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Ilaria Borgna

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Evonik vince il bronzo al Sensory Award In Cosmetics 2017

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Il team Evonik leave-on ha vinto il bronzo al Sensory Award di In Cosmetics 2017 per tre formule dall’effetto a sorpresa. La ricerca di formule dalla struttura cangiante proviene dall’Asia, infatti due delle tre formule vincitrici sono state sviluppate nei laboratori Evonik in Cina. «Luxurious Whipped Cream» si presenta come panna montata, è di facile applicazione e rapido assorbimento. L’emulsionante Evonik O/A ABIL®Care XL contribuisce al tocco setoso finale. «Magic Cream to Milk, sviluppata anch’essa in Cina, in fase di applicazione genera piccole gocce di latte che creano un tocco delicato. ABIL®EM 180, emulsionante A/O, gioca un ruolo fondamentale in questa formulazione. La terza formula «Caring Oil Release Cream» è stata creata in Germania per rispondere alle preferenze europee, lascia una pellicola oleosa sulla pelle. In questo caso, Evonik ha lavorato con TEGO® Care 450, un emulsionante universale, PEG-free adatto alla formulazione di emulsioni e lozioni O/A.
«Questo è solo un assaggio al nostro concetto globale di texture» ha dichiarato Tammo Boinowitz, responsabile della divisione Personal Care Business di Evonik. Grazie a laboratori Evonik presenti ormai in molti Paesi, la società è in grado di rispondere alle tendenze ed esigenze dei consumatori locali. La nostra gamma di emulsionanti, insieme alla nostra esperienza formulativa e alla conoscenza del mercato formano le basi per proposte innovative e consumer-oriented» afferma Boinowitz.

Metodi Alternativi al modello animale. Applicazioni in dermatologia

Si terrà a Roma, presso Aula Cavalieri IDI-IRCCS, l’8 giugno il corso “Metodi Alternativi al modello animale. Applicazioni in dermatolgia“. Negli ultimi anni, in seguito all’emanazione da parte della Comunità Europea di importati testi legislativi contenenti un forte richiamo all’applicazione del principio delle 3R (Replacement, Reduction, Refinement), quali la Direttiva Europea 2010/63/UE relativa alla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, il regolamento REACH (2006/1907/EC) relativo alla sicurezza delle sostanze chimiche e il Regolamento Cosmetico (2009/1223/EU), è divenuto di primaria importanza lo sviluppo e l’impiego di metodi alternativi, soprattutto utilizzando approcci in vitro ed in silico. Di fronte alla nuova sensibilità ed attenzione per i problemi etici relativi alla sperimentazione animale si ricercano ora nuove prospettive meno invasive e più attente a trovare un giusto equilibrio tra le esigenze della conoscenza scientifica ed il rispetto della vita animale. Il corso offre una panoramica della attuale situazione dei metodi alternativi, in particolare per quanto riguarda le vigenti richieste normative e l’iter di validazione, e sullo sviluppo di nuove strategie sperimentali, sopratutto in campo dermatologico, evidenziando, contemporaneamente, le criticità dei metodi attualmente disponibili.

Sarà, inoltre, esposta la mostra: SCIENZA E COSCIENZA VIAGGIO ALL’INTERNO DELLE 3R- Realizzata da IPAM Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi

Molecole marine in prodotti cosmetici

molecole marine

Gli oceani comprendono una vasta gamma di habitat e condizioni ambientali che ospitano un’enorme biodiversità microbica. Le caratteristiche uniche di diversi sistemi marini hanno condotto a una serie di adattamenti biologici, portando alla produzione di un ampio spettro di molecole bioattive. I funghi, i protisti simili ai funghi (come i thio-chitridi), e i batteri sono tra gli organismi marini con il più alto potenziale di produzione di composti bioattivi, e possono essere sfruttati per diversi scopi commerciali, compresi quelli cosmetici e cosmeceutici. Mycosporine e miosporine-like aminoacidi, carotenoidi, esopolisaccaridi, acidi grassi, chitosano e altri composti di questi microrganismi potrebbero rappresentare un’alternativa sostenibile, a basso costo e di rapido ottenimento, per la produzione di altre molecole naturali utilizzate in prodotti foto-protettivi, anti-invecchiamento e sbiancanti, per la cura del viso, del corpo e dei capelli. Nel presente lavoro sono riassunte le conoscenze relative a vari composti prodotti dai microrganismi marini, evidenziando gli habitat marini in cui tali composti vengono preferenzialmente prodotti, e la loro potenziale applicazione in campo cosmetico e cosmeceutico.

Mar Drugs. 2017 Apr 12;15(4). pii: E118. doi: 10.3390/md15040118

di C. Lacapra e S. Rum

Siberia sulla pelle

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Ingredienti da piante spontanee per dare il massimo alla pelle, ma con l’attenzione a preservare l’integrità degli habitat di prelievo e a promuovere la biodiversità: progetti di sostenibilità coniugati alla cosmetica. Una terra sterminata, selvaggia e incontaminata, uno dei pochi posti sul pianeta in cui ancora regna la natura: la Siberia. Erbe e piante selvatiche da questo ambiente unico compongono le linee cosmetiche di Natura Siberica, brand che propone prodotti per la cura della persona naturali e biologici, certificati secondo i principali standard internazionali tra cui Cosmos e Icea-Eco Bio. Natura Siberica è prodotto in Europa, da Eurobio Lab, proprietaria del brand, in Estonia, e presente in 45 paesi, commercializzata da retailer locali o nei negozi monomarca Natura Siberica, il primo in Europa a Copenaghen. Questo piccolo pezzetto di Siberia ora è anche in Italia, nella GDO sotto l’insegna Esselunga. Andrey Trubnikov, fondatore di Natura Siberica, ci parla della filosofia del brand, dei concept di prodotto e delle strategie commerciali.

Quale è la filosofia di Natura Siberica e perché questo nome?
La Siberia è una terra con densità di popolazione estremamente bassa, in alcune regioni non ci sono più di due, tre persone in centinaia di kilometri. Qui si trovano piante spontanee uniche, che noi abbiamo deciso di raccogliere per creare cosmetici unici. Sul mercato, infatti, non ci sono prodotti con questi ingredienti. Proprio questa è l’idea alla base di Natura Siberica, formulare cosmetici estremamente efficaci con gli ingredienti più efficaci per la pelle: gli ingredienti tratti da piante selvatiche. Infatti è stato provato che alcune piante hanno efficacia molto superiore se cresciute spontaneamente, rispetto a quelle coltivate. Noi peraltro abbiamo anche tre aziende agricole in cui coltiviamo piante ed erbe, una delle quali in Khakassia. Ma l’aspetto più importante per il brand è il contenuto di ingredienti derivati dalla flora spontanea. Le piante selvatiche vengono raccolte in diverse regioni della Siberia dalle popolazioni del luogo, nella foresta. Per questo sviluppano una potente efficacia sulla pelle.

In alcuni dei vostri prodotti ci sono anche estratti vegetali di diversa provenienza?
Ci approvvigioniamo anche in altri luoghi simili alla Siberia perché selvaggi e ricchi di biodiversità, come l’Amazzonia o la Patagonia, regioni ricche di piante rare e ottime per la pelle. Stiamo a mano a mano inserendo ingredienti da specie spontanee provenienti dagli ultimi luoghi selvaggi del pianeta. Per esempio le Highlands scozzesi, dove raccogliamo il cardo selvatico ad Alladale. Si tratta di una riserva naturale, in cui collaboriamo con The European Natural Trust (TENT), una organizzazione no profit impegnata nel ripristino dell’assetto primitivo delle foreste e nella reintroduzione delle specie selvatiche di quest’area. Natura Siberica sostiene i progetti di conservazione di TENT per migliorare gli ambienti naturali delle Highlands. La nostra linea Alladale Wilderness Product Range rispecchia in un certo senso questa partnership, combinando gli effetti positivi delle erbe siberiane coltivate nella nostra azienda agricola di Khakassia con il cardo selvatico, simbolo della Scozia. Questo è il modo in cui creiamo un mix fra piante selvatiche e coltivate. TENT opera anche in Romania, nei Carpazi, una regione importantissima per il suo patrimonio di biodiversità, con un’attività finalizzata a tutelare l’area di foresta vergine qui presente, la più estesa d’Europa, dalla caccia e dai tagli illegali per ottenere legname. Anche questo progetto ha il nostro sostegno, perché salvaguardare e migliorare la diversità biologica e gli ambienti incontaminati fa parte della filosofia di Natura Siberica.

Andrey Trubnikov, fondatore di Natura Siberica

Quali ingredienti ottenete dalle Isole Faroe?
Raccogliamo le alghe, molto abbondanti in quell’area. Il nostro problema riguardo alle Isole Faroe è la caccia ai cetacei: si tratta di una tradizione locale, ma noi siamo contrari. Al momento stiamo acquistando le alghe da un fornitore che preleva in quest’area, ma abbiamo intenzione di approvvigionarci in Scozia, nelle Shetland, isole in gran parte selvagge.

Quanto è importante l’aspetto della certificazione per Natura Siberica?
Per noi la certificazione è fondamentale, perché è la prova che i nostri cosmetici sono davvero naturali. Molti dei nostri prodotti sono certificati ICEA, un ente che ha una buona notorietà in Europa. In Russia, invece, dobbiamo investire in comunicazione e formazione, in quanto gli standard della cosmesi biologica e naturale non sono così ben conosciuti. Ma è solo questione di tempo. Abbiamo enti di formazione specializzati per la cosmesi biologica in Russia. Il personale di vendita dei nostri negozi deve seguire corsi dedicati di almeno due settimane e sostenere un esame, proprio per avere una conoscenza approfondita su questo tipo di cosmetici.

Come scegliete il packaging?
Il packaging delle linee di Natura Siberica è studiato e prodotto in Inghilterra. Infatti, qui ci sono i migliori designer per gli imballaggi, così come l’Italia ha il primato per il design di mobili e abbigliamento. Per quanto riguarda invece il layout dei nostri negozi, collaboriamo con designer francesi.

I consumatori italiani sono interessati agli ambienti naturali incontaminati? Hanno richieste specifiche, in base a quanto avete osservato dal lancio dei vostri prodotti in Italia?
Siamo da poco sul mercato italiano, meno di un anno. I consumatori italiani sono interessati alla natura. Ma l’Italia ha tradizioni molto radicate riguardo ai cosmetici. Gli italiani sono persone aperte e comunicative, ma sono piuttosto diffidenti riguardo ai brand cosmetici non conosciuti. In altri mercati è molto diverso. In Germania, per esempio, le persone sono tendenzialmente conservatrici su tanti aspetti, ma riguardo ai cosmetici sono più audaci, curiosi degli ingredienti esotici e volentieri acquistano cosmetici che li contengono. Al contrario, gli italiani sanno osare riguardo agli abiti, al design dei mobili, ma sono piuttosto conservatori per i cosmetici. Amano l’olio d’oliva, gli ingredienti mediterranei. I giovani sembrano un po’ più curiosi e credo che possano guardare con interesse ai nostri prodotti

Crede che utilizzerete qualche ingrediente di provenienza italiana nei vostri prodotti?
Perché no? Per esempio ci piacciono molto le Cinque Terre. Forse in futuro potremo creare una linea di cosmetici che contenga una miscela di piante dall’Italia e dalla Siberia

BELLO, ACCESSIBILE E BIOLOGICO
Per la prima volta in Italia, Organic Shop è un nuovo brand da Eurobio Lab, che già produce Natura Siberica. Dedicato ai più giovani, è distribuito da Lillapois (Gruppo Auchan). Il concept è del tutto diverso da quella di Natura Siberica che, come spiega Andrey Trubnikov «è un brand raffinato e molto specifico, mentre Organic Shop si propone come qualcosa di totalmente differente da quanto è oggi il cosmetico bio, sia per il consumatore a cui si rivolge, sia per la strategia distributiva. Il target va dai teenagers ai trentenni e poco più. Il cosmetico biologico è normalmente associato a qualcosa di noioso e poco vivace e al contempo parecchio costoso. Qui la differenza rispetto a Organic Shop, che ha un packaging bello e colorato, un prezzo inferiore a 10 euro per confezioni maxy. Così le persone potranno trovare prodotti naturali a prezzi accessibili, belle presentazioni, colori attraenti e farsi invogliare. Questo brand sta vendendo molto a livello internazionale, per esempio in Spagna, dove lo vendiamo in una catena di profumerie, e nel Regno Unito, in una insegna di grandi magazzini».

UN POSTO SPECIALE
Non distante da Saaremaa, in Estonia, una delle aziende agricole di Natura Siberica, l’azienda possiede un edificio storico, su cui Eurobio Lab intende investire. «Nel XVI secolo era una casa di caccia appartenente al fratello del re d’Olanda –riporta Trubnikov. – Ciò che faremo è il restauro di questa grande struttura per creare un complesso ricettivo con albergo e ristorante, una piccola SPA e altri servizi alla persona, con l’idea di ospitare chi sia interessato a conoscere le coltivazioni biologiche delle specie botaniche spontanee della Siberia. Abbiamo grandi aspettative su questo progetto».

di Elena Perani e Ilaria Borgna

Prodotti vegetali contro i microrganismi che causano carie dentali

La carie dentali e le malattie periodontali sono le malattie orali più comuni in tutto il mondo, sia nei paesi sviluppati sia nei paesi in via di sviluppo, e sono causate da microrganismi orali (batteri gram-positivi e gram-negativi). Oggi, molti dentifrici commercialmente disponibili possono contenere ingredienti che possono alterare la flora microbica orale e hanno effetti indesiderati come il vomito, la diarrea, possono agire in modo aggressivo sulla flora orale, o determinare colorazione dei denti. Alcuni prodotti vegetali disponibili sono noti per essere meno dannosi e generare meno effetti collaterali, inoltre spesso risultano più economici per il paziente. Lo scopo di questo studio è stato quello di determinare le proprietà antimicrobiche di 10 prodotti vegetali disponibili naturalmente contro i microrganismi orali che causano la carie, di controllare l’efficacia di questi prodotti in vitro, e poi di utilizzarli in lavaggi dentali e del cavo orale. Un campione di materiale di una carie è stato eliminato dai denti estratti, trasferito in brodo liquido e coltivato su agar per consentire la crescita di microrganismi. Sono stati utilizzati prodotti vegetali come olio di chiodi di garofano, neem, pasta di aglio, olio di tè, zenzero, aglio, olio di cannella, tè verde, olio di eucalipto e curcuma. L’efficacia antimicrobica di questi prodotti è stata stimata tramite misurazione delle zone di inibizione nel supporto agar. L’olio di chiodi di garofano è stato il più efficace contro i microrganismi che causano la carie, con una zona di inibizione – 30 mm seguito dalla pasta di aglio-zenzero – 25 mm, Neem – 15 mm, olio di tea tree – 15 mm. Sulla base dei risultati di cui sopra, si può dedurre che alcuni prodotti naturali presentano elevata efficacia nei confronti dei microrganismi, e possono essere raccomandati in dentifrici e prodotti affini.

J Clin Diagn Res. 2016 Dec;10(12):ZM01-ZM03. doi: 10.7860/JCDR/2016/19772.9025

di C. Lacapra e S. Rum

L’Occitane accelera l’espansione entrando nel make-up

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L'occitaneL’Occitane International S.A. ha annunciato l’acquisizione del 40% delle quote di LimeLight, azienda statunitense di skin care e make-up personalizzato naturali.  L’azienda propone prodotti cosmetici naturali e organici “ispirati dall’art de vivre del sud della Francia e dai segreti di bellezza Provenzali. “L’investimento LimeLight centra a pieno la strategia del Gruppo nel volere costruire un solido portfolio di brand cosmetici basati su ingredienti naturali e allargare il business al settore make-up”, afferma L’Occitane.
LimeLight fu fondata nel 2015 da Alcone Company proponendo linee cosmetiche naturali e palette personalizzate di make up, con il claim “aiutiamo le donne ad apparire al meglio ogni giorno”. Utilizza un network di distribuzione multi canale e diretto con guide di bellezza e una presenza online negli USA.
Reinold Geiger, Presidente e Chief Executive Officer di L’Occitane, dichiara “Volendoci espandere ad un nuovo settore, il make-up, cercavamo un brand di alta qualità che condividesse i nostri stessi valori: l’ utilizzo di ingredienti naturali e il rispetto per l’ambiente e che portasse ad un ROI. Lo abbiamo trovato in LimeLight, un’azienda con grande potenziale sia negli USA sia a livello internazionale, trovando anche grande intesa con il management.”
Michele Gay, co-fondatore e CEO di LimeLight, afferma “Le nostre società condividono visioni e valori comuni: trovare una connessione con i consumatori in quest’era digitale non significa solo programmare la prossima applicazione tecnologica, ma anche rafforzare e formare una forza vendite in grado di catturare una vasta clientela attraverso i social e aiutarla a trovare soluzioni personalizzate attraverso relazioni out-of-store e personali.”

di D.Storni

Due estratti vegetali a confronto

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Gli estratti dei frutti di Hippophae rhamnoides (Elaeagnaceae) e di Cassia fistula (Fabaceae) hanno un grande potenziale come medicinali o ingredienti cosmetici.

Lo scopo dello studio è stato quello di valutare la loro attività antiossidante e le relative attività enzimatiche. Gli estratti sono stati valutati mediante spettrofotometria, in base al loro rispettivo contenuto fenolico totale (TPC), nonché alla loro attività di inibizione della alfa-tirosinasi, della β-glucuronidasi e della α-glucosidasi. H. rhamnoides e C. fistula la mostrano livelli altrettanto elevati di TPC, dell’attività di quencing dello ione idrossile e di inibizione della α-glucosidasi e della alfa-tirosinasi (p> 0,05).

Tuttavia differiscono per i loro rispettivi valori ottenuti al saggio DPPH e per l’attività di scavenging dell’ossido nitrico radicale [NO •] e del superossido anione, così come per l’attività di inibizione della β-glucuronidasi. Infatti tutti questi parametri sono significativamente superiori (p ≤ 0,05) negli estratti di C. fistula. I risultati incoraggiano a eseguire più test in vitro al fine di selezionare un estratto vegetale destinato ad applicazioni in campo cosmetico.

Alì Khan, 2017. Cosmetics, doi:10.3390/cosmetics4010003

di A.Bulgarelli

 

Il cocco in testa, nuovi trend

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cocco
https://it.wiktionary.org

Da sempre e anche tuttora è facile associare nell’immaginario collettivo l’odore di un normale shampoo per capelli alle caratteristiche note di Fructis Garnier e agli storici marchi Elvive o Pantene, quei classici sentori fruttati dove le combinazioni di note mela e pera si uniscono a quelle più succose di pesca e fragola a realizzare composizioni che hanno fatto la storia del mondo hair-care. Un trend che si sta affermando con sempre maggiore forza è quello del cocco, soprattutto in ambito maschile, con l’uscita sul mercato di innumerevoli prodotti con il caratteristico sentore di questo esotico frutto; basti pensare per esempio che il prodotto hair-care più venduto nell’intero mercato statunitense è Hello Hydratation della linea Herbal Essences con una decisa profumazione al cocco. Questo boom di mercato è strettamente legato all’aumento della consapevolezza delle proprietà benefiche e salutari del cocco, non solo come ingrediente di formulazioni cosmetiche ma anche come alimento, per esempio i britannici hanno speso lo scorso anno circa 60 milioni di euro per l’acqua di cocco, una delle bevande il cui consumo è aumentato più velocemente nel 2016 nel mercato USA. Un ulteriore spunto per la diffusione del concept ‘cocco ‘ è legato alla presenza di celebrità, come Gwyneth Paltrow, che utilizzano questo frutto come rimedio casalingo favorendo una crescita vertiginosa delle vendite a livello europeo di bagnoschiuma profumati al cocco (+12%) e di prodotti per capelli contenenti olio di cocco (+31%). Anche due brand di eccellenza come Dove e Palmolive hanno deciso di cavalcare quest’onda, il primo con uno shampoo nutriente e idratante al “coconut water” e lime, mentre il secondo con uno shampoo naturale “sliky straight” con olio di cocco della Virginia e proteina della soia. La peculiarità del cocco in profumeria è legata alla sua grande versatilità che permette di accordarlo alle note fruttate più intense, pesca, mela o fragola, oppure a concept gourmand, come la vaniglia e il caramello, realizzando profumazioni sempre in trend ed estremamente gradite dai consumatori.

di L.Ilorini

Plastica ed economia circolare

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economia circolareLa Ellen MacArthur Foundation è un’associazione fondata nel 2010 nel Regno Unito, che si occupa di promuovere lo sviluppo dell’economia circolare. La sua fondatrice, Ellen MacArthur, è un’ex velista britannica che ha deciso di dedicarsi alla battaglia in favore dell’ambiente: la fondazione vuole inserire il modello di business consapevole della «circular economy» nell’agenda politica, industriale e accademica, e per farlo si avvale di una rete globale di partner. Tra questi c’è Unilever, multinazionale proprietaria di numerosi marchi di beni di consumo, la quale, in accordo con i principi della fondazione, si è impegnata a garantire che tutti i suoi imballaggi in plastica saranno completamente riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025. Inoltre si è impegnata a ridurre il peso del packaging e a investire nella ricerca di una soluzione tecnica per riciclare i sacchetti multistrato, questione importante soprattutto per le zone costiere. Infatti un rapporto della fondazione inglese ha stimato che entro il 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesci. L’unico modo per invertire la rotta è adottare un modello circolare di consumo e trattare il packaging in plastica come una risorsa da gestire in maniera efficiente.

di A.Virgili

Un nuovo integratore alimentare salvaguarda la salute della pelle

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Sono sempre più numerosi gli studi che cercano di mettere a punto un corretto bilanciamento delle dieta per rallentare l’invecchiamento della pelle o almeno ridurne la gravità dei sintomi.

I radicali liberi (ROS) e i perossidi lipidici (LPO) sono coinvolti nella patogenesi e nell’invecchiamento precoce della pelle quando si verifica un prolungato stress ossidativo. L’uso di terapie antiossidanti che coinvolgono nutraceutici è di particolare interesse nel ripristino di normali condizioni della pelle. Il carotenoide antiossidante zeaxantina è concentrata negli occhi e pelle tessuti ed è noto per la sua capacità di diminuire la formazione di ROS associata all’esposizione agli UV.

Per questo motivo gli autori hanno sviluppato un prodotto sperimentale che può essere assunto per via orale a base di zeaxantina, fitoceramidi e altri composti vegetali (estratti algali, peptidi, ialuronato) con l’obiettivo di migliorare l’aspetto e la condizione della pelle.

I soggetti sono stati divisi in tre gruppi: due test (formulazione 1, con il prodotto somministrato per via orale da solo; formula 2, con il prodotto orale somministrato insieme con un prodotto topico), e uno di controllo con placebo. I parametri misurati sono stati i seguenti: la presenza di linee sottili, di rughe profonde, il numero delle rughe, la loro gravità, il colore della pelle (L, a*, b*), la decolorazione e l’omogeneità della pigmentazione della pelle. Trentuno soggetti hanno completato il test di dodici settimane; non sono stati registrati inconvenienti. Alle settimane 2, 6 e 8 in entrambi i gruppi sono stati rilevati miglioramenti significativi rispetto al punteggio di base relativo all’idratazione. Alla quarta settimana il gruppo cui era stata somministrata la formulazione 2 presentava un conteggio inferiore delle rughe rispetto al placebo. In conclusione, lo studio ha mostrato che la combinazione dell’integratore alimentare e della formulazione topica favorisce un livello di idratazione superiore a quella del placebo.

Inoltre, gli autori hanno rilevato che la combinazione di somministrazione orale e topica è in grado di migliorare la salute della pelle, anche se l’integratore alimentare somministrato da solo dimostrava una maggiore efficace nella riduzione del numero delle rughe e della loro gravità.

Schwartz et al., 2016. Journal of Cosmetic Dermatology, DOI: 10.1111/jocd.12226

di  A.Bulgarelli

L’albero della Bellezza fiorisce con la decima edizione dell’evento di Kosmetica

Oltre trecento persone hanno preso parte al convegno di Kosmetica, che martedì 17 giugno 2025 ha festeggiato i suoi primi dieci anni. Sul palco...