Il ripristino dei livelli di nicotinamide adenina dinucleotide (NAD+) attraverso l’integrazione di nicotinamide mononucleotide (NMN) ha recentemente attirato l’attenzione dei ricercatori per il suo potenziale nel contrastare l’iperpigmentazione associata all’invecchiamento cutaneo attraverso la modulazione della melanogenesi.
Tra le varie manifestazioni dell’invecchiamento cutaneo, l’iperpigmentazione è, infatti, considerata una delle principali problematiche fisiologiche ed estetiche. La melanina viene sintetizzata nei melanociti attraverso un processo di melanogenesi strettamente regolato che coinvolge molteplici vie di segnalazione ed enzimi melanogenici. La tirosinasi è l’enzima limitante la velocità nella biosintesi della melanina e catalizza l’ossidazione della L-tirosina e della L-3,4-diidrossifenilalanina (L-DOPA) durante la formazione della melanina.
L’ormone stimolante i melanociti α (α-MSH) stimola la melanogenesi attraverso la sovraregolazione delle vie di segnalazione melanogeniche e l’aumento dell’espressione della tirosinasi. La modulazione dell’attività e dell’espressione della tirosinasi è stata, pertanto, considerata una strategia importante per regolare la melanogenesi e controllare l’iperpigmentazione.
In questo contesto si inserisce la nicotinamide mononucleotide (NMN), un nucleotide bioattivo che funge da precursore diretto della nicotinamide adenina dinucleotide (NAD+), un coenzima essenziale coinvolto nel metabolismo cellulare, nella funzione mitocondriale, nella regolazione dello stress ossidativo, nella riparazione del DNA e nell’espressione genica. I livelli intracellulari di nicotinamide adenina dinucleotide (NAD+) diminuiscono gradualmente durante l’invecchiamento, determinando un’alterazione dell’omeostasi metabolica, disfunzioni mitocondriali e l’accumulo di danni ossidativi.
Soppressione della melanogenesi indotta da α-MSH
Il presente lavoro, pubblicato su J — Multidisciplinary Scientific Journal, prende in esame gli effetti anti-melanogenici e i meccanismi d’azione della nicotinamide mononucleotide (NMN) utilizzando cellule di melanoma B16F10 indotte da α-MSH.
La nicotinamide mononucleotide (NMN) ha mantenuto una vitalità cellulare superiore all’80% a concentrazioni inferiori allo 0,5% e ha ridotto significativamente l’accumulo di melanina indotto da α-MSH e il contenuto di melanina. Il test della tirosinasi in situ ha dimostrato che la nicotinamide mononucleotide (NMN) ha soppresso efficacemente la melanogenesi intracellulare.
La nicotinamide mononucleotide (NMN) non ha mostrato un’attività inibitoria diretta contro la tirosinasi fungina. L’analisi di docking molecolare ha rivelato che non interagisce direttamente con il sito catalitico di legame del rame della tirosinasi.
Le analisi di zimografia della tirosinasi e Western blot hanno dimostrato che la nicotinamide mononucleotide (NMN) sopprime la melanogenesi principalmente attraverso la riduzione dell’espressione della proteina tirosinasi, piuttosto che mediante l’inibizione diretta della sua attività catalitica.
Opportunità e prossime sfide
Nel complesso, i risultati ottenuti suggeriscono che la nicotinamide mononucleotide (NMN) sopprime la melanogenesi attraverso la regolazione delle vie di segnalazione melanogeniche, indicando la sua potenziale utilità per applicazioni correlate all’iperpigmentazione.
Lo studio presenta diverse limitazioni. Sebbene sia stata chiaramente osservata la soppressione dell‘espressione della tirosinasi mediata dalla nicotinamide mononucleotide (NMN), i precisi meccanismi molecolari responsabili di questo effetto non sono stati indagati. In particolare, le molecole di segnalazione correlate alla melanogenesi, tra cui MITF, CREB, MAPK e PI3K/Akt, non sono state analizzate. I risultati attuali dimostrano, dunque, la soppressione dell’espressione della tirosinasi, ma non chiariscono i meccanismi di segnalazione responsabili di questo effetto.
Poiché la tirosinasi fungina differisce, inoltre, strutturalmente e funzionalmente dalla tirosinasi dei mammiferi, ricerche future che utilizzino saggi di attività della tirosinasi dei mammiferi in vitro potrebbero fornire ulteriori evidenze a supporto del meccanismo proposto. L’indagine di queste vie di segnalazione, insieme alla valutazione dell’attività della tirosinasi dei mammiferi, consentirà di approfondire la comprensione del meccanismo anti-melanogenico della nicotinamide mononucleotide (NMN).
Fonte: Byeon J-A, Kim H-B, Ban S-Y et al. Nicotinamide Mononucleotide Suppresses α-MSH-Induced Melanogenesis via Downregulation of Tyrosinase in B16F10 Cells. J — Multidisciplinary Scientific Journal. 2026; 9(3):28. https://doi.org/10.3390/j9030028.












