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Ilaria Borgna

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Etichette, packaging e accessori

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cadicaCadica è un’innovativa azienda italiana che realizza etichette, cartellini, patch, badges e packaging per importanti case internazionali di moda, offrendo ai propri clienti il rafforzamento del brand e la riconoscibilità del marchio. Consulenza, progettazione grafica, produzione e logistica: così si articola la value proposition dell’azienda, per un servizio flessibile e su misura.

I cartellini sono fatti con carte o tessuti pregiati e tecniche di stampa ricercate; le etichette vengono elaborate con telai e filati per creare prodotti unici; i patch passano dal ricamo indiano fatto a mano alla pelle e al silicone; il packaging si trasforma in oggetto di design andando oltre la sua funzionalità: shopper, buste, scatole, appendiabiti, confezioni creative e studiate per dare importanza all’immagine del marchio e valorizzare i capi e gli accessori. E poi barcode e rfid, dettagli in metallo come spille e bottoni, loghi in pelle e altri gadget e accessori di tendenza.

Ogni oggetto diventa ispirazione per i fashion designer. Cadica è un’azienda in crescita e continua espansione, con diverse sedi internazionali ma fortemente legata alla propria anima Made in Italy.

Le nuove frontiere di tutela della cosmesi bio, naturale e certificata

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Nuovi strumenti di promozione contro il greenwashing, focus su normative e presentazione di progetti ecosostenibili, questi i principali temi dell’Assemblea NATRUE, che dal 2007 promuove e protegge l’autentica cosmesi green.

Positivo il rapporto annuale dell’organizzazione che nel 2016 è diventata sponsor ufficiale di Vivaness, la fiera internazionale della cosmesi biologica e naturale, ha lanciato il sito web in italiano e si e’ impegnata nella difesa dell’autentica cosmesi naturale e bio grazie anche al contributo di Mark Smith, Direttore Generale di NATRUE nelle discussioni inerenti la norma ISO 16128 che rischia purtropppo di minare la fiducia dei consumatori nei cosmetici naturali e bio, autorizzando l’utilizzo di OGM e di ingredienti di sintesi.

Durante i lavori anche l’interessante dibattito dal titolo “Normativa europea per la cosmesi naturale e biologica: impegni per il futuro” cui hanno partecipato esperti provenienti dal settore cosmetico europeo.

Mark Smith

“NATRUE esprime soddisfazione nel constatare il crescente interesse verso la cosmesi naturale, bio e certificata e come il settore nella sua globalità si stia muovendo verso ingredienti sempre più green e sostenibili. Resta il fatto che, data la mancanza di una normativa ufficiale, gli standard privati continuano ad avere un ruolo strategico nell’orientare le scelte d’acquisto. In questo scenario, auspicando una legislazione appropriata che tuteli gli ingredienti e promuova standard rigorosi, la nostra associazione garantisce ai consumatori di tutto il mondo l’autenticità e la qualità dei prodotti”, dichiara Mark Smith, Direttore Generale NATRUE.

Per aiutare i consumatori a difendersi dal sempre crescente fenomeno del greenwashing, NATRUE ha presentato un video, disponile sul canale YouTube dell’Associazione www.youtube.com/user/NatrueFriends, che spiega con chiarezza come riconoscere, in fase di acquisto, i prodotti veramente naturali, biologici e certificati, essenziale controllare la presenza di marchi di garanzia che ne assicurano l’autenticità.

“Con più di 5.000 prodotti certificati abbiamo raggiunto un traguardo estremamente significativo. Tuttavia, il nostro impegno va decisamente oltre questi numeri. Siamo focalizzati nel coinvolgere costantemente tutte le aziende che condividono i nostri valori e crediamo nella responsabilità di informare correttamente sui rischi del greenwashing. Consumatori come Emma, la protagonista del nostro nuovo video, vuole che i prodotti che acquista siano naturali e bio ma sa che alcuni potrebbero non esserlo veramente, NATRUE è qui per aiutarla”, afferma Francesca Morgante – Label and Communication Manager.

NATRUE ha annunciato, inoltre, la partecipazione al progetto di ricerca Horizon 2020, finanziato dalla Comunità Europea, che ha l’obiettivo ambizioso di contribuire a risolvere il problema dell’inquinamento attraverso il riciclo dei rifiuti urbani soliti che verranno trasformati in packaging ecosostenibile per i cosmetici naturali.

 “La partecipazione a Horizon 2020, che inizierà in giugno, rappresenta un altro segnale importante del concreto impegno di NATRUE verso la sostenibilità e la responsabilità per la tutela dell’ambiente. L’Associazione è entrata a far parte del consorzio industriale, che attraverso questo progetto di ricerca, concorre a risolvere la problematica dell’inquinamento attraverso la transizione a una bio-economia circolare e rinnovabile basata sulla conversione dei rifiuti urbani in prodotti mirati come le confezioni dei cosmetici”, spiega Klara Ahlers, Presidente NATRUE.

 

Infine NATRUE ha annunciato una nuova categoria associativa – che permette alle aziende che non hanno adottato lo standard ma vogliono comunque impegnarsi a difendere e sostenere il settore di trovare una modalità efficace per farlo unendo le forze con gli oltre 60 soci attuali provenienti da tutto il mondo

 

Un evento per allargare i confini della bellezza

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Il premio Black Beauty and Fashion Award 2017 è stato lanciato a fine luglio. L’importante concorso apre le iscrizioni e il 3 novembre a Londra verranno premiati i vincitori.

Gli organizzatori e gli sponsor sottolineano l’importanza di questo premio che, attraverso la promozione di uguaglianza e la celebrazione delle diversità, mira a una normalizzazione dei canoni di bellezza etnici nel mondo del beauty e della moda.

In occidente la bellezza etnica, nera o asiatica, è ancora vista come «non normale»: incarnato e acconciature delle modelle vengono occidentalizzati e App di ritocco ne schiariscono automaticamente il colore della pelle.

Il problema è sia sociale sia economico: una recente ricerca condotta dalla catena di supermercati inglese Superdrug ha evidenziato che le consumatrici BAME spendono in media £137.52 in più all’anno per prodotti di bellezza a causa della minor offerta di prodotti in commercio e mediamente più cari rispetto ai prodotti per pelli caucasiche.

In questi anni i maggiori brand beauty hanno allargato le gamme nuances e creato linee ad hoc per le consumatrici BAME (neri, asiatici e altre minoranze etniche), ma molto ancora deve essere fatto.

Il concorso è rivolto a tutti i tipi di aziende o persone fisiche che vogliano presentare un prodotto skin care, hair care o make-up, che risponda con qualità alle esigenze di consumatrici e consumatori BAME. Contemporaneamente si cercano due nuovi aspiranti modelli come Volto Femminile e Volto Maschile del BBFA 2017. Le votazioni avverranno online da parte degli inglesi.

http://www.bbfawards.com

di D.Storni

Intercos e Cosmint: nuova partnership

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Intercos e CosmintIntercos, azienda conosciuta sulla scena make-up e skincare internazionale e Cosmint, importante produttore conto terzi di prodotti skin care e hair care, hanno annunciato la loro nuova partnership.
Le due aziende dichiarano che questa mossa creerà il più grande polo B2B del mondo del beauty. Gli attuali proprietari di Cosmint manterranno il loro ruolo di manager, così come la partecipazione al CDA del Gruppo Cosmint. Decio Masu, inoltre, verrà eletto membro del CDA di Intercos S.p.A.
Insieme, Intercos e Cosmint, mirano a raggiungere quanto segue: fatturato stimato intorno ai 700 milioni di Euro nel 2017; 5000 dipendenti a livello globale; 15 stabilimenti e 11 centri di ricerca tra Europa, Asia e America.
«Questa partnership porterà innumerevoli sinergie sia da un punto di vista commerciale sia industriale a entrambi i gruppi e anche ai consumatori» dichiarano i due.
La fusione, soggetta a determinate condizioni, avrà luogo durante la seconda metà dell’anno.
Entrambe le organizzazioni, hanno parlato con entusiasmo della futura partnership.
Dario Ferrari, presidente Intercos, ha dichiarato di essere entusiasta dell’accordo che porterà un sicuro sviluppo delle performances produttive e un incremento delle skills organizzative di Intercos grazie al know-how in skin care e hair care, eccellenza produttiva e stabilimenti all’avanguardia di Cosmint.
Ferrari inoltre aggiunge che, grazie all’entrata di di Cosmint, Intercos sarà in grado di soddisfare i bisogni dei consumatori in tutte le categorie di prodotti di bellezza.
Decio Masu, presidente Cosmint, dal canto suo, afferma di essere elettrizzato all’idea di essersi unito a Cosmint e raggiungere così una dimensione globale. «Insieme abbiamo creato un centro di eccellenza italiano all’interno dell’industria della bellezza. La mia famiglia non vede l’ora di iniziare a lavorare con Il Dottor Ferrari e il suo team».

di D.Storni

«Cruelty-free»: mercato in crescita nei prossimi anni

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Cruelty freeLa società di ricerche di mercato Market Research Future ha pubblicato una nuova ricerca sull’andamento del mercato di prodotti «cruelty-free», prodotti non testati su animali, a livello mondiale. Il report prevede per questo segmento una crescita del 6% nel periodo 2017-2023.
La ricerca spiega come il fenomeno sia strettamente legato all’aumento di persone che scelgono uno stile di vita vegetariano o vegano e che, di conseguenza necessitano, per coerenza, prodotti per l’igiene personale non testati sugli animali.
«Il lavoro della Ricerca e Sviluppo, in termini di innovazione della filiera produttiva e dello sviluppo di ingredienti naturali che non rechino danno agli animali, ha incentivato il mercato globale dei cosmetici «cruelty-free» riporta inoltre la ricerca.
La notizia arriva in un momento in cui anche altre tematiche legate al principio di «bellezza etica» sono argomenti estremamente sentiti. Un recente articolo apparso sulla celebre rivista inglese The Guardian ha posto l’attenzione sulle dimensioni della tendenza.
Anche la sostenibilità deve anche essere considerata un aspetto interessante per i consumatori alla ricerca di prodotti con forte profilo etico.
Mentre i test sugli animali sono proibiti su prodotti fabbricati o distribuiti in Europa, le aziende che distribuiscono in Cina devono obbligatoriamente testare i loro prodotti su animali nel rispetto della regolamentazione cinese. Questo complica l’idea di «cuelty-free» per i brand operanti fuori dai confini europei.
La domanda crescente di prodotti «cruelty-free» in Europa sta portando a una diminuzione della fascinazione delle aziende per la Cina.
«Le multinazionali stanno fronteggiando la difficile situazione in cui da un lato ci sono i consumatori che chiedono prodotti realmente «cruelty-free» e dall’altra parte ci sono gli azionisti che chiedono di esportare in Cina».

di D.Storni

Alternative ai test animali: le indicazioni di ECHA

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L’ultimo report ECHA (European Chemicals Agency) rivela che l’89% delle sostanze chimiche testate in Europa presentano un test alternativo per almeno un endpoint.
Ciò nonostante, la EU afferma che molto ancora deve essere fatto per migliorare la qualità e la robustezza dei dati alternativi, non solo per cosmetici, ma per tutte le sostanze chimiche.
In Europa, i test su animali sono stati banditi sui cosmetici nel 2013 e ormai ciò fa parte del regolamento REACh; ma i test su animali vertebrati sono ancora ammessi in ultima istanza per verificare i potenziali effetti della sostanza su uomo e ambiente, se non sono trovati metodi alternativi.
Di tutti gli ingredienti chimici presi in considerazione nel report, l’11% dei test è condotto su animali vertebrati, ciò significa che i test sugli animali sono ancora in vigore in Europa per alcuni prodotti chimici. Obiettivo di ECHA è la promozione di test non-animal e metodi alternativi per abbassare questo tasso.
Delle 290 sostanze registrate all’ECHA tra il 2008 e il 2016, l’89% di queste presentano un endpoint testato con metodo alternativo.
Il metodo alternativo più comune è l’utilizzo d’informazioni inerenti a sostanze simili (read-across, 63%), seguito dalla combinazione d’informazioni derivate da fonti differenti (weight of evidence, 43%) e infine il computer modelling (QSAR prediction, 34%).
L’Executive Director di ECHA Geert Dancet ha dichiarato «le aziende registranti devono migliorare la qualità di utilizzo dei dati alternativi. Promuoveremo un adeguato utilizzo di metodi alternativi e supporteremo i loro sviluppi scientifici nel futuro» ha aggiunto.
Prima azione in tal senso: i registranti per il 2018 sono incoraggiati a utilizzare dati in vitro a disposizione, e i metodi read-across e QSARs.

di D.Storni

Nuova nomina a Gotha Cosmetics

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Martin Breuer
Martin Breuer

Gotha Cosmetics Srl nomina Martin Breuer nuovo Chief Executive Officer. Martin Breuer, formazione economica all’Università di Colonia, ha iniziato la sua carriera nel gruppo Siemens nel 1993. Durante i 16 anni alla Siemens ha ricoperto diverse cariche manageriali in ambito finanziario e nel business development in Belgio, Germania e Italia. Nel 2011 è entrato a far parte del Gruppo Intercos con il ruolo di Chief Financial Officer e nel 2015 è stato nominato CEO di Intercos Asia Pacific Ltd. Negli ultimi due anni ha ottenuto importanti risultati con crescita a tripla cifra nel mercato asiatico con focus particolare su Cina e Corea.

In qualità di Chief Executive Officer, Martin Breuer guiderà Gotha nei prossimi step strategici dello sviluppo puntando a una crescita organica e cogliendo, inoltre, opportunità di acquisizioni sinergiche negli Stati Uniti, in Asia e in altri paesi europei, con l’obiettivo di soddisfare al meglio le crescenti esigenze dei clienti multinazionali e locali in tali mercati.

Oltre a Martin Breuer, nell’ottica di valorizzare e rafforzare il consiglio di amministrazione nelle sue iniziative strategiche, Emmanuel Osti è stato nominato consigliere indipendente. Osti entra in azienda con un ricco bagaglio di esperienze nell’industria del beauty e della cura della persona: ha ricoperto precedentemente posizioni di alto livello presso L’Oréal, LVMH e Johnson & Johnson.  Dal 2000 si è dedicato al gruppo L’Occitane International, arrivando a coprire la carica di Managing Director e sotto la sua guida il fatturato della società è cresciuto da 30 milioni a 1 miliardo di euro.

Breuer e Osti si inseriscono nel team di Gotha Cosmetics in un periodo di intensa attività per l’azienda bergamasca, che sta raddoppiando la dimensione della propria sede: nel primo semestre del 2018 verrà infatti inaugurato il nuovo stabilimento che si sviluppa in prossimità dell’attuale di Lallio (BG).

Gotha Cosmetics è stata fondata da Shawn Sedaghat nel 2005. Nel 2016 l’imprenditore americano ha scelto come partner il fondo di private equity Capvis per supportare la crescita dinamica della società. Shawn Sedaghat rimane pienamente coinvolto nella strategia di sviluppo di Gotha Cosmetics, essendone socio, membro del Consiglio di Amministrazione, oltre che Chairman e Presidente di Gotha Cosmetics USA Inc.

Liquirizia e hennè per formulazioni hair care

L’invenzione è legata all’industria cosmetica, in particolare alla produzione di maschere a base di piante medicinali che possono essere utilizzate per la cura della cute della nuca fino alle radici dei capelli.

L’obiettivo dell’invenzione era l’allargamento dei settori di consumo di varie fasce d’età e di vari tipi di capelli, l’ampliamento della gamma di prodotti per la cura dei capelli con un effetto composto: migliorate proprietà di ammorbidimento, rigenerazione, antiinfiammatorie e anti-seborrea, grazie a un prodotto basato su liquirizia comune e hennè incolore.

L’obiettivo è stato raggiunto mediante la preparazione di una formula a base di hennè incolore, incenerito con un decotto caldo di erbe medicinali (rosmarino, camomilla) a cui è stata aggiunta una porzione di polvere di liquirizia comune.

Nelle formulazioni per capelli secchi vengono anche inseriti pochi ml di olio di miglio.

Eurasian (Pat. Doc.) (2017), EA 26684 B1 20170531

di C. Lacapra e S.Rum

Ginkgo come ingrediente innovativo

Il seguente lavoro descrive un prodotto cosmetico contenente un estratto di Ginkgo: considerata la composizione e la ricchezza di questo estratto, esso risulta essere un ottimo ingrediente cosmetico idratante e antiossidante. La formulazione del presente lavoro riporta una composizione di: 20-30% di estratto di Ginkgo, 5-10%, 2-idrossi-4-metossi dibenzofenone 5%, vitamina E 3-6 %, olio essenziale 3-6%, vitamina C 3-6 %, proteine vegetali idrolizzate 3-5%.

Faming Zhuanli Shenqing (2017), CN 106880529 A 20170623

di C. Lacapra e S.Rum

Sottoprodotti dell’olivo: sfida nell’industria cosmetica

L’olivo (Olea europaea L.) è una pianta tradizionale utilizzata per la produzione di olio d’oliva, soprattutto nei paesi del Mediterraneo.

L’estrazione dell’olio di oliva produce sottoprodotti, che possono diventare un importante problema ambientale.

Recentemente, sono stati condotti alcuni studi su questi residui, in particolare focalizzati sull’identificazione fitotermica e la valutazione biologica e tossicologica. I composti bioattivi contenuti in questi sottoprodotti presentano un’elevata attività antiossidante (in particolare l’oleuropeina), un caratteristico profilo degli acidi grassi e una interessante composizione minerale.

Tenendo conto della composizione e delle questioni di sostenibilità, è opportuno riutilizzare questi residui di smaltimento; questi sottoprodotti agroindustriali hanno, infatti, il potenziale per essere usati con scopi diversi, offrendo anche vantaggi economici.

In particolare, il settore dei prodotti per la cura della pelle può trarre vantaggio da questi materiali rimasti, in quanto tali composti bioattivi possono soddisfare una vera e propria funzione estetica e di attività.

Questa revisione presenta la composizione dei diversi sottoprodotti dell’oliva e dei loro composti bioattivi, ponendo l’accento sulle possibilità di utilizzo come ingredienti cosmetici.

Da Industrial Crops and Products Volume 70, August 2017, Pages 116-124

di C. Lacapra e S.Rum

 

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...