Determinare la sensibilizzazione cutanea in misture complesse

Definire se una sostanza può essere o meno un sensibilizzante cutaneo è certamente più semplice che farlo con una miscela di sostanze, soprattutto se di origine vegetale. Eppure, in ambito cosmetico, questo è un compito che deve essere svolto con una certa frequenza. Qualche tempo fa, un gruppo di ricercatori della Kao Corporation avevano proposto l’uso di una combinazione di test in vitro per semplificare questo processo: il KeratinoSensTM e il h-CLAT. Parallelamente, il gruppo aveva confrontato i risultati ottenuti con i due test usati in sinergia con quelli dati dal test LLNA: avevano così scoperto che alcune sostanze riuscivano a mascherare il proprio potere sensibilizzante.

Con l’avvento del 2019 gli stessi ricercatori hanno pubblicato un secondo articolo in cui propongono una strategia di risk assessment da mettere in atto per le sostanze risultate negative al test binario e che consiste nel calcolare, in breve, soglie di sensibilizzazione cutanea per le misture, o mixture DST.

Studio: Taku Nishijo, Masaaki Miyazawa, Kazutoshi Saito et al. The dermal sensitization threshold (DST) approach for mixtures evaluated as negative in in vitro test methods; mixture DST. The Journal of Toxicological Sciences. Volume 44, Issue 1 (pgg 23-34). 2019. Doi: https://doi.org/10.2131/jts.44.23

https://www.jstage.jst.go.jp/article/jts/44/1/44_23/_article

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