Le vinacce siciliane hanno attirato l’attenzione come matrice agroindustriale abbondante in polifenoli e altri composti bioattivi per lo sviluppo di sistemi nanocosmetici sostenibili, nell’ambito delle strategie di valorizzazione e upcycling dei sottoprodotti della filiera vitivinicola.

L’Italia è il più grande produttore di vino al mondo, con oltre 8,5 milioni di tonnellate all’anno. In particolare, la Sicilia è un’area in crescita per la coltivazione dell’uva e la produzione vinicola. I vitigni siciliani più importanti a bacca rossa sono Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Frappato e Cabernet Sauvignon.

La lavorazione del vino genera, tuttavia, grandi quantità di sottoprodotti, come raspi, foglie, semi, bucce e fecce di vino, destinati al compostaggio o smaltiti in aree aperte, con possibili conseguenze ambientali.

La vinaccia (grape pomace, GP) rappresenta il principale sottoprodotto della vinificazione ed è considerata una ricca fonte di composti bioattivi, tra cui i polifenoli. Il contenuto di polifenoli nella vinaccia può variare significativamente in funzione della varietà d’uva, delle condizioni di coltivazione, del grado di maturazione del frutto, del processo di vinificazione e del metodo di estrazione. In particolare, tale contenuto è generalmente più elevato nelle varietà di uva rossa rispetto alle varietà di uva bianca.

I composti fenolici presenti nelle vinacce possono essere classificati, in base alla loro struttura, in acidi fenolici (acidi idrossibenzoici e idrossicinnamici), flavonoidi (flavan-3-oli, flavonoli, antocianine, proantocianidine/tannini condensati) e stilbenoidi (tra cui il resveratrolo).

Formulazioni basate su nanoparticelle lipidiche solide

Sebbene i bioattivi naturali possiedano numerose proprietà benefiche per la salute, la loro applicazione è spesso compromessa dalla bassa biodisponibilità, dalla scarsa solubilità in acqua e dall’instabilità chimica. Queste limitazioni possono essere superate incapsulando questi composti in nanoparticelle lipidiche solide (SLN), nanovettori colloidali costituiti da lipidi solidi, stabilizzati da tensioattivi e caratterizzati da un diametro medio compreso tra 50 e 1000 nm.

Le nanoparticelle lipidiche solide (SLN) presentano molteplici vantaggi: facilità di preparazione, produzione su larga scala, eccellente stabilità fisica, basso costo, versatilità chimica, bassa tossicità e biodegradabilità dei lipidi.

Il presente lavoro, pubblicato su Cosmetics, si propone di valorizzare la vinaccia d’uva (GP) attraverso un processo di estrazione ecocompatibile e di migliorarne l’incorporazione e la stabilità nelle formulazioni cosmetiche tramite sistemi basati su nanoparticelle lipidiche solide (SLN).

Gli estratti di vinaccia d’uva (GP) sono stati ottenuti adoperando un metodo di estrazione ecocompatibile e incapsulati mediante una tecnica di evaporazione del solvente a doppia emulsione acqua/olio/acqua (W/O/W). Le nanoparticelle sono state caratterizzate (dimensioni, indice di polidispersione e potenziale zeta) e incorporate in formulazioni cosmetiche, confrontate con un campione di controllo e con un campione contenente l’estratto libero.

Il valore dell’upcycling

Le nanoparticelle di vinaccia d’uva (GP-SLN) hanno mostrato proprietà fisico-chimiche adeguate e un’attività antiossidante preservata, come confermato dai test DPPH (2,2-difenil-1-picrilidrazile) e ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity). L’incorporazione in nanoparticelle lipidiche solide (SLN) ha migliorato il profilo di fotostabilità della formulazione in condizioni di irradiazione UVA.

I test in vivo hanno evidenziato una maggiore idratazione della pelle e un moderato effetto occlusivo, mentre gli studi di stabilità hanno confermato colore, odore, pH e viscosità costanti per oltre sessanta giorni. Le analisi microbiologiche hanno dimostrato sicurezza e attività antimicrobica dipendente dalla concentrazione.

In conclusione, l’incapsulamento in nanoparticelle lipidiche solide (GP-SLN) ha preservato la bioattività dell’estratto di vinaccia d’uva (GP) e potenziato la stabilità e le prestazioni della formulazione, supportando il suo potenziale utilizzo in prodotti cosmetici multifunzionali.

Le ricerche future dovrebbero concentrarsi sulla valutazione in vivo dei benefici cutanei a lungo termine, sull’accettabilità da parte dei consumatori, sull’ottimizzazione delle formulazioni basate su nanoparticelle lipidiche solide (SLN), nonché su ulteriori indagini sul comportamento di rilascio e sulle proprietà d’uso. Tali indagini rafforzerebbero il potenziale applicativo dei sottoprodotti agroindustriali nello sviluppo di cosmetici sostenibili.

Leonardi C, Sciacca C, Muccilli V et al. Valorizing Sicilian Grape Pomace for Sustainable Nanocosmetic Applications. Cosmetics. 2026; 13(3):135. https://doi.org/10.3390/cosmetics13030135

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