Tradizionalmente apprezzate per le proprietà medicinali sistemiche, le specie di Astragalus stanno acquisendo crescente interesse come fonti preziose di ingredienti per l’industria cosmeceutica.

Con oltre tremila specie annuali e perenni presenti in Asia, Europa, Africa e America, il genere Astragalus L. (Fabaceae) è uno dei più diffusi nel regno vegetale. La maggior parte delle specie di questo genere sono perenni erbacee, anche se sono presenti forme annuali o arbustive.

I benefici per la salute derivanti dagli estratti di Astragalus, in particolare di Astragalus membranaceus Fisch. ex Bunge (sinonimo di Astragalus mongholicus Bunge), sono dovuti alla moltitudine di metaboliti secondari identificati, tra cui saponine, flavonoidi e polisaccaridi.

Ad oggi, sono stati isolati più di trecento costituenti chimici dall’Astragalus, tra cui polisaccaridi, flavonoidi, alcaloidi, cumarina, saponine, steroidi, acidi organici, oli essenziali e altri bioattivi.

Potenzialità antiage, fotoprotettive e antimicrobiche

Da una prospettiva normativa, Astragalus membranaceus è ampiamente riconosciuto nell’industria cosmetica globale. Secondo il database della Commissione europea per le sostanze e gli ingredienti cosmetici (CosIng), il nome ufficiale dell’International Nomenclature Cosmetic Ingredient (INCI) per l’estratto derivato da questa specie è Astragalus membranaceus Root Extract. Questa nomenclatura standardizzata identifica la radice della pianta come la principale fonte botanica di saponine, flavonoidi e polisaccaridi.

Sebbene Astragalus membranaceus rimanga la specie più rappresentativa, il presente lavoro, pubblicato su Cosmetics, esplora il genere in senso più ampio come riserva emergente di metaboliti secondari bioattivi, evidenziandone il potenziale per le moderne applicazioni cosmeceutiche.

Sono state raccolte le pubblicazioni più recenti riguardanti gli effetti topici delle specie di Astragalus nel trattamento delle problematiche dermatologiche. Diversi estratti di Astragalus e i loro composti hanno dimostrato di possedere proprietà antiage, fotoprotettive e antimicrobiche.

Opportunità e prossime sfide

Ricerche future dovrebbero avvalersi di screening fitochimici ad alto rendimento e tecniche di bioprospezione per identificare specie meno conosciute, caratterizzate da elevate concentrazioni di cicloastragenolo e flavonoidi peculiari. Studi comparativi tra diverse specie potrebbero, inoltre, rivelare alternative più efficaci per specifiche problematiche cutanee, come l’iperpigmentazione o la riparazione della barriera epidermica.

Parallelamente, sono essenziali studi clinici sull’uomo su larga scala, in doppio cieco e controllati con placebo. Questi dovrebbero basarsi su estratti standardizzati per garantirne la riproducibilità, misurando parametri quali la perdita di acqua transepidermica (TEWL), l’indice di elasticità e l’indice di melanina utilizzando metodi di bioingegneria non invasivi.

Effetti sulla melanogenesi

Un aspetto cruciale per tradurre il potenziale del genere in applicazioni cosmeceutiche pratiche è l’apparente dualità degli effetti sulla melanogenesi. Le attività opposte delle frazioni isoflavonoidiche (antimelanogeniche) e delle saponine (promelanogeniche) non costituiscono una contraddizione, bensì delineano una strategia per formulazioni mirate.

Lo sviluppo futuro dovrebbe superare gli estratti grezzi, privilegiando una standardizzazione guidata dalla bioattività. La progettazione di agenti schiarenti dovrebbe, ad esempio, concentrarsi su estratti standardizzati per calicosina e formononetina, adoperando l’estrazione selettiva con solventi polari per arricchire gli isoflavoni. L’approccio strategico all’isolamento di specifiche frazioni bioattive, anziché all’utilizzo indiscriminato dell’intera pianta, consentirebbe di sbloccare il pieno, e apparentemente variegato, potenziale dermatologico del genere Astragalus.

Prove emergenti suggeriscono che l’Astragalus possa apportare benefici indiretti alla pelle attraverso l’asse intestino-pelle, modulando l’infiammazione sistemica e il microbioma. L’indagine sugli integratori orali contenenti estratti di Astragalus e sui loro effetti sinergici, se combinati con applicazioni topiche, rappresenta una frontiera promettente per un approccio olistico alla salute della pelle.

Da considerare è l’approvvigionamento sostenibile del genere Astragalus, essenziale per prevenire la raccolta eccessiva delle specie selvatiche. La ricerca su metodi di produzione biotecnologici, quali le colture di hairy roots o la fermentazione di cellule vegetali, potrebbe garantire una fornitura sostenibile e standardizzata di metaboliti bioattivi, in linea coi principi della chimica verde. Da ultimo, sono necessari studi tossicologici sulle specie di Astragalus meno conosciute per confermarne la sicurezza per l’uso topico.

In conclusione, la presente revisione sottolinea la necessità di una precisa standardizzazione fitochimica per sbloccare appieno il potenziale regolatorio del genere Astragalus nelle moderne applicazioni dermocosmetiche.

Shahrivari-Baviloliaei S, Orhan IE, Plenis A, Viapiana A. The Genus Astragalus Species as an Emerging Source of Bioactive Phytochemicals: A Review of Dermatological and Cosmetic Applications. Cosmetics. 2026; 13(3):100. https://doi.org/10.3390/cosmetics13030100

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