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Ilaria Borgna

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Effetto antimicrobico dell’olio di canella

shutterstock_73830994L’esistenza diffusa di agenti patogeni resistenti ai farmaci rappresenta, oggi, una minaccia per il successo del trattamento di malattie batteriche e aumenta la necessità di nuovi agenti antibatterici per svariati prodotti. I prodotti naturali rappresentano la fonte principale di agenti terapeutici antibatterici, e lo scopo di questo studio è stato quello di determinare l’attività antibatterica dell’olio di cannella contro isolati carbapenemi-resistenti di Acinetobacter baumannii e Pseudomonas aeruginosa. Nel lavoro è stata analizzata la composizione dell’olio essenziale di cannella mediante GC / MS e l’effetto antimicrobico è stato determinato con il metodo disco-diffusione. I diametri delle zone osservate sono stati confrontati con i punti di interruzione carbapenemici (standard CLSI) e si è scoperto che solo un isolato di P. aeruginosa si collocava entro i limiti di resistenza. Così, è stata confermata l’attività antimicrobica, e questo ingrediente presenta un uso potenziale come agente antimicrobico nell’industria farmaceutica e come additivo nell’industria alimentare.

Industrial Crops and ProductsVolume 81, March 2016, Pages 191–194

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Regolatorio: supporto alla creatività

shutterstock_70054636Benedetta Suardi, cosmetologo e direttore tecnico, delinea un nuovo ruolo per la funzione regolatoria e per le sue figure

In quali termini l’area regolatoria diventa opportunità per ottimizzare l’innovazione?
È la nuova visione della funzione del regolatorio in azienda. Non più il «censore», ma una funzione attiva nella proposta di soluzioni: trarre spunti dalla normativa per dare un impulso al cambiamento, ai fini non solo dell’applicazione tecnica della legge e ottemperanza ai disposti sanitari, ma anche del miglioramento del profilo di sicurezza de prodotti e correttezza della comunicazione e dei claim per affrontare i diversi mercati. A differenza che in altri settori, nel settore cosmetico il regolatorio deve evolvere verso un ruolo che lo renda parte del motore di innovazione dell’azienda. Questo perché la parte tecnica deve essere sempre più integrata al lavoro del marketing, fatto a oggi per la maggior parte di figure con competenze in area economica e commerciale e che necessitano supporto di tipo tecnico-scientifico.

Benedetta Suardi
Benedetta Suardi

Quali aspetti dell’innovazione possono essere favoriti dai suggerimenti dell’area regolatoria?
Il settore cosmetico è ormai cosciente che l’innovazione è vitale e che gli innovatori hanno successo economico più dei follower. L’innovazione in questo comparto ha tante forme: a livello di prodotto, di tecnologie, di servizi. Sono molti, quindi, gli aspetti in cui il regolatorio può fornire stimoli: aspetti qualitativi del prodotto, ambientali, safety e security del prodotto, compresi i servizi al cliente, come le app da fruirsi su cellulare, servizi informatici e test nei punti vendita per la diagnostica della pelle, la protezione solare ecc. Input innovativi che partano dall’idea di una quanto più possibile global compliance alle diverse legislazioni internazionali, ma anche di orientare il prodotto a una qualità che guardi oltre le sole richieste normative. Di conseguenza, il vaglio del regolatorio non può arrivare alla fine dello sviluppo prodotto, ma deve essere integrato con la fase di R&D. Un esempio è lo scouting, valutazione e validazione delle materie prime, su cui il regolatorio deve esprimersi prima del processo di sviluppo. Non solo per quelle nuove, ma anche per quelle di uso consolidato, proponendo dove serve sostituzioni con ingredienti più innovativi, magari migliori e/o più indagati quanto a profilo tossicologico sull’uomo o sull’ambiente. Ruolo del regolatorio è infatti anche dare impulso a un concetto di qualità intrinseca del prodotto, che riguarda gli aspetti che non si percepiscono, come quello della sicurezza a lungo termine.

Quali attitudini deve avere la persona che riveste questo ruolo in azienda?
Deve avere la mentalità disposta al cambiamento, un salto generazionale non in termini anagrafici ma di visione. Una persona aperta per una funzione che sempre più dovrà scambiare informazioni, interfacciandosi con altri professionisti, con la comunità scientifica, con le associazioni di categoria. Il regolatorio dovrà tenere sotto controllo molte fonti, non fermarsi alla sola legislazione cosmetica europea. L’espansione internazionale rende infatti indispensabile confrontarsi con le legislazioni dei principali mercati extra UE e anche con le rispettive agenzie regolatorie e comitati scientifici internazionali. I documenti da esse prodotti in materia di sicurezza e tossicologia, insieme alle pubblicazioni scientifiche delle più accreditate riviste internazionali di cosmetologia, pure da consultare, sono alla base del risk assessment, altro processo fondamentale che, comunque sia organizzato in azienda, sempre più dovrà essere integrato con la funzione del regolatorio.

di E. Perani

World Perfumery Congress (WPC)

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2014_wpc0276 (2)Il 13-15 giugno 2016, in Florida si svolgerà il Congresso mondiale della Profumeria, che in questa edizione avrà la sostenibilità come argomento fondamentale di discussione. Il settore delle fragranze ha registrato una crescita di valore del 3% negli Stati Uniti nel 2015, l’1% in più rispetto all’anno precedente, secondo Euromonitor International. I consumatori hanno aumentato la loro spesa per i profumi, mentre l’interesse verso marchi di nicchia e profumi più insoliti è cresciuto. Nel complesso, si prevede che tale trend possa continuare; anche per questo l’evento in oggetto sembra potersi collocare in un momento davvero propizio, fornendo un forum unico per i membri del settore per lo scambio di idee e informazioni. Partendo dal concetto di sostenibilità il programma della conferenza 2016 sarà incentrato sul tema ‘un futuro responsabile per le Fragrance’; più di 70 espositori presenteranno le ultime novità del settore e forniranno ai partecipanti informazioni preziose sulle nuove tecnologie nel mondo delle fragranze. Il giorno di apertura verranno esplorate le tendenze attuali degli ingredienti naturali e dell’approvvigionamento sostenibile, mentre il secondo giorno la conferenza sarà concentrata più sulla “pratica” nel settore dei profumi, sempre in rapporto alle richieste del mercato. Il martedì l’attenzione sarà focalizzata sul potere dei profumi anche in relazione ai marchi. Il clou della giornata conclusiva della conferenza sarà la presentazione dei premi dell’American Society of Perfumers (ASP), che sarà caratterizzata dal discorso ‘A Childhood in Scent, a Profession in Perfumery’ tenuto da Calice Becker di Givaudan. Claude Dir di MANE sarà onorato con il premio alla carriera per il contributo straordinario fornito al settore, mentre il premio William Lambert andrà a John Gamba di Givaudan per il suo contributo all’industria. Domenica 12 giugno i visitatori sono invitati a partecipare ad un cocktail al Fontainebleau, Miami Beach, sponsorizzato da TFS, in vista dell’apertura ufficiale dell’evento. Il WPC 2016 è sponsorizzato da BASF, Givaudan, IFF, MANE, Robertet Groupe, ACS international. TFS, Symrise, Emerald Kalama Chemical e Ultra internazionale B.V.
www.wpc.perfumerflavorist.com

Porte aperte fra università e impresa

Stefano Manfredini, direttore del COSMAST dell’Università di Ferrara, interviene al convegno Tecnologia e innovazione, armi vincenti del Made in Italy, organizzato da Kosmetica il 9 giugno, con una riflessione sul sistema del trasferimento tecnologico.

Come migliorare l’affermazione del Made in Italy cosmetico?
Se vogliamo continuare a essere il Made in Italy che il mondo conosce, a tutti livelli non solo nel design, dobbiamo investire in formazione e innovazione, e sui giovani talenti. I talenti si trattengono rendendo efficiente il «sistema» ricerca-applicazione, con trasferimento tecnologico: solo così si offre una opportunità ai giovani che oggi trovano occupazione all’estero; solo così la cosmetica italiana si manterrà all’avanguardia. Il settore cosmetico ha dimostrato di funzionare, è tecnologico, offre occupazione, esporta il doppio rispetto all’acciaio, ma non riceve attenzione dalle istituzioni. Molti comparti a elevato valore aggiunto, che puntano su tecnologie avanzate e pulite soffrono per l’incapacità politica di capire che sono questi i settori da difendere fornendo strumenti e infrastrutture intelligenti: non solo autostrade, quindi, ma un’università che funzioni, un sistema della ricerca forte di finanziamenti e personale, un sistema del trasferimento tecnologico che faccia davvero da ponte fra quanto sviluppato in università e le possibili applicazioni per il mercato e, viceversa, che sappia trarre dai problemi di chi applica e intraprende suggerimenti per lo sviluppo di soluzioni originali: inventando. Il Made in Italy, non solo cosmetico, deve fondarsi sulla ricerca per mantenere la propria posizione competitiva, mentre al momento il sistema universitario è allo stremo, indebolito da tagli lineari di politiche miopi che di anno in anno lo stanno soffocando, nella ricerca di una maggiore efficienza a costi sempre più bassi.

Industria e università hanno un ruolo: quali sono gli elementi per costruire un rapporto efficiente?
Serve costruire una piattaforma in cui sia possibile il dialogo. È il punto su cui lavorare per il futuro del settore cosmetico, perché quando questo dialogo funziona i risultati in termini di valorizzazione industriale e commerciale dell’innovazione ci sono sempre, senza eccezione. La condizione perché questo dialogo si sviluppi è che ci sia reciproca apertura: da parte dell’università calarsi nella realtà industriale e commerciale senza aver paura di «disattendere» la propria missione facendo ricerca applicata; da parte delle imprese serve invece che si sviluppi la consapevolezza dell’imprescindibilità della ricerca scientifica, della cultura e della formazione ai fini dell’innovazione e che per queste attività sono necessari risorse umane addestrate, tempo e investimenti.
Serve un patto concreto fra l’industria e l’università, in cui ciascuno parta da una posizione di rispetto e si prenda oneri e rischi. Per l’industria significa guardare nel medio termine, proiettandosi a 5-10 anni e per l’università stare a questo gioco e supportare la ricerca applicata dedicando docenti e ricercatori a questi progetti. Porte aperte, quindi, interscambio; ricercatori universitari e dell’industria che si muovono fra l’università e l’impresa senza essere penalizzati nelle rispettive carriere. Valorizzare in università la figura del tecnology transfert scientist, che conosce le innovazioni sviluppate nei laboratori universitari e sa lavorare a fianco dell’industria con le condizioni che questo impone.

Manfredini
Stefano Manfredini

L’università ne trarrebbe risorse…
Un sistema del trasferimento tecnologico che funzioni porterebbe all’università un ritorno economico per finanziare la ricerca di base. Costituisce infine una importante opportunità perché i giovani restino, mentre adesso li stiamo esportando ai paesi più lungimiranti del nostro, dopo aver contribuito con soldi pubblici la loro preparazione.

Anche la formazione dovrebbe rientrare in questa logica di scambio?
Ne sono convinto. L’industria dovrebbe chiedere specifici percorsi ed essere disposta ad assumere le figure che ne escono. Perché un’industria che vuole l’innovazione deve avere nel suo organico specialisti, che abbiano una formazione post laurea come i master di II livello e in particolare i dottori di ricerca, che sono le persone che hanno la propensione verso l’innovazione e sanno cosa significhi creare qualcosa di nuovo. Purtroppo oggi le aziende che danno valore e sanno utilizzare la ricerca sono ancora un’eccezione. L’industria cosmetica tende a evitare i rischi connessi con il cambiamento; ma senza rischi di insuccesso non si può fare innovazione.

Quale è il ruolo delle istituzioni?
Quello istituzionale è il terzo player. Il ministero e l’agenzia preposta alla valutazione del sistema Universitario, devono iniziare a riconoscere in maniera più concreta, ai docenti che ne hanno propensione, gli sforzi diretti al trasferimento tecnologico. Invece oggi la ricerca applicata, specialmente quella cosmetica, non è considerata e i docenti e ricercatori che vi dedicano parte delle proprie energie sono penalizzati. I ricercatori e i docenti sono valutati prevalentemente per la quantità e qualità delle pubblicazioni scientifiche, un po’ per le capacità didattiche, molto poco contano il lavoro con le imprese, l’avvio di spin off e i brevetti. In queste condizioni è ovvio che il trasferimento tecnologico venga trascurato.

di E. Perani

Oli essenziali e la sfida REACH

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Essenze naturaliNonostante le proteste iniziali sui requisiti del regolamento REACH, l’industria degli oli essenziali sostiene di essere pronta per la registrazione nel 2018 degli oli essenziali particolarmente importanti nello sviluppo delle fragranze di lusso. IFRA in un comunicato indica che «Il regolamento europeo sulle sostanze chimiche, progettato principalmente per le sostanze sintetiche di grande volume, imposta uno scoraggiante, se non impossibile compito per gli oli essenziali del settore per conformarsi alla legislazione. I requisiti di conformità sono estremamente complessi per piccole e medie imprese e per agricoltori e coltivatori»; Al momento l’iniziativa congiunta della Commissione europea e l’Agenzia europea di sostanze chimiche (ECHA), che hanno lavorato insieme dal 2014 su questo oggetto, ha stabilito un programma di azioni per trovare soluzioni pragmatiche per la caratterizzazione, classificazione, valutazione ambientale e gli aspetti economici legati alla registrazione REACH di oli essenziali. Secondo Prodarom, l’associazione di fragranza francese e IFRA, l’associazione internazionale di fragranza, la valutazione ambientale o eco-tossicità di sostanze naturali è stata la parte del programma che ha richiesto il massimo sforzo per sviluppare protocolli realizzabili. «I risultati di questo dialogo altamente produttivo serviranno come punto di riferimento per altri produttori in altre regioni del mondo anche per quanto riguarda altri settori simili» ha detto Pierre Sivac, Presidente di IFRA.

Evento Kosmetica 9 giugno 2016

Tecnologia e innovazione armi vincenti del Made in Italy
La grande cosmetica italiana cresce facendo network
La rivista Kosmetica organizza un convegno dedicato alla Cosmetica made in Italy, tra innovazione, tecnologia e imprenditoria d’eccellenza.
In Italia, ormai da diversi anni, il ramo cosmetico eccelle grazie all’innovazione, alla tecnologia e all’impegno di tanti imprenditori che hanno saputo guardare avanti, investire in persone qualificate e impianti all’avanguardia.
A noi di Kosmetica è piaciuta l’idea di organizzare questo convegno del 9 giugno per radunare imprenditori, tecnici e universitari, tutti esperti del settore, e farci raccontare le loro esperienze e il cammino che hanno percorso per arrivare a eccellere; quale utilità hanno trovato nel sistema Italia; quali i vantaggi nel fare rete allo scopo di mantenere e incrementare il proprio successo.
Al convegno sono stati inoltre invitati come ospiti alcuni attori del successo italiano nel mondo per creare un dialogo costruttivo per il Made in Italy.
Per raggiungere risultati concreti e vantaggi tangibili in termini di network, è necessario partire da un progetto imprenditoriale di rilevanza strategica, basato sullo scambio e condivisione d’informazioni, conoscenze e competenze tra imprese, acquisizione di risorse umane, tecniche e finanziarie.

Perché Fare rete?
Per condividere conoscenze e competenze – spesso infatti le sole risorse organizzative e cognitive presenti all’interno di un’azienda non sono sufficienti per affrontare le sfide dei mercati globali; per consentire lo sviluppo di maggiori potenzialità innovative ottimizzando gli investimenti; per permette di conquistare nuovi mercati o nuovi segmenti di clientela.
Kosmetica e KosmeticaWorld, edite dal Gruppo Tecniche Nuove, sono le riviste di punta nel settore cosmetico e riferimento per le imprese di prodotto finito, di materie prime e di packaging.
Il Gruppo editoriale Tecniche Nuove è leader nel settore dell’informazione tecnica, professionale, scientifica e sanitaria: 141 riviste cartacee e digitali; un catalogo di 1330 libri, 35 collane tematiche; oltre 300 corsi di formazione e di aggiornamento.
L’attenzione di Tecniche Nuove allo sviluppo professionale si traduce anche nell’attività di Accademia Tecniche Nuove, nuova società del Gruppo, che organizza in collaborazione con l’Università di Ferrara, la Scuola di Profumeria, percorso di Alta Formazione suddiviso in 2 step successivi:

  • Dalle materie prime alle fragranze – Corso di formazione online
  • Dalle fragranze al profumo – Corso residenziale che avrà inizio il 2 di ottobre.

Kosmetica e Kosmetica World si augurano che questo appuntamento tra esperti possa contribuire a un proficuo confronto tra i protagonisti del “Made in Italy”.

Nuovi trend selvaggi e alla moda

UnivarQuest’anno Univar ha presentato un mix degli ultimi prototipi per il personal care pieno di creatività, che aiuta a creare uno sguardo feroce e di alta moda. La collezione «Savage Glamour» dispone di 15 formulazioni innovative di personal care, sun care, hair care, body care e make-up, progettate utilizzando l’ampio portfolio di ingredienti speciali Univar dei produttori più importanti, tra cui Dow Corning, Dow Personal Care, Kao, e Naturex. La tendenza Savage «Urban Safari» è definita da un look distintivo, audace e assertivo che cattura un «lato selvaggio», con formule che sono femminili, feroci e divertenti, tra cui, per esempio: una texture jelly-jiggle scintillante per ravvivare l’ombretto di tutti i giorni, uno shampoo rivitalizzante (lifestyles of health and sustainability, LOHAS), un balsamo per capelli ad asciugatura all’aria rapida, uno spray protettore «selvaggiamente caldo», una crema biomimetica antinquinamento, una formula gel crema per nutrire la pelle sciupata dall’ambiente cittadino, un gel per capelli per domare anche i ricci più selvaggi. L’altra tendenza è Glamour «Embellished Sugar», sensuale e raffinata, dotata di sapori fruttati e colorati; queste formulazioni includono, per esempio: un olio corpo al miele, un siero per capelli al lampone smooth’n’shine, una base ombretto color pastello marshmallow, una tinta per labbra cherry bomb, una marmellata esfoliante al frutto della passione, un rinforzante per cuticole «candy», una crema di protezione solare rosa.

di B. Briasco

Un principio attivo per un lungo effetto anti-aging

4288625341Seppic ha vinto l’oro ai «Green Ingredients» Award durante in cosmetics 2016 per Ephemer™, un principio attivo derivato da Celebrity, l’innovazione tecnologica nella coltura cellulare di macroalghe. Questo premio viene stato assegnato a un ingrediente avente un impatto significativo sulla tutela dell’ambiente e utilizzato per oltre un anno in applicazioni cosmetiche. Ephemer™ è un estratto gametofitico derivato dalle cellule di macroalghe coltivate in laboratorio e raccolte in una fase passeggera del ciclo di vita dell’alga Undaria Pinnatifida. Questa è un’alga marrone con due principali forme morfologiche nel suo ciclo di vita: sporofiti e gametofiti. Lo sporofito è la forma comune delle macroalghe; i gametofiti sono invece cellule liberate dagli sporofiti nel ciclo di vita riproduttiva, come fase passeggera, e rappresentano la fonte di vita per la sopravvivenza della specie. Nell’oceano, i gametofiti sono instabili e non disponibili in grandi quantità. Nei fotobioreattori, invece, i gametofiti sono stabili grazie a specifiche condizioni. Durante questa fase di crescita, le cellule delle macroalghe accumulano molecole antiossidanti. Ephemer™ è un attivo che contribuisce alla protezione della pelle rafforzando la sua capacità antiossidante, rallentando quindi la formazione di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento.

di B. Briasco

Le proprietà dell’acqua marina arricchita per la giovinezza del contorno occhi

Prodotti GianniI laboratori CODIF hanno sviluppato una formula anti-invecchiamento e anti-inquinamento per il trattamento del contorno occhi. Un’acqua di mare energizzante e arricchita diffusa attraverso una molecola che forma una seconda barriera protettiva presenta un’azione tonificante per combattere la formazione di rughe e borse, fornisce una riduzione del volume delle borse immediatamente dopo l’applicazione e un miglioramento del 50%, riscontrato nella giovinezza dello sguardo. Cityguard+, distribuito in esclusiva in Italia da Prodotti Gianni Srl, riduce i cedimenti cutanei nella zona sotto agli occhi, causati dall’invecchiamento e da fattori ambientali, quali per esempio l’inquinamento. Esercita inoltre un effetto tensore sulla matrice extracellulare, poiché stimola la sintesi di ATP, unica molecola in grado di polimerizzare le fibre di actina. Cityguard+ è un innovativo complesso che consiste di due componenti di origine marina, metaboliti secondari prodotti da microalghe e un oligoalginato a elevato peso molecolare.

di B. Briasco

Contenitore inglese, tappo italiano

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burrano_mainA Vicenza troviamo un’azienda italiana che produce tappi, la Giflor. Compatibili con ogni tipo di packaging, dall’ingombro contenuto, con un’illimitata serie di forme e abbinamenti di colore, i tappi hanno la loro importanza nel conservare le proprietà del contenuto e nell’adattarsi al design del contenitore. La Spectra Packaging, compagnia inglese che fornisce flaconi e tubi flessibili per i marchi personal care, ha recentemente esteso la sua gamma ovale Burano con un nuovo contenitore dotato di un tappo prodotto dalla suddetta azienda italiana. La gamma, che vantava flaconi da 100ml e 200ml con svariati design e configurazioni, include ora un nuovo elegante contenitore da 200ml, dal profilo ovale e affusolato, con tappo Eco Low profile di Giflor, bicolore e con chiusura filp-top. Il peso contenuto del tappo dimostra una progettazione ecosostenibile, grazie a una riduzione nel consumo di materie prime e una riduzione dei costi di imballo e di trasporto. Entrambe le aziende hanno espresso estrema soddisfazione per un prodotto innovativo e adatto a chi vuol comunicare originalità e stile.

di A.Virgili

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...