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Ilaria Borgna

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Valutazione della sicurezza nel mondo degli ingredienti attivi

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Le lettere di avvertimento dell’FDA alle aziende cosmetiche evidenziano che i cosmetici vengono formulati con l’intento di modificare la struttura o la funzione della pelle umana. Storicamente, abbiamo considerato questo tipo di rivendicazioni come marketing estremo, nel tentativo di convincere i consumatori che un prodotto fornisce vantaggi reali e prolungati. Venticinque anni fa, l’industria aveva pochi strumenti per realizzare tali cambiamenti alla pelle. Gli ingredienti attivi sono stati tipicamente inclusi nei prodotti in quantità infinitesime, al fine di fare un claim in etichetta.

La sfida per i formulatori era, quindi, quella di sviluppare prodotti con estetica eccellente i cui effetti erano molto più brevi. Tali prodotti hanno soddisfatto veramente la definizione prevista per un «cosmetico».

La letteratura scientifica odierna mostrano che sono stati sviluppati innumerevoli ingredienti con l’intento di alterare la struttura e la funzione della pelle umana; pertanto anche i prodotti finiti hanno queste caratteristiche. Innovazione per l’industria cosmetica, ma al contempo, ciò solleva importanti domande in merito a come questi prodotti dovrebbero essere regolamentati, quali tipi di standard di sicurezza devono essere tenuti e come devono essere monitorati i reclami dei consumatori e le reazioni avverse.

Oggi, c’è un netto contrasto tra i requisiti tra cosmetici e veri farmaci. Un buon esempio è la protezione solare, che nel mercato cosmetico nordamericano è regolamentata come prodotto farmaceutico.

In concomitanza, nuovi protezioni solari attive sono stati classificate come nuovi farmaci, con la stessa sicurezza estesa, efficacia e controllo della qualità e la sorveglianza come farmaci. Questa classificazione richiede, inoltre, l’obbligo di segnalazione di reazioni avverse da reazioni gravi (ADR) alle autorità di regolamentazione e la pratica della farmacovigilanza, che prevede l’analisi dettagliata e la segnalazione di eventi avversi da farmaci.

di Giusy Chiricosta e Francesco Legrenzi

Voc nelle fragranze – aggiornamenti estate 2017

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Nell’annosa questione legata alla misurazione dei VOC a carattere generale e quindi anche al contributo legato alle fragranze un nuovo inventario aggiornato sulle emissioni legate a VOC, molto più accurato, è stato recentemente sviluppato da un team di ricercatori cinesi, per supplire alle grosse lacune legate a errori e incertezza di rilevazioni passate per l’imperfezione dei metodi di stima e della mancanza di dati base a cui fare riferimento.

Ogni volta che una fragranza si trova a oltrepassare particolari tipi di dogane, per esempio quella svizzera, senza fare il caso specifico del continente americano, quello più legato alla tematica dei VOC, la merce e i certificati d’analisi devono essere corredati da dichiarazioni dettagliate sul contenuto di VOC.

Con questo termine si indicano i Volatile Organic Compounds, riferendosi a ogni composto contenente almeno un atomo di carbonio, escludendo monossido di carbonio, diossido di carbonio, acido carbonico e carbonati.

Spesso è opportuno ricordare che oltre ai VOC legati alla fragranza, ci possono essere anche quelli legati ai solventi presenti nel prodotto, per esempio nel caso dei diffusori ambienti a bastoncino, dove oltre alla fragranza compresa in percentuali fra il 15% e il 25%, sono presenti solventi di diversa natura e con capacità di evaporazione diverse, partendo dai glicoli arrivando a prodotti di natura siliconica, come i Dowanol. Recentemente il CARB (California Air Resource Board) tramite la sua Enforcement DIvision ha deciso di variare la percentuale massima di solventi che possono essere utilizzati nei prodotti contenenti fragranze, con limitazioni diverse a seconda della tipologia di prodotto finito, distinguendo fra Antiperspirants/deodorants; APD Aerosol Products; Pump Spray air freshner liquid; Aerosol Air Freshner e Personal fragrance product, con quest’ultimo a intendere il normale eau de toilette utilizzato nell’igiene di tutti i giorni e prima delle serate mondane.

di L.Ilorini

BioBeauty: oltre 5.000 prodotti hanno scelto la certificazione NATRUE

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Cosmesi green in grande crescita, in linea con le nuove tendenze dei consumatori sempre più consapevoli e orientati a concetti salutistici e naturalistici, attenti all’eco-sostenibilità dei prodotti.

NATRUE annuncia un altro traguardo importante: oltre 5.000 prodotti in tutto il mondo hanno adottato il marchio NATRUE, 230 brand in 30 nazioni.

Sostenibilità, etica nelle formulazioni che sono spesso anche vegan, halal e fair trade, sono alcuni dei driver della crescita di un settore che negli ultimi anni, investendo significativamente in ricerca e sviluppo, ha perfezionato formulazioni e prestazioni ed è in grado oggi di offrire un’ampissima varietà di prodotti che va dalla cura del corpo, dei capelli fino al make-up e nail care.

Lo standard di certificazione NATRUE è nato per offrire ai consumatori la possibilità di riconoscere la vera cosmesi naturale e biologica. Sviluppato da un comitato scientifico indipendente, si distingue per un approccio molto restrittivo e rigoroso. NATRUE garantisce una quantità stabilita di sostanze naturali che aumenta al crescere del livello di certificazione. Tre i livelli di certificazione: Cosmetici naturali, Cosmetici naturali con componenti biologiche (percentuale biologica almeno al 70%) e Cosmetici biologici (percentuale biologica almeno il 95%). Inoltre, il processo di certificazione è svolto da organismi terzi e indipendenti che verificano la conformità dei prodotti allo standard.

Francesca Morgante

“Ritengo che tra gli elementi che stanno contribuendo alla diffusione del marchio NATRUE ci siano il carattere internazionale e soprattutto i nostri criteri molto rigorosi, una scelta di coerenza decisa per poter offrire ai consumatori un livello altissimo di naturalità. Ad esempio le aziende per ottenere l’utilizzo del marchio NATRUE devono disporre di almeno 8 prodotti su 10 certificabili. Con altri standard, dove questo non è richiesto, è possibile certificare solo 1 o 2 prodotti su una intera linea e fuorviare così la percezione del consumatore. Questa prassi ambigua con NATRUE non è possibile”, ha sottolineato Francesca Morgante, Label e Communication Manager NATRUE.

Rafforzamento italiano

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Gruppo IMAIl Gruppo IMA è un’importante realtà italiana, fondata nel 1961 a Ozzano dell’Emilia, specializzata nella progettazione e nella produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici e alimentari. Negli ultimi anni il gruppo si sta rafforzando, portando a termine diverse acquisizioni.

In estate il gruppo di Ozzano ha sottoscritto un accordo per l’acquisto del 60% delle azioni della società Eurosicma S.p.A., con sede a Segrate (MI), che produce e commercializza macchine automatiche e impianti per il confezionamento orizzontale in flowpack e fold per l’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica.

La S.p.A. milanese è una società storica del packaging italiano, fondata nel 1965: il gruppo ha messo sul piatto 26 milioni di euro per finalizzare l’operazione. «Con questa operazione Ima continua il percorso di valorizzazione di marchi leader di mercato rafforzando ulteriormente la propria presenza industriale in Italia» ha commentato il presidente del gruppo, Alberto Vacchi.

di A.Virgili

Profumi e attivi naturali: una stretta sinergia

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Sempre più spesso i prodotti sul mercato, soprattutto quelli presenti sugli scaffali della GDO, sono caratterizzati da packaging di grande effetto.

Gli attivi e gli ingredienti presenti nel prodotto finito in ambito personal care, soprattutto nel mondo del tricologico professionale, sono di diversa natura e vantano importantissime proprietà, che vanno da quella umettante, ristrutturante, emolliente fino ad arrivare alle virtù di lucentezza e di ringiovanimento della pelle e del cuoio capelluto; per esempio possono essere citati in tal senso il baobab, dalle innate proprietà idratanti; lo zenzero, energizzante, ma anche la salvia con le sue proprietà nutritive e il legno cedro con la sua componente emolliente.

Naturalmente, prodotti di questi tipo necessitano di un’adeguata profumazione spesso legata a un concetto analogo alle miscele di oli essenziali, quasi a fornire al consumatore la consapevolezza di aver scelto un prodotto tecnico con funzioni curative che gli permette di vivere un’esperienza per certi versi molto analoga anche a quella di un centro benessere tra i migliori di Italia.

Per rendere alcuni esempi di mercato vale la pena citare lo shampoo idratante Free You Mane vendutissimo nel mercato inglese e attraverso i canali di vendita online, caratterizzato dall’estratto di baobab con una nota verde marina decisamente marcata, unita a una componente aromatica e legnosa molto interessante. Un altro prodotto di successo è della linea di prodotti ad alta performance di Paul Mitchell con la sua nuova linea all’olio di Marula, estratto dai semi di un frutto africano, con una profumazione leggermente fruttata-acidula per la parte di testa, che lascia spazio poi a un corpo floreale e leggermente speziato, a formare una nota molto originale vendutissima nei negozi specializzati.

di L.Ilorini

Nuovo metodo per produrre colori naturali per cosmetici

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Ricercatori dell’US Rensselaer Polytechnic Institute (RPI) hanno sviluppato un nuovo approccio per utilizzare quattro ceppi di batteri Escherichia coli (E. coli) per convertire lo zucchero in un pigmento naturale ed economico per applicazioni cosmetiche e alimentari. L’approccio comporta un metodo di biosintesi per produrre il naturale pigmento rosso antocianina comunemente trovato nelle fragole.

Le antocianine sono pigmenti vegetali con la capacità di generare un’ampia gamma di colori.

Il professore di chimica e biologica di RPI Mattheos Koffas ha dichiarato «per la prima volta siamo in grado di sintetizzare completamente le antocianine in un sistema biologico. In pratica si alimentano i batteri con del glucosio, e gli stessi batteri fanno il resto. Ciò dimostra che una tecnologia poco costosa può produrre questi composti preziosi. Per sviluppare un processo diretto di trasformazione dei percorsi molecolari dalla pianta ai batteri, il gruppo di ricerca ha combinato geni di batteri, lieviti e sei varietà vegetali».

I ricercatori hanno scoperto che l’introduzione del percorso molecolare completo in un unico ceppo di batteri era troppo lungo per la cellula e ha diviso il percorso tra quattro differenti ceppi di E.coli per facilitare la produzione di intermedi che si diffondono facilmente dai batteri. Dopo la combinazione in un singolo pallone da reazione, i primi batteri ingerivano lo zucchero e producevano acidi fenilpropanoici, intermedi che venivano ingeriti dal secondo ceppo per produrre un secondo intermedio e così via, portando alla produzione di antocianina da parte del quarto ceppo di batteri della catena.

I ricercatori intendono ottimizzare ulteriormente ogni fase del nuovo processo in quanto sono necessari centinaia di milligrammi per litro per produrre antocianina in quantità commercialmente sostenibile.

Aura: il nuovo lancio estivo di Thierry Mugler

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Thierry MuglerOgni estate che si rispetti è caratterizzata dal lancio di una profumazione nuova da parte di qualche grande maison, questo è il turno di Thierry Mugler con la creazione femminile Aura, un profumo originale e completamente nuovo, finalmente lontano dai flanker che continuano a uscire popolando, solo per breve tempo, gli scaffali delle profumerie.

Aura nasce, secondo gli intenti della profumiera Daphnè Bugey che ne ha creato la formula, per regalare a ogni donna un’energia vitale e permettere di far risplendere l’aura presente in ognuna di loro, una miscela selvatica di freschezza botanica e di felina sensualità che trova grandissimo risalto in due elementi distintivi del lancio: la bottiglia e il colore del flacone.

La forma del pack è singolare, a forma di cuore, uno dei simboli più universali, ed è sfaccettata come una gemma mentre il colore smeraldo misterioso della bottiglia è anche il verde simbolo di vita, fortuna, speranza e intuizione ma anche quello dell’armonia tra corpo, anima ed emozioni.

Non a caso il verde è stato nominato anche Pantone of the year per il 2017, come simbolo di ritorno a un rapporto più intimo con la natura che ci circonda.

Olfattivamente la composizione si distingue per la presenza di una nota di testa molto originale come il rabarbaro verde, accompagnato da un delicato sentore di fiori d’arancio e da un fondo sensuale di vaniglia bourbon; inoltre nella creazione trova spazio un elemento nuovo, il wolfwood la cui origine è ancora avvolta da parziale mistero come vuole la casa creatrice della materia prima Firmenich, e la tigre liana, utilizzata fin dall’antichità nella medicina cinese, ed estratta dalle radici di questo arbusto, per cui ci sono voluti più di dieci anni di studi tossicologici per approvarne l’utilizzo nel settore essenziero come materia prima per le composizioni.

Come simbolo della campagna pubblicitaria è stata scelta la bellissima attrice bielorussa Zhenya Katava, per un’immagine molto persuasiva che convinca donne di qualunque età ad acquistare e provare Aura.

 

di L.Ilorini

 

Raccomandazione ASEAN ingrediente cosmetico

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Pubblicazioni recenti della comunità dermatologica in Europa riportano un aumento delle reazioni cutanee al Metilisotiazolinone (MIT) nei pazienti affetti da dermatiti attraverso l’uso cosmetico. La salute e la sicurezza dei consumatori sono di fondamentale importanza per l’industria cosmetica.

Il gruppo ACA Scientific and Technical Affairs ha valutato i dati scientifici disponibili e ha concluso che, nonostante l’assenza di rapporti analoghi da parte di ASEAN, l’industria dovrebbe essere proattiva. Pertanto, l’ASEAN Cosmetic Association, in seguito alla valutazione continua della sicurezza delle materie prime cosmetiche, raccomanda che l’uso di Metilisotiazolinone (MIT) in prodotti di risciacquo sia limitato a 15 ppm.

Questa raccomandazione è fatta nell’interesse della sicurezza dei consumatori in relazione alle reazioni avverse negative riportate dalla European Society of Contact Dermatitis. Si raccomanda alle aziende di avviare piani per ridurre al più presto il livello di MIT nei prodotti di risciacquo.

di Giusy Chiricosta e Francesco Legrenzi

Cosmetica per bambini

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Nonostante le statistiche parlino di un generale calo delle nascite, i prodotti per bambini non conoscono crisi, anzi sono sempre più ricercati e acquistati, spingendo le aziende a seguire questo trend. In particolare, i genitori sono sempre più attenti a scegliere i giusti prodotti per la pelle delicata dei loro bimbi: questo perché la pelle di un bambino è diversa dalla pelle di un adulto (pelle senza sebo e quindi più secca, strato corneo più sottile e quindi più esposto agli agenti esterni), ed ha bisogno di prodotti cosmetici specifici.

Dove, famoso brand per l’igiene personale di proprietà del gruppo Unilever, ha lanciato in alcuni paesi (USA, UK, Brasile, Messico, Argentina e India) una nuova linea dedicata alla pelle dei bambini, Baby Dove. L’azienda dichiara di aver studiato per anni la pelle dei bambini, al fine di creare prodotti diversi e unici nel loro segmento.

Dalle lozioni allo shampoo, tutta la gamma è studiata per idratare la pelle e il cuoio capelluto dei più piccoli. Anche il packaging rispecchia la delicatezza dei prodotti: forme morbide e colori chiari, dal bianco all’azzurro.

di A.Virgili

Il treno del packaging

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QuadpackLa consegna del packaging può avvenire attraverso varie opzioni di trasporto. Quadpack, produttore specializzato in packaging cosmetico, comunica di aver sperimentato per la prima volta il trasporto ferroviario con grande successo: il team logistico ha completato la spedizione inaugurale lungo l’antica via della seta.

L’azienda afferma che la ferrovia riduce il tempo di trasporto di un terzo rispetto al trasporto marittimo via oceano, inoltre costa fino al 60% in meno rispetto al trasporto aereo, soprattutto per le spedizioni di maggiore volume. Non solo, risulta efficiente in termini di energia ed ha una minore emissione di carbonio rispetto alla via aerea.

«Siamo consapevoli che i nostri clienti desiderano il miglior equilibrio possibile in termini di costi, velocità e impatto ambientale. Il trasporto ferroviario ci permette di offrire un’ottima alternativa ai nostri servizi di trasporto aereo, aereo/marittimo e marittimo – ha dichiarato Alex San Miguel, Direttore della Supply Chain. – Abbiamo inviato una spedizione di prova dalla Cina al Regno Unito, attraversando la Polonia. Ogni tappa della spedizione ha rispettato le tempistiche ed è arrivata a destinazione in tempo».

di A.Virgili

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...