Negli ultimi anni, l’interesse per il ruolo del microbiota cutaneo nella salute della pelle ha aperto nuove prospettive per lo sviluppo di ingredienti e strategie cosmetiche basati sulla fermentazione.
Un numero crescente di evidenze scientifiche suggerisce una stretta correlazione tra la salute cutanea e l’omeostasi microbica. Sia il microbiota cutaneo sia quello intestinale contribuiscono all’integrità della barriera cutanea, alla regolazione immunitaria e all’equilibrio infiammatorio, mentre i metaboliti microbici generati attraverso i processi di fermentazione possono influenzare la fisiologia cutanea attraverso percorsi interconnessi associati all’asse intestino-pelle.
Queste osservazioni indicano due possibili modalità d’azione per i composti derivati dalla fermentazione: la modulazione topica diretta della fisiologia epidermica e le potenziali influenze sistemiche mediate dalla segnalazione associata al microbiota.
Attraverso il metabolismo microbico e la biotrasformazione, la fermentazione può produrre acidi organici, peptidi bioattivi, batteriocine, esopolisaccaridi, vitamine, metaboliti antiossidanti e composti postbiotici con potenziali applicazioni dermocosmetiche. Oltre a migliorare la funzionalità degli ingredienti, la fermentazione può aumentare la biodisponibilità e l’attività biologica attraverso la modificazione enzimatica di substrati complessi in metaboliti più accessibili.
Una terminologia concettuale integrativa
Nonostante la crescente attività di ricerca, gli studi che indagano gli ingredienti cosmetici derivati dalla fermentazione, gli alimenti funzionali fermentati, i postbiotici, la scienza del microbiota e la dermatologia nutrizionale rimangono in larga misura frammentati tra le diverse discipline. Di conseguenza, permane la necessità di un quadro concettuale completo in grado di integrare queste aree di ricerca interconnesse.
Il presente lavoro, pubblicato su Fermentation, introduce quella che chiama fermentocosmetologia come terminologia concettuale integrativa, piuttosto che come nuova disciplina, per connettere le aree di ricerca sopracitate all’interno di un quadro unitario. Particolare attenzione è dedicata alle batteriocine, peptidi antimicrobici derivati dalla fermentazione con rilevanza dermatologica emergente, tra cui l’attività contro Cutibacterium acnes e Staphylococcus aureus.
I cinque pilastri
La cosiddetta fermentocosmetologia si compone di cinque pilastri interconnessi:
- la scienza della fermentazione, che genera composti biologicamente attivi attraverso il metabolismo microbico;
- la ricerca sul microbiota, che consente di comprendere le interazioni tra le comunità microbiche e la fisiologia cutanea;
- la dermatologia nutrizionale, che collega la dieta, il metabolismo microbico e la funzione cutanea attraverso meccanismi quali l’asse intestino-pelle;
- la biotecnologia cosmetica, che traduce le conoscenze derivanti dalla ricerca sulla fermentazione in formulazioni dermocosmetiche pratiche;
- i principi di sostenibilità e bioeconomia circolare, che promuovono la produzione ecologicamente responsabile di ingredienti cosmetici di alto valore da risorse rinnovabili e sottoprodotti agroindustriali.
Un quadro di riferimento
Nel complesso, il quadro proposto considera la fermentazione come una piattaforma versatile che collega approcci topici e sistemici alla salute cutanea, evidenziando al contempo le opportunità per un’innovazione dermocosmetica di precisione, sostenibile e orientata al microbiota.
Il valore futuro della fermentocosmetologia potrebbe, quindi, risiedere nel passaggio dall’utilizzo di ingredienti derivati dalla fermentazione alla progettazione mirata di processi fermentativi per applicazioni cosmetiche e per la salute della pelle.
L’integrazione di fermentazione di precisione, profilazione del microbiota, multi-omica e intelligenza artificiale potrebbe consentire la selezione di microrganismi, substrati e condizioni di processo in base agli obiettivi biologici prestabiliti. In questo senso, la cosiddetta fermentocosmetologia non si limita a introdurre una nuova terminologia, ma un quadro di riferimento per generare quesiti di ricerca verificabili e guidare lo sviluppo di strategie di fermentazione compatibili con il microbiota, sostenibili e basate su evidenze scientifiche per la futura innovazione dermocosmetica.
Fonte: Uçar RA, Şimşek Ö. Fermentocosmetology: Integrating Fermentation Science, Microbiome Research, and Dermocosmetic Innovation for Skin Health. Fermentation. 2026; 12(10):448. https://doi.org/10.3390/fermentation12100448.












