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Ilaria Borgna

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Torna a splendere il sole

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SonnenschutzDopo le generalizzate flessioni registrate a cavallo fra il 2013 e il 2014 il segmento sun care è ritornato a crescere e secondo Euromonitor International potrebbe segnare ulteriori exploit di qui al 2018, trainato dalle vendite nei Paesi emergenti e dallo sviluppo di nuovi prodotti multifunzionali. È passato poco più di un anno da quando gli osservatori di Euromonitor International prevedevano per il comparto dei solari un aumento delle vendite da 6,4 punti percentuali a tassi di cambio costanti sino al 2018. Un exploit, questo, che consentirebbe a questa variegata categoria di prodotti di portare la sua incidenza sul mercato complessivo della bellezza, che valeva 454 miliardi di dollari nel 2013, ben oltre il 2% registrato negli ultimi anni. Gli spazi per una ulteriore espansione non mancano, visto per esempio che, «a dispetto della crescente sensibilità rispetto agli effetti nocivi dell’esposizione ai raggi solari», meno del 50% dei consumatori ricorre a soluzioni protettive. Non a caso, per questo segmento gli analisti pronosticavano all’edizione 2015 di In-Cosmetics un incremento dei fatturati da 1,8 miliardi di dollari entro il prossimo biennio. La parte del leone, in questo quadro, spetterebbe all’America Latina, che porterebbe in dote un business da un miliardo. Allo stesso tempo le sfide che attendono il settore sono numerose e hanno a che fare con l’utilizzo di nuove formulazioni, guidate fra l’altro dalla ricerca sugli effetti invecchianti delle radiazioni elettro-magnetiche sulla pelle. Ma anche con la domanda in costante espansione di articoli in grado di coniugare le funzionalità di schermo contro i raggi ultravioletti con quelle nutritive e, appunto, anti-età. Nel mondo, il volume d’affari dei solari è tornato a salire lo scorso anno dopo la flessione del periodo 2013-2014 (a 9 miliardi e 106 milioni di dollari) toccando quota 9,202 miliardi. Il peso della classe Adult sun care entro la quale Euromonitor raggruppa protezioni, autoabbronzanti e dopo-sole è preponderante, coi suoi 8,511 miliardi di dollari. E a questa cifra i cosmetici protettivi contribuiscono con 7,417 miliardi. Nel maturo panorama europeo non si è più riusciti a eguagliare i valori registrati all’inizio del decennio con consegna per 2,820 miliardi, ma fra il 2014 e lo scorso anno le vendite sono tornate a impennarsi passando da 2,679 a 2,747 miliardi di dollari. E anche qui le fette più ampie della torta vanno ai prodotti per gli adulti – nonostante la buona performance di quelli per l’infanzia, a 246 milioni – coi loro 2,501 miliardi dovuti per lo più alle formule protettive. Anche l’Italia, i cui valori sono calati dai 503 milioni del 2010 ai 442,1 del 2014, ha invertito la rotta, fatturando in quest’ambito 461,4 milioni. Ne vale quasi 400 l’offerta Adult sun care, con 317,7 milioni riconducibili alle protezioni, 75 ai dopo-sole; 6 agli autoabbronzanti. È pari invece a 62,7 milioni il business dei prodotti per i bambini, superiore anche a quello del 2010 (61 milioni).

Prospettive luminose
Nel corso della presentazione tenuta a In-Cosmetics 2015 Euromonitor International ha messo a confronto le dinamiche evolutive di alcune categorie merceologiche le cui prerogative vengono più spesso a coincidere. Si tratta delle creme idratanti per il viso; degli anti-ageing e appunto dei solari. Le analisi evidenziano come le prime siano attese a conservare e rafforzare la loro posizione dominante nei consumi pro capite della macroregione Asia-Pacifico e, pur con dimensioni decisamente minori, anche in Medio Oriente e Africa. Al contrario però nell’area indicata come Australasia, nell’Europa Occidentale e Orientale e soprattutto nell’intero continente americano la richiesta di protezioni, abbronzanti e dopo-sole dovrebbe superare di gran lunga, entro il 2018, quella delle altre due linee prese in considerazione. Come si è avuto modo di accennare, tuttavia, una parte importante delle prospettive di successo dell’industria del sun care dipenderà dalla sua capacità di integrare funzionalità tipiche di altri settori concorrenti. Per esempio, è parere degli analisti Oru Moihuddin e Nicole Tyrimou che dai cosmetici per il trucco i solari possano e debbano importare le caratteristiche di coprenza. Dai prodotti anti-invecchiamento si dovrebbero ereditare le proprietà rassodanti e tonificanti e da quella della cura della pelle in genere gli effetti idratanti e sbiancanti, a seconda della tipologia di pelle cui ci si intende rivolgere. Analogamente, in un’ottica di integrazione, specificità come i fattori di protezione dal sole possono essere esportati agli stessi segmenti dei cosmetici per il trucco e della cura della pelle, ma anche a quello della bellezza dei capelli e ad alcune famiglie di deodoranti. Nel dettaglio, gli esperti di Euromonitor International ritengono che una proposta all-in-one composta da sun care, coprenti e anti-età possa risultare vincente in America Latina e in modo particolare in Brasile, Argentina e Messico; ma anche in Medio Oriente e segnatamente in Arabia Saudita. Al contrario, i benefici combinati degli anti-age e solari, nelle loro varie declinazioni, sono più apprezzati in Asia fra Indonesia, Tailandia, Vietnam.

Tendenze contrastanti
Lo spaccato dei principali Paesi consumatori di prodotti per l’abbronzatura e la protezione solare fa preciso riferimento all’andamento delle vendite contabilizzate nel 2014 ma nella maggior parte dei casi dà testimonianza di quella tendenza a una nuova crescita che il mercato ha in seguito espresso. In Spagna, per esempio, le vendite a valore sono aumentate del 2%, sebbene la performance delle singole linee sia stata disomogenea. Protezioni e dopo-sole hanno tratto vantaggio dalla maggiore sensibilità della clientela ai potenziali danni arrecati dall’esposizione eccessiva ai raggi UV. E per converso hanno rallentato la loro corsa gli auto-abbronzanti, come era del tutto logico aspettarsi. Contraddittorio è stato il comportamento del panorama francese, che in modo non dissimile da quello italiano ha assistito a un’impennata degli scambi nella prima parte dell’anno e soprattutto nel secondo trimestre, agevolata da condizioni climatiche ottimali. Una volta venuti meno i favori del clima anche la domanda si è rarefatta. In Italia la perdita di terreno dei pigmentanti e dei solari è stata descritta oltre che da Euromonitor anche da Cosmetica Italia. A marzo dello scorso anno l’associazione di categoria ha certificato la sostanziale tenuta del beauty tricolore (-1,4% le vendite interne; +4,9 le esportazioni) ma anche il declino di questa classe merceologica, vittima di una emorragia di incassi da 4,8 punti percentuali, per valori complessivi inferiori ai 30 milioni di euro. Responsabile del calo, secondo Cosmetica Italia, non solo il cattivo tempo ma anche la lunga crisi. Sospinta dall’affermazione delle private label la Germania ha recuperato nel segmento una parte del terreno perduto nel 2013 registrando un +1% che porta il mercato complessivo del sun care a un valore di 163 milioni di euro, ancora di sei milioni più basso rispetto a quanto calcolato a fine 2012. Identico il tasso di incremento del mercato britannico dove la performance migliore è stata messa a segno dalle protezioni, in fase di slancio sia dal punto di vista dei valori (+3%) e sia da quello dei volumi (+9) anche se con un passo meno spedito di quello tenuto lungo tutto l’arco del 2013. La corsa alle formulazioni multi-funzione ha infine inciso sul comportamento del panorama statunitense, dove il sun care ha visto le sue vendite aumentare dell’1% contro il -2% del 2013. Tuttavia a generare la discesa rispetto al +7% annuo dimostrato nel periodo 2009-2012 è stata l’attenzione che i consumatori hanno riservato ai prodotti per la cura della pelle o ai cosmetici per il trucco in grado di integrare specifici fattori di protezione solare. Un fenomeno che gli osservatori hanno in questo caso indicato come «cannibalizzazione», a scapito naturalmente di solari e affini. Per finire, come già si era avuto modo di accennare brevemente, il Brasile è fra gli Stati che hanno messo in evidenza i tassi di incremento più rilevanti. Qui il settore sun care è cresciuto del 17% grazie, in particolar modo, alle formule protettive; e chiaramente alla maggior consapevolezza dei consumatori dei danni causati dall’esposizione indiscriminata al sole. Un mercato tanto promettente sta stimolando, secondo Euromonitor International, la competizione fra brand a colpi di marketing.

1Nel mondo
Il volume d’affari dei solari è tornato a salire lo scorso anno dopo la flessione del periodo 2013-2014 (9 miliardi e 106 milioni di dollari) toccando quota 9,202 miliardi».

Italia
Anche qui, i cui valori sono calati dai 503 milioni del 2010 ai 442,1 del 2014, ha invertito la rotta, fatturando in quest’ambito 461,4 milioni»

Bibliografia
-Euromonitor International: www.euromonitor.com/
-Cosmetica Italia – Unipro: Industria cosmetica – Produzione, mercato e commercio estero (www.unipro.org/export/sites/default/it_150313_150609/documenti/centro_studi/Numeri_2015/numeri_2015_DEF.pdf)

di R. Carminati in collaborazione con Euromonitor International

Sostenibilità, cuore del business

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aperturaEstetica e acconciatura professionale attendono una ripresa per cui occorrono prodotti carichi di concetti innovativi e di valori.
Per quanto le vendite cosmetiche nel comparto professionale in Italia stiano registrando da anni un forte rallentamento, innovazione e visione possono aiutare il rilancio di un canale che all’estero è già in ripresa. Strategie e driver di crescita nelle opinioni di Davide Bollati, presidente di Davines, l’azienda di famiglia, che per il canale professionale sviluppa, produce e commercializza i marchi Davines e [comfort zone].

Come dovrebbe evolvere, a suo parere, l’offerta professionale in Italia ai fini di una ripresa?
Tanti sono i segnali positivi e stimolanti, nel mercato internazionale e nazionale. Il mercato dell’estetica e delle SPA negli Stati Uniti ha finalmente dato segnali di ripresa: sono incrementate le visite (+6,7%), il fatturato totale (5,3%) e le nuove aperture (2,4%). Una crescita che è conseguenza di una attenzione alla cura di sé che porta a cercare nei centri estetici risposte e soluzioni. Questo è vero anche nel mercato nord europeo e del turismo del benessere internazionale, realtà da cui il mondo dell’estetica italiano può prendere idee interessanti su come evolvere la propria offerta e comunicazione. Inoltre, in Italia un paio di fenomeni interessanti sono da considerare. In primo luogo, il mondo della farmacia si è aperto alla dermocosmesi offrendo anche servizi di estetica: estetiste qualificate possono contribuire, lavorando direttamente o in partnership con questo canale. L’altra possibilità è data dalla dermatologia e chirurgia estetica, che si avvalgono di protocolli estetici pre- e post trattamento. Si tratta di incrementare le competenze e di mantenersi aperti a un’evoluzione sfidante ma anche prodiga di nuove possibilità.

Quali sono le iniziative di Comfort Zone?
Con il supporto di un team multidisciplinare di medici, abbiamo sviluppato SKIN REGIMEN: un sistema innovativo che garantisce longevità intesa come salute e bellezza dall’interno, ma anche risultati visibili per chi cerca efficacia immediata. Si tratta di trattamenti cosmetici performanti e al contempo veloci, integratori, consigli alimentari, di esercizio fisico e di lifestyle per supportare le estetiste e i loro clienti ad abbracciare un modello di vita sostenibile.

Davide Bollati
Davide Bollati

In quali mercati esteri state potenziando la vostra presenza?
Siamo sempre stati un’azienda di propensione internazionale, ma forti anche in Italia, dove [comfort zone] ha chiuso il 2015 con +13 % e Davines con +8%. I mercati dove siamo più forti confermano un andamento in crescita: Nord America, il mercato più rilevante per il business haircare (+35%), Regno Unito (+53%), Messico (+39%). [comfort zone] ha registrato performance importanti in Canada (+24%) e Regno Unito (+15%). Il nostro focus resta il Nord America e i paesi dell’Europa occidentale e ci stiamo adoperando a rafforzarci sul mercato asiatico-pacifico. Abbiamo infatti da poco aperto una sede a Hong Kong.

Parlando di innovazione di prodotto, su quali driver si fonda per Davines?
I criteri che guidano l’innovazione di Davines sono la ricerca continua dell’eccellenza e dell’unicità. Un nuovo prodotto deve essere efficace, sicuro e sostenibile. Abbiamo per questo aggiornato la nostra filosofia formulativa e optato per Science-Based Conscious Formulas™ che prevedono l’utilizzo massimo di ingredienti di origine naturale e hight-tech rispettosi dell’equilibrio cutaneo e abbiamo escluso i siliconi, oltre a parabeni, olii minerali e altre sostanze potenzialmente sensibilizzanti. In particolare la scelta dei siliconi, che danno gratificazione istantanea ma non curano la pelle, è un percorso molto sfidante nel quale crediamo: solo ingredienti funzionali e utili alla nostra pelle vengono aggiunti ai nostri prodotti, senza dimenticare la gradevolezza. Siamo attenti alle innovazioni del mondo scientifico e mediante la collaborazione con gruppi di ricerca universitari stiamo sviluppando la nostra filiera di materie prime innovative. Grande attenzione viene riposta anche al rispetto dell’ambiente e dei valori etici dell’azienda. Così, anche per il packaging vogliamo tutti i componenti provenienti da fonti rinnovabile e a bassissimo impatto o nullo a fine vita.

Da anni vi siete dotati di una Carta Etica: come viene valorizzata con i vostri stakeholder?
La nostra visione è orientata alla «Bellezza Sostenibile», consapevoli delle responsabilità d’impresa verso ogni collaboratore, cliente e verso l’ambiente. Già nel 2005 i nostri collaboratori hanno concepito la Carta Etica, una raccolta di valori professionali per l’ambiente di lavoro ideale, con la convinzione che il tempo produttivo non è solo performativo ma anche di vita, e dunque ricco di concetti e qualità da ritrovare. Con il contributo del filosofo e formatore Alberto Peretti, questi principi ispirano ed elevano la qualità della vita aziendale, i prodotti e le relazioni. Oggi approdiamo alla meta di ispirare i nostri partner, cioè i professionisti del settore della bellezza: estetiste e parrucchieri. Con loro e per loro abbiamo creato l’Atlante Etico, che intende il lavoro come espressione di buona umanità, del ben-fare e del ben-essere.

Quali soluzioni adotterete per l’ecosostenibilità del vostro nuovo stabilimento?
Ci siamo dati sei obiettivi: energia pulita, conservare l’acqua, zero rifiuti, materiali sostenibili, favorire il benessere, essere a contatto con la natura favorendo la biodiversità. Sull’energia la prima strategia è stata passiva, riducendo al minimo la domanda energetica del Village, utilizzando dove possibile la ventilazione naturale, il riscaldamento del sole o proteggendoci dai raggi solari nei mesi estivi. Poi massimizzare l’energia prodotta autonomamente: avremo l’impianto geotermico più grande della provincia di Parma, fotovoltaico e cogenerazione. La strategia idrica prevede un recupero dell’acqua utilizzata dai processi produttivi, dalla cucina, dal Village e il recupero delle acque meteoriche per fabbisogni di irrigazione e scarichi dei servizi igienici. Non produrremo rifiuti derivanti dal processo produttivo, avremo un impianto di depurazione in loco che, collegato a una fase finale di fitodepurazione, permetterà di recuperare lo scarto del processo produttivo trasformandolo in acqua per irrigazione. La scelta dei materiali si è orientata su materiali sostenibili. Infine, con l’architettura del Village vorremmo favorire il benessere delle persone: tutti avranno una visione sul verde. Il giardino avrà varie valenze: estetica, cosmetica, gastronomica, ambientale, favorirà la biodiversità vegetale e animale e vorremmo anche dargli una valenza spirituale.

FILIERE LOCALI: DAVINES E SLOW FOOD
«Essential Haircare è la linea che più di tutte incarna i valori del nostro Manifesto della Bellezza Sostenibile –riporta Davide Bollati.- Il suo rilancio in collaborazione con il progetto Presidi di Slow Food ha contribuito a renderla ancora più apprezzata e conosciuta tra i nostri clienti in tutto il mondo, diventando un best seller all’interno del portafoglio Davines. Inserendo principi attivi provenienti da coltivazioni Slow Food nelle formulazioni intendiamo dare un messaggio forte sulla necessità di impegnarci a favore della salvaguardia della biodiversità. Possiamo così supportare i Presidi italiani selezionati, affinché possano continuare a coltivare varietà vegetali locali a rischio d’estinzione, come il cappero di Salina, la mandorla di Noto, il grano saraceno della Valtellina, contrastando la scomparsa di un patrimonio genetico di inestimabile valore biologico e le relative tradizioni artigianali. Per Davines, l’associazione tra cosmetica e cibo deve diventare parte di un ‘progetto più grande’, volto alla tutela della biodiversità del pianeta, al sostegno di progetti d’eccellenza che contribuiscono allo sviluppo culturale ed economico locale e occasione di sensibilizzazione sociale».

Benefit Corporation
Davines ha iniziato un percorso strategico per diventare un’azienda B-Corp, ora realtà legale in Italia in seguito alla legge di stabilità 2016. Bollati: «Da sempre ci adoperiamo in modo responsabile nei confronti della nostra community e dell’ambiente. Ora la nostra performance verso questi valori sarà doppiamente riconosciuta. La sostenibilità ci impegna concretamente nella campagna I Sustain Beauty, dove raccogliamo progetti in ambito sociale, artistico e per la salvaguardia dell’ambiente. La seconda edizione è partita a fine gennaio 2016».

di E.Perani

e-Commerce & multicanalità

Dionigi Faccenda, direttore Sales&MarketingOVH Italia
Dionigi Faccenda, direttore Sales&Marketing OVH Italia

Un mercato che in Italia vale 16,6 Miliardi di Euro, in rialzo del 16% nell’arco di 12 mesi, come emerso dall’anticipazione dell’indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui, gli acquirenti online sono 17,7 Milioni, con una spesa media di 950,00€ in un anno. A promuovere il comparto sono il turismo (+14%), l’informatica e l’elettronica di consumo (+21%), l’abbigliamento (+19%) e l’editoria (+31%). I segmenti emergenti sono la cosmetica, il food&grocery, l’arredamento&home Living. L’e-Commerce mobile sta prendendo sempre più il sopravvento nella vita quotidiana dei consumatori, che effettuano gran parte delle loro ricerche dal cellulare, ricercando e confrontando i migliori prodotti al prezzo più vantaggioso. «In uno scenario in cui le dinamiche d’acquisto evolvono velocemente, le aziende puntano sulla multicanalità, integrando il punto vendita «tradizionale» con quello «virtuale» al fine di offrire allo «smartshopper» una Customer Experience completa e di grande soddisfazione.» commenta Dionigi Faccenda, Sales & Marketing Director di OVH Italia, che aggiunge «non tutte le realtà hanno alle spalle un’infrastruttura adeguata a sviluppare il servizio e a garantire i livelli di prestazione richiesti. Il nostro obiettivo è quello di supportare gli operatori del settore nel disegnare l’infrastruttura più adeguata alla gestione del proprio business attraverso un’offerta completa di soluzioni tecnologicamente avanzate, in grado di assicurare prestazioni elevate e massima sicurezza nelle transazioni online: fattore cruciale per consolidare il rapporto di fiducia con i consumatori.»

Skin Summer school a Pavia

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1Si terrà dal 20 al 22 giugno presso il Polo Tecnologico di Via Fratelli Cuzio 42 a Pavia. La quinta edizione della Skin Summer School, in lingua inglese “Safety Assessment of ingredients and cosmetic products” si propone di fornire alcuni elementi di base su problemi legati alla pelle come substrato per prodotti cosmetici e dermatologici. Inoltre, si propone di fornire informazioni riguardanti le migliori pratiche specificatamente correlate al supporto dei claims, sul packaging, test in vitro e in vivo.
Il programma è scaricabile: Skin Summer School 2016_Preliminary program
Per la registrazione: http://master.labunicosm.it/images/master_congressi/skin-summer-school-2016/sss-2016_Registration-form.pdf

 

Malesia: intervista a consumatori sui prodotti cosmetici

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shutterstock_127599068Nella vita quotidiana, ciascun individuo utilizza differenti prodotti cosmetici, ma la quantità e il tipo di prodotti utilizzati dai consumatori sono vari, e ciò è dovuto alle diverse prospettive detenute da ciascuno dei consumatori; l’obiettivo di questo lavoro è stato proprio l’esplorare le prospettive dei consumatori verso i prodotti cosmetici, mediante un’intervista sviluppata con una serie di 12 domande semi strutturate. I partecipanti malesiani, in Kuantan, Pahang, sono stati reclutati attraverso il campionamento intenzionale, per un’intervista diretta; tutte le interviste venivano audio-registrate, trascritte parola per parola, e analizzate. L’analisi ha dimostrato una non così elevata conoscenza dei prodotti cosmetici, con poca consapevolezza tra i partecipanti. In termini di percezione verso i prodotti, i partecipanti hanno espresso percezioni positive verso i prodotti naturali, e la qualità è stata in particolare correlata alla marca e alla certificazione Halal; sulla base delle esperienze personali, infine, sono stati forniti reclami e suggerimenti per il miglioramento della qualità dei prodotti cosmetici, con un focus in particolare riferito alle reazioni avverse, derivanti dall’uso di prodotti cosmetici, direttamente sperimentate.
Ayob A, Awadh AI, Jafri J, Jamshed S, Ahmad HM, Hadi H. The enlightenment from Malaysian consumers’ perspective toward cosmetic products. J Pharm Bioall Sci 0;0:0. (2016)

Di Chiara Lacapra e Silvia Rum

 

 

Emulsione W/O con cetil dimeticone e un estratto vegetale

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L’obiettivo della ricerca è stato quello di sviluppare un’emulsione acqua in olio a base di estratto di semi d’uva per applicazione in cosmeceutici, dove il macinato di semi d’uva essiccato in polvere è stato estratto con una miscela idroalcolica. Sono state realizzate emulsioni costituite da diverse concentrazioni di cetil dimeticone (Abil EM90), emulsionante non ionico, paraffina liquida come fase oleosa e acqua come fase acquosa. Nel lavoro sono state osservate diverse caratteristiche come colore, odore, pH, viscosità, liquefazione, separazione di fase, centrifugazione e stabilità termica delle emulsioni formate, a varie temperature di stoccaggio ossia 8 ± 0,5 ° C, 25 ± 0,5 ° C, 40 ± 0,5 ° C e 40 °, con il 70% di umidità relativa. La formulazione risultata più stabile conteneva il 16% di olio minerale, 4% di ABIL EM 90®, 4% di estratto di semi d’uva, 1% olio e il 75% di acqua distillata. Tutti i risultati ottenuti da questo studio dimostrano una buona stabilità, durante il periodo di studio di tre mesi, che indica come tale emulsione possa essere utilizzata per veicolare l’estratto di semi di uva.

Pak. J. Pharm. Sci., Vol.29, No.1, January 2016, pp.173-178

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Prodotti per la cura della pelle: cosa promettono, che cosa essi offrono

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Il settore offre una vasta gamma di prodotti per la cura della pelle per pulire, lenire, ripristinare, rafforzare, proteggere la nostra pelle e, quindi, per mantenerla in «buone condizioni». I prodotti per la cura della cute sono facilmente disponibili e le loro promozioni, con affermazioni fantasiose, sono onnipresenti; le promozioni sono basate su effetti, evocate da principi attivi che vengono forniti attraverso veicoli che si basano su tecnologie specifiche. A causa del fatto che queste formulazioni sono in contatto diretto con il tessuto bersaglio, il loro veicolo e gli ingredienti sono in grado di modulare profondamente le caratteristiche della pelle e alcune delle sue funzioni: questo rende i prodotti destinati alla cute sistemi di erogazione unici e versatili assoluti. Questo lavoro discute il concetto di cura della pelle e sua protezione, analizza la scelta di prodotti adeguati, i loro veicoli, la loro funzionalità e il loro status giuridico.

J Tissue Viability. 2016 Mar 28. pii: S0965-206X(16)30003-1. doi: 10.1016/j.jtv.2016.03.006.

di C. Lacapra e S. Rum

 

ECHA: classificazione di sostanze

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L’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha proposto la classificazione come SVHC (substances of very high concern) di due sostanze usate come filtri UV attualmente inserite nel Regolamento Cosmetici (CE) 1223/2009, Allegato VI rispettivamente ai numeri d’ordine 18 e 19, 4-Methylbenzylidene camphor e 3-Benzylidene campo. Secondo i dossier preparati dalle autorità tedesche, i test (in vitro e in vivo) e simulazioni computerizzate dimostrerebbero la loro capacità di interferire con il sistema endocrino, avendo un effetto avverso su pesci e invertebrati. Pertanto la loro presenza nei prodotti per la protezione solare e la possibilità di rilascio in acqua potrebbe portare a effetti negativi sugli animali acquatici. In base a quanto previsto dal REACH, l’inserimento nella lista delle SVHC è uno dei primi passi che potrà in seguito portare alla necessità di un’autorizzazione per il loro impiego.

 

Produzione enzimatica, senza solvente, di cetil esteri

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Nel presente lavoro è presentato e ottimizzato un processo biocatalitico senza solventi, per la sintesi di cetil laurato, miristato, palmitato e stearato. Questa procedura enzimatica segue i principi fondamentali della Chimica Verde, e conduce a prodotti sostenibili, che possono essere etichettati come naturali e conformi ai requisiti principali per il loro utilizzo in beni ad alto valore aggiunto. I quattro esteri selezionati nel presente lavoro sono i componenti principali dello spermaceti, una miscela di cere molto apprezzata in cosmetica e in farmacia per le sue proprietà fisiche e le caratteristiche emollienti, derivata in origine dal capodoglio. In questo lavoro sono studiate l’influenza della quantità di biocatalizzatore, il Novozym 435® commercialmente disponibile, e della temperatura, prima in un reattore aperto e successivamente in un reattore sotto vuoto ad alte prestazioni con l’ingresso di azoto, per spostare l’equilibrio verso la formazione del prodotto. In condizioni ottimali, la conversione risulta superiore al 98,5%. La caratterizzazione degli esteri mette in evidenza che questi composti sono ultra puri, e che mostrano proprietà simili a quelle ottenute attraverso i processi industriali convenzionali, ma con l’ulteriore vantaggio di una procedura ecologica.

Bioprocess and Biosystems Engineering– April 2016, Volume 39, Issue 4, pp 641-649

di Chiara Lacapra e Silvia Rum

Nuovi strumenti per trasmettere informazioni ai centri antiveleno

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29125ECHA informa che nella bozza di un regolamento di esecuzione del CLP, ora in fase di preparazione, verrà richiamata l’attenzione sul fatto che gli importatori e gli utilizzatori a valle che immettono sul mercato miscele pericolose saranno responsabili di trasmettere determinate informazioni ai centri antiveleno (CAV) stabiliti nei pertinenti stati membri. Al fine di aiutare le imprese in questa trasmissione saranno messi a disposizione nuovi strumenti informatici e un format armonizzato a livello europeo. La bozza del regolamento di esecuzione del CLP è in fase preparatoria con la finalità di armonizzare quali dati dovranno essere trasmessi ai CAV (CLP art. 45). Una volta adottato tale regolamento di esecuzione, le scadenze per le trasmissione delle informazioni si applicheranno in maniera graduale e dipenderanno dall’uso della miscela. Verrà fatta una distinzione tra miscele utilizzate dai consumatori, dagli operatori professionali e da quelli industriali. Il regolamento di esecuzione prevede anche che l’ECHA ricopra il ruolo di host dei formati e degli strumenti da utilizzare per adempiere a tale obbligo. Il format e il pc editor saranno aggiornati successivamente all’entrata in vigore del regolamento di esecuzione stimata entro il 2016. La bozza di format è disponibile sotto forma di schema xml, e contiene le prescrizioni relative alle trasmissioni. Mentre il pc editor consente alle imprese, soprattutto quelle di piccole e/o di medie dimensioni (PMI), di familiarizzare con il format e iniziare a capire come effettuare le trasmissioni.

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...