Con oltre duecento specie diffuse a livello globale, il genere Jasminum è un genere importante della famiglia delle Oleaceae. Il gelsomino è oggi ampiamente coltivato nelle zone tropicali, subtropicali e temperate di tutto il mondo come pianta profumata, e i suoi fiori vengono utilizzati per produrre olio essenziale e tè al gelsomino.
È un rinomato ingrediente floreale in profumi, saponi, cosmetici e prodotti per l’igiene personale. Trattandosi, di un prodotto di esportazione, è fondamentale stabilire procedure analitiche efficaci per autenticare le specie di gelsomino e individuare eventuali adulterazioni.
Specie di gelsomino: un identikit
Spesso conosciuto come gelsomino reale, gelsomino spagnolo e gelsomino catalano, il Jasminum grandiflorum Linn. è originario di Cina, Filippine, Iran, India e Afghanistan. È coltivato in quantità considerevoli, soprattutto in India ed Egitto, e in misura minore in Marocco e Sudafrica.
Il fiore di gelsomino inizia a prosperare nei climi caldi e per tutta l’estate. In Egitto, la fioritura inizia solitamente ad aprile, raggiunge il picco a luglio e diminuisce a settembre. L’aroma migliore proviene dai fiori che si aprono di notte.
Il Jasminum sambac (L.) Ait. è un arbusto con fiori bianchi che si differenzia dal J. grandiflorum L. per i composti volatili. I petali del fiore sono più cerosi e spessi, e il fusto dell’arbusto è più robusto rispetto al J. Grandiflorum.
Il Jasminum multiflorum (Burm. f.) Andrews, noto anche come gelsomino stellato, gelsomino peloso, gelsomino lanuginoso e gelsomino a girandola, ha fiori bianchi interi in grappoli che sono piuttosto attraenti e fioriscono liberamente per lungo tempo. I fiori sono sessili, aromatici, con un bocciolo rosa tenue, un fiore che si apre di un bianco puro e crescono in ombrelle terminali. Ha dai sei ai nove petali, di forma lanceolata.
Il Jasminum azoricum L., o gelsomino bianco delle Azzorre, è un arbusto ornamentale raro ma apprezzato, originario dell’isola di Madeira, riconosciuto dalla fine del XVII secolo. È un arbusto rampicante con foglie trifogliate e fiori profumati che crescono in gruppi di 1-5 all’apice dei rami. I fiori hanno un piccolo calice verde e una corolla tubolare bianca che si espande in 6 lobi di petali.
Composti volatili dai fiori di gelsomino
Il presente lavoro, pubblicato su Scientific Reports, indaga le differenze compositive dei composti volatili dei fiori di J. sambac, J. azoricum, J. grandiflorum e J. multiflorum utilizzando una varietà di metodi di estrazione, tra cui l’estrazione con solvente e l’analisi dello spazio di testa, oltre alla variazione stagionale, mediante gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS) e analisi multivariata.
Per valutare il complesso set di dati, i ricercatori hanno impiegato tecniche multivariate non supervisionate come l’analisi delle componenti principali (PCA) e l’analisi dei cluster gerarchici (HCA) per esplorare le somiglianze e le differenze nei metaboliti volatili tra le varie specie. Da ultimo, hanno esaminato la correlazione tra i profili chimici volatili delle specie di Jasminum e le loro proprietà inibitorie dell’enzima monoamino ossidasi A (MAO-A).
Determinanti di fragranza e bioattività
L’analisi multivariata dei dati non supervisionata ha identificato acetato di benzile, benzoato di benzile, fitolo, linalolo, isofitolo, geranil linalolo, metil linoleato ed eugenolo come principali fitomarcatori responsabili della popolare fragranza di Jasminum grandiflorum.
I risultati hanno mostrato variazioni nella composizione dei composti volatili aromatici utilizzando diverse tecniche di estrazione. La tecnica HS (analisi dello spazio di testa mediante GC-MS) si è rivelata più efficace dell’estrazione con solvente per l’estrazione dei composti volatili. L’approccio senza calore riduce, infatti, la possibilità di modifiche e perdite dei componenti volatili durante la rimozione del solvente. Agosto rappresenta il periodo migliore per la raccolta.
La ricerca soprariportata rappresenta la prima indagine completa sugli effetti inibitori del concreto e dell’assoluto di gelsomino sull’enzima monoamino ossidasi A (MAO-A) in vitro. Linalolo, indolo, acetato di benzile, eugenolo, (E, E) -α- farnesene, jasmonato di metile e fitolo sono risultati i principali determinanti dell’attività biologica. Sono auspicabili ulteriori studi in vivo e indagini cliniche per confermare questi risultati preliminari.
Yassen M.S., Ayoub I.M., El-Ahmady S.H. et al. Comparative analysis of flower volatiles from four Jasminum species growing in Egypt using multivariate analysis. Sci Rep 16, 8947 (2026). https://doi.org/10.1038/s41598-026-39688-w











