In collaborazione con la specialista della business intelligence Nielsen IQ, il colosso del retail Ulta Beauty ha analizzato le abitudini di acquisto e il rapporto con l’AI dei giovanissimi consumatori appartenenti alla cosiddetta Gen Alpha e cioè dei nati fra il 2010 e 2013 e oltre. È stata così redatta la ricerca Smart Beauty: AI, Personalization & the Gen Alpha Consumer, fra le cui righe si cela più di una sorpresa.
Ulta Beauty e Nielsen IQ hanno osservato che il primo approccio alla cura del sé e alla cosmesi avviene in effetti via Internet nel 78% dei casi ma anche che il 77% dei t(w)eenager cerca poi conferma delle sue scelte e preferenze nel mondo reale. Questo riguarda le fragranze in primo luogo (73%), poi il make-up (70%) e, per finire, i trattamenti per unghie, pelle e capelli (66%).
AI sì, ma con moderazione
Secondo Nielsen IQ e Ulta Beauty l’intelligenza artificiale è chiaramente una risorsa importante perché accelera la ricerca e scoperta dei prodotti e il 73% del campione è fatto di utenti abituali di tool di personalizzazione. Allo stesso tempo i più affezionati utilizzatori dell’AI finiscono per frequentare i negozi specializzati più di quanto non facciano altri: la quota è del 57% contro il 36 del pubblico meno tecnologizzato.
Il consiglio dei genitori e degli amici (37% per entrambe le categorie) è dirimente; altrettanto o quasi (36%) lo è il confronto on e offline con i pari età. Se il modello brick & mortar risulta il prediletto (e il 33% degli intervistati ha assegnato la preferenza ad ambienti amichevoli e accoglienti) le ragioni non mancano.
Innanzitutto, gli articoli selezionati possono essere acquistati e portati a casa immediatamente (lo share oscilla fra il 43 e il 51% a seconda delle classi merceologiche); in secondo luogo, possono essere direttamente saggiati e testati (33-49%).
Chi suggerisce ai nuovi consumatori
Il 35% degli interpellati per la realizzazione del report di Ulta Beauty e Nielsen IQ si fida dei suggerimenti personalizzati della rete e il 31% delle ricerche potenziate da strumenti di AI; il 29% prende più in generale spunti dalle fonti del web.
Chi ricorre agli algoritmi crede che con la personalizzazione si conferisca alla bellezza una rilevanza ancora maggiore (44% contro il 24 dei non-user) o più divertente e coinvolgente (42-27) e, infine, più efficace e rapida (42% contro il 29%).
Il 26% dei ragazzi si rivolge a degli assistenti digitali basati su AI, ma, allo stesso tempo, i genitori continuano nel 98% delle circostanze a giocare un ruolo attivo nelle decisioni di acquisto. I familiari sono i principali influencer dei Gen Alpha (41%) e surclassano da questo punto di vista tanto i social media quanto la cerchia delle amicizie, rispettivamente citati dal 34 e dal 29% del campione.
Che Ulta Beauty abbia messo mano a una ricerca di questo tenore non stupisce, visto che, stando ad alcune fonti, il business che essi potrebbero generare entro la fine di questo decennio è superiore ai cinque trilioni di dollari e negli Usa il 40% degli over-12 compra cosmetici, se ne ha la possibilità.











