Gattefossé ha ottenuto dai fiori di ippocastano un nuovo prodotto per contrastare l’invecchiamento della zona occhi combattendo la formazione delle rughe: si chiama Gatuline® Link n Lift, è di origine biologica ed è ottenuto utilizzando la tecnologia NaDES (Natural Deep Eutectic Solvents). La zona occhi è particolarmente importante perché se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima e tradiscono le nostre più profonde emozioni, lo è anche che quando si invecchia, le rughe che li attorniano tendono a dare al viso espressioni «non vere» e negative, come tristezza e fatica. Il prodotto agisce su questa zona ristabilendo il dinamismo dei fibroblasti e agendo sulla giunzione dermo-epidermica, rinforzandola e riconettendo al meglio i questi due strati cutanei: il contorno degli occhi viene così ridisegnato e il viso acquista un’espressione più giovanile e fresca. L’efficacia di questo principio attivo è stata testata con uno studio in doppio cieco, controllato con placebo, che ha confermato l’effetto di ringiovanimento della zona occhi trattata con una formulazione al 2% visibile in un paio di settimane. Le righe sono visibilmente ridotte, mentre la cute è più tonica e liscia. Oltre a essere ottenuto da fiori di ippocastano biologici certificati, Gatuline® Link n Lift proviene da fonti sostenibili: i fiori vengono raccolti a mano in modo selettivo in Francia. La tecnologia di estrazione NaDES consente inoltre di ottenere un prodotto ricco in molecole attive partendo dal solo fiore.
A seguito dell’esito del referendum «Brexit»- uscita del Regno Unito dall’Unione Europea – Cosmetic, Toiletry and Perfumery Association (CTPA) ha pubblicato un Position Paper attraverso il quale vuole rassicurare i suoi membri, l’industria cosmetica in generale e, naturalmente, i milioni di consumatori. Difatti CTPA spiega che la decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea non altererà la sicurezza dei prodotti cosmetici britannici. Il Regno Unito è ancora un membro a pieno titolo dell’UE e la struttura giuridica rimarrà invariata per il momento, in effetti, per il processo di transizione ci vorranno anni. Ancora CTPA ribadisce che per il settore cosmetico tutte le attuali leggi, i regolamenti e le linee guida restano in vigore esattamente come hanno fatto prima del voto – non cambia nulla. In particolare, ciò significa che tutti i cosmetici venduti nel Regno Unito devono continuare a rispettare pienamente il Regolamento europeo sui prodotti cosmetici, inclusi i requisiti relativi la sicurezza, l’etichettatura e il divieto di sperimentazione animale. Per i consumatori che possono avere preoccupazioni per il divieto di sperimentazione animale, CTPA rassicura che l’industria cosmetica del Regno Unito ha abbandonato volontariamente la sperimentazione animale sette anni prima del divieto in tutta l’UE, e non cambierà questa posizione. CTPA inoltre afferma che il Regolamento europeo nel settore dei prodotti cosmetici è visto a livello mondiale come un successo e molte altre giurisdizioni in tutto il mondo si ispirano a tale legislazione: rimarrà un passaporto per il commercio.
Aumenta il numero di Paesi che ha deciso di vietare l’uso di test animali per verificare l’efficacia e sicurezza dei prodotti cosmetici. Il Congresso del Guatemala ha, infatti, approvato la legge che andrà a migliorare la vita degli animali su tutto il territorio nazionale: divieto di utilizzare test animali per i cosmetici, ma anche regolamentazione per il trattamento degli animali nei circhi e nella ricerca più generale. Questo Governo ha inoltre stabilito di creare una piattaforma dedicata al benessere degli animali. Al draft della legge hanno lavorato l’Università di Sal Carlo, la Human Society International del Sud America, il Ministro dell’Agricoltura, il Console Nazionale delle Aree Protette e ARCAS.
Il palo bianco a strisce rosse è una di quelle insegne antiche diventate nel tempo il simbolo stesso dell’attività che rappresentano: stiamo parlando ovviamente dell’insegna del barbiere. Ed è proprio a quest’icona che si ispira il packaging dei due nuovi prodotti Pre-Shave Scrub e Post Shave Balm di Hawkins & Brimble: il brand inglese di prodotti per la rasatura della barba si ispira ai rituali dei barbieri di una volta, ma vuole anche innovare i prodotti tradizionali elevandone gli standard alle esigenze dell’uomo moderno. M&H Plastics, azienda inglese di Suffolk che produce packaging in plastica appartenente al gruppo RPC, ha progettato un packaging che esalta l’anima vintage del marchio e richiama il concetto di innovazione della tradizione. Entrambi i tubi flessibili presentano l’iconico motivo bianco e rosso e sono impreziositi da una finitura opaca.
Le piante di origine mediterranea si stanno rivelando una fonte molto ricca e variegata di materie prime cosmetiche in grado di conferire ai prodotti che le contengono proprietà interessanti in termini di efficacia, comprovate da una letteratura scientifica che è sempre più ampia. Francesco Bonina, che all’Università di Catania è ordinario di Tecnologie Farmaceutiche e di Chimica e Tecnologia dei Prodotti Cosmetici presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco, ha svolto molti studi sulle proprietà cosmetiche di diverse specie agricole e spontanee presenti in Sicilia e, anche riferendosi a testimonianze di usi antichi, riporta alcuni esempi, partendo dal prodotto emblema del Mediterraneo, l’olio di oliva. «Esistono numerose testimonianze storiche che descrivono l’utilizzo di piante e/o alimenti mediterranei in cosmetica. Per esempio l’olio di oliva ottenuto con una precoce raccolta del frutto è menzionato in antichi manoscritti che ne descrivono l’utilizzazione per la cura della pelle. Oggi esiste un’ampia e autorevole letteratura scientifica che ha confermato notevoli benefici di alcune sostanze (idrossitirosolo, luteoline, apigenine ecc.), contenute e documentate in questo «immaturo olio di oliva» e utilizzate per il trattamento cosmetico della pelle». La letteratura scientifica ha evidenziato molte proprietà cosmetologiche dell’olio di oliva, per esempio a carico della frazione insaponificabile, prosegue Bonina, «ricca in stigmasteroli e fitosteroli, in grado di proteggere e potenziare la funzione di barriera dello strato corneo, importante per garantire una buona salute alla nostra pelle. Parte di questi biofenoli dell’ulivo sono anche presenti nelle foglie, il cui estratto ha dimostrato di possedere svariate funzionalità cosmetiche».
Francesco Bonina
Fico d’India
Un’altra pianta interessante per le proprietà cosmetiche e presente in abbondanza nel bacino del Mediterraneo è il Fico d’India (Opuntia ficus indica). «In particolare, gli estratti ottenuti dai cladodi (pale) –riporta Francesco Bonina,- che sono state da noi studiate in collaborazione con l’Università di Napoli, hanno evidenziato elevate attività cicatrizzanti e riepitelizzanti nonché un effetto protettivo e idratante per la cute in virtù dei polisaccaridi in esso contenuti. Inoltre, valutando l’attività biologica dei polisaccaridi dell’Opuntia ottenuti dai cladodi, abbiamo evidenziato importanti proprietà mucoadesive alle mucose buccali, vaginali e gastrointestinali (film-forming effect). Questa proprietà oggi trova impiego in applicazioni nel settore della protezione delle mucose (oral care, prodotti destinati all’igiene intima femminile ecc.)». Anche l’estratto di fiori di Opuntia ha evidenziato proprietà per potenziali applicazioni cosmetiche e nutraceutiche. «Si è rivelato infatti particolarmente ricco in isoramnetina –spiega Bonina, -un flavonoide che agisce da inibitore della 5-alfa reduttasi e per questo è particolarmente efficace nel prevenire la caduta capelli e nel diminuire la produzione di sostanze grasse sulla pelle (eccesso di seborrea, acne ecc.). Pertanto risultano utili se inseriti in prodotti anticaduta, soprattutto da utilizzare come integratore «Beauty Food» o «Beauty from Whitin» oppure in prodotti nel trattamento coadiuvante per l’acne».
Attività sinergiche
L’elenco delle specie mediterranee di cui si sono evidenziate proprietà cosmetiche potrebbe proseguire a lungo. Il docente dell’ateneo catanese cita per esempio il cappero (Capparis spinosa): «alcuni flavonoidi (quercitine e kampferolo) contenuti nel bocciolo possiedono un’elevata capacità di ridurre la sensibilità della pelle nei confronti di sostanze allergizzanti o prodotti contenenti sostanze in grado di produrre moderati processi infiammatori sulla pelle». Le diversificate funzionalità cosmetologiche degli estratti vegetali di queste piante, possono inoltre generare sinergie, a creare cosmetici funzionali innovativi di derivazione tutta mediterranea. Bonina: «associare in un prodotto le virtù lenitive (antiinfiammatorie) della frazione polifenolica delle foglie di ulivo insieme alle proprietà mucoadesive e filmogene dei polisaccaridi dei cladodi di ficodindia determina un’efficace protezione delle mucose (buccali e vaginali) sia nei confronti di fenomeni irritativi-infiammatori dovuti alla presenza di sostanze irritanti la mucosa che nei confronti di microorganismi la cui interazione con le mucose potrebbe generare e/o accelerare processi infettivi a carico di questo tessuto». Considerando che stiamo osservando l’avvio di un’imprenditoria in questo settore, che interessa l’area della cosmetica e della nutraceutica, ecco il commento del docente: «si tratta di cavalcare questa interessante «opportunità storica». Gli estratti che si generano da piante e cibi mediterranee possono contare sulla leva distintiva del fascino (stile di vita, creatività, storia, cultura, ecc.) che il nostro paese continua a esercitare. È chiaro che questo sviluppo non può prescindere da un lavoro di ricerca che metta in relazione gli attivi presenti nei sottoprodotti delle filiere agroalimentari con le esigenze di mercato e con le diverse applicazioni dei prodotti nei settori cosmetico e/o nutraceutico. Un’altra leva che spinge in questa direzione è l’attuale tendenza dei consumatori e delle aziende verso la green economy. Ci sono quindi tutti gli elementi perché questo settore decolli e diventi un’opportunità per il mondo della cosmetica e della nutraceutica italiana».
Nel settore del packaging cosmetico, soprattutto per quanto riguarda i profumi, è sempre più apprezzato il legno, materiale che riesce a donare un tocco di eleganza ed esclusività a qualsiasi prodotto, creando un valore aggiunto. L’azienda spagnola Rafesa ha seguito e soddisfatto le esigenze del mercato aggiungendo al proprio catalogo una nuova collezione di eleganti tappi in legno di frassino, disponibili in diverse tonalità di colore e adattabili a qualsiasi tipo di contenitore per la profumeria. I tappi sono realizzati seguendo la normativa che garantisce il non utilizzo di prodotti chimici; inoltre, il legno utilizzato possiede la certificazione PEFC, che promuove la gestione sostenibile delle foreste. La nuova gamma si aggiunge al già nutrito catalogo di finiture Rafesa, azienda di Badalona specializzata nella distribuzione di packaging cosmetico a livello internazionale, la quale ha formalizzato nel 1994 un’alleanza strategica con l’italiana Eurovetrocap.
Indena sta lanciando sul mercato un nuovo prodotto: Vitachelox™, in grado di contrastare gli effetti dell’inquinamento sulla cute. L’aria in cui viviamo non danneggia solo i nostri polmoni, ma anche la pelle, l’organo più esteso ed esposto all’esterno del corpo. Tra le tante sostanze dannose presenti nell’aria ci sono i metalli pesanti che, anche in bassa quantità, possono catalizzare delle reazioni di ossidazione che danneggiano le cellule cutanee e non solo. Il risultato è una pelle spenta e che invecchia precocemente. Vitachelox™ è costituito da tre estratti botanici, tè verde, semi d’uva e quercia, selezionati per la spiccata attività antiossidante e antiradicalica e la capacità di contrastare gli effetti tossici degli inquinanti. Numerosi test in vitro sulla sinergia delle sostanze documentano la diminuzione della tossicità dei metalli pesanti a cui erano esposti i fibroblasti in presenza di Vitachelox™: cellule con maggiore vitalità e metabolismo migliore. I test clinici in corso mirano a mostrare, contro placebo, la chelazione dei metalli pesanti sugli strati superficiali dello strato corneo. Seguiranno ulteriori validazioni con lo stripping cutaneo, a livelli successivi. Per quanto riguarda le formulazioni, questo prodotto è adatto per le creme giorno, le creme notte, momento in cui la pelle si «detossifica», i primer, i fondotinta funzionali, i prodotti per la cura del corpo e delle mani. Da oltre novant’anni, l’azienda produce estratti botanici standardizzati di altissima qualità con attività specifica e documentata e con standard qualitativi, di sicurezza ed efficacia davvero notevoli.
Lo studio riguarda lo sviluppo di un metodo per misurare le proprietà antiossidanti di diversi estratti vegetali e il comportamento della pelle. Il metodo sviluppato è basato sulla voltammetria ciclica, che analizza il potenziale antiossidante totale in campioni liquidi e in gel. Gli esperimenti condotti hanno dimostrato che la pelle stessa rilascia antiossidanti, i quali tuttavia sono caratterizzati principalmente da alti potenziali di ossidazione (si tratta dunque di antiossidanti relativamente deboli). Una analisi statistica dei dati ha permesso di valutare se il potenziale antiossidante intrinseco della pelle può essere distinto da quello di una serie di antiossidanti modello. I calcoli del potenziale antiossidante totale sono stati fatti nell’intervallo di potenziale compreso tra 0 e 0,6 V (che rappresenta solo gli antiossidanti a basso potenziale), e 0-1,2 V, che rappresenta anche quelli ad alto potenziale. Questi calcoli hanno dimostrato che i valori associati ai composti antiossidanti sono poco influenzati dal potenziale intrinseco della pelle. Ulteriori studi sono stati eseguiti con guaranà ed estratti di tè verde, e hanno permesso di stabilire che una parte degli antiossidanti contenuti in questi estratti attraversano la pelle. Infine gli autori hanno esaminato le sostanze antiossidanti idrochinone e acido ascorbico. I risultati hanno mostrato che questi composti hanno un elevato potenziale antiossidante, se confrontato con gli estratti per le concentrazioni studiate. Inoltre l’idrochinone ha attraversato la pelle in quantità superiore rispetto all’acido ascorbico.
Jelica et al., 2016. Food Technology and Nutrition, 8881334
A Urgnano (Bergamo) l’azienda TGM-TECNOMACHINES progetta e costruisce da oltre trent’anni macchine intubettatrici automatiche e astucciatrici automatiche, fornendo singole macchine o linee di riempimento complete per l’industria cosmetica, farmaceutica, chimica e alimentare. Guardando al vasto catalogo di macchinari, si manifesta la capacità dell’azienda di soddisfare ogni esigenza di riempimento: dai tubetti in alluminio, polietilene, polifoil e laminati, fino a prodotti particolari quali silicone, mascara, cartucce, dispenser e cartucce monodose. Prendiamo in esame l’intubettatrice B620, capace di produrre fino a 6000 pezzi all’ora: un valido e robusto macchinario automatico per il riempimento e la chiusura dei tubetti adatto per alte produzioni. Tra le sue caratteristiche principali, un piatto portabussole a 16 stazioni e l’iniettore discendente per un uniforme riempimento dal fondo del tubetto. È disponibile anche una versione speciale per tubetti in plastica aventi diametro fino a 60 mm.
Nell’affascinante e complicato mondo del regulatory legato al mondo del profumo la novità maggiore è rappresentata dalla ri-classificazione del linalolo, materia prima sintetica e presente ubiquitariamente anche in molti oli essenziali di origine naturale. Si tratta di un monoterpene molto diffuso nel legno di rosa, in oli aromatici, come il basilico e il coriandolo, e soprattutto componente importante per le essenze di lavanda e bergamotto, con percentuali sempre superiori al 20-25%. Nel primo quadrimestre del 2017 infatti il linalolo, in seguito alle indicazioni del 11° ATP (Adeguamento Tecnico del Prodotto) verrà classificato come H317 1B, ma la data di applicazione della misura è ancora incerta. Una modifica di questo tipo comporta sicuramente una modifica a livello della scheda di sicurezza della fragranza contenente il linalolo e a seconda dei casi può avere importanti effetti a livello di etichettatura e di packaging, con la necessità di aggiungere frasi di rischio o pittogrammi. È opportuno considerare che nelle fragranze dove il linalolo è inserito in formula come sintetico può essere tranquillamente rimpiazzato da ottime alternative come etil-linalolo, molto più elegante e pulito dal lato prettamente olfattivo, o parzialmente il tetraidrolinalolo, nonostante una note leggermente sporca da detergente; mentre al contrario quando quest’ultimo è contenuto in oli o miscele di oli essenziali non è possibile ricorrere a questo genere di stratagemma e quindi la classificazione scatterà obbligatoria. Per il futuro si prevedono novità all’orizzonte: dall’Olanda arriva la proposta di classificare l’isoeugenolo come ‘super’ H317 1°, tipologia di classificazione comunque di tipo cumulativo, mentre soffiano venti e indiscrezioni danesi sull’eventuale proposta di citral, cinnamaldeide e geraniolo come H317 1A, cambiamenti che porteranno molti clienti a valutazioni critiche per comprendere se sia il caso di variare leggermente la nota olfattiva del prodotto, qualora si possa, e avere un’etichettatura più mild, oppure cercare di capire allo stesso tempo se la situazione meno dannosa per il cliente finale sia un cambio di nota olfattiva del prodotto o una modifica del packaging dello stesso con nuove frasi di rischio.