Il termine non è nuovissimo, alcuni articoli ne scrivevano già un paio di anni fa, ma il fenomeno è in importante espansione, tanto che di recente anche la BBC se ne è occupata. Parliamo della cosmetorexia, cosmeticoressia o dermorexia, ovvero una attenzione eccessiva per l’aspetto della propria pelle. Un fenomeno in aumento soprattutto tra i più giovani, stimolato anche dai modelli veicolati dai social media, e che ha come conseguenza anche un utilizzo di prodotti skincare spesso massivo o inadeguato all’età, con preoccupanti conseguenze dermatologiche e psicologiche.
La cosmetorexia è anche al centro dell’editoriale di Dermatol Ther, a cura dei ricercatori dell’Università Statale di Milano e dell’Istituto Superiore di Sanità Alberto Stefana, psicologo dell’Istituto Superiore di Sanità, e Giovanni Damiani, dermatologo e direttore del Centro di medicina di precisione ed infiammazione cronica dell’Università Statale di Milano.
Cosmetorexia: lo studio italiano
Il fenomeno, scrivono nello studio i due autori, è accentuato dalla medicalizzazione della bellezza, dalla diffusione dei cosmeceutici e dei social media che premiano i contenuti incentrati sulle routine e l’aspetto fisico.
A destare preoccupazione è anche il fatto che l’età di chi soffre di cosmetorexia si abbassa, con conseguenze anche a livello di insorgenza di patologie dermatologiche quali dermatite da contatto irritante e allergica o compromissione della barriera cutanea. Importanti e impattanti anche le conseguenze a livello psicologico, come il rischio di dismorfismo corporeo.
I pericoli per la salute della cosmeticoressia
Benché la cosmeticorexia non sia ad oggi riconosciuta nei sistemi di classificazione, può rappresentare un disturbo mentale clinicamente rilevante. «La cosmeticorexia interessa soprattutto le fasce pre-adolescenziali, come emerso a livello internazionale con il caso dei cosiddetti Sephora kids: una tendenza virale che coinvolge principalmente la Generazione Alpha (all’incirca dagli 8 ai 14 anni), ma non solo, ossessionata da prodotti per la cura della pelle e il trucco di alta gamma, destinati agli adulti – commenta Giovanni Damiani –. Tali cosmetici hanno un costo spesso rilevante che grava sulle famiglie, spesso ignare del pericolo sotteso dal cosmetico, che stravolgendo l’aspetto del viso del figlio, ne distorce la rappresentazione interna. In altre parole, il cosmetico rende sempre uguale e imperturbabile un viso di un adolescente che naturalmente cambia giornalmente e cresce fino ad acquisire un aspetto adulto. Ecco: il cosmetico applicato eccessivamente rompe proprio questa evoluzione percepita».











