I composti bioattivi dai funghi stanno suscitando un interesse crescente nella scienza cosmetica grazie alla loro diversità chimica, alle attività biologiche multifunzionali e alla possibilità di essere ottenuti mediante processi biotecnologici controllati.
Gli ingredienti derivati da processi biotecnologici hanno attirato l’attenzione del settore cosmetico, in quanto i sistemi produttivi controllati garantiscono una maggiore riproducibilità e una minore dipendenza dalla variabilità ambientale rispetto a molte materie prime botaniche convenzionali.
Anche piccole differenze nella composizione delle materie prime possono, infatti, influenzare la stabilità della formulazione cosmetica, le proprietà sensoriali e le prestazioni biologiche. La coltivazione microbica controllata consente, inoltre, l’ottimizzazione dei processi produttivi e la produzione su larga scala in condizioni standardizzate.
Macrofunghi per formulazioni cosmetiche finite
Tra i sistemi microbici, i funghi rappresentano una delle fonti più chimicamente diversificate di metaboliti bioattivi.
I macrofunghi producono polisaccaridi, composti fenolici, terpenoidi, steroli, pigmenti e peptidi con potenziale rilevanza per la fisiologia cutanea. Le attività riportate includono effetti antiossidanti, modulazione delle vie infiammatorie, supporto della funzione di barriera epidermica, regolazione della melanogenesi e protezione contro la degradazione della matrice extracellulare.
Queste proprietà hanno favorito un crescente interesse per i composti derivati dai funghi come ingredienti cosmetici, in particolare nelle formulazioni idratanti, antiage, rigenerative e fotoprotettive.
La ricerca attuale è, tuttavia, in gran parte limitata allo studio di metaboliti isolati e a modelli in vitro semplificati, mentre relativamente poca attenzione è stata dedicata alle prestazioni dei composti derivati dai funghi nelle formulazioni cosmetiche finite.
In pratica, l’efficacia cosmetica dipende non solo dall’attività biologica, bensì anche dai metodi di estrazione, dalla stabilità fisico-chimica, dalla compatibilità della formulazione e dall’efficienza di rilascio.
Il valore dell’interdisciplinarietà
Il presente lavoro, pubblicato su Applied Sciences, esamina i composti bioattivi derivati dai funghi dal punto di vista della formulazione cosmetica e dell’applicabilità industriale.
Nello specifico, la review analizza come le condizioni di coltivazione, le procedure di estrazione e la progettazione delle formulazioni influenzino la stabilità, la biodisponibilità e le prestazioni cosmetiche, valutando criticamente le tecnologie estrattive, i sistemi di fermentazione, le strategie di incapsulamento, i vettori lipidici, gli idrogel e le piattaforme di rilascio su scala nanometrica.
La revisione affronta, inoltre, i principali limiti, tra cui l’instabilità ossidativa, la variabilità nella composizione dei metaboliti, la limitata penetrazione di composti ad alto peso molecolare e la carente standardizzazione dei processi, oltre alla necessità di una maggiore validazione clinica.
Sebbene siano stati compiuti progressi significativi nella biotecnologia fungina e nello sviluppo di formulazioni cosmetiche, una più ampia implementazione industriale richiede ancora una migliore standardizzazione delle procedure di coltivazione ed estrazione, una solida validazione clinica e l’adozione di quadri normativi e sistemi di qualità armonizzati.
I progressi futuri dipenderanno dalla riuscita integrazione della biotecnologia fungina, della scienza della formulazione, della caratterizzazione analitica, della valutazione tossicologica e dell’analisi dell’efficacia clinicamente rilevante. Un approccio interdisciplinare di questo tipo potrà favorire la trasformazione di promettenti risultati di laboratorio in formulazioni cosmetiche di nuova generazione sicure, efficaci e scientificamente validate.
Fonte: Kolisz M, Sułkowska-Ziaja K, Trepa M et al. Fungal Bioactives in Modern Cosmetic Formulations — A Review. Applied Sciences. 2026; 16(14):7059. https://doi.org/10.3390/app16147059.











