Home Autori Articoli di Ilaria Borgna

Ilaria Borgna

2712 ARTICOLI 0 Commenti

Antica Barbieria Colla, attualità della tradizione

0

Una bottega, un servizio d’altri tempi, un prodotto a proprio marchio e uno shop online. Ha una storia di oltre 110 anni l’Antica Barbieria Colla e, a Milano, a pochi passi dalla Scala, conserva il fascino retrò della bottega avviata nel 1904 da Dino Colla e in seguito condotta da Franco Bompieri, che vi lavora dagli anni ‘60. Come vuole la tradizione del suo fondatore, il servizio è completamente manuale, in cui la rasatura è seguita dal panno caldo e dall’uso di prodotti specificamente concepiti, secondo una sequenza di più passaggi, a scandire un rituale lungo e lento quanto attento al benessere e alla soddisfazione del cliente. Il tempo è uno dei pilastri su cui si fonda il servizio, e il successo, di questa barbieria, rifugio in cui da sempre anche molti personaggi pubblici trovano una pausa dalla frenesia degli impegni. L’altro pilastro sono i prodotti, con formule originali, create da Colla prima e da Bompieri dopo, prodotte artigianalmente, che da alcuni anni sono state lanciate sul mercato grazie allo shop online. Ce lo racconta Francesca Bompieri, figlia di Franco e che affianca ormai il padre nella gestione della Barbieria, che ha inaugurato il negozio virtuale nel 2013 per portare in tutto il mondo quella tradizione della cura maschile ancora viva nella bottega milanese.

Perché una linea cosmetica Antica Barbieria Colla?
Quella di sviluppare e rendere disponibile a un pubblico più ampio, di consumatori e professionisti, la linea di prodotti da sempre usati in negozio è stata un’idea che mio padre coltivava da molto tempo, ma inizialmente non riuscivamo a trovare il partner giusto che realizzasse i prodotti secondo le esatte formule provate da tanti anni di esperienza e soddisfazione dei nostri clienti. Con l’avvio dell’e-commerce siamo usciti dalle mura della barbieria. Da qualche anno, infatti, rileviamo parecchia richiesta del cliente finale riguardo a questo settore. I prodotti, che negli anni mio padre ha messo a punto insieme alla nostra produzione, hanno una funzione non solo estetica ma soprattutto di preservare il benessere di barba e capelli. Quando abbiamo preso la decisione portarli sul mercato mancava del tutto il confezionamento, perché fino ad allora i nostri prodotti erano di uso esclusivo per i servizi della barbieria. Ho creato personalmente le presentazioni e il design del packaging, rivolgendo al business familiare la mia professione di grafica. Tra i materiali, la scelta è ricaduta sul vetro per dopobarba e lozioni e sull’alluminio per le cere.

Che tipo di distribuzione avete scelto?
Oltre all’e-commerce, che in questi primi anni inizia a consolidarsi anche in termini di riconoscibilità del marchio, abbiamo optato per una distribuzione in punti vendita selezionati: dalle profumerie di nicchia alle coltellerie, ma anche men’s boutique e concept store. Inoltre, le linee sono vendute anche ai barbieri, per l’utilizzo nei loro servizi oppure da rivendere ai clienti. È una distribuzione che stiamo costruendo nel tempo, selezionando i rivenditori con molta cura.

Francesca Bompieri.

Secondo quali criteri individuate i rivenditori?
C’è una cultura della bottega che ci è propria ed è coerente con il nostro marchio, per questo ci interessa essere presenti dai barbieri e in piccoli esercizi specializzati come le coltellerie. Fra i concept store sono interessanti quelli che si presentano con un’offerta ricercata di accessori di tendenza. Un criterio decisivo è anche la competenza del personale di vendita, fondamentale per un prodotto come il nostro, che deve sempre essere spiegato. Ci siamo resi conto che quelli che sono best seller nel nostro negozio hanno talvolta vendite modeste presso i rivenditori, proprio perché manca la parte dell’esperienza e della comunicazione. Per questo diamo sempre la possibilità di formare gli addetti alla vendita. In queste occasioni di formazione spieghiamo il prodotto, come è fatto e perché, quali sono le sue funzioni, come si usa ecc., proprio perché queste informazioni siano adeguatamente trasmesse al consumatore. Questo perché le scelte che abbiamo fatto per il nostro prodotto, al fine di rispettare il benessere della cute e dei capelli, sono spesso in controtendenza rispetto alle performance dei prodotti convenzionali. Per esempio, oggi le cere per baffi hanno durata prolungata, che assicura la tenuta per tutto il giorno. La nostra invece è strutturata per cercare un bilanciamento tra la funzione fissativa e quella nutritiva e per questo ha una tenuta di qualche ora. Questo per impedire che il baffo, perdendo idratazione a causa di un fissativo troppo aggressivo, debba essere tagliato dopo qualche settimana.

Cosa cerca il cliente in una bottega, oggi?
In generale, cerca la qualità. Chi viene da noi, inoltre, vuole un servizio di un certo tipo, che corrisponda alla tradizione della barbieria. La richiesta è la cura, che da noi parte dai prodotti che utilizziamo, che mettono al centro il rispetto di barba e capelli. Oggi i servizi di barbieria sono di moda, è un settore in espansione, ci sono molti barbieri bravi e tutti attenti al servizio. La tendenza di adesso è però usare i rasoi e tagliacapelli elettrici, si usano molto pomate e gel, prodotti di styling che rischiano di stressare il capello. Se il cliente ama questi prodotti, anche noi applichiamo gel e cera, ma sempre utilizzando prodotti delicati, spesso a base acquosa, che si tolgano facilmente, evitando prodotti troppo persistenti che possono compromettere la fisiologica traspirazione. Questo tipo di attenzione non sfugge all’utente affezionato, mentre il cliente occasionale, che frequenta la barbieria per curiosità, potrebbe addirittura non essere soddisfatto. Tutti cercano la qualità, ma ognuno ha una propria idea di qualità, la concezione cambia da persona a persona. D’altra parte il mondo è cambiato.

Intende dire con la crisi?
Non è solo una questione economica, ma di sensibilità. Per esempio piace la velocità, nel servizio e nel conseguire il risultato quando si intraprende un trattamento. Nessun trattamento, tuttavia, dà risultati alla prima applicazione. Serve continuità, ma il fatto di tornare periodicamente non è sempre nelle corde del consumatore. Noi siamo lenti, e proprio questo è il modo di lavorare che ci caratterizza e a cui siamo e resteremo fedeli. Ma tutto deve essere riletto nella chiave del 2017.

In che modo vi siete aperti al mondo contemporaneo pur restando coerenti con il servizio tradizionale?
La nostra chiave è il prodotto. Le formule e i protocolli di cura dell’Antica Barbieria Colla rimangono quelli di sempre, ma escono dal negozio attraverso l’e-commerce e la nostra rete distributiva, per incontrare una utenza maschile che desidera curarsi di più, spiegando a questi consumatori il nostro modo di farlo.

LA LINEA COSMETICA ANTICA BARBIERIA COLLA

«Siamo partiti dai prodotti da sempre in uso nella barbieria, lozioni per barba e capelli, shampoo, balsami, dopobarba, cere per barbe e per baffi realizzati con ingredienti artigianali e ideati per dare alla pelle e al capello la massima protezione e benessere prima, durante e dopo il servizio – spiega Francesca Bompieri. -Fra questi ci sono i best seller del negozio: la lozione capsico e mentolo, che mio padre ha lungamente aggiustato nel bilanciamento fra i due ingredienti provandola anche su di sé, e poi il dopobarba mallo di albicocche, il sapone da barba in crema all’olio di mandorla e il pennello in setola naturale di maiale, invece che di tasso. A questi abbiamo accostato alcuni prodotti nuovi. È il caso dei latte dopobarba, proposti per rispondere all’esigenza, colta dall’utenza del negozio online, di un dopobarba più leggero e adatto ai mesi estivi, che si assorba più velocemente. Abbiamo quindi modificato in tal senso la formula classica, lanciando questa novità in tre profumazioni: mandorla, legno di sandalo e tabacco verde. La scelta di determinati ingredienti e la specializzazione, per esempio per diversi tipi di capello, non è per noi questione di moda, ma nasce dalla lunghissima esperienza della barbieria e ha sempre una funzione precisa nella cura».

di E.Perani

Firmenich acquisita Agilex Fragrance per il mercato delle PMI

0

Il colosso svizzero Firmenich ha annunciato l’acquisizione di Agilex Fragrance, azienda nord americana produttrice di profumi e fragranze per medie imprese. Con sede centrale a Piscataway, New Jersey, USA, Agilex Fragrances è riconosciuta per la sua eccellente capacità di sviluppare fragranze creative insieme per un’ottima organizzazione industriale che permette veloci tempi di immissione sul mercato.

Patrick Firmenich, Chairman del Board Firmenich, durante la conferenza stampa ha espresso soddisfazione per l’acquisizione e ha aggiunto «con il suo portfolio clienti consolidato, ottimi livelli di servizio ed eccellenza operativa per le medie aziende nel Nord America, Agilex completa il nostro business fragrance.» Una volta entrata nel gruppo, Agilex proseguirà a servire società di medie dimensioni lavorando sull’accorciamento dei tempi di sviluppo.

Firmenich, con sede centrale a Ginevra, Svizzera, è la più grande azienda al mondo di fragranze ed essenze a capitale privato. L’azienda serve oltre 100 mercati a livello internazionale, possiede ben 35 siti manifatturieri, impiega oltre 6.000 persone e secondo i dati di bilancio ha raggiunto 3.2 miliardi di Franchi Svizzeri di fatturato alla fine di giugno 2006.

Ray Hughes, CEO Agilex Fragrances, ha dichiarato che unendosi a Firmench Group, Agilex beneficerà della rete internazionale e dei livelli all’avanguardia in termini di ricerca e creatività. La creazione di nuove fragranze e il servizio rapido al cliente saranno obiettivo comune, ha aggiunto. Recentemente Agilex ha, inoltre, aperto uno stabilimento produttivo in New Jersey dotato di miscelatori di ultima generazione e processi flessibili, che permetteranno innovazione e livelli avanzati di eccellenza.

di D. Storni

Valutazione del delivery di attivi antiforfora

0

La distribuzione efficace degli attivi antiforfora (AD) nell’infundibolo follicolare del cuoio capelluto e sulla superficie del cuoio capelluto è fondamentale per l’efficacia degli shampoo AD. Nel presente studio è stato sviluppato un metodo che prevede il campionamento di biopsie al cianoacrilato (CA) del cuoio capelluto, un dispositivo di taglio su misura, un’analisi con cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa (UHPLC-MS/MS), una microscopia a scansione elettrica (SEM) e il Raman imaging, per la misurazione del delivery del piritione di zinco (ZPT) e del climbazolo (CBZ) da uno shampoo AD nell’infundibolo follicolare del cuoio capelluto. La biopsia CA del cuoio capelluto consente il campionamento di ZPT e CBZ trasportati nell’infondibulo follicolare del cuoio capelluto, così come sulla superficie del cuoio capelluto. Inoltre, il Raman imaging del cuoio capelluto consente la visualizzazione della distribuzione spaziale di ZPT e CBZ depositati sul cuoio capelluto. Un dispositivo di taglio su misura rende possibile la separazione del campione dall’infondibolo follicolare del cuoio capelluto (20μm sotto la superficie del cuoio capelluto). L’UHPLC-MS/MS è stata utilizzata come metodologia sensibile e specifica che consente la quantificazione di ZPT e CBZ senza interferenze. Utilizzando questo metodo, entrambi i composti sono stati quantificati con successo e visualizzati nell’infundibolo follicolare del cuoio capelluto, dopo che il cuoio capelluto è stato lavato con uno shampoo AD.

J Pharm Biomed Anal. 2017 May 17;143:26-31

di C. Lacapra e S.Rum

CD Group partner logistico di Deborah Group per l’ecommerce

0

 Deborah GroupCD Group implementa il suo know-how nel mondo beauty, rinnovando ed
estendendo un’importante collaborazione con Deborah Group, per la gestione dei servizi di logistica distributiva in Italia del nuovo canale eCommerce.
Deborah Group ha scelto di affidarsi alla pluriennale esperienza nel settore logistico di CD Group per questo nuovo ambizioso progetto che mette al centro le consumatrici e i loro desideri, scegliendo la società milanese per il suo know-how approfondito e la sua spiccata professionalità, caratteristiche irrinunciabili per i brand che scelgono di esternalizzare una fase della propria attività logistica ma che, al tempo stesso, non vogliono rinunciare a standard
qualitativi d’eccellenza.
Le nuove attività legate al prestigioso marchio beauty saranno convogliate nel sito di Liscate, andando a completare la gamma di prodotti bellezza gestiti dalla realtà milanese.
Rafforzare la collaborazione con Deborah Group è per noi motivo di forte orgoglio – afferma Michele Nardulli, Responsabile commerciale e co-packing CD Group – non solo perché questa storica azienda riconosce in noi un valido partner per la  valorizzazione di questo nuovo business, ma anche perché vi è una piena condivisione dei valori, tradizione e costante ricerca della qualità e dell’innovazione”.
Siamo contenti che la nostra partnership pluriennale possa evolvere abbracciando questa nuova opportunità di distribuzione che ci porta sempre di più verso il consumatore finale” dichiara l’Ing. Fabio Cavallini, Direttore Operations Deborah Group.

Prossimi incontri 2017 di SICC

0

42° Congresso Nazionale SICC e «1st IPCE» Conference
Nei giorni 19 e 20 giugno, presso lo Stresa Convention Centre, si è tenuto il 42° Congresso Nazionale SICC in concomitanza con la prima Conferenza Intercontinentale sull’eccellenza teconologico-formulativa di tre discipline principali del Personal Care: il make-up, lo skin care e il sun care. La conferenza, co-organizzata con le associazioni cosmetiche americana e giapponese, ha visto l’avvicendarsi di 22 illustri speaker e di 4 lettori Magistrali, fra i più famosi a livello Internazionale, nelle discipline cosmetiche. Francia, Germania, Giappone, Italia, Spagna, Taiwan e USA sono state le nazioni rappresentate da questi ricercatori, che hanno trasmesso informazioni d’avanguardia sul progresso della scienza cosmetica nel mondo.
I corsi monografici su temi di attualità, quali l’epigenetica e la lipodomica cutanea, condotti da illustri docenti americani provenienti dalle più importanti multinazionali cosmetiche, che hanno preceduto la conferenza il giorno 18, hanno riscosso un notevole apprezzamento dai partecipanti. Di particolare interesse è anche stata la tavola-rotonda sulle differenze regolamentari fra le aree geografiche coinvolte, che hanno visto un’animata discussione fra Regulatory Officers ed esperti industriali di EU, USA e Giappone. L’atmosfera del Lago Maggiore e delle Isole Borromee ha fatto da sfondo a quello che si è dimostrato come un evento indimenticabile nel panorama congressuale della cosmetica. Visto il successo della 1^ edizione, è già stato deciso di ripetere questa  Conferenza nel 2018, in data 3-5 giugno, in sede da definire.

CosMerit Awards 2017
Il bando per la partecipazione ai CosMerit Awards 2017 è consultabile sul sito SICC (www.sicc.it). Il CosMeirt Awards 2017 è riservato ai produttori di Materie Prime, Servizi e Prodotti Finiti della Filiera Cosmetica. Le aziende vincitrici di premi e menzioni speciali, potranno vantare la correttezza, l’eticità e la chiarezza della comunicazione scientifica, garantita da un’associazione indipendente, nei confronti dei loro clienti sia B2B che B2C.

Il 4° corso residenziale SICC per i valutatori della sicurezza cosmetica si terrà dal 27 settembre al 1° ottobre presso l’Hotel Due Mari, e ricalcherà il modello di successo degli anni precedenti in cui ore di «Full immersion» formativo si alterneranno a momenti di relax.

Making e Formulating Cosmetics 2017: anche quest’anno i cicli di conferenze scientifiche organizzate da SICC si terranno presso il Centro Congressi del MiCo di Milano il 28/29 novembre; il tema scelto dal Comitato Scientifico riguarderà negli aspetti formulativi e soprattutto in quelli della valutazione di performance «Functional Cosmetics» ed «Emotional Cosmetics».

Giornata di aggiornamento legislativo: la tradizionale giornata di aggiornamento legislativo, prevista per il 13 dicembre chiuderà l’anno Sociale SICC 2017.

Programma Scientifico 2018
La commissione Affari Scientifici di SICC sta già programmando il calendario per gli eventi 2018, per i quali si prevede la seguente scaletta:
Marzo: Workshop sulle tecnologie Cosmetiche: Detersione e Igiene Personale
Marzo-Novembre: Itinerari Cosmetici
Giugno: 2^ Edizione IPCE Conference
Settembre: 5^ Edizione corso residenziale SiccAccademiA – «Il Valutatore della Sicurezza Cosmetica»
Novembre: Making&Formulating Cosmetics
Dicembre: Aggiornamento Legislativo SICC

 
Per ulteriori informazioni contattare  direttamente :  office@sicc.it; www.sicc.it

Scienza degli allergeni a tutela dei consumatori

0

allergeniIn occasione della quarta review annuale di IDEA (International Dialogue for the Evaluation of Allergens), sotto l’egida della Commissione Europea (DG SANTE) vi è stata una revisione completa del lavoro svolto dai vari gruppi e sono state fissate le priorità per il lavoro futuro. Questo progetto con più soggetti interessati si è sviluppato su diverse pietre miliari.

Tra queste il Quantitative Risk Assessment (QRA) per le sostanze profumate che è stato completato, incorporando le modalità per stimare meglio l’esposizione complessiva dei singoli ingredienti profumati.

La nuova metodologia è stata presentata alla Commissione europea, che sta avviando una valutazione del valore di questa nuova versione, nell’impedire ai consumatori di diventare sensibilizzati agli ingredienti profumati.

L’area scientificamente più sfidante è quella degli ingredienti che richiedono la trasformazione in ingredienti sensibilizzanti effettivi, soprattutto nel campo dell’ossidazione, lavoro analitico avanzato che continua per meglio identificare e quantificare l’esposizione dei consumatori. Infine, IDEA ha effettuato collaborazioni con altre organizzazioni quali European Partnership on Alternatives to Animal testing e CAAT (Centre for Alternatives to Animal Testing) con l’obiettivo di sviluppare opportuni test non sugli animali per la caratterizzazione dei rischi di ingredienti profumati.

Stabilizzazione di un olio essenziale

Smyrnium olusatrum L.
(wikipedia)

Smyrnium olusatrum L. è un raccolto orticolo coltivato durante l’epoca romana per usi culinari e curativi. L’olio essenziale estratto da questa pianta (AEO) è ricco di costituenti bioattivi come isofuranodiene e germacrone. Alcuni studi precedenti hanno rivelato che l’AEO e i suoi componenti isolati possiedono interessanti funzionalità terapeutiche, come le proprietà antiproliferative, neuritogeniche, epatoprotettive e antiossidanti; tuttavia, tale olio essenziale presenta problemi di stabilità a causa dell’elevata concentrazione dei suoi componenti principali, e tale problematica ne rende difficile l’utilizzo. Nel lavoro sono state preparate e caratterizzate microemulsioni contenenti l’olio essenziale, note per la loro stabilità termodinamica e la facilità di preparazione. Le microemulsioni sono state sviluppate utilizzando un Central Composite Design e la loro attività è stata testata utilizzando il saggio biologico MTT. Nel presente lavoro è dimostrata la possibilità di formulare microemulsioni AEO stabili in cui si evita la cristallizzazione dell’isofuranodiene, mantenendo l’attività biologica dell’olio.

Flavour and FragranceJournal- Volume32, Issue3; Pages159-164 (2017)

di C. Lacapra e S.Rum

Nuovi avanzamenti dalla ricerca animal free

0

I ricercatori che si muovono verso la ricerca priva di animali sono sempre di più. Così come i progetti nati con questa finalità. Tra questi c’è anche “rIcerCARE”, nato dalla collaborazione di alcuni cittadini con I-CARE NETWORK, centro di ricerca, assistenza, formazione e strategia politica. Il progetto non si occupa direttamente di cosmesi, ma di sviluppare tecnologie che supportino una ricerca funzionale e priva di cavie. Recentemente sono stati presentati gli ultimi avanzamenti: Università di Pavia e Istituto Auxologico Italiano hanno avviato il progetto “Next-Generation In Vitro Testing Tools to Explore the Neuro-Immune Cross-talk Between Nervous and Cardiovascular Systems”. Scopo del progetto è consentire ai ricercatori di studiare in profondità il cross-talk neuro-immunitario e l’ottimizzazione tra sistemi nervosi e cardiovascolari. Gli stessi enti sono impegnati anche nel progetto “Spontaneous ultra-weak photon emission in human coronary artery smooth muscle cells (HCASMC) under physiological and hypoxic conditions”, per studiare gli effetti dei fotoni emessi spontaneamente in natura sul sistema cardio-circolatorio. L’istituto di Biologia e Patologia Molecolari, CNR c/o La Sapienza, Università di Roma si è, invece, concentrato sullo studio dell’effetto dei nuovi inibitori di acetilazione su modelli cellulari di organo coltura in diverse condizioni metaboliche. L’Università di Trieste ha dedicato il suo tempo a mettere a punto un sistema millifluidico modulare per lo studio dell’influenza del microambiente tumorale sulla progressione del carcinoma del colon-retto.

L’Oréal e le ultime innovazioni «connected beauty»

0

Per il secondo anno, l’Oréal ha presentato le sue ultime innovazioni in ambito tecnologico durante la manifestazione «Viva Technology Paris Show», evento internazionale co-organizzato da Publics Group e Les Echos Group, dedicato alle start-up, trasformazioni digitali e innovazione.

Il colosso francese era presente con tre delle principali start up partner, dimostrando di essere sempre un passo avanti grazie alla collaborazione con realtà tecnologiche piccole e veloci.

La prima innovazione è Lancôme Le Teint Particulier Custom Made Foundation, già presentata negli Stati Uniti. Una tecnologia brevettata che rileva il tono particolare di ciascun incarnato per creare a un fondotinta personalizzato direttamente sul punto vendita. Seconda innovazione di spicco, Kérastase Hair Coach Powered by Withings, la prima spazzola smart che rileva lo stato di salute dei capelli per dare suggerimenti e consigli su prodotti.

Inoltre, l’ultima versione aggiornata di Make Up Genius, app di realtà aumentata per virtual test di make-up, già scaricata 20 milioni di volte nel mondo, e la sorellina Nail Genius, per test virtuali sugli smalti.

Ultime innovazioni di «connected beauty» presentate a Parigi: My UV Patch La Roche Posay, sensori applicabili sulla pelle che informano sull’ esposizione dannosa al sole, minimizzando le scottature, e infine i visitatori potevano accedere alla postazione tecnologica «Look consultation» per testare virtualmente cambi di taglio e colore capelli, utilizzando la app Style My Hair by l’Oreal Professional.

Nell’angolo start up del suo HR disrupt Café, L’Oréal e i tre partner OSCARh, Never Eat Alone e Monkey Tie, hanno presentato metodi innovativi per migliorare la work experience all’interno del Gruppo:

Nevere eat alone, app di lunch scheduling per incrementare l’in-house networking tra dipendenti di differenti dipartimenti interni.

OSCARh, lavora con L’Oréal per creare nuovi percorsi di carriera «Extended Company» che permette ai dipendenti di immergersi in nuove start up o SME per 3 mesi.

Monkey tie che ha co-sviluppato «Career Profiler» con L’Oréal, piattaforma innovativa per razionalizzare la mobilità interna al Gruppo, migliorando l’esperienza del dipendente.

di D. Storni

Corea: la fucina della cosmesi

0

coreaLa produzione cosmetica Made in Seul è considerata una delle più innovative a livello mondiale, fonte di ispirazione per molti trend emergenti nei mercati occidentali e orientali, grazie anche a un insieme di fattori che trascendono la sola innovazione, tale fenomeno è conosciuto come «Korean Wave» o «Hallyu».
La Corea del Sud, un piccolo paese con una popolazione di circa 50 milioni di persone, si è affermato come uno dei top driver dell’economia mondiale.
La ragione del successo dei marchi coreani non dipende solo dall’innovazione, ma anche da strategie di marketing molto efficaci e dal posizionamento dei prodotti nei mercati.
Il governo coreano supporta l’industria nazionale, in particolare, quella dell’intrattenimento, che attraverso la musica, i film e la televisione ha fatto conoscere, prima in Asia e poi in tutto il mondo, la cultura e lo stile di vita coreano, facendo da traino alla domanda estera dei prodotti più alla moda, prodotti nel piccolo stato asiatico.
Tra i vari settori industriali, quello cosmetico è sicuramente tra quelli più dinamici, basti pensare che il valore del mercato beauty e personal care è stato stimato nel 2015 in circa 10 miliardi di dollari. La notevole crescita del mercato della bellezza, nonché la peculiarità che lo contraddistinguono, ha proiettato lo Stato asiatico tra i principali creatori di tendenze nella cosmesi, in Asia e oltre.

Il mercato ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, in cui i prodotti per la cura viso sono il principale driver per la cosiddetta «K-beauty», in termini di vendite, nonché fonte di innovazione che guida lo sviluppo anche di altri prodotti cosmetici. Per dare una misura di tale fenomeno, basti pensare che secondo il servizio doganale coreano, nel 2014 la Corea del Sud è diventata un esportatore netto di prodotti cosmetici per la prima volta nella sua storia, con un controvalore di 130 milioni di dollari, in prodotti di bellezza, solo negli Stati Uniti. Nel 2015, le esportazioni di tali prodotti della Corea del Sud verso gli Stati Uniti sono aumentate del 59%.

figura 1

Il mercato in prospettiva
Nel corso dei prossimi 5 anni è previsto un rallentamento della crescita, poiché il mercato sta raggiungendo la saturazione e l’economia sta rallentando. Inoltre, il potenziale calo della spesa turistica è un’altra variabile importante. Tuttavia, il rapido ritmo di innovazione di prodotto e il numero di consumatori beauty-savvy, sono due fattori che contribuiranno a sostenere il mercato e a creare nuove opportunità per le imprese. Il settore skin care, in particolare i prodotti dedicati al viso, è tra i più attivi nello sviluppo e lancio di nuovi prodotti, così come in termini di vendite (fig.1).

Il cosidetto K-beauty Boom è sostenuto da un insieme di fattori quali, una rapida innovazione di prodotto con diversificazione degli stessi, prodotti con un rapporto qualità – prezzo interessante, consumatori informati, comunicazione efficiente e pervasiva, sia digitale che retail. In Asia il consumatore richiede un’esperienza coinvolgente nell’atto di acquisto, mentre quello occidentale desidera prodotti innovativi. I mercati occidentali si sono resi conto che i prodotti cosmetici coreani, benché creati per pelli asiatiche, possono andare bene anche per una cute differente, come quella delle popolazioni europee e nord americane. I bisogni maggiori per i coreani sono i prodotti che nutrono e idratano la pelle, con proprietà praticamente da skin care. Ciò è testimoniato dal lanco di nuovi prodotti per il viso in base al claim, nel mercato coreano rispetto al resto del mondo, come riportato nella tabella 1.

tabella 1

I canoni di bellezza
Tradizionalmente, i consumatori coreani sono estremamente consapevoli della propria immagine e sono disposti a investire in prodotti di bellezza per mantenere il loro aspetto, stimolando così il mercato beauty e persola care. L’ideale di bellezza femminile è rappresentata da una pelle opalescente e scintillante ottenuto con diversi prodotti, inoltre sono preferiti colori tenui e pastello per essere in tinta con l’effetto perlescente, anche il trucco delle labbra deve essere sfumato. Il rituale di bellezza locale è caratterizzato da dieci steps, per raggiungere tale perfezione, ci spiega Michele Superchi, marketing e sales manager di Beautystreams, società specializzata nella ricerca di nuove tendenze nel settore cosmetico. Da qui l’uso di minimo dieci e fino diciotto prodotti differenti, (una donna europea ne usa cinque o sei). I coreani non amano la diversità, l’omogeneità è una condizione imprescindibile. Il settore maggiormente sviluppato risulta, dunque, essere quello dei prodotti di bellezza della pelle in primis, poi quello hair care, in particolare gli shampoo. La motivazione di tale fatto, oltre a un mero fatto culturale, risiede anche nell’elevato tasso di inquinamento delle maggiori città coreane, come Seoul e Busan, dove si concentra la maggior parte della popolazione. Per tale motivo, l’industria cosmetica nazionale, ha investito molto in ricerca per sviluppare prodotti per la protezione e la cura della pelle, pittosto che per mascherare le imperfezioni.

Nuovi trend
I consumatori coreani sono molto informati e curiosi di sperimentare i prodotti più recenti immessi sul mercato, inoltre sono disposti a diversificare e variare facilmente il loro «portafoglio» di cosmetici. Questa sofisticazione delle abitudini di consumo, crea una piattaforma ideale per i marchi di bellezza per proporre e testare le loro innovazioni. Negli ultimi anni è aumentato l’utilizzo ingredienti naturali, principalmente erbe e funghi della tradizione locale, grazie alla maggior consapevolezza verso una cosmesi green. Sulwhasoo, marchio del segmento skincare premium di AmorePacific, è specializzato nell’utilizzo le erbe asiatiche nelle sue soluzioni. Uno degli ingredienti fondamentali, il ginseng, è il principale ingrediente funzionale nei suoi prodotti anti-invecchiamento e di sbiancamento. I marchi di bellezza hanno esplorato ogni possibilità in termini di ingredienti, ben oltre ogni immaginazione, uno degli esempi più importanti è la bava di lumaca, per i suoi effetti sulla la pelle che dovrebbe stimolare la formazione di collagene e elastina, viene utilizzato in prodotti idratanti e trattamenti spot. Altri ingredienti inusuali che vengono utilizzati sono, il veleno delle api, il latte di cammello e l’estratto di stella di mare. La tecnica della fermentazione è stata introdotta nei processi produttivi. Tale procedimento, ben conosciuto in Corea, poiché usato per produrre il Kimch’i, un piatto tradizionale di verdure fermentate con spezie. Applicando questa tecnica alla produzione cosmetica, in particolare a quelli del segmento skin care, i nutrienti e gli antiossidanti sono assorbiti più facilmente dalla pelle contribuendo a rafforzare l’efficacia degli ingredienti, in particolare per quanto riguarda l’idratazione. Whamisa, un marchio di prodotti cosmetici biologici lanciato nel 2010 da ENS Beauty Group, a base di ingredienti fermentati naturalmente, inclusi fiori, frutti e semi, è stata una delle prime aziende a utilizzare questa tecnica, differenziandosi con successo nell’altamente competitivo mercato cosmetico coreano. La nuova categoria di essenze water-type e di articoli multifunzionali, come creme multi-azione, contribuiscono a ridurre il rituale di bellezza delle donne coreane. Come riferito in precedenza, tale rituale è composto di almeno dieci steps, ma oggi i consumatori stanno raffinando le loro abitudini includendo prodotti ultra segmentati, o utilizzando elementi multifunzionali che sostituiscono diversi passaggi. Questa tendenza a ridurre il rituale quotidiano, è iniziata con prodotti a base di sostanze naturali fermentate, poi con quelli a base d’acqua e prosegue con i nuovi prodotti a basati su nanoemulsioni e liposomi. Questo ha permesso di creare un nuovo segmento chiamato «first essence» che può sostituire toner o lozioni. L’industria della bellezza è risultata innovativa anche negli imballaggi dei prodotti, basti pensare ai cosmetici «Ki-dult», in cui imballaggi e confezioni sono personalizzabili e sottolineano la formulazione contenuto.

Marketing digitale e non solo
La crescita senza precedenti dei marchi di bellezza coreani può anche essere attribuita alle loro innovazioni in termini di strategie di marketing, che hanno cavalcato sia la trasformazione digitale che la Korean Wave, sfruttando la crescente influenza dei media digitali per coinvolgere i clienti. In alcuni mercati, tra cui quello della cosmesi, il canale online ha superato i supporti tradizionali per la ricerca d’informazioni sui prodotti di bellezza e sul loro impiego. Per esempio, Laneíge ha lanciato la sua piattaforma online per educare i consumatori, creando sul suo sito web la «School of K-Beauty», che comprende contenuti video e una guida passo-passo per fornire ai consumatori le ultime tendenze sulla bellezza e le tecniche per l’utilizzo dei prodotti. Strategie di marketing consolidate sono quelle di incorporare un prodotto in una delle seguitissime, non solo in Corea, soap opera e integrare l’annuncio in spot televisivi. Song Hye-kyo, nota attrice di soap, è stata testimonial in una pubblicità per un noto rossetto, lo stesso prodotto è stato utilizzato in una scena di «Descendants of the Sun», famosa soap campione di ascolti. Le vendite del rossetto sono aumentate del 400%, grazie a questa tattica di marketing. Diffuso è anche l’uso di di programmi televisivi, da parte delle case produttrici, dove i consumatori trovano suggerimenti e consigli sui prodotti da loro commercializzati. Il più famoso è lo spettacolo settimanale «Get it Beauty», trasmesso dal 2006, offre sessioni di blind test, in cui insiders ed esperti di prodotti cosmetici sono invitati a scegliere il miglior prodotto nelle rispettive categorie. Data la popolarità e l’elevata influenza che la trasmisione esercita sul pubblico, rivenditori come Lotte Duty Free e Olive Young hanno recentemente istituito una campagna pubblicitaria con lo stesso nome dello spettacolo televisivo, per la vendita, presso i loro negozi, dei prodotti oggetto di prova durante lo show.

Conclusioni
Il mercato cosmetico coreano è caratterizzato da una dinamicità difficilmente riscontrabile in altri zone, tale attività è anche il risultato di una continua spinta all’innovazione delle aziende che vi operano, tanto che nel solo settore dello skin care i lanci di nuovi prodotti nel 2015 sono stati circa 1500, con una brandizazzione del prodotto scarsa. In tale contesto come potrebbe agire un’impresa occidentale che desidera entrare in tale mercato? Secondo Michele Superchi, il potenziale da sfruttare è il segmento del lusso, non ancora pienamente sviluppato, inoltre i prodotti occidentali sono ritenuti dal consumatore coreano di ottima qualità. L’invecchiamento della popolazione, fornisce l’opportunità alle imprese per sviluppare nuove formulazioni anti-age da offrire al mercato. Produttori che non si adeguano alla standardizzazione e ai lanci di prodotti per seguire la richiesta della moda, possono offrire una cosmesi più sofisticata, introducendo anche prodotti particolari e insoliti, in tal modo hanno la possibilità di rimanere sugli scaffali per più tempo. Tutto ciò senza perdere di vista la vibrante scena dei social media coreana, resa fruibile dalla più alta velocità media di connessione internet al mondo e dal maggior numero di hot spot Wi-Fi disponibili globalmente.

Vince il digitale
Blogger e recensioni dei consumatori sulle online community sono ancora un importante fonte per le informazioni sulla bellezza. Si sta assistendo a una migrazione dei consumatori su piattaforme visuali, come YouTube e Instagram, o su applicazioni meno commerciali come mobile apps dedicate. Rispetto ai ventenni, la popolazione di età compresa tra i 30 e i 40 anni, risulta ancora, in buona misura, legati ai canali tradizionali quando cercano informazioni sui prodotti cosmetici, come i campioni distribuiti presso i punti vendita e programmi televisivi dedicati, anche se tale fenomenologia sta variando verso un maggior uso del digitale anche per questa fascia di popolazione.

Bibliografia
-Mintel. Korean Beauty 2017. Presentazione In Cosmetics 2017.
-Euromonitor International. Beauty and Personal Care in South Korea. http://www.euromonitor.com/beauty-and-personal-care-in-south-korea/report.
-Beautystreams. www.beautystreams.com
-Korean Cosmetics: Setting the Pace for Global Beauty. http://www.beautypackaging.com/issues/2016-03-01/view_features/korean-cosmetics-setting-the-pace-for-global-beauty.

di Marco Colombini, analista economico

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...