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Ilaria Borgna

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Nanoemulsioni ed emulsioni differenze formulative

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nanoemulsioni

L’uso delle nanoemulsioni nei prodotti cosmetici è stato ampliato negli ultimi decenni a causa di diversi vantaggi formulativi (per esempio, la migliorata stabilità e le migliori proprietà). Le nanoemulsioni sembrano migliorare la penetrazione di principi attivi attraverso la pelle umana, rispetto all’emulsione convenzionale. In questo contesto, il rischio di una maggiore esposizione sistemica del consumatore agli ingredienti attivi, a causa della capacità delle nanoemulsioni di migliorare la permeazione, provoca un attributo critico da valutare per assicurare la sicurezza dei consumatori. Lo scopo di questo lavoro è stato la valutazione di come una nanoemulsione olio in acqua (O/W) possa influenzare i profili di permeazione cutanea in vitro di due principi attivi, utilizzati come modello, aventi polarità diversa (ossia caffeina ed etile ximeninato). Preliminarmente, poiché entrambe le molecole selezionate hanno influenzato la stabilità fisica della nanoemulsione, sono stati condotti studi per identificare la formulazione più stabile per eseguire gli studi di permeazione in vitro. I risultati complessivi hanno dimostrato che le nanoemulsioni potrebbero influenzare in modo significativo i profili di permeazione delle molecole, in funzione delle loro proprietà fisico-chimiche. In particolare, le nanoemulsioni O/W hanno migliorato notevolmente i profili di permeazione degli ingredienti attivi apolari rispetto alle emulsioni convenzionali, mentre non sono state osservate differenze per le molecole polari.
Considerando tali risultati, vale la pena osservare che c’è spazio per riconsiderare la valutazione dei rischi dei prodotti cosmetici a base di nanoemulsioni.

Drug Deliv Transl Res. 2017 May 15. doi: 10.1007/s13346-017-0390-7

di C. Lacapra e S.Rum

Lo strano caso del Muschio Chetone

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Unico nel suo genere, nella sua capacità di dare un odore molto simile a quello del corpo umano: nel possedere queste caratteristiche uniche dei muschi, di dare persistenza e di avvolgere in modo profondo ogni altra nota della composizione.
Nel complesso e grande mondo delle note muschiate una citazione d’obbligo la merita senz’altro il muschio chetone, ormai strettamente limitato dall’IFRA, Ente regolatorio più importante nel mondo dei profumi a livello mondiale, ma rappresentante di una famiglia di materie prima tra le più utilizzate nelle composizioni di ogni tempo, dal fine fragrance al mondo della detergenza industriale, per alcune caratteristiche uniche.

Il muschio chetone è un nitromusk che si presenta come una polvere bianca di natura cristallina, fotosensibile e infatti con il tempo e l’esposizione ai raggi UV oppure all’aumentare della temperatura può assumere colorazioni tendenti al giallo più o meno intense.
Inoltre, è un prodotto estremamente difficile da solubilizzare sia in solventi di natura glicolica sia in alcol etilico e si dimostra perfettamente solubile in tali condizioni solo a concentrazioni basse.

A seguito delle forti limitazioni all’impiego di questa materia prima decise dall’IFRA, può infatti essere utilizzato solo se la percentuale di muschio xylene al suo interno è minore dello 0,1%, è diventata prassi per le più grandi fragrance houses mondiali ricercare dei possibili sostituti del muschio chetone, utilizzando le apparecchiature gas-cromatografiche e il naso del “profumiere” per ricreare possibili alternative, spesso però rappresentate da un collage poco riuscito di diverse note muschiata che non è in grado di replicare l’odore del muschio chetone, e qualora lo fosse ne necessita un’introduzione in quantitativi due/tre volte superiori allo stesso.
Una volta scoperti casualmente a fine 1800 dal genio di Alber Baur, impegnato nel tentativo di trovare un esplosivo simile alla nitroglicerina, questi nitromusk hanno dominato per anni la scena della profumeria prima di essere banditi a causa della loro neuro e fototossicità.

La sensualità e la capacità avvolgente della nota muschiata di muschio chetone sono caratteristiche uniche e difficilmente replicabili, annusando una mouillette spruzzata in un vecchio edt degli anni ‘70 il muschio chetone è la classica nota che rimane sulla cartina per giorni e può essere riconosciuta in maniera univoca dalla stragrande maggioranza dei nasi in circolazione.
Il profumo più famoso che ha visto l’utilizzo del muschio chetone in formula è senz’altro Chanel N°5, dove venne scelto come materia prima che per la sua straordinaria capacità di mimare l’odore del muschio tonkino. Anche nel mondo medio-orientale vi sono molte profumazioni caratterizzate dalla presenza del muschio chetone, soprattutto nelle copie di grandi prodotti del passato, dove la concentrazione di muschio chetone rimane davvero significativa sfruttando un’area del mondo dove il disciplinare IFRA, soprattutto in molte creazioni del fine fragrance, non viene seguito alla lettera ma a comandare è l’aspetto prettamente artistico della composizione.

di L. Ilorini

Struttura resistente tra cuticola e corteccia dei capelli

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Per chiarire la presenza e le proprietà di una struttura unica, che si trova tra la cuticola e la corteccia dei capelli, sono state utilizzate fibre intere di capelli e capelli divisori longitudinali. Trattando con un miscela di urea, i capelli sono stati suddivisi all’interfaccia tra la cuticola e la corteccia. I residui della soluzione sono stati osservati al microscopio, determinando la distribuzione di lipidi e di proteine. È stata ottenuta una struttura a membrana che si trova all’interfaccia tra cuticola e corteccia. Questa struttura ha mostrato un’elevata resistenza alle sostanze chimiche. È stata, quindi, considerata la regione in cui sono incorporate le radici prossime delle cuticole. Questo può proteggere la corteccia dagli stimoli esterni più saldamente rispetto alla parte superficiale della cuticola.

International Journal of Cosmetic Science (2017), 39(3), 327-336. 

di C. Lacapra e S.Rum

Emulsioni a pH acido: effetto sui livelli di ceramidi

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La xerosi è un cambiamento dermatologico causato da significative alterazioni nella funzione e struttura dello strato corneo (SC). Due cambiamenti negativi, che si possono registrare nella pelle invecchiata, sono il pH superficiale aumentato e il contenuto lipidico dello SC alterato. Pertanto, è stato studiato il modo in cui un prodotto acido per la cura della pelle, con diversi oli vegetali, possa influenzare la funzione dello SC, e il profilo lipidico nei soggetti più anziani con pelle secca. Nel presente lavoro sono state effettuate differenti misurazioni prima e dopo un periodo di applicazione di 3 settimane: perdita transepidermica dell’acqua, idratazione dello SC e pH della superficie della pelle. In aggiunta, la matrice lipidica dello SC è stata valutata per l’analisi delle lamelle lipidiche intercellulari e del profilo lipidico. Dopo il trattamento, è stato osservato un significativo aumento delle lamelle lipidiche nello spazio intercellulare dello SC nella zona trattata con il prodotto di prova, rispetto all’area non trattata. Inoltre, è stato riscontrato che il livello di ceramidi era aumentato, sebbene le ceramidi non venissero fornite dalla formulazione di prova. In sintesi, l’applicazione topica di un prodotto a pH 4,0 contenente oli vegetali migliora la formazione della barriera epidermica e ordina ilrapporto lipidico dello SC nelle pelli secche.

International Journal of Cosmetic Science (2017), 39(3), 284-291. 

di C. Lacapra e S.Rum

Le potenzialità dei ricci di castagna

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castagnaLe castagne (Castanea sativa) sono un prodotto alimentare comune nei paesi del Mediterraneo, e sono conosciute anche per i loro effetti benefici sulla salute umana. Tuttavia durante la lavorazione questi frutti generano una grande quantità di sottoprodotti, come i cosiddetti «ricci», ovvero le capsule che racchiudono il frutto. Nel presente lavoro è stata determinata la composizione dei macronutrienti, il profilo della vitamina E e il contenuto in amminoacidi dei campioni provenienti da tre diverse regioni (Minho, Trás-os-Montes e Beira-Alta). La composizione nutrizionale era simile per tutti i campioni, essendo caratterizzato da un elevato contenuto di umidità e da basse quantità di grassi. Tutti gli aminoacidi essenziali sono presenti in quantità considerevoli. Per quanto riguarda la vitamina E, la forma predominante era il α-tocoferolo. Gli autori hanno quantificato I composti fenolici totali e l’attività antiossidante utilizzando due saggi biochimici (DPPH e FRAP). Tutti gli estratti di ricci hanno mostrato un alto contenuto fenolico totale. In conclusione lo studio suggerisce di approfondire il potenziale dei ricci di Castanea sativa come ingrediente cosmetico e nutraceutico.

Pinto et al., 2017. Food and Function, 10.1039/C6FO01469K

di A.Bulgarelli

 

Evento Kosmetica – 15 giugno 2017

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KosmeticaL’anno scorso si è tenuto, con grande successo, l’evento-incontro “Tecnologia e innovazione armi vincenti del Made in Italy. La grande cosmetica italiana cresce facendo network”, promosso da Kosmetica presso la sede della casa editrice Tecniche Nuove. È stato un importante e imponente convegno che ha visto la presenza, come relatori e come partecipanti, di numerosi imprenditori, tecnici e responsabili di Marketing molto noti nel settore cosmetico, per un totale di 261 persone.
Grazie a questo successo e la richiesta continua da parte delle aziende, si è deciso di organizzarne un altro dal titolo “Made in Italy ed Export. Innovazione, creatività e tecnologia. La grande cosmetica italiana cresce facendo network”, puntando sempre sul concetto di fare rete e business insieme, al fine di continuare e a eccellere con il nostro Made in Italy nel mondo. Uno scambio e condivisione d’informazioni, conoscenze e competenze tra imprese, acquisizione di risorse tecniche e finanziarie.
L’evento si svolgerà il 15 giugno 2017 c/o la sede del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. in via Eritrea, 21 a Milano
a partire dalle ore 15:00  a chisura vi sarà un aperiritivo profumato e cena a buffet.

 

Ringraziamo gli sponsor di quest’anno che man mano stanno aderendo all’iniziativa.

Frutta in cosmesi: studio tailandese dimostra l’utilità dei resti

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Ricercatori tailandesi hanno studiato in vitro gli effetti cosmetici di vari scarti di frutta, in particolare degli estratti della buccia di litchi, rambutan e tamarindo. Il tamarindo si è dimostrato un ottimo ingrediente contro i radicali libeli, mentre il litchi si è mostrato efficace per inibire elastati e collagenasi. Tutti e tre gli estratti si sono rivelati sicuri per i fibroblasti umani e in grado di inibire MMP-2, con l’estratto di litchi che è risultato più efficace della vitamina C, considerata lo standard. I tre estratti hanno anche rivelato capacità di sopprimere la produzione di melanina nelle cellule di melanoma B16F10 attraverso l’inibizione della tirosinasi e della Trp-2. Anche in questo caso, l’estratto di litchi si è mostrato più potente dello standard, ovvero l’acido cogico. Questi risultati indicano la possibilità di utilizzare prodotti considerati di scarto come base per una cosmesi anti-age sostenibile, sicura e innovativa.

Lourith N., Kanlayavattanakul M. et al. In vitro and cellular activities of the selected fruits residues for skin aging treatment. Anais da Academia Brasileira de Ciências. Available online. DOI: 0.1590/0001-3765201720160849

http://www.scielo.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S0001-37652017005010106&lng=en&tlng=en

Coltura cellulare, Buone Pratiche e test in vitro

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coltura cellulareRecentemente è apparso online un interessante articolo che sottolinea come le Buone Pratiche di Coltura Cellulare (GCCP) siano fondamentali quando si effettuano test di tossicologia in vitro. Ecco, quindi, che tre importanti organi che si occupano proprio di test in vitro – la Società Europea di Tossicologia in Vitro (ESTIV), il Centro per le Alternative alla Sperimentazione Animale (CAAT) e la Piattaforma Industriale di Tossicologia in Vitro (IVTIP) – si sono uniti per ricordare gli aspetti cui prestare particolare attenzione: l’importanza della qualità delle nuove tecnologie utilizzate per fare coltura cellulare, tra cui le cellule staminali, le implementazioni fatte alle Buone Pratiche di Manifattura (GMP) e di Laboratorio (GLP) ai fini dei test richiesti dalla regolamentazione e le indicazioni fornite dalla guida OCSE alle Buone Pratiche per i Metodi in vitro. L’uso di queste buone pratiche è fondamentale per poter assicurare la riproducibilità e la robustezza dei test in vitro proposti per finalità tossicologiche.

Chantra Eskesa, Ann-Charlotte Boströmb et al. Good cell culture practices & in vitro toxicology. Toxicology in vitro. Available online. Doi: 10.1016/j.tiv.2017.04.022

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0887233317301078

di S.Somaré

 

Elastina e il suo ruolo nel fotoageing cutaneo

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elastinaL’invecchiamento della pelle è un processo complesso che può essere causato da fattori intrinseci ed estrinseci al corpo. La radiazione UV rappresenta una delle principali fonti di danno della pelle negli anni, e caratterizza un processo noto come fotoageing. Tra i cambiamenti che colpiscono il tessuto cutaneo con l’età, i più conosciuti sono la perdita delle proprietà elastiche causata dai cambiamenti della produzione dell’elastina, nonché l’aumento della degenerazione e/o trasformazione che produce un impatto sostanziale sull’estetica e sulla salute dei tessuti. Il verificarsi di elastosi solare è uno dei principali marcatori della «fotoazione cutanea» e si caratterizza per la deposizione disorganizzata e non funzionale di fibre elastiche. Il fenomeno di splicing alternativo indotto dalla radiazione UV del gene dell’elastina, che porta alla sintesi insufficiente delle proteine necessarie per il corretto montaggio delle fibre elastiche, è una spiegazione potenziale di questo fenomeno. Studi innovativi sono stati fondamentali per la spiegazione dei meccanismi di fotoageing raramente esplorati, e hanno consentito l’identificazione di alternative terapeutiche efficaci come i prodotti cosmetici.

International Journal of Cosmetic Science (2017), 39(3), 241-247. 

di C. Lacapra e S.Rum

Applicatore floccato

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Quadpack, società specializzata nella produzione di packaging, ha ampliato la gamma Q-Line Liquid Foundation introducendo un’astina con applicatore floccato a taglio obliquo. La punta floccata offre precisione e comfort, in particolare nell’applicazione di formule due in uno come fondotinta e correttore. La testa multifunzione permette di giocare con la forma: usare il retro per la fronte, gli zigomi e il mento; la punta per correggere le macchie; infine l’intera superficie per una copertura di tutto il viso. La texture morbida della testa inoltre permette un’applicazione molto piacevole sulla superficie della pelle. Il packaging presenta un look elegante: bottiglia in vetro da 30 ml, wiper in LDPE, e tappo in ABS decorabile secondo i requisiti del brand.

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...