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Ilaria Borgna

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Autumn Urban Trend

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Autumn Urban Trend

I prodotti a livello di fine fragrance e personal care usciti in questa fase iniziale dell’autunno 2017 sono caratterizzati da un deciso trend «urban style», soprattutto per tutto ciò che ruota intorno alla cosmesi maschile. È una moda che cerca di combinare l’attività sportiva del weekend alla vita di tutti i giorni, è un filone che si sposa molto bene con l’individuo che lotta per il successo e la vittoria ogni giorno in tutti gli aspetti della propria vita, cercando di ottenere il meglio possibile per se stesso e per le persone a lui più care.

A livello di moda, primo termine di paragone del mondo profumi, si può notare il desiderio di cercare di abbinare il pratico dell’abbigliamento sportivo alle ultime tecnologie in termini di tessuti, a realizzare un prodotto che non perda le sue caratteristiche iniziali pur con un tocco di innovazione sempre necessaria.

La fragranza da indossare deve essere un profumo «fearless» da vestire senza timore di essere giudicata, ma che al contrario cerchi di spingersi al limite dell’eccesso, tentando accordi audaci come per esempio provare a unire il pompelmo, con le sue componenti aspre, alla frazione più greve del pepe nero e all’impatto di note marine molto diffusive, come il calone per esempio, formando una triade di materie prime che solo un consumatore «audace» può indossare senza problemi, sfidando il mondo.

Tratti di mascolinità importanti emergono anche dalla tendenza all’utilizzo, talvolta eccessivo, delle spezie con miscele di cardamomo, delicato e fresco allo stesso tempo, zafferano e lavanda per creare un prodotto che solo un uomo dalla personalità tagliente può indossare senza problemi, magari con un fondo realizzato con una combinazione vincente di legno patchouly, tabacco e cuoio: note virili e decise, mistiche e sensuali.

Anche nella deodorazione ambiente, pensando ai diffusori a bastoncino, si sta affermando una tendenza minimalista per una casa senza distrazioni, dove note marine e sentori agrumati aiutano a mantenere la concentrazione una volta rientrati fra le mura domestiche.

di L.Ilorini

Arriva il New Generation Human Science Award 2017

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Annualmente la John Hopkins Bloomerang School di Baltimora (U.S.A) destina un premio in denaro per giovani scienziati che ideano nuovi modi di fare ricerca senza l’uso di animali.

Per il 2017 il premio in palio è di 9.000 dollari e verrà elargito allo scienziato a agli scienziati che abbiano dimostrato che il loro metodo è efficiente in ricerca tramite pubblicazioni o presentazioni a convegni scientifici.

Verrà, inoltre, considerata la possibilità di utilizzare il metodo all’interno di un contesto regolatorio.

Per poter partecipare è necessario essere cittadino statunitense oppure avere la residenza permanente negli USA e lavorare per una istituzione di questa federazione. Per partecipare è necessario inviare il proprio curriculum vitae e una lettera di presentazione entro il 30 novembre.

caat.jhsph.edu/humanescienceaward.html

di S.Somaré

Nuove start-up del Beauty-Tech selezionate

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L’Oréal e Founders Factory, primario incubatore e acceleratore digitale globale con sede a Londra, annunciano le start-up del Beauty-Tech selezionate per la seconda edizione del loro programma di accelerazione. Le start-up Sampler e Riviter usufruiranno del programma di accelerazione della durata di sei mesi che rientra nella partnership tra L’Oréal e Founders Factory annunciata nel 2016.

Sampler: fondata da Marie Chevrier in Canada nel 2013, Sampler ha aiutato centinaia di marchi a gestire e valutare le proprie strategie di campionamento del prodotto attraverso un approccio più efficace e mirato.

Riviter: fondata da Andi Hadisutjipto, Kris Woodbeck e Rachel Chen negli Stati Uniti, Riviter ha sviluppato un motore di ricerca visivo che utilizza una tecnologia di intelligenza artificiale brevettata per riconoscere i prodotti presenti nelle immagini e trovare il prodotto corrispondente online, rilevandone sia la precisa posizione che gli attributi.

L’Oréal sostiene inoltre la crescita di Alegra, una start-up già inserita nel programma di accelerazione di Founders Factory: Alegra, fondata da Alp Ocal in Turchia, aiuta i brand a costruire piattaforme digitali online per gestire contenuti e acquisti e-commerce su più dispositivi contemporaneamente.

Lubomira Rochet, Chief Digital Officer di L’Oréal, ha dichiarato “unire le capacità innovative di L’Oréal e quelle delle start-up del Beauty-Tech significa creare una sinergia virtuosa che permette di gestire le aspirazioni del consumatore e sviluppare una nuova generazione di servizi digitali che siano personalizzati e smart. Attraverso un approccio “Test & Learn” sosteniamo lo sviluppo e la crescita di giovani e promettenti imprenditori condividendo con loro il nostro know-how e il nostro network e, allo stesso tempo, li esortiamo ad apportare nuove idee ai progetti digitali dei nostri brand. L’Open Innovation è una strategia vantaggiosa per tutti che favorisce un modello di pensiero cosiddetto “disruptive”, fuori dagli schemi, e accresce la nostra leadership nel settore della bellezza”.

Henry Lane Fox, CEO e Co-fondatore di Founders Factory, ha affermato “comprendiamo perfettamente le difficoltà insite nel lancio di un’impresa tecnologica e forniamo a queste start-up un vantaggio competitivo: l’impareggiabile supporto dell’Operations Team di Founders Factory unito alla competenza e alla rilevanza di L’Oréal”.

Dalla seta, sostanze attive per proteggere la cute

Si chiama Silkgel l’attivo prodotto da AMSilk GmbH e distribuito in Italia da Biochim: un idrogel contentente il 3% di seta pura, ottenuta però senza l’uso di animali.

Il prodotto è stato infatti certificato come vegano nel corso di questo 2017 da The Vegan Society. Il marchio certifica inoltre che l’azienda non ha condotto alcun test su animali per verificare la sicurezza e l’efficacia del prodotto stesso.

Dato il suo contenuto in seta funzionale, Silkgel è in grado di formare un film protettivo sulla cute, proteggendola da smog e batteri, consentendole però nel contempo di respirare. Inoltre Silkgel è in grado di fissare sostanze come fragranze sulla pelle e sui capelli e prolunga la loro efficacia.

Accanto a Silkgel l’azienda produce anche Silkbeads, una polvere composta al 100% di seta funzionale vegana con particelle di forma sferica, lisce e dalla dimensione superiori a un 1 µm. Introdotto nelle formulazioni cosmetiche questa polvere dona un aspetto soffice e setoso, appunto. Silkgel e Silkbeads sono entrambi ben tollerati dalla cute e possono essere utilizzati in diversi tipi di prodotti cosmetici, come come creme, shampoo, balsami, trattamenti per capelli e fragranze.

 

Nuova linea, nuovo packaging

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AHAVA è una compagnia cosmetica israeliana che produce prodotti per la pelle con composti minerali provenienti dal Mar Morto. Per la nuova linea «Dead Sea Essentials» ha scelto un esclusivo tubetto in polietilene di LageenTubes, azienda specializzata in packaging cosmetico e facente parte di Lageen Group, compagnia anch’essa israeliana. Le due aziende, che lavorano insieme da circa 20 anni, hanno scelto la modalità di stampa «Flexo and Screen», che permette infinite possibilità di decorazioni e sfumature: il risultato è una stampa di una foto ad alta risoluzione su un tubo colorato di nero lucido. Il design complessivo è stato sviluppato per riflettere l’aspetto naturale e rilassato di questi prodotti, i quali sfruttano i minerali curativi del Mar Morto per proteggere e ringiovanire la pelle.

di A.Virgili

Un incontro con il futuro

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L’OréalDurante l’Innovation Day di L’ Oréal, tenutosi nella sede di Milano, è intervenuto Guive Balooch, scienziato impegnato nell’introduzione di tecnologia all’avanguardia nel settore della bellezza.

Californiano di nascita, ha conseguito un B.A in Biologia Molecolare e Cellulare presso l’Università della California a Berkeley e un Ph.D. in Biomateriali presso l’Università della California a San Francisco.

In qualità di Global Vice President dell’incubatore tecnologico di L’Oréal, con sede a Clark in New Jersey (USA), Guive Balooch ha accompagnato la multinazionale nella sua evoluzione da tradizionale azienda della bellezza a vero e proprio Tech Player, in grado di rivoluzionare il settore portando esperienze di bellezza digitali a consumatori di tutto il mondo.

L’Oréal
Guive Balooch

Ha presentato alcuni casi innovativi: Make up Genius e Nail Genius simulatori di make-up e nail art, virtuali e a realtà aumentata, che ricreano un trucco che simuli perfettamente quello reale, su di un’immagine del viso non più statica, ma che si può muovere fino a 60°. Le Teint Particulier Custom Made Foundation di Lançome, tecnologia brevettata, permette di creare un fondotinta che si adatti perfettamente alla tonalità della carnagione. I dati vengono raccolti scannerizzando la pelle con un sofisticato sistema di algoritmi che arriva a generare fino a 7200 nuance diverse. Erogandone un campione di 11 ml, la formula viene stesa sul viso e qualora soddisfi i parametri stabiliti, si procede con la creazione del fondotinta su misura. My UV-Patch di La Roche-Posay, un adesivo sottile e trasparente che aderisce perfettamente all’area di pelle da monitorare: con sostanze fotosensibili che cambiano colore quando vengono esposte ai raggi UV, fornisce informazioni personalizzate sull’esposizione solare attraverso l’app My UV Patch. Kérastase Hair Coach , una spazzola che integra la tecnologia avanzata e product design di Withings per monitorare gli effetti della beauty routine haircare sulla qualità dei capelli, attraverso sensori Wi-Fi o Bluetooth. Abbinata a un’app mobile, che tiene in anche l’impatto delle condizioni atmosferiche, la spazzola consente di avere informazioni e suggerimenti utili a migliorare la cura dei capelli. Kérastase Hair Coach ha vinto il Premio 2017 per l’innovazione che l’International CES dedica ogni anno alle migliori tecnologie applicate ai prodotti di elettronici.

Il futuro, dice Balooch, ci riserva sempre più una connessione e un interscambio dati e studi fra la tecnologia e la salute/bellezza, per una sempre maggiore personalizzazione. Sarà necessario un cambio di mentalità e di approccio al prodotto stesso, il quale sarà strettamente legato anche al concetto del “riciclo” e “impatto ambientale”.

di I.Borgna

Cyber security un fattore imprescindibile per le imprese

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Il 2 ottobre scorso si è tenuto a Milano il convegno, promosso da Nòva 24 in collaborazione con il Cini e Assolombarda, «Cyber Security: l’evoluzione della sicurezza nell’ecosistema 4.0». L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare gli operatori economici sul tema della sicurezza informatica e le ricadute sul sistema delle imprese, per mezzo di un confronto tra aziende, università, istituzioni e associazioni di categoria.

Il rapido sviluppo della tecnologia ha permesso di accedere a una quantità d’informazioni inimmaginabile solo una decina di anni fa, aprendo nuove possibilità per le aziende. Tuttavia, questa iperconnessione rende le imprese vulnerabili al furto d’informazioni, sabotaggio e truffe. Nessuno può dirsi immune da crimini informatici. Il tema della cyber security tocca ormai ogni tipo di impresa, da quelle di piccole dimensione alle grandi multinazionali. La minaccia da locale è diventata globale, l’elevata connessione ha annullato i confini fisici, fondendo virtuale e reale, rendendo raggiungibile qualsiasi dispositivo o infrastruttura in rete.

Alessandro Spada, Vicepresidente Vicario di Assolombarda, nell’introdurre i lavori del convegno ha dichiarato che «Solo in Europa, nel 2016, si sono verificati più di 4mila attacchi informatici al giorno, anche in Italia il fenomeno ha fatto registrare conseguenze sempre più pesanti a danno delle imprese. Basti pensare che sono necessari circa 50 giorni per rimediare a eventuali violazioni cyber». Il rischio di attacchi alle imprese sarà sempre maggiore, a livello mondiale, mentre la sensibilità da parte delle istituzioni al tema è crescente. Il maggior lavoro da svolgere però è promuovere l’adozione di sistemi di sicurezza anche da parte delle realtà aziendali più piccole, mediante la realizzazione di piattaforme aperte, gestite da terzi, che rendano accessibili anche alle piccole e medie imprese gli strumenti di difesa, con un equilibrio tra la necessità di proteggere e business.

Le realtà di dimensioni maggiori già da tempo hanno adottato policy e strumenti per fronteggiare questo rischio. Le aziende medie e piccole, a oggi, sembrano sottostimare il rischio cyber, che non va fronteggiato solo con antivirus aggiornati e firewall, ma con politiche e funzioni aziendali ad hoc e formazione specifica del personale. Il crimine informatico può infliggere danni economici rilevanti, soprattutto per quelle imprese che guardano all’innovazione come uno dei fattori per il proprio sviluppo. L’elevata automazione raggiunta nella produzione e l’elevata interconnessione delle funzioni aziendali, accumunate dalla capacità di raccogliere, analizzare e comunicare i dati possono essere obiettivi sensibili che necessitano di essere protetti. Il Governo si è impegnato a intervenire agevolando degli investimenti delle imprese in cybersicurezza, uno dei pilasti dell’industria 4.0, ma secondo Alvise Biffi, coordinatore dell’Advisory Board Cyber Security di Assolombarda e vicepresidente della Piccola Industria di Confindustria e Assolombarda, è necessaria un’analisi dell’affidabilità dei sistemi aziendali e una maggiore diffusione della cultura della sicurezza informatica tra le imprese.

In futuro il cyber risk management diverrà una delle funzioni cardine per lo sviluppo delle aziende, la cultura della sicurezza deve partire in primo luogo dal management, poiché il rischio cyber è parte della più generale gestione del rischio, per questa via sensibilizzare tutte le funzioni aziendali e i lavoratori, sviluppando anche le competenze interne riqualificando le risorse.

La cyber security avrà un ruolo di primo piano nello sviluppo economico, ma a quest’ultimo si deve accompagnare la sicurezza. Per le PMI il Cyber Intelligence and information Security ha messo a disposizione un framework nazionale pensato per le piccole e medie imprese (http://www.cybersecurityframework.it/) per fornire indicazione di base per dotarsi di un «sistema immunitario» contro i pericoli del cybercrime.

di M.Colombini

«Collari» per profumi

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I collari in alluminio sono accessori per il packaging dei profumi, che permettono di differenziare una confezione rispetto a un’altra. Rafesa, azienda spagnola specializzata nella produzione di packaging per la cosmetica e la profumeria, ha aggiunto alla gamma già esistente i nuovi collari in nero lucido. Sempre in alluminio, materiale per eccellenza di questi accessori, la versione black definisce un design più audace ed esclusivo. Ogni collare può essere adattato al diametro e al design che vuole il cliente: i professionisti dell’azienda studiano ogni caso e offrono una soluzione su misura, al fine di mantenere ed esaltare i valori del marchio. Questi accessori si aggiungono all’ampia offerta aziendale per il packaging dei profumi, come i tappi in legno, la personalizzazione a quattro colori in serigrafia e i materiali ecosostenibili. Nel 1994 Rafesa ha formalizzato l’alleanza con l’azienda italiana Eurovetrocap, sviluppando un’innovativa gamma di prodotti.

di A.Virgili

Il fascino profumato dell’agente segreto

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007 for Women IIIIl mese di settembre vede l’uscita sul mercato della fragranza 007 for Women III nuova profumazione firmata 007 Bond, annunciata come «the dangerous seductive new fragrance» e già presenti nei mall e nei duty free dei principali aeroporti del mondo.

Serviva una testa suadente e stordente, in grado di annunciare l’entrata in scena del più famoso tra gli agenti segreti, e la scelta è caduta sull’accordo fruttato fra la papaya, frutto esotico con una componente dolce mescolata a nuances acidule che la rendono particolarmente affascinante, soprattutto se combinata con altri frutti, in questa composizione per esempio l’ananas, che sono in grado di esaltarne le diverse sfaccettature.

A dare luminosità alla composizione c’è l’eleganza discreta del fiore del ylang-ylang sapientemente combinato alla nota di fiori bianchi, delicata e avvolgente, rapperesentata dal frangipane, che fa da ouverture a un fondo misterioso e magnetico, come sono le storie e le vite di diversi agenti segreti.

A livello pubblicitario l’attrice protagonista dello spot è Caterina Murilo, protagonista nella pellicola Casino Royale con protagonista l’agente 007, donna affascinante e seducente come la confezione del profumo dal deciso colore porpora-viola e da un packaging di grande sfarzo. Questa fragranza è la nona realizzata su idea della casa cinematografica inglese EON Productions, creata nel 1961, alternando a partire dal 2012 profumazioni per l’universo maschile e alcuni lanci per il mondo femminile, che recentemente hanno preso il sopravvento nelle idee di nuovi lanci della maison.

Oltre alla licenza di uccidere James Bond è a questo punto in grado di sfoderare armi segrete totalmente innovative, rappresentate dalle creazioni della collezione, cominciata nel 2012 a celebrazione del cinquantesimo anniversario della nascita di questa leggendaria figura, entrata ormai nell’immaginario collettivo come un uomo dal fascino disarmante, aperto a indossare solo fragranze luxury e particolarmente ricercate.

 

di L.Ilorini

Omnicos diventa O-Group

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OmnicosAzienda giovane ed estremamente dinamica, Omnicos si trasforma in O-Group, dando il via ad una nuova stagione della propria vita: un nuovo logo, che in un’ellisse abbraccia il proprio universo di valori; una nuova e importante sede; un nuovo sito e un’App aziendale.
Nel cuore del Polo Cosmetico che con orgoglio l’ha vista nascere e crescere, Omnicos inaugura il proprio nuovo Headquarter: un’opera architettonica unica e rappresentativa di un’azienda che in meno di 20 anni ha spiccato il volo, guadagnandosi un posto di tutto rispetto fra i leader internazionali delle Private Label di make-up.
Molti i fiori all’occhiello che faranno parlare di questa struttura.
Innanzitutto un invito ad entrare in azienda, indice di trasparenza e fiducia nella propria integrità: ciò si traduce in due laboratori “a vista”, il Diamante ed il Kepleroom, ma anche in un’evidente e fiera attenzione alla Sostenibilità e all’Impatto Zero, riscontrabile in tutti gli impianti (dal fotovoltaico all’illuminazione a led) così come nella riduzione degli sprechi lungo l’intera filiera produttiva.
Omnicos8.700 metri quadri, di cui 3.000 solo di uffici, due laboratori, un piccolo ristorante privato, un magazzino automatizzato unico nel suo genere per un HQ dal design inconfondibile.
Si chiama Omnicos Headquarter, ma i titolari Marco e Domenico Cicchetti spesso la chiamano “casa”, perché così vorrebbero fosse percepita anche da chi ci lavora: varrebbe la pena visitare la bella e spaziosa caffetteria con relax area, la fitness room a disposizione h24 e leggere sul volto dei loro dipendenti l’entusiasmo di chi vive ogni giorno in una realtà operosa e genuina.
L’apertura dell’Headquarter si inserisce in un moto di cambiamento con il quale l’azienda intende rimarcare la propria identità, senza mai perdere di vista le proprie radici.

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...