Estée Lauder ha pubblicato la relazione aziendale annuale per l’anno fiscale 2015, nella quale troviamo non solo i dati finanziari ma anche i commenti entusiasti del Presidente Esecutivo William P. Lauder e del CEO Fabrizio Freda. La società, fondata nel 1946 a New York, dove ha tuttora la sede principale, è una compagnia globale che opera nel mercato dei prodotti di bellezza, e racchiude marchi ben noti come Clinique, Aveda, MAC, Lab Series, La Mer, oltre a prodotti su licenza per case di moda come Tommy Hilfiger o Ermenegildo Zegna. Il documento è stato intitolato Beautiful Momentum, anche se il fatturato è sceso del 2% rispetto al 2014, arrivando a quota 10.78 miliardi di dollari. In realtà il calo è causato dalle fluttuazioni di valuta estera, dal momento che il 58% delle entrate della società proviene da paesi al di fuori dell’America: considerando questo ed altri fattori, il fatturato risulta in realtà aumentato del 3% e le vendite aumentate del 6%. La compagnia dichiara di puntare fortemente sui mercati emergenti, attraverso una strategia di continui investimenti in paesi come la China, il Brasile, la Russia, la Turchia, il Sud Africa e il Messico, che nei prossimi dieci anni rappresenteranno circa il 25% delle entrate. Delle quattro categorie principali in cui è suddivisa l’attività della compagnia, ovvero trucco, profumi, prodotti per capelli e prodotti per la pelle, solo quest’ultima è calata leggermente nelle vendite (-2%), mentre le altre sono in costante aumento.
La nanotecnologia è attualmente uno dei campi scientifici in più rapida crescita. I prodotti di questa scienza sono diventati parte della nostra vita quotidiana. Tuttavia, a oggi, le agenzie di regolamentazione non hanno ancora stabilito una definizione unica di nanomateriali e nanotecnologie, e la legislazione a riguardo risulta talvolta incerta. Inoltre, essendo un tipo di materiale recente, non esistono studi a lungo termine che mostrino l’impatto sulla salute umana e sull’ambiente. L’obiettivo primario di questo studio è stato quello di identificare i nanomateriali più utilizzati nei cosmetici e verificare se queste formulazioni siano in conformità con le leggi vigenti negli Stati Uniti, nell’Unione europea e in Brasile, determinando così se i cosmetici sul mercato sono in linea con le leggi vigenti in queste tre potenze economiche. Questo studio contribuirà a promuovere la discussione sulle leggi esistenti pertinenti, per l’utilizzo delle nanotecnologie nei prodotti cosmetici. Quim. Nova, Vol. 38, No. 4, 599-603, 2015 di Chiara Lacapra e Silvia Rum
Il 27 luglio 2015 si è perfezionata l’acquisizione da parte del gruppo Eurofins della società EVIC France e della partecipazione di maggioranza nelle sue partecipate. Conseguentemente la società Kalibios srl (Evic Italia) è entrata a far parte del Gruppo Eurofins. Kalibios Srl (Evic Italia) entra quindi a far parte del network italiano di laboratori Eurofins BioPharma Product Testing, andando a costituire insieme alla sister company Eurofins Biolab un polo di riferimento per lo svolgimento di servizi analitici su prodotti cosmetici. Il professor Leonardo Celleno continuerà a contribuire alle attività della società nel suo ruolo di consulente scientifico per i servizi cosmetici.
Lo scopo della ricerca è stato quello di elaborare un metodo sperimentale per valutare la fototossicità degli ingredienti cosmetici complessi tramite saggi in vitro, in modo da evitare la sperimentazione animale. Dal momento che è difficile stabilire la concentrazione molare degli ingredienti cosmetici complessi (polimeri e composti vegetali), gli autori non hanno utilizzato saggi fotochimici in vitro, bensì hanno selezionato venti estratti vegetali come ingredienti-modello. Le loro potenzialità fototossiche sono state valutate per mezzo di analisi spettrali con raggi ultravioletti (UV) e luce visibile (VIS), e del test con specie reattive dell’ossigeno (ROS). Il valore massimo di assorbimento nello spettro UV/VIS è stato utilizzato come fattore di giudizio per valutare la fotoeccitabilità dei campioni, e il valore di 1,0 è stato adottato come parametro provvisorio per l’identificazione degli ingredienti non fototossici. I test ROS/ORP sono stati condotti a 50 mg/ml, e non è stato registrato nessun falso negativo. Nishida et al., 2015. Regulatory Toxicology and Pharmacology, 72: 578-585
Le radiazioni solari UV sulla superficie della terra sono principalmente di tipo UVB (280-320nm) e UVA (320-400nm). Gli UVA sono nota causa di foto-invecchiamento cutaneo, come macchie d’età, rughe, e macchie cutanee. Gli UVA370-400nm, tuttavia, chiamati ‘UVA Deep’ penetrano facilmente attraverso la finestra di vetro, e potrebbero non essere bloccati completamente dai filtri UV convenzionali. Gli UVA Deep provocano nella pelle una modifica del dermo-collagene via ROS, mediata dalla porfirina endogena. È stato cosi sviluppato un nuovo filtro UV (chiamato D-UV guard), da ibridare UV diffusore e UV absorber, che probabilmente risulta l’unico filtro UV allo stato attuale in grado di proteggere completamente contro i raggi UVA profondi. I sistemi di visualizzazione di recente sviluppo «One Shot UV-Visibile OCT spectroscopy» hanno verificato con successo come la Guard D-UV possa bloccare accuratamente la penetrazione dei deep UVA nella pelle. Fragrance Journal (2015), 43(6), 31-37 di Chiara Lacapra e Silvia Rum
È la relazione personale fra azienda e consumatore la chiave del successo delle vendite dirette, che si costruisce attraverso una comunicazione ampliata a tutti i mezzi, dall’invio del catalogo al video tutorial sul Web, secondo un mix di tradizione e tecnologie digitali valido anche in altri canali. Nel mercato cosmetico italiano, le vendite dirette stanno vivendo una fase di crescita vivace, con andamento superiore rispetto alla media del sell out complessivo dei prodotti di bellezza, che porterà alla fine del 2015 il valore di questo mercato a superare i 550 milioni di euro, secondo le stime di Cosmetica Italia. Prospettive e strategie in questo canale a colloquio con Lucio Carli, amministratore della F.lli Carli di Oneglia e responsabile di Mediterranea, la linea cosmetica, creata nel 1997, di questa storica azienda olearia. Lucio Carli è inoltre consigliere di Cosmetica Italia, in cui guida le attività legate alla digital economy, nonché consigliere di Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano.
A quali scelte strategiche delle imprese sono legati ulteriori miglioramenti nei canali di vendita diretta?
Tra i canali diretti, la tipologia di vendita a cui F.lli Carli è da sempre legata è quella fondata sul mix catalogo/telefono/Web, che si basa sulla capacità di creare da un lato un’offerta accattivante per la consumatrice, dall’altro di gestire una relazione one-to-one tra azienda e cliente: saper coinvolgere la consumatrice e aver studiato un catalogo di prodotti unici per lei sono elementi particolarmente apprezzati soprattutto nelle congiunture difficili, gli aspetti vincenti per questo canale. Tutti gli strumenti di CRM (Customer Relationship Management) devono essere attivati per costruire il rapporto con la consumatrice e darle soddisfazione. In particolare, è cruciale comunicare l’innovazione, non solo per promuovere i nuovi lanci ma anche per rendere più stretta la relazione, perché il cliente apprezza l’aggiornamento costante. Anche il contatto telefonico, quando ben fatto e organizzato in modo da non arrecare disturbo, arricchisce il consumatore e costituisce un servizio gradito. La qualità delle informazioni deve essere curata: una comunicazione incompleta o improvvisata sarebbe un vero danno per l’azienda.
Mediterranea ha avuto nel tempo una forte espansione di linea: quali sono i driver che stanno guidando questo sviluppo?
Rispetto agli otto prodotti che costituivano la linea all’origine, fortemente caratterizzati per la presenza dell’olio di oliva, oggi puntiamo a una caratterizzazione per l’innovazione e l’efficacia cosmetica, in particolare nei prodotti di trattamento viso, che costituiscono la categoria con i maggiori volumi di vendita, che sviluppiamo internamente insieme ai trattamenti corpo. Abbiamo tuttavia ampliato l’offerta a coprire tutte le categorie cosmetiche, attivando importanti collaborazioni: con Diego Dalla Palma e con il make-up artist Mario De Luigi per l’area make-up, con Framesi per il tricologico; inoltre l’offerta si allarga anche ai profumi e agli integratori. In questo canale la completezza e la profondità dell’assortimento è un elemento chiave per conquistare la consumatrice, che è attratta dalla varietà. Inoltre serve l’informazione: se per il prodotto alimentare viene naturale che il consumatore acquisti per «fare un assaggio», per il cosmetico è diverso, bisogna raccontare il prodotto.
Come soddisfate queste esigenze?
Il catalogo deve saper creare nel cliente la voglia di sfogliarlo e, poi, l’aspettativa sul prodotto. In modo analogo, la telefonata deve coinvolgere il cliente su valori e contenuti. In più oggi c’è il Web, che permette di offrire un’informazione commisurata alla richiesta di approfondimento di chi naviga, dall’elenco degli ingredienti fino al video-tutorial. Qui si inserisce il mondo social e il lavoro di supporto al prodotto fatto con le blogger. Tanti aspetti del prodotto vanno raccontati: attivi, texture, innovazione: devi far respirare in anticipo quel profumo che la cliente sentirà aprendo il barattolo del prodotto che, ovviamente, dovrà poi essere all’altezza.
Lucio Carli
Il brand Mediterranea si connota in modo indipendente rispetto a F.lli Carli…
Sì, per quanto affondi le sue radici in una tradizione saponiera che appartiene all’azienda fin dagli anni ‘20 del secolo scorso, l’evoluzione della linea ha voluto puntare sui driver cosmetici più attuali. Diversamente dall’alimento, il cosmetico richiede di focalizzarsi sulla donna-consumatrice e sui suoi bisogni più profondi. La cliente che acquistava l’olio o le conserve non era scontato che acquistasse il cosmetico. Abbiamo fatto quindi un forte lavoro per l’affermazione della marca, per costruire un rapporto di confidenza e di fiducia. Inoltre, al cosmetico è sempre legato un elemento di sogno, un’esigenza di ritagliarsi un momento «tutto per sé» di cura personale. Per questo la connotazione deve essere indipendente, per non riportare la donna che sta vivendo un momento di relax con Mediterranea al mondo della cucina, delle occupazioni domestiche e delle preoccupazioni familiari che da cui cercava di evadere.
Eppure si vede nel mondo cosmetico un collegamento con il cibo, che sembra riscuotere una certa fortuna.
La consumatrice vuole qualcosa che la ispiri e, al contempo, che le risolva il problema. Questo vale in particolare nel campo del trattamento, in cui è importante una connotazione di efficacia, di ingrediente attivo, di risultato. Quello dell’alimentazione è un mondo in cui si aprono spazi che possono essere anche interessanti. Mediterranea ha creato per esempio un cofanetto di oli da massaggio con ingredienti scelti tra prodotti tipici regionali: lavanda e olio di oliva dalla Liguria, resveratrolo da uve di Toscana, olio di mandorle dolci dalla Sicilia. Si tratta però di nicchie, il cui successo è legato a sensibilità particolari se non a mode momentanee. Il mondo cosmetico, d’altra parte, si caratterizza oggi per un ciclo di vita dei prodotti rapidissimo. La fedeltà al prodotto che si aveva in passato non esiste più, i consumatori vogliono sempre qualcosa di nuovo che le aziende si sentono chiamate a dare. Meglio se però questa innovazione è costruita nell’ambito di riferimenti sicuri, come la marca, e con risultati percepibili.
DIGITALE: NON È SOLO E-COMMERCE
Come Consigliere di Cosmetica Italia e di Netcomm, Lucio Carli ha promosso un accordo fra le due associazioni, per sviluppare fra le aziende l’uso degli strumenti del commercio e della comunicazione digitali. «Digitale non significa solo e-commerce –sottolinea Carli. -Qualsiasi sia il canale di riferimento, tutti hanno bisogno di una comunicazione digitale. Il lavoro sulla digital economy che stiamo svolgendo in Cosmetica Italia, in stretta collaborazione con il Centro Studi, è orientato a individuare gli strumenti digitali più interessanti perché le aziende di ciascun gruppo merceologico possano affrontare la propria presenza sul Web. Questo non significa necessariamente vendere, quindi avere riscontri immediati di fatturato. Significa invece raggiungere, prendere contatto, entrare in relazione con il proprio pubblico di riferimento, un aspetto che non potrà essere trascurato per rimanere efficacemente sul mercato». Il Web è anche, e soprattutto, l’universo social, una realtà che dopo il ‘big bang’ di Facebook si evolve di giorno in giorno. «Twitter, Pinterest, Instagram e molte altre piattaforme social si stanno affermando –prosegue Carli; -per le nuove generazioni i video sono mezzi di comune utilizzo. Ogni azienda dovrà esplorare questo mondo e capire, in base al proprio consumatore di riferimento, quali sono i mezzi digitali su cui essere presenti e come utilizzarli per potenziare la propria immagine e per dare supporto al proprio canale di vendita». La presenza sul web, infine, è uno strumento fondamentale anche per consolidare la propria visibilità sui mercati esteri. «Come per altre forme di comunicazione, anche con la comunicazione online è necessario individuare il proprio target e delineare, di conseguenza, una chiara strategia di comunicazione in relazione al brand e ai mercati che si intende presidiare. Se la scelta ricade sull’e-commerce la strategia dovrà comprendere anche l’organizzazione della struttura più opportuna per servire efficacemente i clienti, dalla logistica alla gestione delle spedizioni e dei pagamenti, tutti aspetti –conclude Carli -per i quali le aziende cosmetiche potranno avvalersi dei servizi di consulenza di Cosmetica Italia e di Netcomm».
Pixartprinting, partner tecnologico per la stampa, amplia ulteriormente la sua offerta delle shopping bag di carta con l’introduzione della BAG-BOX, il nuovo CROSSOVER del packaging. Già dal nome è chiaro che si tratta di un imballaggio ottimizzato al 100%: una shopper, una scatola e un pacchetto regalo insieme. BAG perché è pieghevole e dotata di maniglie; BOX perché ha una forma squadrata, è fatta con cartone 210 gr e si può chiudere sulla parte superiore proprio come una scatola. Un accessorio utile ed originale per la comunicazione in-store e out-store, stampato su carta monopatinata da 210gr con plastificazione lucida e impreziosito dei manici in cordino di cotone da 5mm disponibili in varie colorazioni. Si può scegliere tra 5 formati differenti e due modelli: la Bag-box, shopper bianca completamente stampabile in offset in un colore o in quadricromia e personalizzabile e la Lux-box shopper bianca su cui stampare a caldo su ambo i lati con un elegante effetto metallico nelle colorazioni: rame, oro, argento, rosso, nero e blu.
Il presente lavoro si riferisce a un’emulsione cosmetica senza emulsionante, nello specifico riguarda una formulazione composta da dipalmitoil idrossiprolina e fibra alimentare di arance dolci come ingrediente attivo. L’emulsione cosmetica non contiene l’emulsionante, a differenza dei classici sistemi, questo per evitare problemi di possibili allergie e irritazioni cutanee; l’effetto finale desiderato è un miglioramento cutaneo pur mantenendo allo stesso tempo la stabilità del sistema, dando inoltre un valore aggiunto al cosmetico. Repub. Korean Kongkae Taeho Kongbo (2015), KR 2015107288 A 20150923.
La colorazione dei capelli è stata effettuata utilizzando catechinone preparato da (+)- catechina tramite una reazione enzimatica oppure tramite ossidazione chimica a partire da estratti di tè. La differenza di tingibilità tra il catechinone prodotto dalla reazione enzimatica (CE) e quello prodotto dalla reazione chimica (CC) è stata studiata modificando la concentrazione di colorante, la temperatura di tintura, il pH o il tipo e la concentrazione di sali. Il colorante a base di catechione fa assumere ai capelli una colorazione rossa. Il colore dei capelli tinti da CE o CC a 30° C era rispettivamente marrone giallastro o rossastro. Il colore dei capelli tinti da EC e CC era più intenso a una concentrazione di colorante superiore e a una temperatura superiore. I capelli assumono un colore più intenso a valori di pH di 6.04 (CE) o 5.45 (CC). La tingibilità aumentava aggiungendo NaCl (≤4 M) o CaCl2 (≤1 M), mentre diminuiva aggiungendo AlCl3. La resistenza del colore dei capelli tinti al lavaggio o alla luce ultravioletta si è dimostrata sufficientemente elevata per l’utilizzo pratico. Matsubara et al., 2015. Journal of Cosmetics, Dermatological Sciences and Applications, DOI 10.4236/jcdsa.2015.52012
Recentemente si è osservato un crescente interesse per i composti anti-invecchiamento, tra i quali è annoverato il trans-resveratrolo. Per ragioni economiche le principali fonti di trans-resveratrolo per l’industria cosmetica sono piante ed estratti vegetali, in particolare la vite comune (Vitis vinifera). La novità di questo studio è stato lo sviluppo di un metodo cromatografico a strato sottile a fase inversa (RP) con rilevamento densitometrico a fluorescenza (irradiazione di lunghezza d’onda λ = 340 nm), che consente la quantificazione del trans-resveratrolo nelle materie prime cosmetiche di origine naturale. I campioni considerati erano estratti da vite e da altri frutti e semi, per un totale di una ventina di diversi campioni. Il trans-resveratrolo è stato isolato dalle materie prime mediante estrazione in fase solida (SPE). La frazione di polifenoli adsorbito su cartucce SPE è stata quindi eluita e gli eluati contenenti trans-resveratrolo (insieme ad altri derivati di stilbeni) sono stati individuati per mezzo di TLC. Il trans-resveratrolo estratto è stato quantificato sulla base della curva di calibrazione ottenuta per lo standard. Il limite di rilevabilità (LOD) e il limite di quantificazione (LOQ) erano pari a 1,88 e 5,69 ng. La presenza di trans-resveratrolo nei campioni analizzati è stata ulteriormente confermata visualizzando i cromatogrammi con il reagente selettivo anisaldeide. Skorek et al., 2015. Journal of Planar Chromatography, DOI: 10.1556/JPC.28.2015.2.14