Generalmente consumati a tavola, i frutti di bosco sono ricchi serbatoi di minerali, zuccheri, acidi organici, vitamine, carotenoidi, fenoli e acidi grassi. Tra i frutti di bosco rientrano i lamponi, molto apprezzati e coltivati in tutto il mondo per il gusto delizioso.

L’olio di semi di lampone è caratterizzato da un elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi (PUFAs), come l’acido linoleico e l’acido alfa-linolenico. È una ricca fonte di vitamine A ed E e viene pertanto utilizzato anche in ambito cosmetico come efficace idratante, emolliente e antiossidante cutaneo oltre che come agente fotoprotettivo.

Il processo di estrazione dell’olio dai semi genera alcuni rifiuti, per i quali è necessario sviluppare strategie di riduzione e recupero.

Poiché solo circa il 9% dell’olio è estratto mediante spremitura a freddo, quasi tutta la biomassa di partenza viene sprecata. La rimanente parte sgrassata è una ricca fonte di composti bioattivi.

Lo studio

Il presente lavoro, pubblicato su Pharmaceutics, prende in esame una strategia per valorizzare i semi di lampone sgrassati e ottenere ingredienti preziosi con potenziale applicazione in formulazioni skincare.

L’olio è stato estratto sfruttando la tecnologia di estrazione con pressatura a freddo.
La rimanente parte di semi di lampone sgrassati è stata trattata con tre Deep Eutectic Solvents (DES) a base di prolina per ottenere polifenoli.

La prima fase dell’analisi ha riguardato la caratterizzazione chimica dell’olio spremuto a freddo, l’ottimizzazione della procedura di estrazione green dei componenti bioattivi dai semi sgrassati, la determinazione del contenuto fenolico totale (TPC) e dell’attività di scavenger dei radicali (RSA) negli estratti, la quantificazione dell’acido ellagico libero e dell’acido ellagico totale negli estratti mediante cromatografia liquida e la selezione del sistema DES a base di prolina più efficiente per l’estrazione dei composti fenolici.

L’estratto di prolina/acido citrico è risultato il più potente, con contenuto di acido ellagico libero e totale rispettivamente di 52,4 mg/L e 86,4 mg/L, contenuto fenolico totale (TPC) di 550,1 mg GAE/L e attività di scavenger dei radicali (RSA) di 4742,7 mmol TE/L.

Dopo aver selezionato l’estratto più importante, l’esperimento è stato finalizzato all’ottenimento della formulazione cosmetica e alla valutazione delle sue caratteristiche.

Sono stati allestiti due prototipi: un’emulsione mediante miscelazione diretta dell’estratto selezionato nel campione di controllo (crema per le mani) e una microemulsione tramite incapsulamento con amido come veicolo.

I due preparati sono stati caratterizzati mediante la valutazione del potenziale di irritazione (Zein test) e della perdita di acqua transepidermica (TEWL), test dei globuli rossi (RBC) e test antiossidante DPPH.

Entrambi sono risultati di qualità migliore rispetto alla crema per le mani di controllo, con un basso effetto di irritazione cutanea, una perdita d’acqua transepidermica (TEWL) inferiore e un potenziale antiossidante più elevato.

Le conclusioni

Il settore agroalimentare produce un’enorme quantità di materiale di scarto inevitabile che, nella maggior parte dei casi, può essere riutilizzato.

Lo studio soprariportato è conforme ai principi dell’economia circolare e agli standard della tecnologia green. Si configura pertanto come modello efficiente per il riutilizzo di risorse naturali attraverso la minimizzazione dei rifiuti.

Sono comunque auspicabili studi chimici più dettagliati per chiarire la composizione dei sottoprodotti derivanti dalla lavorazione dell’olio di semi di lampone e il loro valore come materie prime promettenti per il settore beauty.

Ćirić I, Dabić Zagorac D, Sredojević M, Fotirić Akšić M, Rabrenović B, Blagojević S, Natić M, Valorisation of Raspberry Seeds in Cosmetic Industry-Green Solutions, Pharmaceutics. 2024; 16(5):606. https://doi.org/10.3390/pharmaceutics16050606

 

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