Home Autori Articoli di Ilaria Borgna

Ilaria Borgna

2712 ARTICOLI 0 Commenti

Stop ai pori dilatati

0

Titolato in biocanina A, Miniporyl™, attivo di Lucas Meyer, riduce la comparsa dei numerosi e sgradevoli pori dilatati con un meccanismo d’azione completo per recuperare rapidamente una pelle ad alta definizione. Estratto dal trifoglio rosso, Miniporyl ™ è un riduttore dei pori di origine vegetale, progettato per riequilibrare le condizioni della pelle responsabili dell’allargamento dei pori. Originario dell’Europa, dell’Asia occidentale e dell’Africa nord-occidentale, il trifoglio rosso è anche piantato e naturalizzato in molte altre regioni. Globalmente disponibile in natura, il trifoglio rosso è ancora tradizionalmente utilizzato in molti Paesi per le sue proprietà purificanti e riequilibranti. Con un contenuto titolato del polifenolo bioattivo Biocanina A (≥ 0,4%), Miniporyl™ agisce efficacemente e contemporaneamente su diversi bersagli biologici per migliorare l’aspetto della pelle con una rapida azione. Questo attivo ha un effetto complementare rispetto ai filler di riempimento dei pori a base di silicone, che hanno solo un’azione fisica immediata di breve durata. Esso agisce a livello globale sui 3 principali meccanismi responsabili dell’eccessiva dilatazione dei pori; in primis, sull’aumento della sintesi di marcatori come filaggrina, involucrina e cheratina, coinvolti nel processo di differenziazione dei corneociti. In secondo luogo, esso agisce sull’inibizione della 5a-reduttasi, che riduce l’accumulo di sebo nei sebociti, e infine questo attivo ha un’azione astringente, poiché ha come target l’aumento delle proprietà di contrazione della cute, per una maggiore tonicità della pelle.

 

di B.Briasco

Nuova linea make-up

0

foto_prodotti-e1464277387434-800x460Eurovetrocap, azienda italiana con sede a Trezzano sul Naviglio (MI) specializzata nella produzione di contenitori in vetro e in plastica per il mercato cosmetico, ha deciso di espandere il suo business: proprio quest’anno ha fondato una compagnia sussidiaria, la Euromakeup, dedicata alla produzione di packaging primario nel settore make-up. Di conseguenza è stata presentata un’ampia linea di prodotti tutta nuova: mascara, lip gloss, eyeliner, una serie di bottiglie e vasetti di plastica e di vetro con capacità da 5 ml fino a 50 ml, pompe airless e un innovativo compact chiamato Beautilock, un portacipria costruito solo da 3 parti assemblate e dotato di una speciale chiusura sviluppata per offrire una soluzione ai problemi di essicazione di formule a base di solventi. La nuova azienda, oltre a beneficiare del supporto dell’azienda madre in tutte le fasi di produzione e di consegna, dalla scelta delle materie prime all’esecuzione degli ordini, vuole consolidare la sua posizione privilegiata all’interno di un distretto industriale ricco di fornitori specializzati, potendo così seguire da vicino tutto il processo produttivo, dallo sviluppo degli stampi alla decorazione delle confezioni finali.

di A.Virgili

Scenari espositivi e scaling in ambito REACH

0

aperturaIl Regolamento REACH 1907/2006, investe con obblighi e responsabilità differenti tutti gli attori dell’industria chimica, compresa la filiera cosmetica. È una normativa in implementazione, che ancora comporta non poche difficoltà alle aziende coinvolte, non solo nel mondo cosmetico.
Uno degli aspetti più complessi è la gestione degli scenari espositivi, previsti per le sostanze prodotte o importate in quantitativi superiori alle 10 tonnellate e classificate come pericolose ai sensi del CLP o valutate come sostanze PBT (persistenti, bioaccumulabili e tossiche) o vPvB (molto persistenti e molto bioaccumulabili). In particolare è di difficile approccio l’utilizzo delle informazioni in essi contenute ai fini della gestione del rischio nei siti produttivi. Emergono infatti notevoli problematiche dovute all’integrazione delle misure di gestione del rischio indicate negli scenari con quanto già attuato in azienda in risposta alle legislazioni cogenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di salvaguardia ambientale. Inoltre, risulta particolarmente critica la parte relativa allo scaling, quindi alla messa in scala nel sito produttivo delle misure negli scenari espositivi.

Elisabetta Merlo.
Elisabetta Merlo.

«Le operazioni di scaling devono tenere conto delle caratteristiche del sito produttivo, tipologie di lavorazione, modalità di esposizione degli addetti, quantitativi utilizzati su diverse scale temporali (quotidiane e annuali) –afferma Elisabetta Merlo, Coordinatrice del Gruppo di lavoro Ecologia Industriale del Comitato Tecnico di Mapic. -Al momento questa è una materia in divenire, anche perché esistono diverse criticità: lo scaling, non sempre applicabile (es. in presenza di sola valutazione qualitativa), è comunque soggetto alle regole dettate dallo stesso fornitore».

Francesca Bernacchi
Francesca Bernacchi

«La possibilità di utilizzare i cosiddetti strumenti di scaling è più teorica che reale –considera Francesca Bernacchi, dell’Area Tecnico-normativa di Cosmetica Italia. In teoria, infatti, l’utilizzatore potrebbe valutare se alcune differenze riscontrate tra le proprie condizioni operative e quelle imposte dallo scenario espositivo potrebbero essere compensate da altre misure di gestione del rischio già in atto nel proprio sito produttivo e più restrittive di quelle imposte dallo scenario. Naturalmente queste «messe in scala» potrebbero essere utilizzate solo per compensare differenze tra parametri che sono tra loro correlati, che devono essere specificati nello scenario espositivo unitamente al tool che il fornitore ha utilizzato per effettuare la propria valutazione. Già questi elementi fanno dello scaling uno strumento di non immediato utilizzo per molte imprese. L’ulteriore difficoltà è data dalle condizioni restrittive imposte dall’ECHA: lo scaling può essere utilizzato solo se porta alle medesime conclusioni (o più restrittive) riportate nello scenario. In termini tecnici si parla di RCR (Rapporto di Caratterizzazione dei Rischi): è il rapporto tra l’esposizione stimata nel sito produttivo e la dose di non effeto estrapolata da studi su animale. Per il REACH questo rapporto deve essere inferiore a 1; per l’ECHA l’utilizzatore che fa ricorso allo scaling deve ottenere un RCR pari o inferiore a quello riportato nello scenario espositivo, rendendo ancora più difficilmente praticabile questa soluzione per l’utilizzatore».

Francesco Gregorini.
Francesco Gregorini.

Il calcolo dello scaling dovrebbe avvenire a mezzo degli stessi tool utilizzati per redigere lo scenario espositivo. «Conoscere questi software e i criteri con cui lavorano permette di comprendere meglio il significato del dato riportato nello scenario espositivo –dice il consulente REACH Francesco Gregorini, nel sottolineare l’importanza per gli utilizzatori a valle di acquisire dimestichezza con questi tool, molti dei quali scaricabili gratuitamente dal sito di ECHA.-Il processo di scaling, necessario per verificare le misure suggerite negli scenari espositivi, può essere effettuato dalle aziende utilizzatrici con questi tool, che permettono di inserire le proprie misure di gestione del rischio e verificare se si ottiene la stessa accettabilità di utilizzo della sostanza».
Per facilitare le imprese, l’Helpdesk nazionale REACH, servizio pubblico gratuito avviato dal Ministero dello Sviluppo Economico per supportare l’adeguamento delle imprese al REACH, mette a disposizione un servizio gratuito attuato dall’ENEA che su richiesta realizza, dove fattibile, il calcolo dello scaling.

http://reach.sviluppoeconomico.gov.it/scenari-di-esposizione/help-desk%20(caoitoli)/scaling

Profumo in… videocassetta

0

Cinemaniac-FronteditNell’era delle pay-tv, degli abbonamenti streaming, dei superstiti dvd e blu-ray, la videocassetta rappresenta ormai un oggetto vintage, appartenente al passato: chi le possiede probabilmente non ha più il videoregistratore, e dunque le tiene per ricordo o per abbellire il salotto. Xyrena, brand americano di profumi, ha pensato di dare una nuova funzionalità alle custodie delle videocassette. La compagnia, usando gli stampi originali dei case per VHS, ha creato un packaging davvero particolare e originale che richiama il mondo del cinema: le bottigliette di profumo sono contenute all’interno della custodia, mentre la copertina e i nomi delle fragranze sono ispirati alle locandine e ai titoli dei film. La linea – denominata XHS – è composta da 5 essenze «cinematografiche» (tutte unisex): Cinemaniac, Basic Bitch, Pool Boy, Hellanut e Dark Ride. Alcune illustrazioni sono state create dall’artista Devon Whitehead, e il valore artistico di queste custodie è dimostrato dal fatto che sono state presentate all’Hammer Museum di Los Angeles, in occasione della fiera AIX (Artisan Independent Experimental). Killian Wells, CEO di Xyrena, prima di entrare nel mondo dei profumi ha lavorato come proiezionista in una sala cinematografica.

di A.Virgili

Skin Summer School-Università di Pavia-Edizione 2016

0

SKIN_SUMMER_SCHOOL_2016-3x2Nel mese di giugno, come ogni anno, si è tenuta la Skin Summer School 2016, dal titolo «Safety Assessment of Ingredients and Cosmetic Products». L’evento nato per accrescere le conoscenze degli studenti del Master di Scienze Cosmetologiche dell’Università di Pavia, e aperto a tutti coloro che vogliono acquisire conoscenze specifiche, ha festeggiato quest’anno il raggiungimento di una prima tappa importante: 5 anni di disseminazione, workshop, meeting, che hanno contribuito al miglioramento delle conoscenze scientifiche nell’ambito dei prodotti cosmetici e a incrementare le collaborazioni tra mondo accademico e aziende sia italiane che straniere operanti nel settore. L’evento, tenutosi presso il Polo Tecnologico di Pavia, ha visto la partecipazione di molti esperti del settore, provenienti dall’Europa e America, dal mondo accademico e aziendale. Quest’anno molte le novità e le tematiche trattate, come il microbiota cutaneo, le linee guida sul packaging, la cosmetovigilanza e l’importanza della texture del prodotto cosmetico, quest’ultimo aspetto trattato in un’area adibita a «bar sensoriale». La scuola si è aperta, come di consueto, con il saluto del Presidente, la Prof.ssa Paola Perugini, che ha dato inizio a tre giorni intensi di presentazioni, coordinando e incentivando dibattiti e discussioni. Entrando nel merito dei temi trattati e delle presentazioni, Cosmetica Italia, rappresentata dalla Dott..ssa Bernacchi e dal Dottor Melato, ha aperto i lavori facendo il punto della situazione sul sistema legislativo attualmente in vigore, facendo maggiore chiarezza su REACH e CLP, e sulle nuove linee guida su packaging. A tal proposito è doveroso ricordare il contributo del Dott. Gerald Renner, giunto direttamente da Bruxelles, dove lavora presso la sede di Cosmetics Europe, che ha fatto il punto della situazione in materia di packaging focalizzando l’attenzione su alcuni temi chiave: informazioni complete e maggiormente dettagliate sul contenitore a contatto con il prodotto e in particolare sulla presenza di eventuali sostanze pericolose classificate come CMR; ruolo della persona responsabile e del valutatore della sicurezza; analogie tra mondo cosmetico e alimentare (simulanti, approcci per studiare e simulare i processi di migrazione contenuto-contenitore). Se su alcuni aspetti la scuola non ha potuto che riproporre alla platea alcune tematiche già precedentemente discusse nell’edizione 2013, quali metodi alternativi e loro validazione, nonché tecniche di bioingegneria cutanea al servizio della valutazione di sicurezza, i relatori, del calibro del Professor Berardesca e della Prof.ssa Corsini, sono stati capace di darne una nuova chiave di lettura e nuovi spunti di riflessione. E non ci si può esimere dal ricordare anchegli importanti contributi della Prof.ssa Rosado dall’Università di Lusofona e della Dott.ssa Gribaldo dell’ECVAM. Se la prima giornata di scuola è sembrata a tutti molto intensa e formativa, la seconda giornata lo è stata altrettanto facendo registrare oltre 80 presenze in sala. L’attenzione è stata catturata dal mondo del microbioma, grazie alla sapiente descrizione del ruolo e funzioni da parte del Professor Drago, che è riuscito nel corso di questi ultimi anni a divenire uno dei maggiori esperti in Europa e nel mondo. Alla visione decisamente più pragmatica e sperimentale di Drago, è stata affiancata quella della Dott.ssa Nava Dayan, arrivata dal New Jersey, USA, per parlare di microbioma del cuoio capelluto, che ha mostrato come in America già si stia lavorando sull’argomento e come l’Europa, per contro, debba ancora fare molta chiarezza. In accordo al tema la Dott.ssa Papetti ha fatto un excursus sul tema probiotici e microbioma. Si sono poi susseguite una serie di altre presentazioni inerenti l’aspetto microbiologico tra cui la dott.ssa Tofani su nuovi conservanti e sulla loro valutazione e la Dott.ssa Boracchi, invece, ha fatto il punto della situazione in merito a controlli microbiologici. Interessanti infine i contributi scientifici presentati sia dai giovani ricercatori delle università italiane e straniere, sia i contributi scientifici presentati e discussi da alcune aziende di settore. Tra i tanti argomenti che si sono susseguiti: la presentazione di un nuovo strumento per la diagnosi di alterazioni e affezioni che colpiscono le unghie e nuovi approcci per la valutazione di efficacia e sicurezza di prodotti per unghie, l’uso delle idrotalciti in campo cosmetico, nuovi kit in vitro per la citotossicità, sicurezza e filtro solare, proposta di protocolli per studi interazione contenuto-contenitore. A conclusione della scuola, immancabile il workshop, quest’anno incentrato sulle nuove linee guida del packaging e sulla cosmetovigilanza. A coordinare i lavori di gruppo il Dottor Carapella dal Ministero della Salute e il Dottor Melato da Cosmetica Italia. Naturalmente si già pronti per la nuova sfida costituita dalla sesta edizione della Skin Summer School 2017, che si svolgerà a giugno 2017 e che verterà sul tema qualità di ingredienti e di prodotti cosmetici finiti.

 

Piante e protezione solare

tonic of organic aloe vera isolated on white

Le piante sono state utilizzate nelle medicine e nei prodotti cosmetici da secoli, per il loro potenziale nel trattamento di diverse malattie della pelle, nonché per abbellire e migliorare l’aspetto della pelle. I raggi ultravioletti (UV) possono causare scottature, rughe, minore immunità contro le infezioni, invecchiamento precoce e cancro, e per tali motivi vi è una necessità permanente di protezione dai raggi UV, e prevenzione dai loro effetti collaterali. Le erbe e le preparazioni a base di erbe hanno un elevato potenziale in tal senso per la loro attività antiossidante. In primo luogo: antiossidanti come vitamine (vitamina C, vitamina E), flavonoidi e acidi fenolici svolgono un ruolo principale nella lotta contro i radicali liberi, che sono la principale causa di numerose alterazioni cutanee negative. Sebbene alcuni composti vegetali isolati hanno un elevato potenziale di protezione per la pelle, interi estratti hanno mostrato migliore attività dovuta alla loro composizione complessa. Molti studi hanno dimostrato che i tè verde e nero (polifenoli) influiscono positivamente verso reazioni avverse cutanee dopo l’esposizione ai raggi UV. Il gel di aloe è da sempre usato per stimolare la pelle e favorire la crescita di nuove cellule; test spettrofotometrici indicano che un estratto concentrato di Krameria triandra assorbe dal 25 al 30% della quantità di radiazione UV tipicamente assorbita dal metossicinnamato di ottile. L’olio di sesamo resiste al 30% dei raggi UV, mentre gli oli di cocco, arachidi, di oliva, di semi di cotone circa al 20%. Questa recensione copre tutti gli aspetti essenziali del potenziale delle erbe come agenti protettivi verso la radiazione, e le prospettive future in tal senso.
Pharmacogn Rev. 2011 Jul;5(10):164-73.

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Analisi riassuntiva delle notifiche RAPEX tra il 2008 e il 2014

0

Realistic vector magnifying glassNel presente lavoro i ricercatori riportano il resoconto del database riferito al sistema di allarme rapido (RAPEX) dal gennaio 2008 fino alla settimana 26 del 2014, allo scopo di dare informazioni ai consumatori sui prodotti cosmetici microbiologicamente contaminati e over-conservati. Nei prodotti presi in esame dal sistema è stato riscontrato che la principale causa dei richiami nel periodo in esame è stato il rischio chimico (87.47%); mentre sessantadue prodotti cosmetici (11,76%) sono stati richiamati perché contaminati da microrganismi patogeni o potenzialmente patogeni: lo Pseudomonas aeruginosa è stato il microrganismo più frequentemente presente. Altri microrganismi riscontrati sono stati: microrganismi aerobi mesofili, Staphylococcus aureus, Candida albicans, Enterococcus spp, Enterobacter cloacae, Enterococcus faecium, Enterobacter gergoviae, Rhizobium radiobacter, Burkholderia cepacia, Serratia marcescens, xylosoxidans Achromabacter, Klebsiella oxytoca, Bacillus firmus, agglomerans Pantoea, Pseudomonas putida, Klebsiella pneumoniae e Citrobacter freundii. Nel lavoro è inoltre sottolineato come nove prodotti cosmetici siano stati richiamati perché contenevano metilisotiazolinone (0,025% -0.36%), benzalconio cloruro (1%) e triclosan (0,4%) in concentrazioni superiori ai limiti consentiti dal Regolamento Europeo 1223/2009, mentre quindici prodotti hanno ricevuto un richiamo per la presenza di metildibromo glutaronitrile, conservante vietato in cosmetica, e infine trentadue prodotti per il trattamento dei capelli sono stati richiamati perché contenevano alte concentrazioni di formaldeide (0,3% -25%).
Cosmetics 2016, 3(1), 3; doi:10.3390/cosmetics3010003

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Fino all’ultima goccia

0

Moisturizing serum for dry skin is standing in the water,  yellow background, pipette with drop, splash.Spesso è difficile usufruire del 100% di un prodotto contenuto in un qualsiasi flacone o contenitore. A chiunque sarà capitato di dover provare a utilizzare l’ultima quantità di shampoo rimasta sul fondo. Ebbene, i ricercatori della Ohio State University hanno creato una bottiglia di shampoo che si svuota fino all’ultima goccia, evitando sprechi. Questa bottiglia è dotata di un rivestimento interno formato da microscopiche strutture a Y create usando nanoparticelle di silice e quarzo, le quali impediscono al prodotto di «bloccarsi». Il contenuto non tocca mai i bordi, poiché le strutture a Y formano angoli di 90° che permettono al liquido di scivolare via. L’innovativo sistema è progettato per funzionare con il polipropilene, la plastica usata per i packaging di uso comune: il rivestimento può essere spruzzato all’interno della bottiglia con un solvente, in modo che la plastica si ammorbidisca e poi si re-indurisca incorporando le nanoparticelle. I ricercatori ritengono che il sistema possa essere utilizzato anche per applicazioni mediche, per esempio per mantenere le attrezzature pulite (come i cateteri).

di A.Virgili

Il nuovo polo Farmalabor Campus

0

IMG_1195L’attività del preparatore richiede un’adeguata competenza nel rispetto delle norme previste per garantire qualità, efficacia e sicurezza dei suoi preparati; a tal fine è necessaria una formazione costante post-laurea. Nasce pertanto Farmalabor Campus che ha lo scopo di uniformare l’offerta didattica dei vari docenti e offrire formazione altamente qualificata a farmacisti e cosmetologi nell’ambito delle preparazioni al fine di garantirne una gestione corretta e standardizzata. La formazione prevede le seguenti 3 tipologie di intervento:

  • Lezioni frontali con sessioni pratiche presso le due sedi del Farmalabor Campus, Assago (MI) e Canosa (BT)
  • Sessioni di formazione a distanza (e-learning)
  • Sessioni di formazione «on site» presso i centri di distribuzione farmaceutica e le farmacie

Partendo dalla professionalità riconosciuta dei membri del Comitato scientifico, Farmalabor Campus è in grado di costruire efficaci percorsi di aggiornamento, destinati a farmacisti preparatori, medici, personale addetto al laboratorio galenico e allo sviluppo di prodotti alimentari o cosmetici, Università e associazioni di categoria. Accanto a moduli di base e avanzati su tematiche generali, quali allestimento di capsule, di prodotti per uso topico o Norme di Buona preparazione, Farmalabor Campus svilupperà percorsi formativi personalizzati, per esempio in ambito pediatrico, veterinario, fitoterapico ecc. La forza della offerta formativa del Campus è la competenza maturata dalla Farmalabor nel settore galenico. Farmacisti e biotecnologi, con una solida formazione scientifica, che si confrontano ogni giorno anche con il mercato. L’azienda ha deciso di mettere a disposizione dei corsisti questo know-how, lo stesso che le ha permesso di diventare un’azienda leader nella distribuzione di materie prime a uso farmaceutico, cosmetico e alimentare. Inoltre, saranno coinvolte le figure chiave delle principali aziende del settore, capaci di raccontare dall’interno le dinamiche di mercato». Un altro punto di forza è l’approccio decisamente pratico, della formazione: in laboratorio verranno condivise le diverse fasi della produzione di un prodotto galenico o cosmetico, dallo sviluppo della formula alla realizzazione del prodotto finito. Per garantire un reale coinvolgimento nelle attività, i partecipanti saranno divisi in piccoli gruppi di lavoro. Ciascuno di loro avrà a disposizione le più avanzate tecnologie per l’allestimento di prodotti galenici e cosmetici: turboemulsori, bilance, agitatori, pHmetri e viscosimetri per i preparati a uso topico; incapsulatrici e comprimitrici per quelli a uso orale. Nelle esperienze laboratoriali, così come nelle sessioni teoriche, saranno guidati da docenti altamente qualificati quali per esempio il prof. Hossein Sedghi-Zadeh, esperto formulatore di forme cosmetiche e docente di Scienze e Tecnologie Cosmetiche, e avranno la possibilità di conoscere e condividere le best practices del settore.

Per informazioni : Dr Cornetta, e-mail: formazione@farmalabor.it

Controllo di qualità microbiologica di emulsioni

0

NULL

Le emulsioni sono utilizzate per il trattamento cutaneo, e per questo motivo è di fondamentale importanza valutarne la stabilità al fine di garantire le loro caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche. Lo studio di stabilità ha come obiettivo quello di fornire un’indicazione del comportamento del prodotto in un determinato intervallo di tempo, rispetto alle condizioni di temperatura e umidità a cui può essere sottoposto. Questo studio ha avuto lo scopo di valutare la qualità microbiologica di emulsioni anioniche e non ioniche, prodotte nella Scuola di Farmacia di INTA College. In pratica sono stati prodotti due chilogrammi di ciascuna emulsione e successivamente divisi in due contenitori di stoccaggio, posti rispettivamente a temperatura ambiente e in un forno a 40 ± 2 ° C per 60 giorni; successivamente i campioni sono stati analizzati per le loro caratteristiche microbiologiche (conteggio di microrganismi aerobi mesofili, funghi e lieviti). Le analisi sono state eseguite dopo la produzione (T0), 30 giorni dopo la produzione (T1) e 60 giorni dopo (T2). L’analisi microbiologica ha evidenziato che solo un campione non è rientrato nei limiti proposti dalla legge brasiliana RDC 481 del 23 settembre 1999, con una media di Colony Forming Units (CFU) al di sopra del limite stabilito. La forte crescita di microrganismi in questo esempio è stata, però, attribuita a condizioni inadeguate durante i testing, che sono stati realizzati senza l’impiego di un flusso laminare.

Journal of Applied Pharmaceutical Sciences – JAPHAC, 2016; 2(3): 6-15.

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...