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Ilaria Borgna

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La mela selvatica come fonte di antiossidanti

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Apple and matchLa mela selvatica (Malus sylvestris (L.) Mill., Rosaceae) è una buona fonte di composti polifenolici; Lo scopo di questo studio è stato la caratterizzazione in vitro di estratti di mela selvatica, originari dalla Serbia, ottenuti con diversi metodi di estrazione e solventi, al fine di esaminare il loro potenziale utilizzo come fonte di sostanze con proprietà antiossidanti nella produzione di nutraceutici e cosmeceutici. Gli estratti sono stati ottenuti mediante macerazione, percolazione, Soxhlet ed estrazione assistita da ultrasuoni, utilizzando solventi polari (70% di etanolo, 45% e 80% di glicole propilenico e acqua distillata), e solventi non polari come olio di girasole e di oliva. Gli estratti sono stati caratterizzati mediante la determinazione del contenuto totale di fenoli (TPC), mediante test di Folin-Ciocalteu, ed espressi in equivalenti di acido gallico (GAE), flavonoidi (TFC) con il metodo di Markham utilizzando rutina come standard (RE), tannini (TT) espressi in equivalenti di catechina (CE) e contenuto percentuale di antociani (TA). Inoltre, l’attività antiossidante degli estratti indagati è stata stimata mediante tre saggi: DPPH (1,1-difenil-2-picrile-hydrazyl), test FRAP e test con acido linoleico, ed espressa rispettivamente in % RSC (Radical Scavening Capacity), valore FRAP (mM Fe2 +) e % AOA (Attività Antiossidanti). La correlazione tra proprietà antiossidanti e contenuto di composti polifenolici si è dimostrata elevata. Il contenuto di composti polifenolici e l’attività antiossidante dipendeva dal metodo di estrazione utilizzato e dai solventi. I risultati mostrano che l’estratto ottenuto con ultrasuoni, usando una miscela etanolo e acqua distillata come solvente, contiene la più alta quantità di composti polifenolici, e possiede inoltre la migliore attività antiossidante. La mela selvatica potrebbe essere quindi presa in considerazione come fonte di sostanze antiossidanti per applicazioni dermocosmetiche e cosmetiche.
Industrial Crops and Products, Volume 80, February 2016, Pages 165-176

d C.Lacapra e S. Rum

Olio essenziale dalle foglie di Palmarosa

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(Wikipedia)
(Wikipedia)

L’olio essenziale di Cymbopogon martinii (Palmarosa), derivato dalla pianta erbacea indiana, è molto apprezzato in cosmetica e profumeria per la sua profumazione di rosa e l’odore dolce dalle sue infiorescenze e foglie. Nel lavoro, utilizzando l’irraggiamento microonde, è stato estratto l’olio essenziale delle foglie di Palmarosa, al fine di massimizzare, per esempio, la resa in olio, la resa di geraniolo e la zona di inibizione (ZOI). Le condizioni d’estrazione ottimizzate sono le seguenti: 35g di solido, volume d’acqua di 300 mL, potenza microonde di 850 W e tempo d’estrazione di 20 min. In condizioni ottimali sono stati ottenuti i seguenti risultati: 2,44% (w/w) resa di olio essenziale, 2,17% (w/w) resa di geraniolo e 20 mm ZOI.
Industrial Crops and Products, Volume 80, February 2016, Pages 165-176

di C.Lacapra e S. Rum

Oltre l’ERP. Benvenuti nell’era digitale

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dscf2325Lo scorso 14 dicembre si è svolta la presentazione dell’ultima release della piattaforma software SAP HANA Cloud Platform. Basata sul concetto di Platform-as-a-Service, è stata sviluppata per soddisfare le esigenze dell’impresa e traghettarla definitivamente nell’era digitale, estendendo i processi aziendali nel cloud. In questi anni è in atto un profondo cambiamento nella tecnologia, il software è ormai divenuto parte della vita di ogni giorno e permette di rimanere connessi a tutto e a tutti. Le imprese per competere necessitano di soluzioni che riducano la complessità della gestione dei dati, superando la tradizionale suddivisione delle funzioni aziendali, per approdare a un flusso di dati continuo e interdipendente tra le diverse funzioni, inoltre i processi aziendali diventano granulari e costantemente rimescolati. Una piattaforma che consente di gestire e controllare tutti i processi, ma con la possibilità di raggiungere gli interlocutori, sia interni sia esterni, su tutti i sistemi e i device oggi disponibili. La piattaforma di SAP è un’evoluzione dei sistemi Enterprise Resource Planning (ERP) tradotto in digital core, secondo nuovi paradigmi, per costruire un layer capace di fornire la necessaria dinamicità. S/4 Hana è alla base della trasformazione, una piattaforma su cui si basano le applicazioni nuove e tradizionali di SAP, abilitando le funzionalità necessarie per garantire la transizione nel mondo digitale. I dati assumono un’importanza maggiore, poiché fonte d’informazione e non più solo repositary, in quanto generatori di input per la piattaforma. La versione cloud, HANA Cloud Platform, è una piattaforma scalabile, sicura, modulare e basata su open-standard platform as a service (PaaS), mettendo a disposizione piattaforme di elaborazione e di solution stack, permettendo all’azienda di gestire le applicazioni di cui necessita senza i costi e alla gestione dell’hardware e del software di base. La piattaforma include funzionalità complete, progettate per consentire a clienti e partner di creare rapidamente applicazioni basate su cloud, gestito da SAP, la piattaforma è progettata per la sicurezza multilivello e certificata per soddisfare i più recenti standard del settore cloud. SAP HANA Cloud Platform sfrutta anche, in real-time, in-memory SAP HANA database. Le esperienze di Kering Eyewear e di Pirelli, seguita da una demo showcase hanno mostrato le potenzialità della piattaforma cloud di SAP, l’elevata scalabilità, flessibilità e produttività del sistema permettono di adattarlo alle molteplici esigenze delle imprese, da quelle di maggior dimensione fino alle medie e piccole. Le aziende del settore cosmetico hanno bisogno di soluzioni IT, che supportino le mutevoli condizioni di mercato e dei modelli di business in modo efficace come, per esempio, una pianificazione della produzione flessibile, di un Customer Relationship Management (CRM) integrato e di un sistema per la gestione della qualità. La flessibilità di questa piattaforma può rappresentare un’ottima soluzione per le esigenze di dei soggetti impegnati nell’industria cosmetica, grazie all’integrazione dei processi e alle informazioni ottenute in tempo reale, offre alle aziende la possibilità di reagire in modo flessibile e rapido ai cambiamenti del mercato.

di Marco Colombini

Nuove frontiere per la stampa diretta su oggetti cilindrici

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ph_印鑑合成Dalle bottiglie ai sigilli, dalle candele alle boccette di cosmetici: sono tantissime le applicazioni possibili con la celebre opzione Kebab di Mimaki per la stampa diretta su oggetti cilindrici con diametro da 10 mm a 110 mm. Questa esclusiva funzione è oggi disponibile anche per le flatbed UV di ultima generazione UJF-3042 MkII e UJF-6042 MkII, oltre che per la nuova UJF-7151 plus. In particolare UJF-3042 MkII è compatibile con il modello Kebab MkII, mentre per le stampanti UJF-6042 MkII e UJF-7151 plus è disponibile il modello MkII L. Grazie ai pinch rolls, l’opzione Kebab permette ai sistemi della serie MKII di stampare direttamente su un numero ancora più elevato di oggetti, incrementando in maniera esponenziale la versatilità di queste soluzioni. “Siamo certi che il mercato risponderà positivamente a questa nuova opportunità“, commenta Rachele Bompan, CEO di Bompan Srl, “e siamo impazienti di scoprire gli innumerevoli utilizzi che i nostri clienti riusciranno a farne, poiché da sempre hanno dato prova di grande creatività nell’impiego del Kebab”. Questo esclusivo optional, infatti, ha permesso a molte aziende di sviluppare nuovi business, come ad esempio in ambito cosmetico. Le normative relative a questi prodotti variano notevolmente da Paese a Paese e, di conseguenza, le basse tirature di flaconi per cosmetici stanno diventando la norma. L’opzione Kebab permette di riprodurre a costi estremamente competitivi la grafica dell’etichetta direttamente sull’oggetto, anche in esemplari unici, come in occasione di eventi speciali o regali personalizzati. Molto diffusa anche la stampa diretta su bottiglie di vino da dedicare a ricorrenze speciali, come un matrimonio o edizioni limitate per annate pregiate.

La presenza di microplastiche nel Mediterraneo occidentale

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img_1219L’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Lerici (Ismar-Cnr), in collaborazione con le Università di Ancona, del Salento e Algalita Foundation (California), ha recentemente pubblicato su Nature/ScientificReports una stima della presenza nel 2013 di microplastica galleggiante in mare aperto nel Mediterraneo occidentale. «Per la prima volta sono stati individuati i polimeri che costituiscono la microplastica galleggiante in mare e la loro distribuzione. Si tratta soprattutto di polietilene e polipropilene, ma anche di frammenti più pesanti come poliammidi e vernici, oltre a policaprolactone, un polimero considerato biodegradabile», afferma Stefano Aliani dell’Ismar-Cnr. «Questo tipo d’informazioni sono importanti per avere una stima precisa della dimensione del problema generato dai rifiuti di microplastica in mare e per attivare opportuni programmi di riduzione della presenza di questi inquinanti». I polimeri sono distribuiti in misura e modo non omogenei nel Mediterraneo. «Le ragioni della disomogeneità distributiva dipendono dalle diverse sorgenti di rifiuti, che possono essere le aree densamente abitate lungo la costa, i fiumi e i processi di trasporto marino tipici di un bacino», prosegue il ricercatore Cnr. «Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 300 milioni di tonnellate di plastica e si pensa che fino a 12 milioni di tonnellate finiscano in mare. La microplastica è costituita da quei frammenti di plastica più piccoli di 2 millimetri che, per quanto non visibili a occhio nudo, sono stati trovati a galleggiare pressoché ovunque nel Mediterraneo, con concentrazioni tra le più alte al mondo. Per esempio, nel vortice subtropicale del Pacifico settentrionale nel 1999 sono stati stimati circa 335.000 frammenti di plastica per km2, mentre in Mediterraneo si parla di una media di circa 1.25 milioni. Nel tratto di mare tra la Toscana e la Corsica è stata rilevata la presenza di circa 10 kg di microplastiche per km2, contro i circa 2 kg presenti a largo delle coste occidentali della Sardegna e della Sicilia e lungo il tratto nord della costa pugliese».mappa-microplastiche

 

Utilizzo alternativo del mascara per le ciglia

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07250fchNon esiste un metodo adeguato ed efficace per la rimozione a lungo termine dei capelli sottili e di colore bianco. Questo lavoro descrive uno studio clinico randomizzato split-face di pazienti con irsutismo ed eccessivi capelli bianchi e/o sottile peluria sul viso e/o ascellare, che sono stati dipinti unilateralmente con un mascara nero immediatamente prima del laser Nd:YAG nel gruppo I (n: 16), e del laser Alexandrite nel Gruppo II (n: 20); mentre l’altro lato, invece, veniva solo trattato con il laser. La diminuzione del numero di peli terminali in una zona epilata predefinita è stata valutata a ogni visita mensile di follow-up. I risultati mostrano che i conteggi dei capelli terminali ai lati del viso e i peli ascellari dipinti erano significativamente inferiori rispetto ai lati di controllo, durante lo studio, a eccezione del primo mese. La diminuzione è risultata significativa dall’inizio del secondo trattamento sui «lati facciali dipinti». In conclusione, la colorazione del pelo con mascara per ciglia nero è da considerarsi semplice, efficace e sicura per applicazioni con i laser Alexandrite e Nd:YAG, per migliorare la loro efficacia clinica nella possibilità di eliminare i peli del viso o quelli ascellari bianchi e/o molto fini.
Journal of Cosmetic and Laser Therapy just-accepted (2016): 1-25.

di C. Lacapra e S. Rum

Univar: nuova presidenza per EMEA & APAC

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Nick Powell

Lo scorso 15 dicembre, Univar Inc. (NYSE: UNVR) ha nominato Nick Powell come presidente EMEA & APAC. Dal 1924, Univar è un distributore globale di prodotti chimici di base e specialità, di più di 8.000 produttori in tutto il mondo; la società gestisce oltre 800 impianti di distribuzione tra Nord America, Europa occidentale, l’Asia Pacifica e l’America Latina, supportata da una rete globale di vendita e di professionisti tecnici. Grazie al suo ampio portafoglio di prodotti e servizi, e la profonda esperienza tecnica e di mercato, l’azienda offre ai suoi clienti soluzioni su misura, e risulta essere una delle più estese reti di distribuzione chimica nel mondo. Il nuovo presidente Powell succede a Christopher Oversby, che andrà in pensione dopo il completamento efficace della transizione. Nick Powell si è unito al gruppo nel 2009, attualmente è vice presidente del segmento EMEA di Univar, e ha avuto un ruolo attivo nella progettazione del piano di crescita di Univar per la Regione; inoltre sovrintende le operazioni di APAC della società, e nonostante la presidenza manterrà tale ruolo. Precedentemente a Univar, Powell è stato direttore generale di Fosroc, una grande società chimica per l’edilizia, e ha coperto una serie di ruoli di leadership presso la GE Water & Process Technology (ex BetzDearborn). Stephen Newlin, presidente e amministratore delegato di Univar ha ringraziato il presidente uscente Chris Oversby, augurandogli il meglio per il nuovo capito della sua vita.

Creatività e tecnologia, i due cuori di Pixartprinting

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il-cuore-di-pixartprintingIl cambio ai vertici di Pixartprinting, che ha visto la nomina di Paolo Roatta a Managing Director e Alessio Piazzetta nel ruolo di Plant Manager, si conferma all’insegna della continuità nella strategia che ha permesso al W2P veneziano di affermare negli anni la propria leadership. Un passaggio di testimone che – come nell’estroverso stile dell’azienda – è stato ufficializzato alla stampa unitamente alla presentazione dei risultati, degli investimenti in programma e delle strategie future. «Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita continua a doppia cifra con tassi di profitto elevati. – afferma Alessandro Tenderini, CEO di Pixartprinting fino allo scorso 31 ottobre – I nuovi manager del CdA sono stati scelti per garantire una coerenza con il percorso storico e con il DNA di una realtà unica nel suo genere, introducendo al contempo nuove idee e competenze che arrivano da esperienze in altri settori».La ricetta del successo di Pixartprinting si basa su intuizioni strategiche e operative che le hanno permesso di reinventarsi continuamente, come racconta Paolo Roatta: «Il cuore dell’azienda è composto da due parti: la produzione & tecnologia che si fonde perfettamente con il marketing & sales, i cui battiti sono sincronizzati per dare vita a nuove soluzioni in grado di anticipare le richieste del mercato».

Innovazione di prodotto
La sinergia perfetta tra realtà produttiva e marketing è la leva competitiva su cui si fonda il business model di Pixartprinting. L’innovazione di prodotto, ottenuta grazie all’implementazione continua della produzione, è al centro di questa strategia e permette di aggiungere continuamente nuove linee di ricavo che alimentano il percorso di crescita. Realizzare prodotti personalizzati in quantitativi sempre più ridotti a prezzi paragonabili a quelli delle alte tirature, permette di intercettare una domanda che prima non esisteva e di raggiungere clienti che non immaginavano di poter accedere a questo tipo di offerta. «La capacità di creare nuovi mercati ci dà la libertà di determinare i prezzi e di ottenere marginalità interessanti che possono essere reinvestite al fine di consolidare i trend di crescita che registriamo da tempo. – illustra Roatta – Considerando che sul lato della domanda la conversione da tradizionale a digitale è avvenuta solo in minima parte e i volumi di stampa che copriamo rappresentano qualche punto percentuale rispetto al 100% del mercato globale, ci troviamo di fronte a un ‘Blue Ocean’, ovvero a un potenziale enorme da sviluppare nel prossimo futuro. Per muoversi in questa direzione intendiamo continuare a lavorare sul prodotto, sincronizzando le nuove proposte con strategie di marketing sempre più evolute».

Espansione internazionale
L’imprinting dell’azienda consiste nel mantenere il focus sul cliente, soprattutto in un mercato sempre più affollato. Se nel 2000 Pixartprinting è stata pioniera di un cambiamento epocale, proponendosi per prima in Italia come web-to-print puro, oggi lo scenario è molto cambiato e ci sono numerose realtà che operano online. Per mettere in campo un modello di gestione del business che consolidi l’espansione internazionale è necessario giocare una partita diversa. Questo è l’obiettivo del nuovo management, come spiega Paolo Roatta: «Intendiamo espandere il nostro modello vincente non solo in Italia e nei Paesi in cui siamo già leader come Spagna e Portogallo, o ai primi posti come in Francia, ma anche nel resto d’Europa e oltre, puntando su mercati con grandi potenzialità». Questa prospettiva di sviluppo fa leva sul reparto produttivo di cui la tecnologia costituisce la spina dorsale, oggi sotto la regia di Alessio Piazzetta, nuovo Plant Manager.

Innovazione tecnologica
L’innovazione tecnologica in Pixartprinting è animata da uno spirito diffuso in azienda a tutti i livelli orientato alla continua ricerca di qualcosa di nuovo. Quando si intravedono opportunità per accrescere la competitività, c’è una fortissima spinta a implementare nuove soluzioni, analizzando tutte le proposte presenti sul mercato e molto spesso reingegnerizzando tecnologie standard per adattarle alle esigenze specifiche. È noto che i sistemi che costituiscono il parco macchine aziendale non hanno più di tre anni di vita, proprio grazie al continuo rinnovamento.

Di recente, per esempio, abbiamo deciso di dotare l’installato offset di sistemi con tecnologia UV Led per l’essicazione degli inchiostri. – attesta Piazzetta – Stiamo inoltre approfondendo le nostre competenze nel taglio laser e in altre tecnologie innovative proprio per adottare soluzioni che ci permettano di anticipare i tempi ed essere sempre più competitivi».

Partnership strategiche
«Una grande eredità che intendiamo consolidare è l’eccezionale capacità di Pixartprinting di strutturare il business costruendo partnership strategiche con i fornitori. – sottolinea Piazzetta – Skill che fa leva sull’innovazione tecnologica e si basa sull’abilità di individuare soluzioni efficaci innescando una reciproca scommessa sul futuro, sia con produttori di macchinari sia di materie prime». Un’esperienza riconosciuta a livello globale da Cimpress, tanto che lo stabilimento di Quarto d’Altino, che occupa una superficie di 27.000 mq, è considerato Pilot Plant del Gruppo, ovvero la sede dove implementare e introdurre nuove tecnologie e processi da sviluppare e portare a maturazione per poterli esportare in altri siti produttivi del network.

Marketing evoluto
Nella realtà dai due cuori anche il marketing, analogamente ai reparti produttivo e finanziario, si alimenta di tecnologia, innovazione e passione. «Il fatto che un’azienda produttiva italiana come la nostra possa vantare al proprio interno un reparto marketing che a oggi conta 40 addetti rappresenta un’anomalia positiva che si traduce in un vantaggio competitivo importante» – espone Andrea Pizzola, Sales & Marketing Director Pixartprinting. «Perseguiamo una strategia di marketing olistico con la creazione di strumenti e contenuti estremamente evoluti e fortemente orientati al Web, finalizzati a targettizzare i nostri clienti e tutta la base utenti che entra in contatto con noi».

Il Gruppo Cimpress
«Fare parte di un network globale come Cimpress ci offre l’opportunità di beneficiare delle economie di scala di una realtà più ampia, che si traducono in vantaggi per i nostri clienti». – asserisce Piazzetta. Un plus della global company è la possibilità da parte delle aziende che ne fanno parte di mettere reciprocamente a disposizione tecnologie implementate nei rispettivi siti produttivi dislocati in tutto il mondo e know-how acquisito dai diversi team dando vita a uno scambio proficuo di competenze. Creare un’infrastruttura condivisa a livello worldwide è una premessa che consente al nuovo management di Pixartprinting di affrontare il futuro con prospettive proiettate verso opportunità di crescita sempre più ampie.

Funghi come ingredienti cosmeceutici e nutricosmetici

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fotolia_62129583_mL’industria cosmetica è costantemente alla ricerca di ingredienti da fonti naturali, a causa della loro efficacia competitiva e dei generali ridotti effetti tossici. I funghi sono stati una parte importante della nostra dieta per anni, e ora stanno trovando la loro strada come ingredienti cosmetici, sia come cosmeceutici sia come Nutricosmetici. Il presente riesame si concentra sulle più pertinenti attività di estratti di funghi, nonché sui composti bioattivi in essi contenuti, che li rendono ingredienti interessanti per formulazioni cosmetiche. Gli estratti di funghi, così come i loro metaboliti bioattivi, rivelano attività anti-tirosinasica, anti-ialuronidasi, anti-collagenasi e anti-elastasi. Importante, sicuramente, è anche il loro potere antiossidante e il potenziale antimicrobico. Nel presente lavoro vengono evidenziati alcuni dei composti bioattivi presenti nei funghi, e il meccanismo responsabile delle attività attribuite. Altre attività sono state identificate come punti di partenza per essere ulteriormente studiate, anche per l’identificazione dei principali composti responsabili. Gli estratti di funghi, così come i loro metaboliti bioattivi, costituiscono ingredienti importanti che possono aiutare a combattere l’invecchiamento, ridurre la gravità di patologie infiammatorie della pelle, e disturbi di iperpigmentazione.
Industrial Crops and Products, Volume 90, 15 November 2016, Pages 38-48

di C.Lacapra e S. Rum

Denaturazione alcol

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Moisturizing serum for dry skin is standing in the water,  yellow background, pipette with drop, splash.Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 286 del 21 ottobre è stato pubblicato il Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1867 della Commissione del 20 ottobre 2016 che modifica l’allegato del regolamento (CE) n. 3199/93 relativo al riconoscimento reciproco dei processi di completa denaturazione dell’alcole ai fini dell’esenzione dall’accisa; Il Regolamento, che si applicherà dal 1 agosto 2017, introduce un unico processo di denaturazione comune nell’UE che implica costi inferiori poiché riduce la quantità necessaria di alcole isopropilico (IPA), metiletilchetone (MEK) e denatonium benzoato per ogni ettolitro di etanolo assoluto, pur garantendo un livello di prevenzione sufficiente. All’alcole denaturato può essere aggiunto un colorante per conferirgli un colore caratteristico che lo renda immediatamente identificabile.

 

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...