Si chiama Ronastar® Frozen Jewel il nuovo pigmento presentato da Merck e caratterizzato da una perlescenza argentea che ricorda il brillio del ghiaccio. Un pigmento adatto a cosmetici e prodotti per la cura del corpo di alta gamma, cui può donare sfumature luminescenti, che si tratti di ombretti, ciprie, smalti, rossetti, creme o gel doccia rinfrescanti. Ronastar® Frozen Jewel è un pigmento bianco-ghiaccio estremamente coprente, prodotto ricoprendo lamelle borosilicato di calcio-alluminio con più strati di ossidi di metallo. Grazie alle loro dimensioni, comprese tra i 20 e i 200 µm, il pigmento ha un potere riflettento molto alto che consente di ottenere un interessante effetto «frost» anche a basse concentrazioni. Il pigmento offre inoltre un forte potere coprente. Utilizzato da solo, Ronastar® Frozen Jewel sembra polvere argentea. Se combinato con altri pigmenti, dona ai colori più intensi riflessi ghiaccio-argentei.
Ilaria Borgna
Un nuovo pigmento evanescente e brillante come il ghiaccio
Contagocce a effetto
Il packaging è un elemento importante nelle strategie di personalizzazione e differenziazione dei marchi cosmetici. Per questo un fornitore spagnolo di contagocce ha sviluppato una decorazione particolare e impattante anche per le piccole pompette dei contagocce. Virospack, fondata nel 1956 a Barcellona, ha iniziato producendo gomma a uso farmaceutico e oggi fornisce alle aziende cosmetiche e farmaceutiche un vasto campionario di contagocce in ogni formato. L’azienda ha lanciato una nuova decorazione detta texturized finish: una nuova tecnica di incisione nelle cavità dello stampo permette di creare un design con trame 3D, per un effetto finale particolare alla vista e al tatto. Il sistema laser computerizzato crea una decorazione precisa sia sulla pompetta di gomma che sulla capsula sottostante. La texture può imitare la pelle, la gomma, il velluto e tante altre superfici, mentre la finitura può essere oro o argento, laccata o metallizzata, o di qualsiasi altro colore. L’aspetto finale del contagocce appare lussuoso ed esclusivo.
Training School in Experimental Design: imparare a impostare meglio un esperimento
Si terrà in Canada, più precisamente a Saskatoon, la prossima edizione della FRAME Trainig School in Experimental Design, organizzata dall’Organizzazione Inglese FRAME, il cui scopo è favorire lo sviluppo di una ricerca senza l’uso di animali. Durante il corso sarà possibile imparare a impostare al meglio un esperimento scientifico, utilizzando meno animali e imparare a utilizzare al meglio i dati ottenuti. Saranno inoltre affrontati aspetti legali ed etici legati all’uso di animali nelle sperimentazioni. L’appuntamento è quindi per i prossimi 31 maggio, 1 e 2 giugno. Il corso sarà anche occasione per conoscere ricercatori di altre parti del mondo e confrontarsi rispetto a progetti attuali e futuri. Chi fosse interessato deve iscriversi entro il 30 aprile attraverso questo link: https://www.eventbrite.co.uk/e/frame-training-school-in-experimental-design-and-statistical-analysis-tickets-26873322832. Il corso è accreditato per 10 crediti CDP.
di S. Somaré
Il potere del carbone vegetale
Amik Italia Spa presenta Charcoal Powder: un carbone vegetale ottenuto dalla bruciatura del bamboo, direttamente dalla tradizione asiatica. È un attivo 100% vegetale, certificato ECOCERT, caratterizzato da un bellissimo colore nero corvino che potrà donare un tocco di eleganza a varie formulazioni. Charcoal powder è prima di tutto un importante ingrediente funzionale per uso cosmetico, il cui utilizzo è molto comune in Giappone, Korea del sud, Cina e Taiwan. La sua struttura porosa lo rende ideale per l’assorbimento di minerali, tossine, impurità e altre sostanze dannose per la pelle, con un’ottima funzione purificante e detossinante sia per viso che corpo. Allo stesso tempo esercita una delicata azione esfoliante, che aiuta a pulire i pori e a rimuovere le cellule morte, stimolando il turnover cellulare e migliorando aspetto e luminosità della pelle. È adatto a tutti i tipi di pelle ma è particolarmente indicato per quelle grasse e acneiche, per la capacità di assorbire l’eccesso di sebo e di migliorarne la pulizia. Può essere impiegato anche in prodotti per capelli, in particolare per cute grassa e per trattamenti purificanti. Questo carbone vegetale è certamente un ingrediente versatile che può essere inserito in molti tipi di formule, tra cui maschere viso, scrub viso-corpo, gel, saponette, detergenti liquidi ecc. Inoltre, non ha restrizioni dal punto di vista del regolamento cosmetico, essendo conforme al Regolamento europeo, cinese, giapponese e koreano.
Dall’Opuntia un nuovo estratto idratante e protettivo
Le caratteristiche cosmetiche dell’Opuntia ficus indica, più noto come Fico d’India, sono state presentate lo scorso ottobre a Milano, nel corso di un evento organizzato da Bregaglio e Bionap per dare il via alla loro collaborazione. Bregaglio è infatti diventata distributrice dei prodotti ideati da Bionap, azienda italiana specializzata in estratti standardizzati derivati da piante e frutti dell’area mediterranea. Tra questi vi è Opuntia biocomplex SH, un estratto in polvere derivato dal succo dei cladodi dell’Opuntia f.i., ricco in mucillagini e fibre. Le mucillagini del Fico d’india sono un mix di polisaccaridi complessi composti da arabinosio, galattosio, ramnosio, xilosio e acido galatturonico, che formano un network molecolare in grado di trattenere un elevato quantitativo di acqua, utile per idratare la cute. I polisaccaridi totali del prodotto si aggirano tra il 30 e il 40%. Grazie al suo elevato potere idratante, Opuntia biocomplex SH può essere considerato l’equivalente vegetale dell’Acido Ialuronico. Test effettuati sul prodotto ne hanno dimostrato le proprietà protettive, idratanti e riparative. I test in vitro su cheratinociti hanno dimostrato che l’Opuntia Biocomplex SH può indurre importanti effetti rigenerativi. Per studiare tali effetti sono state utilizzate tecniche di video time-lapse in modo da osservare la migrazione e la proliferazione delle cellule di cheratinociti per riparare la ferita, in presenza e in assenza dell’estratto di Opuntia f.i. In soggetti volontari, l’applicazione di un prodotto al 2% di Opuntia biocomplex SH ha prodotto un aumento dell’idratazione cutanea del 25% in due settimane. Questo estratto può essere utilizzato per realizzare formulazioni di prodotti idratanti, anti age e riepitelizzanti, per viso e corpo. La concentrazione suggerita è tra il 2 e il 5%.
Nuovi estratti per lo sbiancamento della pelle
L’inibizione della tirosinasi è un meccanismo importante per combattere l’iperpigmentazione. Gli autori hanno effettuato lo screening di 11 estratti alcolici di piante tradizionalmente utilizzate nel trattamento delle malattie della pelle in modo da verificare la loro attività inibitoria della tirosinasi. Gli estratti sono stati quantificati per il contenuto di fenoli, alcaloidi e tannini. Il test di inibizione della tirosinasi in vitro è stata eseguito utilizzando l’acido cogico come controllo positivo, mentre la vitalità cellulare è stata testata su cellule di melanoma B16 F0. Gli estratti di Rosa berberifolia, Punica granatum (melograno) e Cassia angustifolia hanno mostrato una inibizione dell’enzima superiore all’80% a 500 mg/ml di concentrazione. Inoltre nove degli estratti presentavano un contenuto fenolico superiore a 200 mg/g. I tre estratti citati mostravano una citotossicità inferiore al 50%. Lo studio ha dimostrato che queste piante possono trovare interessanti applicazioni cosmetiche e mediche.
Subramanian et al., 2016. Journal of Natural Remedies, 16:18-21
di A.Bulgarelli
Formazione ed export per rilanciare l’estetica professionale
Le vendite di cosmetici nel canale dell’estetica professionale tornano a salire nel 2016, come evidenzia l’indagine congiunturale di Cosmetica Italia, che delinea il quadro degli andamenti del mercato cosmetico e dell’industria, a preconsuntivo dell’esercizio da poco concluso. Nel secondo semestre 2016, infatti, i saloni di estetica hanno registrato +4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che forse non era nelle attese, visto che l’avvio del 2016 aveva confermato gli andamenti in flessione (-2%) già visti negli scorsi esercizi.
Anche la previsione per il 2017 sembra positiva, a promettere un incremento del 2,2% nella prima metà dell’anno. E in effetti è ottimistica la prospettiva che ne hanno gli imprenditori che, come riporta Fabio Berchi, presidente Gruppo Cosmetici per l’Estetica (GCE) di Cosmetica Italia, vedono sul mercato e soprattutto nei nuovi concept di centri estetici, in particolare quelli nati dai centri nail, un promettente dinamismo.

Da tempo, la nota economica di Cosmetica Italia rileva per gli istituti di bellezza un calo delle frequentazioni, in parte dovuto alla crisi e in parte a una certa difficoltà del canale a disegnare una propria identità. Oggi, secondo Berchi, le cose possono migliorare anche in virtù degli investimenti delle imprese sul prodotto, per esempio nei settori in espansione della podologia e della cura e decorazione unghie, ma anche e soprattutto nella formazione dell’estetista. «Uno degli investimenti più importanti per il futuro di questo settore -sottolinea il presidente GCE – è proprio mettersi a fianco di questi professionisti e aiutarli a parlare con i clienti e ad affrontare il mercato, come si faceva in passato, quando proprio gli investimenti delle aziende sul canale hanno fatto decollare il mercato dell’estetica professionale. Oggi le giovani leve delle estetiste sono meno attive nella propria formazione: le aziende dovranno trovare il modo di supportarle. Non basta la presentazione del prodotto per fare formazione. Servono iniziative che trattino approfonditamente la tecnica e i trattamenti, che costituiscono l’80% del fatturato dei centri estetici. Ma soprattutto le aziende dovranno formare gli addetti nell’interfacciarsi con i clienti, nel reclutarli, fidelizzarli, aumentare la frequentazione del punto vendita».
Ma le sfide per le imprese non si limitano al mercato interno. È infatti con l’internazionalizzazione che il settore cosmetico ha reagito alla stagnazione dei consumi che, pur se in misura limitata, si è fatta sentire in Italia anche per i beni di igiene e bellezza nel periodo più buio della crisi. L’orientamento ai mercati esteri è spiccato per alcuni comparti dell’industria italiana del beauty, per esempio le aziende conto terzi e dell’acconciatura professionale, ma ancora circoscritta per le imprese dell’estetica. «Oggi ci sono due difficoltà -osserva Berchi. –La prima è la ridotta dimensione della maggior parte delle imprese di questo comparto, che rende difficile destinare risorse e personale a investimenti complessi come quelli per proporsi all’estero. La seconda riguarda la distribuzione: per il prodotto professionale è infatti necessario trovare un partner in grado di sviluppare all’estero un’attività di costruzione del mercato, e non è facile. Puntare a mercati diversi da quelli europei significa acquisire competenze e adottare modalità di operare differenti rispetto al mercato nazionale, ottemperanza regolatoria, conoscenza della distribuzione e del mercato: sono progetti da pianificare con cura».
L’internazionalizzazione rappresenta comunque una opportunità anche per le imprese del settore dell’estetica. Cosmetica Italia ci crede, riporta Berchi «il Gruppo Cosmetici per l’Estetica ha creato un gruppo di lavoro su questo aspetto e partecipa attivamente a tutte le attività che Cosmetica Italia organizza per aiutare le imprese a proporsi all’estero. Si tratta di incontri, fiere e missioni esplorative che possono aiutare a muovere i primi passi».
di E.Perani
The Cosmopack wall 2017: annunciati i progetti finalisti dell’iniziativa
Cosmopack, l’evento B2B che coinvolge l’intera filiera del settore beauty a livello internazionale, torna a Bologna dal 16 al 19 Marzo 2017. Materie prime, formulazione, macchinari, e packaging: il meglio dell’industria cosmetica e della tecnologia produttiva si riunisce a Bologna per presentare in anteprima mondiale innovazioni, soluzioni e le ultimissime tecnologie nel settore.
Tra le iniziative più interessanti, The Cosmopack Wall Award, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, un appuntamento riservato alle aziende di eccellenza, italiane e internazionali, con i progetti più innovativi, la ricerca e le soluzioni che disegneranno la filiera cosmetica del futuro.
Oltre 100 i progetti presentati quest’anno dagli espositori di Cosmopack, un record assoluto. Tra i progetti in nomination, tutti di grande qualità e contenuto, sono stati selezionati i finalisti che hanno saputo interpretare al meglio il nuovo concept definito in collaborazione con Beautystreams, agenzia di trend internazionale e partner strategico dell’iniziativa. Tema dell’edizione 2017, “Let’s get emotional…urban poetry”: come l’emozione suscitata da un particolare packaging, dalla texture di un prodotto, dalla fragranza, può guidare il processo decisionale di acquisto.
A selezionare i migliori progetti, una giuria di manager ed esperti dell’industria cosmetica riconosciuti a livello mondiale:
• Annick BEATRISINI, Director – Innovation & Research, COSNOVA GmbH – Germania
• Sam CHEOW, Chief Product Accelerator, L’Oréal USA (USA)
• Vittoria FILIPPI GABARDI, Beauty Journalist per Vogue Italy, Condé Nast – Italia
• Britta FLECK, President & Managing Director, Glossybox – Stati Uniti d’America
• Seung-chuel KIM, Marketing Headquarters, Managing Director, TonyMoly – Corea del Sud
• Stefano LAVORINI, Editor in Chief, Italia Imballaggio – Italia
• Elie PAPIERNIK, Managing Director, Centdegrés – Francia
• Eunyoung SHIN, Marketing Director, Clio Cosmetics – Corea del Sud
• Kilala TILAAR, Deputy Marketing Director, Martha Tilaar Group – Indonesia
• Lan VU, CEO/Founder, Beautystreams – Stati Uniti d’America
La giuria ha selezionato 24 progetti che saranno esposti come finalisti nell’installazione THE WALL, presso la Gallery tra i padiglioni 15 e 18 di Cosmopack. La premiazione avverrà venerdì 17 Marzo alle ore 17.30 nel padiglione 19 nella sala Cosmotalks.
La bellezza è “green”
Cosmoprof Worldwide Bologna, l’osservatorio leader internazionale sulle tendenze legate al settore della cosmetica organizzato da Bologna Fiere, festeggia il 50esimo anniversario dal 17 al 20 Marzo 2017 presentando per la prima volta BeOrganic: un’area interamente dedicata alle aziende che producono prodotti cosmetici biologici.
L’area arricchirà l’offerta espositiva di COSMOPRIME, lo spazio anteprima di Cosmoprof Worldwide Bologna 2017 che dal 16 al 19 Marzo, in concomitanza con Cosmopack, ospiterà aziende di livello internazionale con una forte connotazione retail.
Cosmoprof Worldwide Bologna, forte del proprio passato di 50 anni, conferma il ruolo di manifestazione di riferimento per il trendscouting nell’universo beauty, e all’interno di BeOrganic le più importanti aziende di “organic beauty” potranno inoltre incontrare buyer e distributori presenti a COSMOPRIME all’interno dell’International Buyer Lounge, per favorire lo sviluppo di nuove opportunità di business.
Ad incrementare la vocazione “green” di Cosmoprof Worldwide Bologna 2017, tutte gli espositori che presentano prodotti biologici certificati potranno esporre il label “BeOrganic”. Professionisti, buyer e distributori presenti in manifestazione potranno in questo modo riconoscere più facilmente le aziende certificate “organic beauty”.
La cosmesi “green” sta acquistando margini di mercato sempre più ampi, perché tra i consumatori di prodotti beauty aumenta l’attenzione alla salute e all’eco-sostenibilità. In particolare, i prodotti “organic” utilizzano ingredienti provenienti da agricoltura e apicoltura biologica, con trattamenti privi di pesticidi e insetticidi. A differenza dei prodotti naturali, che contengono solo ingredienti privi di ftalati e parabeni ma che non hanno una certificazione specifica, i prodotti beauty biologici devono essere conformi al Regolamento Europeo 1223/2009, all’USDA ORGANIC (US DEPARTMENT OF AGRICOLTURE) e al California Organic Products Act of 2003 (COPA 2003). La certificazione accurata e l’alta qualità dei prodotti biologici spinge ad una crescita economica del mercato nel settore bio e naturale, con un aumento annuo di 1 miliardo di dollari e un volume complessivo che supera i 10 miliardi di dollari, come registrato dalle principali società specializzate in ricerche economiche.
Tra innovazione e nuove tendenze
La categoria dei solari ha registrato una crescita marginale nel 2015, ma la diversificazione dei prodotti e l’innovazione stanno aprendo nuove porte a futuri incrementi. Il mercato dei prodotti solari, nel suo complesso, è cresciuto del 2,5% nel 2015 con un valore complessivo di circa 10 miliardi di dollari statunitensi, con la categoria dei prodotti per la protezione solare in testa al gruppo, davanti a doposole e autoabbronzanti. America Latina, Medio Oriente e Africa vantano i maggiori guadagni nella vendita al dettaglio, con la prima che ha registrato una crescita di quasi 8% rispetto al 2014. I numeri mostrano certamente una crescita del settore, ma è necessario notare che ha subito un rallentamento in termini di crescita globale. I mercati maturi non sono cresciuti molto, con una leggera flessione nel 2011, quando sono state introdotte le BB cream, inoltre nel 2013 si è registrato un altro piccolo declino. La categoria dei solari è in rapida evoluzione, in particolare per quanto la protezione solare non è più associata solo con impatti negativi sulla salute, ma anche con l’accelerazione del processo di invecchiamento. Questo si traduce in implicazioni di vasta portata, sia per la protezione solare sia per i marchi di bellezza, e sta portando nuove opportunità all’interno di del settore.
Ripartizione per categorie
Sotto il nome di prodotti per la protezione solare possiamo distinguere diverse categorie, protezione solare, doposole e prodotti autoabbronzanti. Secondo Euromonitor, i prodotti per la protezione solare rappresentano quasi il 90% sul totale del mercato in esame, per tale motivo è vitale per le industrie produttrici concentrarsi sulle esigenze che il consumatore manifesta in questo segmento. I prodotti solari hanno avuto una crescita di circa il 2,9% delle vendite al dettaglio sul 2014, portando la categoria a 8,9 miliardi di dollari, in parte grazie all’innovazione continua e ai mercati emergenti. La categoria doposole, composta di prodotti come creme idratanti, spray o gel raffreddanti, balsami per il corpo e labbra, maschere lenitive e solari per capelli, ha visto un aumento della vendita al dettaglio 1% nel 2015, portando il totale a categoria 665 milioni di dollari. Nel frattempo, gli autoabbronzanti sono scesi dell’1,9% nel 2015 a circa 536 milioni di dollari, in linea con l’andamento del maggior mercato, il Nord America, che è diminuito del 2%, mentre il numero di inglesi che utilizzano i prodotti di autoabbronzanti è sceso, allo stesso modo, del 4%.
Prospettive regionali
Brasile, Cina e Stati Uniti d’America contribuiscono per circa il 50% del fatturato del mercato, tuttavia, anche se i mercati emergenti sono cresciuti fortemente, ci aspettiamo che il rallentamento delle economie di Brasile e Cina frenino la crescita del settore. Gli Stati Uniti hanno subito un rallentamento rispetto al 2014, così come Francia, Spagna e Italia hanno registrato un arretramento nel mercato dei solari. Secondo le stime di Euromonitor, entro il 2018, l’America Latina contribuirà alla crescita assoluta globale nel settore della protezione solare per un valore stimato di miliardo di dollari, su un totale di 1,8 miliardi di dollari. Le zone in cui i prezzi unitari sono in aumento sono l’America Latina, il Medio Oriente e l’Africa, i cui mercati, in gran parte non hanno ancora subito la penetrazione delle aziende del settore. L’Asia-Pacifico è in forte crescita in termini di volume, ma non in valore. Il Brasile e Svezia sono mercati in cui si prevede una forte crescita delle vendite sia un’alta spesa pro-capite, ma i tassi di crescita più elevati sono attesi in Vietnam e in Cina, dove la spesa pro capite è in questo periodo bassa. I mercati maturi dove è previsto un aumento della spesa pro-capite comprendono la Corea del Sud, l’Italia e la Spagna. Il Regno Unito è l’unica regione in cui si prevede un tasso di crescita annuale in declino. Infine, un fattore che negli scorsi anni ha contribuito a frenare l’innovazione nel settore dei prodotti per la protezione solare, sono state le modifiche alle legislazioni nazionali che hanno determinato anche la rietichettatura dei prodotti, ciò ha fatto in modo che le aziende si siano concentrate sugli aspetti regolatori togliendo risorse all’innovazione di prodotto.
Nuove sfide, nuove opportunità
Una delle sfide maggiori, ma anche una grande opportunità, è il crescente numero di prodotti che incorporano la protezione solare come caratteristica aggiunta in idratanti, anti age, fondotinta, BB e CC cream. L’aggiunta di un fattore di protezione solare in prodotti esistenti, ha fatto in modo che i consumatori non avvertano la necessità di un livello extra di protezione e le creme BB e CC fanno appello al desiderio di convenienza e al valore del prodotto. Le aziende cosmetiche, che producono anche solari, stanno puntando sui prodotti multifunzionali per aumentare i vantaggi offerti nei propri prodotti, determinando una sfumatura tra i segmenti. Malgrado ciò, nella categoria dei solari vi sono ancora molte opportunità di innovazione e di espansione. Il settore dei solari rappresenta attualmente meno del 2% del mercato totale della bellezza e cura della persona, i produttori stanno osservando quali sono i trend per creare nuove offerte, in modo tale da incrementare la quota di mercato di questa tipologia di prodotti.
Le richieste dei consumatori
Il consumatore è divenuto maggiormente sensibile agli effetti che la radiazione solare ha sulla pelle, e sul corpo in generale. La stragrande maggioranza dei consumatori non considera più solo il potenziale abbronzante delle creme solari, ma privilegiano il livello di protezione contro le neoplasie della pelle e il fattore anti invecchiamento. La protezione solare è diventata parte essenziale dei prodotti di bellezza di tutti i giorni. Tuttavia, i consumatori non sono solo richiedono livelli più elevati di protezione solare; desiderano anche opzioni formulative ampliate e diverse applicazioni disponibili. Nell’odierno mercato della bellezza, la multifunzionalità è la chiave, i prodotti solari devono prevede il nutrimento della pelle e ingredienti anti invecchiamento, così come protezione dai raggi UV, mentre i prodotti cosmetici devono offrire anche la protezione dall’irraggiamento solare. Forte è la richiesta di una maggiore qualità, un packaging elegante, prodotti scientificamente provati con affermazioni precise sul livello di protezione solare. Da tutto questo derivano una serie di nuove opportunità e sfide per i produttori di cosmetici, per tenere il passo con queste richieste del mercato, la determinazione spettrofotometrica di protezione dai raggi UV nei prodotti cosmetici sta diventando sempre più essenziale che mai. I solari si trovano ad affrontare un aumento della concorrenza da parte del segmento della bellezza. Due delle maggiori critiche ai prodotti per la protezione solare riguardano la consistenza e l’odore, per questa ragione la maggior parte dei consumatori usa un prodotto per la protezione solo quando si reca in vacanza al mare o in montagna. I produttori stanno facendo uno sforzo concertato per creare formulazioni leggere e nuove profumazioni, che offrono la stessa protezione insieme a un’esperienza più piacevole. Occorre prestare anche attenzione ai tipi di pelli, soprattutto le più sensibili, pertanto è necessario creare linee specifiche per che si adattano a diversi tipi di epidermide, ma anche in base al sesso e all’età. Se i solari per i bambini ne esistono di diverse tipologie e caratteristiche, quelli destinati specificatamente agli uomini sono solo l’1% di quelli lanciati sul mercato nel 2014. Un dato che dovrebbe far riflettere: è possibile che gli uomini, se avessero a disposizione più prodotti a loro dedicati, incrementerebbero il loro uso?
Conclusioni
Il settore dei prodotti solari è soggetto a una profonda evoluzione, le recenti stime indicano una forte crescita nei prossimi due anni, ma non è tutto oro quel che luccica. Questo incremento riguarderà soprattutto specifiche aree geografiche, come l’America Latina, in particolare Brasile e Argentina, l’Indonesia, il Messico, la Cina, la Thailandia, il Vietnam e l’Arabia Saudita e specifici prodotti come i multifunzionali. Se le cosiddette economie emergenti possono guardare con una certa dose di ottimismo al futuro, il Vecchio Continente, pur restando il mercato principale, assieme agli Stati Uniti, si manterrà stabile o manifesterà una crescita minima, i paesi che traineranno il settore Francia, Italia, Spagna e Germania. Negli ultimi anni, in Italia si è osservata una stagionalità marcata nella vendita di protezioni solari, poiché le protezioni solari sono usate in concreto solo in estate, mancando un’informazione che accresca la consapevolezza circa i rischi dell’esposizione al sole, presente tutto l’anno, non solo nella bella stagione. Inoltre non è mancata una lieve flessione delle vendite negli ultimi anni. In futuro, potremmo aspettarci di avere più prodotti al di fuori della categoria dei solari veri e propri, questo è stato finora evitato per mezzo della segmentazione, ma andando avanti ci dobbiamo attendere una sovrapposizione tra i prodotti appartenenti a vari comparti del mercato cosmetico, ma le aziende si prodigheranno a riconquistare la fetta di consumatori persa, anche grazie a un mercato improntato su prodotti cosmetici solari innovativi. La sovrapposizione tra prodotti skin care e sun care, costituisce solo una parte della storia poiché è vero anche l’opposto, i produttori di solari stanno mostrando le loro ambizioni in categorie che vanno al di là dei prodotti per la cura della pelle, tra cui cosmetici per il trucco e la cura dei capelli.
Protezione ad ampio spettro
Una delle qualità più importanti che consumatori stanno cercando in un prodotto solare è una protezione ad ampio spettro. Storicamente, i produttori di creme solari hanno focalizzato le loro formulazioni sulla protezione contro la radiazione UVB, bloccando lo spetto solare principale responsabile di danni visibili, come le scottature. I raggi UVB sono associati più ai danni da sole che i raggi UVA, ma quest’ultima radiazione ultravioletta è in grado di penetrare molto in profondità nella pelle, fino a raggiungere le cellule del derma e, nel lungo termine, possono alterare la struttura cutanea. Nel tempo è crescita la consapevolezza circa gli effetti dei raggi UVA e UVB e, di conseguenza, è crescita la domanda di prodotti solari e multifunzione che proteggano dall’irraggiamento. Alcuni produttori hanno iniziato a quantificare separatamente la protezione UVA e UVB sulle etichette. La determinazione di entrambe le protezioni sta diventando sempre più lo standard del settore.
Bibliografia
-Euromonitor: Global market and consumer demands for multi-functional products in sun care and skincare. In-cosmetics 2015
-http://blog.euromonitor.com/2016/09/33765.html
-http://blog.euromonitor.com/tag/sunscreen
-http://www.mintel.com/press-centre/beauty-and-personal-care/the-sun-shines-over-the-european-suncare-market
-http://www.brazilbeautynews.com/sales-of-sunscreen-products-set-to-expand-by-14,559
di Marco Colombini in collaborazione con Euromonitor International








