Ampiamente considerato un elemento essenziale della make-up routine quotidiana, il fondotinta liquido svolge molteplici funzioni: uniforma il tono della pelle, nasconde le imperfezioni e crea un incarnato impeccabile.
Nonostante decenni di progressi formulativi, il fenomeno del cambiamento di colore del fondotinta, ovvero la transizione graduale verso tonalità più scure o più gialle dopo l’applicazione, rimane una sfida sia per i consumatori che per i produttori. Questo fenomeno non solo compromette le aspettative estetiche, ma ha anche un impatto negativo sulla soddisfazione del consumatore finale.
Cambiamento di colore: fattori intrinseci ed estrinseci
Il cambiamento di colore del fondotinta deriva da una complessa interazione di fattori intrinseci ed estrinseci.
I primi includono variabili dipendenti dalla formulazione, come la volatilità dei solventi, la viscosità degli oli siliconici, le tecniche di rivestimento dei pigmenti, il tasso di evaporazione, la tonalità e la sfumatura del fondotinta, nonché la texture superficiale, che influenzano la cinetica e l’entità del cambiamento di colore.
I secondi comprendono condizioni ambientali e fisiologiche, quali la secrezione di sebo, la sudorazione e l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), che interagiscono con il prodotto nel tempo. Tra questi, il sebo si è rivelato un fattore particolarmente critico: i suoi componenti lipidici interagiscono con il film del fondotinta, alterando la dispersione del pigmento e la riflessione della luce, accelerando il cambiamento cromatico percepibile.
Un modello di screening in vitro
Il presente lavoro, pubblicato sull’International Journal of Cosmetic Science, ha l’obiettivo di sviluppare un modello in vitro fisiologicamente rilevante, capace di simulare la secrezione dinamica di sebo e analizzarne gli effetti temporali su diverse formulazioni, per supportare la valutazione predittiva del cambiamento di colore del fondotinta percepito dai consumatori.
I protocolli in vitro esistenti si basano spesso su carichi di sebo non realistici o premiscelazioni statiche, limitandone l’accuratezza predittiva.
Questo studio introduce un modello in vitro migliorato che incorpora tre perfezionamenti fondamentali:
- nuova applicazione di sebo tramite aerografo per ottenere una deposizione di sebo uniforme e controllata senza accumuli;
- dosaggio fisiologicamente rappresentativo del sebo;
- valutazione sistematica della tempistica di produzione del sebo in diverse formulazioni per identificare le condizioni più rappresentative dell’utilizzo reale.
Tre fondotinta liquidi preparati in laboratorio sono stati applicati su pannelli di opacità e monitorati per sei ore impiegando l’imaging DigiEye. Del sebo artificiale, in una quantità corrispondente alla tipica secrezione fisiologica nell’arco di tre ore, è stato spruzzato tramite un aerografo calibrato in quattro momenti diversi (0 h, 1 h, 3 h e 5 h). La variazione di colore è stata quantificata mediante i parametri CIE L*a*b* (L* = luminosità; a* = verde-rosso; b* = blu-giallo) e i valori ΔEcmc. L’utilità predittiva del modello è stata valutata confrontandola con le osservazioni di un panel di consumatori.
Il modello in vitro proposto ha mostrato un’eccellente riproducibilità, con traiettorie ΔEcmc altamente coerenti tra le repliche, e ha evidenziato una forte corrispondenza con la percezione dei consumatori.
La maggior parte del cambiamento di colore percepibile si è verificata durante la fase iniziale di asciugatura, mentre l’applicazione del sebo, indipendentemente dalla tempistica, ha introdotto solo lievi variazioni.
Uno strumento predittivo per ridurre i test sui consumatori
Questo innovativo modello di secrezione sebacea in vitro, basato sull’aerografo, coniuga la precisione di laboratorio con un maggior rilevanza applicativa, consentendo una valutazione predittiva del cambiamento di colore del fondotinta in condizioni controllate.
Lo studio rivela il contributo dominante delle dinamiche della fase di asciugatura, fornisce indicazioni pratiche per la progettazione delle formulazioni e offre uno strumento di screening a basso costo e scalabile per supportare lo sviluppo del prodotto nelle fasi iniziali e per ridurre la dipendenza da estesi test sui consumatori.
Li Y, Niu K, Wang C et al. A physiologically relevant in vitro screening model for predictive assessment of foundation colour shift. Int J Cosmet Sci. 2026; 00: 1–11. https://doi.org/10.1111/ics.70118











