, stearyl, cetearyl o lanolina che sono noti come alcoli grassi. Se l’alcol etilico è aggiunto a un prodotto di solito è denaturato prima, di modo che l’alcol etilico nel cosmetico sia illegalmente usato come una bibita alcolica.

Kosher e cosmetica

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Da qualche anno, questo marchio è richiesto anche per i prodotti cosmetici. L’elenco dei prodotti Kosher è in continua evoluzione e crescita con una ricaduta sul mercato che va tenuta in giusta considerazione

Kosher o Kasher in ebraico significa “adatto”, è un termine generalmente impiegato per definire cibi preparati in conformità con le particolari regole alimentari ebraiche.

La cosmetica viene definita come una serie di prodotti per pulire, abbellire, promuovere l’avvenenza del corpo umano, o modificarne l’aspetto, senza però alterarlo all’esterno e all’interno non poteva non essere coinvolta nelle leggi ebraiche. La Torah proibisce di mangiare cibi non Kosher e secondo il “minhag haolam”(costume nel mondo) vanno inclusi in questa categoria anche i cosmetici non-kosher applicati sulla pelle, perché, per esempio, si possono applicare sulle labbra ingredienti non-kosher che inavvertitamente sono ingeriti, seppur in tracce, quando si mescolano con il cibo, ma queste tracce di rossetto sono batel b’shishim (nullificate se nella proporzione di 1:60 o meno). Se non vi è alcuna intenzione di ingoiare un prodotto non alimentare (es. dentifricio, collutorio), non ci si deve preoccupare degli ingredienti, se un prodotto però viene ingerito intenzionalmente (es. spray per rinfrescare l’alito), il prodotto richiede la certificazione kosher. Secondo il Pesach (Pasqua ebraica), non si può consumare, possedere o trarre beneficio da elementi che contengono derivati del grano, orzo, farro, avena e segale, compresi profumi e altri prodotti contenenti alcool etilico. Secondo l’halacha (leggi ebraiche), se un make-up è inadatto all’uso umano e animale, può essere utilizzato nel Pesach anche se contiene ingredienti chometz (lievito). Tuttavia, molti sono severi ed evitano di usare creme, lozioni e liquidi che contengono chometz. Ciò è particolarmente vero per il rossetto che si può inavvertitamente ingoiare.  Nel Shabbat (7° giorno) e nello Yom Tov (giorno benefico) l’uso dei cosmetici è regolato da leggi:
– Tzovaya: nel Shabbos (il giorno di riposo) non si può colorare, pertanto, non si può applicare il trucco, nemmeno il rossetto, anche se applicati con un dito, o con uno speciale spazzolare, men che meno mescolare i colori.             

– Schita/Libbun: non si può spruzzare o usare un panno bagnato nel Shabbos, perciò l’uso di un panno umido, di una spugna per la pulizia, di un toner o altri liquidi su un batuffolo di cotone o aggiunta di acqua a un panno è vietato. Parimente usare un pennello per applicare il trucco liquido.

La pulizia della pelle del viso impone delle linee guida da rispettare: solidi, unguenti, sapone non si possono spalmare, né usare un deodorante in stick, o un dentifricio. Fluidi viscosi, come oli e sapone per le mani sono vietati. Fluidi a bassa viscosità, il deodorante liquido in roll-on o spray non sono soggetti a tale divieto. Diluizione dense sono utilizzate se in questa formulazione: 2/3 sapone-1/3 di acqua.

– Tochain: non si può macinare nel Shabbos, per cui il parere di alcuni è che non si può rompere il fard, né prendere della polvere.
– Refuah: chi ha un disagio non può utilizzare un rimedio, anche se per uso esterno. Esempio, chi ha labbra screpolate non può applicare un olio medicinale.

– Melachos: fare delle aggiunte è vietato, esempio l’applicazione di profumo ai vestiti.
Per questa tradizione il trucco e i cosmetici sono applicati prima che inizi il Shabbos. Pertanto si usano prodotti long lasting, come il rossetto che dura 24 ore.    

CosMerit Awards di SICC

SiCC (office@sicc.it) istituisce un riconoscimento annuale per le aziende della filiera cosmetica che hanno nella loro mission il miglioramento continuativo, che denomina “CosMerit Awards”, basato su un processo a 2 livelli: l’Entry level valuta l’eleggibilità alla fase successiva attraverso una revisione critica di scritte, etichette e leaflet dal punto di vista della rispondenza agli obblighi di Legge e della conformità allo spirito delle stesse Leggi; gli Awards level valutano la conformità e completezza della documentazione tecnica alle Leggi e Normative vigenti, livello di coerenza fra documentazione tecnica e performance vantate, livello di evidenza che la documentazione proposta garantisce alla sostenibilità, trasparenza e fruibilità della comunicazione. Le scritte sul packaging primario e secondario, le etichette e i leaflet riportano informazioni obbligatorie e di fantasia: quelle obbligatorie sono soggette alle diverse legislazioni che regolano il settore; quelle aleatorie non devono essere ingannevoli. Comunicare i veri valori delle linee di prodotti in modo comprensibile e usufruibile da parte degli utenti può rappresentare un potente valore concorrenziale, soprattutto se validato e promosso da enti senza scopo di lucro e interessati unicamente al progresso della Scienza Cosmetica, ai suoi valori etici e alla salvaguardia dell’ambiente. Fra questi la SICC, ente promotore, Acquisti&Sostenibilità e PLEF, organizzazioni costituenti dei “CosMerit Awards”.

Dermocosmetologia

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Dall’inestetismo al trattamento cosmetico

Andrea Bovero

Ediz. Tecniche Nuove

Le nuove scienze dermocosmetiche rappresentano un interessante punto d’incontro tra la dermatologia e la cosmetologia e operano in uno scenario ampliato in cui la conoscenza degli aspetti anatomo-funzionali della pelle risulta fondamentale per comprendere il meccanismo d’azione dei cosmetici. Partendo dall’analisi dettagliata della cute, il testo “Dermocosmetologia” riunisce i fondamenti della dermocosmetologia per arrivare a una descrizione sistematica delle sostanze funzionali dedicate al trattamento degli inestetismi. Il libro si propone di: esaminare l’anatomia, la fisiologia e le funzioni della pelle; analizzare i principali inestetismi; fornire ai lettori gli elementi necessari sia per conoscere i prodotti cosmetici e strutturare in modo efficace il consiglio dermocosmetico, sia per proporre trattamenti mirati. Il volume è arricchito da un estratto delle tabelle INCI, utile agli operatori per leggere più agevolmente le etichette dei prodotti cosmetici. Le illustrazioni, a colori e in bianco e nero, consentono di visualizzare l’anatomia della cute e dei suoi annessi. L’indice analitico è un ulteriore ausilio alla consultazione.

Natura e sostenibilità: ben più che una tendenza

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Mauro Bleve.

Dopo la laurea in Chimica e Tecnologie farmaceutiche presso l’Università di Bari, Mauro Bleve, classe 1979, lavora come ricercatore, studiando l’estrazione di principi da matrici vegetali con CO2 supercritica nell’ambito di due progetti di ricerca pre-competitiva gestiti, in collaborazione, da Pierre srl, dall’Università di Lecce e dal CNR-ISPA. Proprio in Pierre inizia a lavorare nella cosmetica, come chimico fomulatore nel laboratorio R&D, parallelamente ad altre collaborazioni come formatore. Tra il 2008 e il 2010 collabora, ancora come responsabile R&D, con Dermelle e con Lio Farmaceutici per poi passare in Oriflame Cosmetics trasferendosi a Bray, presso Dublino, sede dei laboratori di ricerca e sviluppo, dove oggi è Senior Formulation Chemist nell’area skin care.

Lo sguardo innovativo

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Produrre innovazione significa avere occhi attenti alle tendenze dei diversi mercati per anticipare desideri e aspettative del consumatore e per le novità dal mondo delle materie prime e del packaging, senza perdere di vista la qualità del prodotto e del servizio post vendita

Marco Oliva.

Al reparto ricerca e sviluppo di una azienda multinazionale afferiscono diverse funzioni che devono essere opportunamente coordinate nel processo di sviluppo prodotto: da quelle legate alla messa a punto della formulazione allo sviluppo del packaging, da quelle di regulatory fino al quality assurance. Parallelamente, nel dialogo quotidiano con l’area marketing, vengono valutate le tendenze del mercato per arrivare all’idea di prodotto. Dove va il mercato, cosa vuole il consumatore, come concretizzare i trend individuati in prodotti innovativi dalla voce di Marco Oliva, R&D Director di Manetti&Roberts dal 2007, dopo un’esperienza decennale di ricerca in Home & Personal care sviluppata in diversi gruppi internazionali quali Unilever, Johnson Wax, Bolton Manitoba.

Aggiornamenti cosmetici in 5 step

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Corso di Aggiornamento Professionale

Tecniche Nuove Spa

Erogazione:  Online

Durata in ore: 15

Destinatari: Farmacisti, Biologi, Biotecnologi, Chimici, Cosmetologi, CTF

Obiettivo formativo:

La Cosmetologia è una scienza d’assieme che si occupa sia della materie prime che dei processi della loro miscelazione per ottenere un prodotto cosmetico. Nel corso vengono affrontate in maniera approfondita cinque importanti tematiche che aiuteranno a comprendere argomenti di grande attualità del settore cosmetico.

Vantaggi:

Un viaggio nella cosmetologia per essere aggiornati e rispondere con professionalità alle richieste del mercato.

Un settore in salute

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L’edizione 2012 di Vivaness, il Salone Pilota della cosmesi naturale e del wellness, ha “fotografato” un mercato mondiale della cosmesi che si fa sempre più verde: gli esperti, infatti, stimano l’attuale volume del settore in 9 miliardi di dollari e pronosticano una crescita annua del 5% circa. Vivaness, che offre alla community della cosmesi naturale una piattaforma per lo scambio tra produttori di materie prime, trasformazione e commercio, rinnova il suo appuntamento dal 13 al 16 febbraio 2013 nei padiglioni della Fiera di Norimberga sempre in contemporanea con BioFach.

Nomina in casa L’Oréal

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Flavia Sampietro è il nuovo direttore generale della divisione prodotti grande pubblico di L’Oréal Italia, uno dei quattro segmenti operativi in cui si divide il business del colosso francese (gli altri sono prodotti professionali, prodotti di lusso e cosmesi attiva).

La manager avrà la responsabilità dei marchi L’Oréal Paris, Garnier, Maybelline NY, Franck Provost ed Essie. Astigiana, 39 anni, Flavia Sampietro ha conseguito una laurea breve in economia all’Università di Torino, specializzandosi poi a Parigi all’Institute Superieur de Gestion e negli Stati Uniti ad Harvard.

Orgoglio italiano

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Paglieri contrassegna tutte le proprie confezioni con il bollino “Made in Italy”, simbolo identificativo di un’azienda che realizza la totalità dei propri prodotti in Italia e utilizza soltanto materie prime provenienti dal nostro paese, selezionate dopo rigorosi controlli.

Il “Made in Italy” impresso sui prodotti – da Felce Azzurra a Cleo, da Ritualia a Labrosan – vuole essere un forte segnale di riconoscimento da parte di una delle aziende più antiche del paese che, da oltre un secolo, accompagna le mode, gli usi e i costumi di generazioni di italiani prendendosi cura della loro bellezza e del loro benessere.

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...